“Cura e manutenzione della donna” di Jerome K. Jerome.

«Porcheria da ufficio marketing di casa editoriale. Profusioni di luoghi comuni di humour inglese di un secolo fa, quindi non fa neanche ridere, raffazzonate copiando e incollando qua e là estratti da diverse fonti». Così dice un utente di aNobii e temo abbia preso un granchio. O forse il titolo l’ha tratto in inganno. E poi, caspita!, mancano le figure. Ok, vedremo di rimediare…

Questo libricino – novanta pagine meno sbrisga e senza bamboline di carta, tradotto e curato da Cecilia Mutti per Mattioli 1885 – è una chicca. E sapete bene che le chicche richiedono palati adatti, o forse lettori snob. Io, per non sbagliare, mi metto tra questi ultimi e sono lieta di dire che l’umorismo inglese e datato – i testi sono nati a cavallo tra ‘800 e ‘900, l’amico di aNobii lo sa e se ne lagna comunque – continuano a mietere vittime sorridenti anche adesso.
Per quanto riguarda i luoghi comuni, mi spiace dover ammettere che il buon Jerome non ha incluso donne e motori gioie e dolori, ma sarebbe andato bene anche donne e buoi dei paesi tuoi. Invece no, niente, qui non li troverete.

Troverete invece – nel testo che dà il titolo al libercolo – spassosi consigli per la luna di miele: lunga per farsi un’idea di come sarà la vita a due o breve (pagina 18) per «Non dare occasione a tua moglie di criticarti prima che si sia abituata ai tuoi difetti»?
Se poi siete usciti illesi dall’esperienza – ditemi dove siete stati in luna di miele, sono curiosa… – verrete annoverati tra gli esperti e potrete dire la vostra sul «Perché è un errore sposarsi in inverno» (pagina 33). In questi pensieri sparsi il sior Jerome salta spesso di palo in frasca, finisce persino a raccontarci la vita matrimoniale delle rondini. Come fa notare un altro anobiano, «Se io avessi scritto un tema come Jerome scriveva i suoi articoli, avrei preso 2. L’autore parte da un argomento e finisce, due pagine dopo, parlando di tutto altro». Ma come Jerome non lo fa nessuno, e tutto sa di buono e di pulito. Ci si sente quasi persone migliori, ché «Una risata seguita da un sospiro, un bacio e un addio: così è la vita. A cosa serve piagnucolare?» (pagina 13). L’avessi scritto io, mi avreste detto si smettere di fumare l’erba del giardino.

Interessante anche il quesito «Si possono conciliare sport e matrimonio?» (pagina 48). All’interno diverse frecciatine ai francesi, e voi sapete che detesto cordialmente i francesi, nonostante il libercolo mi predisponga a una certa bontà d’animo. Ma mica può fare miracoli!
Si prosegue con «Sul martirio dei moderni mariti americani» (pagina 60) – che proprio non è quello che sembra – e si finisce con «Le donne devono essere belle?» (pagina 71). «Per le belle ragazze saranno tempi duri, d’ora in poi. Fin qui, hanno avuto la vita facile. Ma in futuro non esisteranno più le belle ragazze, per il semplice motivo che nessuna sarà più abbastanza brutta da far risaltare le doti altrui», elucubrazioni di un Jerome alle prese con un settimanale per signore.
Finale buonista ma, ehi, baby… lui è Jerome, mica Giramenti!

Un libro bomboniera – i confetti non sono inclusi – al costo di cinque euro meno venti centesimi, quelli li potrete lasciare al suonatore d’organetto. Poi sorridete e fatevi ritrarre nel quadretto a punto croce.
Il libricino, vista la cura con cui è stato confezionato, risulterà un regalino elegantissimo, ma andrà bene anche da sfoggiare sul tavolino da caffè, con maioliche in tinta. Certamente Cura e manutenzione della donna darà sui nervi a chi detesta la campagna inglese e i centrini della nonna, alle signore scollacciate che “Il porco mi guarda le tette, ma come si permette” e ai lettori d’azione e solo azione, ché in questo libro non succede un cazzo. Piacerà invece ai fan dei Tre uomini in barca e poi a zonzo, e a chi, guardando con simpatia il buon Jerome ritratto in copertina, invidierà i suoi baffi. Sì, ok, magari i baffi li ho notati solo io. È che prima facevo il barbiere…

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About Gaia Conventi

Scrivo, ma posso smettere quando voglio.

29 responses to ““Cura e manutenzione della donna” di Jerome K. Jerome.”

  1. Paolo Parigi says :

    Signori miei, Jerome è stato uno degli umoristi più raffinati a cavallo dei due secoli (passati), se il suo umorismo non vi piace sappiate che non è colpa “sua”, siete voi troppo rozzi. Ecco, ora l’ho detto.

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    • Gaia Conventi says :

      È un genere d’umorismo a cui non siamo più abituati. Diamo la colpa all’editoria o facciamo finta di niente? 😀

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      • Daniele says :

        Credo sia normale, alla ricerca di meccanismi di risata più efficaci o almeno diversi, diventa quasi un gioco al rialzo: più gag, gag più aggressive, basti vedere anche in tv la differenza tra le scenette di più di vent’anni fa e quelle di dieci anni fa – o oggi.
        Un tempo i numeri erano più rilassati, si costruivano le situazioni con calma per cercare di scatenare una risatona finale, mentre oggi si cerca di far ridere in continuazione – con risultati non sempre all’altezza…

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        • Gaia Conventi says :

          Ora, sia chiaro, non mi intendo di umorismo. Ho letto qualcosa a riguardo e praticato l’arte nel mio piccolo.
          Giallo di zucca, tanto per intenderci, non è scritto come questo blog. Sulla carta preferisco leggere e scrivere in punta di fioretto. Quindi poi sul web leggo e scrivo di peggio, roba con più ciccia sulle ossa, diciamo così. Ovviamente, per rendermene conto, mi sono prima fatta un giro tra l’umorismo di qualità, così so anche di non dovermela tirare quando scrivo. 😉

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          • Daniele says :

            Io capisco l’umorismo solo se mi fa ridere. Devo avere antenati rettiliani…
            In quanto a far ridere, ci riesco ogni tanto con le persone che conosco molto bene. Spesso usando citazioni cretine parafrasate 😛

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            • Gaia Conventi says :

              Be’, l’umorismo che non fa ridere ha perso in partenza. A me succede di incocchiare qualche programma ridanciano in tv e di chiedermi: ma chi ride con ‘sta roba? È un dubbio che mi ammazza.

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              • sarapintonello says :

                Io rimpiango ancora il Trio e in particolare la Marchesini dei tempi d’oro. Oggi in tv è tutto trito e ritrito, Colorado e Zelig sono diventati la fiera dei pagliacci 🙂
                Un buon umorista (o comico che dir si voglia) deve saper fare arte da solo e con quello che ha…anche io farei ridere pure i polli vestita come una demente, ma sarei io la comica o sarebbe solo una pagliacciata?
                Che poi, pure a fare i clown bisogna essere capaci!

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                • Gaia Conventi says :

                  Quelli del Trio erano bei tempi, la tv riusciva ancora a sfornare risate intelligenti. Non so quando torneremo a ridere così, guardo poco la tv e quello che vedo mi lascia perplessa. Ormai gli umoristi bravi – anche – a improvvisare sono pochini. Fiorello nelle improvvisazioni non se la cava malaccio, ma non mi fa ridere nemmeno per sbaglio. Ma si sa che io ho gusti difficili. 😉

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                  • sarapintonello says :

                    Gli unici che ho rivalutato sono Ale e Franz nel programma “buona la prima” lì è tutta improvvisazione, e a parte qualche battuta mal riuscita nel complesso li apprezzo. Fiorello non è male, ma lo ritengo scontato a volte (idem Panariello).

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              • mosco says :

                ridono quelli che non capiscono l’umorismo leggero.
                I cretini? 😀

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  2. Daniele says :

    Non ho mai letto nulla di Jerome e molti mi hanno detto che prima o poi dovrò rimediare. In compenso, ho un libriccino della Mattioli e ho notato che sono piuttosto graziosi ed eleganti 🙂

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  3. mosco says :

    L’umorismo greve è facile da capire, l’umorismo leggero è per persone intelligenti.
    L’ironia, poi, ti salva la vita.

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  4. ingenuetà says :

    Uh, che salto nel passato! Jerome K. Jerome me l’ero dimenticato, i libri li ho letti quando ero piccina, e probabilmente hanno formato il mio senso dell’umorismo. Mi viene voglia di recuperarli, sicuramente apprezzerei anche dettagli che ai tempi mi erano sfuggiti.
    PS – oggi avrei proprio bisogno di tirar sotto un paio di colleghi…ti contatto in privato? 🙂

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  5. impossiball says :

    Mi chiedevo: ma c’è qualcuno che non detesta i francesi? 😀

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  6. Franco Lotti says :

    Grazie per questa recensione. Dopo aver riletto Tre uomini in barca, ho acquistato altri libri di Jerome ed in particolare ho trovato molte situazioni divertenti in Tre uomini a zonzo. Questo titolo però lo avevo forse sottovalutato.
    Rimedierò.

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