“Il Libraio” di dicembre 2014, per un Natale di spottoni e panettoni!

Non me ne voglia Wilbur Smith se l’ho camuffato e ingentilito, la copertina originale de Il Libraio mi faceva paura. Detto questo, passiamo alle rivelazioni dell’editoriale di Stefano Mauri: il libro di Malala – libro che «esprime i valori che accomunano chi legge: coraggio, fiducia nello studio, nella tolleranza, di genere, di razza, di religione», così ha deciso Il Libraio – viene raramente acquistato in ebook perché è «un simbolo, un oggetto da avere». Insomma, piazzatelo in libreria e vi dirà lettori coraggiosi che hanno fiducia nello studio, nella tolleranza e blablablablà. Apprendiamo inoltre, con un certo sbigottimento, che Massimo Gramellini è «un uomo con tre o quattro cuori». Probabilmente è il rimbombo del battito cardiaco a fargli scrivere le cose che scrive, poverino.

Il numero di dicembre de Il Libraio è stato smembrato e riassemblato in venti comode categorie.

1. Gli amatissimi

Amatissimi fa degli autori amatissimi il parente che vediamo volentieri a Natale. Forse perché lo vediamo solo a Natale.

Se l’amatissimo chiama, il meglio risponde.


Dialogo tra lettori e autore con tanti cuori. Sì, è sempre lui.

2. I definitivi

Niente sarà più come prima!


Con trapianto di cornee in omaggio.


Potete smettere di scrivere, non riuscirete a fare di più.


L’editoria è piena di fenomeni e di amatissimi. L’avete notato?


(Ok, lo ammetto, questa non stava su Il Libraio).


È il vostro naso che ve lo chiede!


Dei loro, io non sono stata interpellata e quindi sogno per conto mio.


Dai, su, sono ragazzine, mica le puoi menare per così poco.


Non lo sentite il baccano?


Eh, non ci sono più le mezze stagioni!


Blog che apprezzo e continuerò a seguire. Online.

3. I bestseller

Il termine bestseller è come il filtro flou nelle foto di matrimonio, fa belle anche le racchie.


La voce è grande perché il bestseller è certo. Si fosse trattato di una cazzata, la voce sarebbe stata glande. Ma nessuno si sarebbe scomodato a dirvelo.


La saga familiare fa bestseller, la saga mentale fa bestsòller. Ma se c’è la passione…


Avete presente? Ecco, sì, lui.


Uno a caso.


Così allietiamo l’agonia delle librerie indipendenti.

4. I più venduti

Talmente venduti che non servirebbe lo spottone, e invece…


Magari non sarà un bestseller, però tiene bene la cottura.


Talmente venduto che se gli scappano due madonne ne fanno un audiolibro.


Non che in Italia siano poi così tanti… Ah, ok, no, come non detto: sennò poi mi danno della rosicona.


Con la emme maiuscola sennò faceva tanto Cepu.

5. I ben piazzati

Amatissimi e vendutissimi, sempre in classifica. 


Deliziosamente in classifica.


A tutte. Ditene una… Sì, ok, era anche lì.


E come dicevamo nella scorsa puntata: anche la filaria va dritta al cuore, ma non pretende di finire in classifica.


Ditemi quali così posso starci lontana.


Arrivati a cento si sono stufati di contarle.


Stavolta sono cento tonde tonde.


Anche quando scrive biglietti d’auguri natalizi.

6. I debuttanti

Debuttano e sbancano, e bravi loro!


Tornano i fenomeni…


Ecco, appunto.


Cinquanta sfumature d’esordio.


Manca solo il “compratelo!”.

7. I milioni dei migliori

L’editoria va matta per i numeri e li spara col cannone da neve.


Non preoccupatevi, a fare tre milioni è un attimo.


Contati uno per uno.


E non sono quelli di prima.


Il riciclone!


Magari non lo leggono, ma gli vogliono tanto bene.


Fatevi avanti che vi contiamo!


Quasi quasi faccio sette milioni di telefonate a caso…


Ma devono dirvi chi è, sennò la snobbate in sette milioni.


E qui ci giochiamo l’asso di briscola!

8. Le reginelle

La regina fa subito strafiga.


Occorre sempre essere regina di qualcosa.


Si sono spartite il reame…


Leggerla in cartaceo potrebbe rivelarsi pericoloso.


Lei è Anne Rice e su Facebook non è “scrittore presso me stesso”. Regina dei vampiri suona meglio.

9. Lei non sa chi sono io!

Ecco, appunto. Quindi occorre farlo presente.


Per fare l’alpinista ci vuole coraggio, per scriverci un libro… di più.


Leggendo ‘sto complimento complimentoso, sua mamma si è commossa.


La prima volta non si scorda mai.


Il passeggiatore da disgrazia.


Finalmente un giornalista che scrive scomodo, per lui nessuna poltrona… solo sgabelli.


Ci piace ‘na cifra!

Stia buono lei, con quel look così datato e prigioniero!

10. I Nobel

Il Nobel fa sempre la sua bella figura. Che sia vecchio o nuovo, dirlo Nobel è come fargli i ricami.

11. I curativi

Questi vi faranno stare meglio, vedrete.


No, tranquilli, non è un libro in supposte.


Basta un poco di zucchero e il libro-pillola va giù.


Ai bambini lo diamo in sciroppo, così il bene comune gli fa subito schifo e li assumiamo a Giramenti.

12. I cine-tele-libri

Se la gente non legge, occorre acchiapparla in qualche altro modo.


Amicizia, speranza e guai a voi se non pagate il canone.


Ma non state troppo lontani dalla televisione, le buone abitudini non bisogna perderle!


E vuoi non dirlo un bestseller?


Spendi (il nome) e incassi.


Citando Marcello Marchesi: “Mangiate merda, milioni di mosche non possono sbagliare”.

13. I questo e quello

Scomodare “questo e quello” è come citare mio cuggino, mio cuggino… Quello che conosce il tizio che sul televisore ha appiccicato il macchinino per le rilevazioni dell’Auditel.


«Una voce intensa e commovente come quella di Gramellini, un personaggio eccentrico come la protagonista dell’Eleganza del riccio». Non avessero tirato in ballo Gramellini, quasi quasi…


Diamine, dovrà pur voler dire qualcosa!

14. Il parere dell’esperto

Non importa in cosa sia esperto, è un nome che a tanti dice qualcosa. Quindi è sicuramente esperto. In qualcosa.


Metti si sia pure rotto le balle…


Lucianina nostra sa dare pareri talmente tecnici che, avesse i piedi buoni, giocherebbe in nazionale.


Resisto all’acquisto, ed è tutta colpa dello spottone!


Dopo aver recensito Cooper, da lui nemmeno le indicazioni stradali.


E quando ti giochi l’accattivante, hai già fatto giornata.


L’accattivante chiama l’affascinante, tanto vengono via gratis.


Avrebbe potuto dirlo persino la Littizzetto.

15. A dire il vero…

Storie vere di vita vissuta.


Si sono messi in coda in parecchi, poi il fortunato è stato estratto a sorte.


Per un bel Natale da piangere.


Questo andrebbe tra i bestsòller, devo decidermi a fare ‘sta categoria.


Ma non vi basta il pranzo di Natale coi parenti?

16. I “guarda come m’impegno”

C’è gente che a fare spottoni ci mette del suo, e noi ve lo dimostriamo!


Ambiguo e imprevedibile. Neanche Mastrota avrebbe saputo fare meglio.


L’atmosfera è magica, tipicamente natalizia. Ma va bene anche se lo leggete a Pasqua.


E qui scomodiamo due cose che funzionano, ci aggiungiamo quel capolavoro perché vogliamo dormire tranquilli.


Un tizio da invitare a cena. Ma solo al ristorante, sennò fa un mucchio di storie e vi tocca prenderlo a mestolate sul groppone.


Glicemia portami via!


Fa fine e non impegna.


Imprescindibili, senti come suona bene…


Ed è subito poesia.


Nella blogosfera più cialtrona
il sopravvivere di una quarantenne
che voleva perculare l’editoria.
[Fatelo scrivere sulla mia lapide].


Non importa dire quale.


Certi spottoni ti spingono a rincoglionirti di Playstation…


Anche il magistrale fa la sua porca figura.


Solo gli ammeregani sanno scrivere certi spottoni, e senza che gli scappi da ridere.


Ok, grazie, vado a leggermi un Topolino.


Straordinario, sennò non era credibile.


L’amore sarà straordinario, ma le ricette sono pure meglio. 


In fondo a destra, ma detto con tre lauree in saccoccia.

17. Gli spottoni del venerdì

Venerdì pomeriggio, la redazione sta chiudendo, la signora delle pulizie deve lavare i pavimenti e su quei pavimenti ci sono ancora i piedi e le scarpe dell’ultimo sopravvissuto. Dai che è tardi! Ecco allora lo spottone dell’ultimo minuto, quello che ti salva dalle ire della siora Elvira che deve passare lo straccio.


Il buonumore è in regalo, il libro lo paghi.


Il venerdì il buonumore va via come il pane.


Anche l’avventura fa tanto “dai che dobbiamo chiudere!”.


E dovreste sentirlo quando canta sotto la doccia!


Ché i riccioli già li avevano assegnati.


Ecco, appunto, quel tale lì… hai presente?


Qui la siora Elvira deve aver brandito lo scopone.


Daje che l’Elvira ha fretta di passare lo straccio…


Questo spottone l’ha suggerito l’Elvira.


Lo spottista professionista con ‘ste cose non ci dorme la notte.


Il cioccolato non è in omaggio, sappiatelo.


Sì, ecco, tanto per capirci.


Lo spottista si era stufato di citare classifiche a caso.


Nel frattempo la siora Elvira scalpita…


Ecco, qui deve averlo preso a randellate.

18. Gli spottoni del venerdì: “il nuovo”

È una sottocategoria: arrivati a raschiare il fondo, si va di scarpetta.

19. Le grandi verità

Cose da sapersi!


Questa è pregnante.


Speriamo paghi metà del mutuo.


Suona così bene…


Pare più credibile di “La legge è uguale per tutti”, non trovate?


Ah, ok. E quindi?


E se lo dice «il presidente Alce Nero»…


Saggio prezioso e unico, contributo fondamentale. Strano non mi venga voglia di leggerlo.

20. I segreti rivelati

Segreti segretissimi, ma guarda caso c’è un libro che li racconta.


Eh, sì, la guida zen serviva.


Lo chiediamo alla guida zen?


A non fidarmi del primo libraio che passa.

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About Gaia Conventi

Scrivo, ma posso smettere quando voglio.

13 responses to ““Il Libraio” di dicembre 2014, per un Natale di spottoni e panettoni!”

  1. sandraellery says :

    Quella del cane mi ha ricordato che domenica dopo essere stata in una libreria seria ho pestato una cacca sommersa da quintali di foglie, cioè pensavo di aver pestato solo la foglia che si è appiccicata alla scarpa e poi in auto l’odoraccio ha rivelato il guaio. Andare in libreria fa male, leggere il lIbraio invece fa ridere. Il passaparola poi, come se tutti fossero lì a parlare di libri, qui da te sì, ma in giro si sa che la gente parla d’altro. (A parte dalla siora Beretta)
    In ultima analisi conosco davvero una che avava l’apparecchietto auditel, e andavano comunicati cambi nel nucleo familiare, e ci ha raccontato cose assai divertenti. Bacione

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    • Gaia Conventi says :

      Dunque tu conosci davvero qualcuno con quel macchinino infernale?
      Devi parlarmene al pranzo di Giramenti. Assolutamente.

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      • sandraellery says :

        L’ho conosciuta di recente, dove? Ma tu pensa, al corso di tecniche narrative! Non mancherò di parlartene, al massimo ricordamelo se, presa tra una forchettata, una bevuta e altro, mi dovessi dimenticare.

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        • Gaia Conventi says :

          Ecco, mi sta bene, io che faccio tante storie e ai corsi di scrittura non ci voglio mettere piede. Così mi perdo le conoscenze giuste.
          Stai tranquilla che ti ricordo di parlarmene, per me sei il testimone oculare di un avvistamento di ufo. Più o meno.

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  2. MLA says :

    Ho perso mezz’ora di lavoro per leggere questo articolo lunghissimo, ma ne valeva la pena. Mi dispiace per i clienti, aspetteranno.
    Ah… se mia figlia mi chiedesse la biografia di Violetta, la menerei subito.

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  3. Holden says :

    Questa mattina non ho abbastanza mani per applaudirti! 😀

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  4. minty77 says :

    io non sono stata interpellata e quindi sogno per conto mio

    Applausi!

    Il libro dell’uomo che camminò tra le Torri Gemelle

    E non lo stiamo pubblicando perché tra poco esce il film, noooooo, eh! 😛

    Il riciclone!

    Esatto!

    E se lo dice «il presidente Alce Nero»

    Ma LOL! XD (Non è proprio così, ma fa certo più ridere :D)

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  1. “Il Libraio” di febbraio 2015 (prima parte). | giramenti - 2 marzo 2015
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