La correttezza paga, anche a Matera.

Giramenti fa parte del movimento La correttezza paga, gentaccia che va controcorrente e non recensisce libri di case editrici poco solerti nei pagamenti. Non paghi i traduttori, ti scordi di saldare i diritti degli autori? Bene, e allora sei fuori. Fuori dai blog che aderiscono a La correttezza paga.
Noi raccogliamo lamentele, le mettiamo assieme e le contiamo. Se risulta che la tal casa editrice non è corretta coi suoi collaboratori, noi i libri di quella casa editrice non li leggiamo. Riteniamo sia un nostro diritto NON farlo e non perdiamo tempo con chi dice che tutta l’editoria lavora così e il nostro schierarci contro tizio e caio è ridicolo e inutile. Noi facciamo – e NON facciamo –, gli altri blaterano. Ognuno si sceglie l’hobby che meglio lo rappresenta.

Detto questo, mi sono resa conto che La correttezza paga è applicabile in diverse situazioni, ché la cultura non è soltanto editoria e, fin troppo spesso, l’editoria e la cultura non sono nemmeno parenti stretti. Ecco perché oggi vorrei dare visibilità a un fatto che a qualcuno potrà sembrare marginale, l’ennesima occasione in cui chi lavora e crea viene improvvisamente messo da parte. Quante volte succede? Troppe. Quante volte i motivi di tale allontanamento vengono resi noti? Be’, raramente. In Italia siamo portati a credere che tanto le cose vanno in questo modo e nessuno può farci niente. Inutile farsi venire il mal di pancia per fattacci altrui, e poi parlare fuori dai denti potrebbe nuocere al nostro piccolo orticello. Meglio tacere, finché non tocca a noi. O no?

Veniamo dunque ai fatti: conoscendo Susanna Tartari e sapendo che la precedente edizione del presepe vivente tra i Sassi di Matera è stata una bomba, mi sono decisa a farmi un giro online per raccogliere idee e materiale per il mio viaggio. Voi sapete che la famiglia Giramenti si sposta solo in caso di gite fotografiche, se c’è roba buona da fotografare… si parte!
Eccomi allora a seguire il diario Facebook di Susanna Tartari, scoprendo che, all’improvviso, non è più il direttore artistico del presepe vivente di Matera. Ohibò, e come mai? Io non lo so davvero, ma ho visto questa video-intervista a Susanna Tartari – con cui ho collaborato a diverse iniziative, e che conosco per la professionalità e l’onesta intellettuale, e non solo – e mi sono ritrovata a pensare che dietro quell’espressione volutamente calma si nasconda ben altro. Altro cosa? Non lo so, il web non mi dice cosa sia davvero successo alla collaborazione tra Susanna Tartari e Matera, e al momento non me lo dice nemmeno l’Amministrazione Comunale a cui ho inviato questa email:

L’email è cliccabile.

Vi faccio solo notare che sul sito del Comune di Matera non esiste un indirizzo email del Sindaco, ho quindi dovuto disturbare il “Vice Sindaco”. Il sito istituzionale vuole la doppia maiuscola, mi sono dunque adeguata, ma se non riceverò risposta tornerò al più pratico “vicesindaco”.

Nel frattempo la stampa si è mossa…

E La Nuova Basilicata pubblica anche la mia lettera aperta al vicesindaco di Matera.

Non vi nego d’aver scritto questa email – subito rilanciata online da Sassi Live – dopo essermi sentita dire su Facebook, da un signore di Matera, che avrei dovuto fare qualcosa io, da “esterna”. Forse, in quanto “foresta”, qualcuno mi avrebbe dato retta.
La cosa all’inizio mi aveva fatta imbestialire: facile delegare, troppo facile. Ma magari per qualcuno esiste una timidezza applicata al locale: dillo tu, da fuori, così nessuno ci rimette. Come se ai tempi del web esistesse ancora un dentro e un fuori, un lontano e un vicino. Non è così, mi spiace.
Perdonatemi se in quell’email mi sono presentata in qualità di “blogger letterario e scrittrice”, sapete bene che detesto entrambe le definizioni, ma qualcosa occorreva infilarci e dirmi “Grande capo augh di Giramenti non mi sembrava indicato. Non so quanto sia ridanciano il vicesindaco di Matera.

Sarò sincera, la situazione vista da qui appare come la solita conventicola “coolturale” in cui, se qualcosa funziona, quel qualcosa già “cotto e mangiato” può fare a meno del direttore artistico che l’ha ideato. E poi, diciamocelo, il direttore artistico abita parecchio lontano… levarselo dalle scatole risulterà più semplice. O no?
Be’, no, non finché la correttezza paga e il web darà risalto a un fatto antipatico che non è semplicemente una “bagatella cittadina”. Una cosa da risolvere tra pochi intimi, tanto chi vuoi mai che lo impari…

Nel frattempo vedo che Basilicata Magazine mi cita in questo modo: «Fantomatici viaggiatori da fuori regione (in particolare da Ferrara) prendono pubblicamente le difese del direttore artistico del presepe e scrivono al vicesindaco di Matera. La blogger Gaia Conventi (una perfetta sconosciuta del web) voleva scrivere al Sindaco Adduce ma il suo indirizzo e-mail non era disponibile sul web così ha esternato al vicesindaco la sua strenua difesa del direttore artistico. Così per ripicca minaccia di non venire a scattare foto a Matera nei prossimi giorni. Ma chi gliele aveva chieste ste foto? Va beh, uno in meno…». Be’, mi pare lo spirito giusto, cosa che ho fatto presente anche all’autore del pezzo, in questa conversazione:

Qui il link dell’articolo che ho postato tra i commenti. Vi invito a farci un salto perché c’è un commentatore fenomenale. Gente così ti spinge proprio ad andare in gita a Matera, certo certo…

E per concludere, discussione e post di stamattina:

Ricordo ai nuovi utenti commentanti che qui i commenti anonimi non sono graditi: se l’email è farlocca, il commento non passa. Amen

*[La discussione, ben più comoda da leggere, sta sul mio diario Facebook: se siamo amici, la potete leggere anche lì; se non siamo amici… metti ci sia un motivo, ecco].

Annunci

Tag:, , , ,

About Gaia Conventi

Scrivo, ma posso smettere quando voglio.

31 responses to “La correttezza paga, anche a Matera.”

  1. impossiball says :

    Ma insomma, perché ti ostini a voler fare foto non richieste? 😀

    Mi piace

  2. LFK says :

    Non sai cogliere l’ironia. Ecco perché sei sconosciuta. Da che mondo è mondo, e paese è paese, i panni sporchi si lavano in casa. Non voglio difendere nessuno, ma non è la prima volta che assisto a una difesa dei propri lidi e interessi su attacchi esterni. Detto questo, c’è da dire una cosa: il tuo intervento, almeno, ha fatto muovere le acque. Dovrebbero ringraziarti anziché insultarti. Ma tant’è.

    Mi piace

    • Gaia Conventi says :

      Be’, sai, se un direttore artistico viene mandato a casa per “incompatibilità ambientale” – pare che la motivazione (?) sia questa -, allora viene da chiedersi se tale motivazione non suoni come “vieni qui, lavora per noi, quando non ci servi più… resta a Ferrara, grazie”. Ovviamente prendendo un contratto e facendoci barchette.
      Faccenda non nuova, mi ci sono già imbattuta. Mi chiedo se un giorno non capiterà anche a me, e chissà se qualcuno scriverà una letterina a un qualche vicesindaco. Nel dubbio, e se occorre, io le letterine le mando sempre.

      Mi piace

  3. ziozanna says :

    Insomma, i ferraresi vanno aiutati a casa loro.

    Mi piace

  4. Mario Borghi says :

    Lo sapevi benissimo che se ei bella ti tirano le pietre e se sei brutta ti tirano le pietre o, in questo caso, i sassi. E comunque a Matera c’è proprio bella gente eh.

    Mi piace

  5. 17lastella says :

    un vero galantuomo. Guarda ho già i brividi per l’emozione.
    Ah scusa, ma tu chi sei? Perfetta sconosciuta del web…
    E’ fantastico quando trovi un giornalista che sa fare ricerche, indaga, studia e si impegna prima di scrivere un articolo.
    Ah già…dimenticavo. L’articolo è stato scritto dallo stagista per 7 euro. Lui ha messo la firma.
    Oh? Non si più dire?
    Caspiterina che gaffe

    Mi piace

  6. pipporusso says :

    L’ha ribloggato su Cercando Obliviae ha commentato:
    Giramento del martedì…

    Mi piace

  7. Maristella Tagliaferro says :

    Ero davvero decisa ad andare a Matera, per vedere il Presepe Vivente che immaginavo incarnasse lo spirito vero del Natale, e per incontrare alcuni carissimi amici materani che mi hanno invitato più volte.

    Dopo il pessimo trattamento ricevuto dalla Direttrice Artistica del Presepe Vivente, la ferrarese Susanna Tartari, congedata a Natale
    “per incompatibilità ambientale”
    – cosa che mi fa pensare che chi ha potere decisionale sulla manifestazione non stia infondendo sulla stessa lo Spirito Natalizio che ispirava il mio viaggio –
    ho semplicemente deciso che NON andrò a Matera
    “per incompatibilità ambientale”.

    Attendo i miei amici materani a Venezia, oppure ci incontreremo in luoghi dove non si metta in discussione la “compatibilità ambientale” di una o di più persone.

    Maristella Tagliaferro, giornalista – Venezia

    Mi piace

  8. Daniele says :

    Anche tu, che vai a fare le foto alle cose che non sono trendy, potresti fare foto a vipS in giro per faccende di corna e farci pure i “big money”…

    Il problema non è la rimozione di una persona, purché sia motivata: incompatibilità ambientale mi fa pensare all’uranio, piuttosto che alle persone, se un incaricato non ha più le qualità per ricoprire un incarico si dovrebbe dire anche quali avrebbero dovuto essere, queste qualità.

    Alla fine della fiera, chi occupa adesso il posto della signora Tartari? Saperlo può esere utile per capire i motivi dell’accaduto, magari più di “incompatibilità ambientale”.

    Mi piace

    • Gaia Conventi says :

      Interessante questo articolo.
      Pare che le cose le si voglia “fare in famiglia”, ci sarà un perché.

      Mi piace

      • Daniele says :

        Ora sono combattuto: il mio animo trash apprezzerebbe un presepe con elementi come la strage voluta da Erode (sarebbe battuto solo dai re magi interpretati dalla Trinità di robottoni giappo di Mazinga, Goldrake e Jeeg) ma obiettivamente non sarebbe proprio proprio un presepe che scalda il cuore…
        Già che ci siamo, Salome che fa la porcona e fa decapitare Giovanni Battista può chiudere il cerchio. Ma con molto sangue, sennò non vale!
        Ops, ci stavano già pensando, sono arrivato tardi 😛

        A ogni modo, leggo che si parla di “opportunità ambientale” e non di incompatibilità, così cambia tutto, è molto più chiaro…

        Mi piace

      • minty77 says :

        Io da questo articolo capisco una cosa. O meglio, no, invece, non la capisco del tutto.
        E’ ovvio che a Matera conventi (non tu, Gaia :P) e conventicole, amiketti e maneggioni vogliono fare il presepe vivente come pare a loro, fregandosene degli aspetti filologici e culturali e pensando più allo spettacolo tipo “panem et circenses”. Che può essere pure una scelta legittima, eh! Cavoli loro, come si dice.
        Ma allora perché, mi chiedo, chiamare a fare da direttore artistico una professionista nota come esperta in rievocazioni storicamente fondate? Chiamarla per, il primo anno, fare fare il lavoro a metà in quanto ingaggiata in ritardo e nell’impossibilità di cambiare davvero le cose; e chiamarla per, il secondo anno, farle iniziare il lavoro per poi levarglielo a una settimana dall’inizio del presepe. Che senso ha?
        Se Matera vuole il presepe coi trapezisti, le spogliarelliste, la fossa dei leoni, le cartomanti e i venditori di lupini, faccia pure, eh! Ma perché allora chiamare un’esperta rievocatrice a collaborare? Solo per il gusto di umiliarla, accantonarla, farci la guerra?

        “Opportunità ambientale” poi cosa vuol dire? Che non è il caso che una ferrarese gestisca il presepe delle conventicole materane? Embé, ché non lo sapevi, prima di assumerla, che non era di Matera, costei?
        “Opportunità ambientale”… Non si può sentire, eh!
        “Opportunità ambientale” è non accendere il fuoco sul pavimento del salotto in una baita fatta di legno.
        Ma a livello di rapporti umani e iniziative culturali, che ca22o mi dovrebbe significare?!
        A cosa serve una sparata simile, a parte far sembrare Matera e i materani un branco di campanilisti, razzisti e pure un po’ cretini (sempre per quella faccenda che, che Susanna Tartari non fosse materana, lo si sapeva anche prima)?

        Mi piace

        • Gaia Conventi says :

          Ribadisco: hai una mira infallibile! 😀

          Che senso ha far ideare una manifestazione storica con tutti i crismi – chiami una rievocatrice nota, le fai fare il progetto, lo approvi e firmi un contratto di tre anni – se poi ti bastava la sagra paesana? Ma anche: visto che chi ha in mano il carrozzone non spiega un accidente e lascia montare la polemica – complimenti, eh? la comunicazione è il vostro forte -, perché l’Amministrazione Comunale non interviene in qualche modo? È il presepe più grande d’Italia, Matera sarà capitale della cultura nel 2019? E allora l’Amministrazione Comunale – che con le tasse dei materani ci campa – deve mettersi una mano al cuoricino per capire, e per spiegare a tutti, cosa accidenti succede.
          Se prima bastava dare degne e dovute spiegazioni a Susanna Tartari, adesso occorre darle a tutta Italia. Perché la notizia gira, la notizia si sa. La gente vuole arrivarci in fondo. Qualcuno ha deciso di macchiare il curriculum di un professionista? E allora si prenda la briga di farsi vivo. Il politichese lo si spenda altrove, il politichese ha stancato un paio di repubbliche fa.

          La correttezza paga, lo ribadisco. E qui di correttezza non ne vedo.

          Mi piace

  9. newwhitebear says :

    Letto e rimango perplesso sulla ‘incompatibilità ambientale’, che di solito viene usata in magistratura per rimuovere qualche giudice o magistrato scomodo. E va bene, aggiorniamo la casistica.
    Comunque letto il pezzo del giornalista materano, non ho colto l’ironia in quelle parole. Evidentemente sono troppo compassato per ridere.

    Mi piace

    • Gaia Conventi says :

      Adesso che l’incompatibilità ambientale è stata scomodata in ambito artistico, già mi vedo rifiutare manoscritti e manoscritti: «Incompatibilità ambientale, siora mia! Giramenti percula l’acquario editoriale. 😉

      Ma come fai a non ridere con le battute di quel giornalista? Io mi sono lasciata prendere dai crampi. Per farmi smettere di ridere hanno dovuto abbattermi. Seee, cetto cetto…
      Siamo noi ad aver capito male, eh? Noi che la penna la usiamo per fare il solletico agli indiani.

      Liked by 1 persona

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: