“Il fu Mattia Bazar” e “Il buio oltre le seppie”: talmente tascabili da stare in una sola recensione.

Presi entrambi all’outlet online di Ibs, avessi saputo che sono poco più grandi di un pacchetto di sigarette – 12,7×8,7 centimetri – mi sarei posta parecchie domande sul prezzo a cui vengono venduti “senza sconti”: cinque euro a volumetto. Il primo consta di 109 pagine, 110 il secondo, ma mica pensare siano pagine scritte fitte fitte…


da Il fu Mattia Bazar


da Il buio oltre le seppie

Devo ammettere che in diverse occasioni si ride – più ne Il buio oltre le seppie che ne Il fu Mattia Bazar – ma ti viene sempre il dubbio che non siano tutte chiaviche vere. Hai sempre il vago sentore che qualcuno ci abbia messo lo zampino per abbellire la realtà. Quindi si ride, ma col tarlo che te la stiano raccontando sghemba.

Stefano Tettamanti, della Grandi&Associati e curatore delle due antologie ridanciane, ne Il buio oltre le seppie (a pagina 5) ci tiene a precisare: «Tutto quello che abbiamo scritto è stato pronunciato in libreria da un cliente o da un libraio. Giurin giuretta. Va bene così? Cos’altro si pretende da noi? Un atto notarile?» (pagina 5). Mentre, l’anno prima –  Il fu Mattia Bazar, pagina 4 – le cose erano un po’ diverse e Tettamanti la manina sul fuoco non ce la metteva: «Il repertorio qui raccolto rappresenta il distillato di una frequentazione quarantennale […] di librai, commessi di libreria, rappresentanti editoriali, autori, editori, agenti letterari, lettori o aspiranti tali». Anche se «molte hanno ormai raggiunto lo status di leggenda metropolitana e altre ancora potrebbero essere state inventate di sana pianta». E quindi, come la mettiamo? Facciamo finta di niente e crediamo a tutto tanto si ride o restiamo col dubbio che in quei cinque euro a volumetto sia compreso l’accorto contributo di qualche buontempone?
Io non lo so e di torturare Tettamanti per farmelo rivelare non ci penso proprio, già mi sono mangiata la simpatia dei Grandi e pure degli Associati solo a pormi il problema.

A conti fatti, li direi due volumetti da regalo. Se vi piace il genere ma non vi va di mettere mano al portafoglio, potete deliziarvi con le avventure de L’apprendista libraio, con I dolori della giovane libraia o con Cronache dalla libreria.

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About Gaia Conventi

Scrivo, ma posso smettere quando voglio.

26 responses to ““Il fu Mattia Bazar” e “Il buio oltre le seppie”: talmente tascabili da stare in una sola recensione.”

  1. sandraellery says :

    Il buio oltre le seppie ce l’ho! Fa ridere di brutto. Ricordo che ero in una libreria, il libretto era alla cassa, l’ha preso mio marito, odddio che ridere ahahah, be’ prima di finirlo li e farci sgridare dal cassiere, l’abbiamo comprato.

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  2. mozart2006 says :

    Scusate, ma questi commenti mi fanno venire il paté d’ animo 😀

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  3. Daniele says :

    Proprio perché esistono i blog che citi, sono propenso a credere che le storielle citate siano vere. Però, il prezzo richiesto per i libretti è eccessivo, sembra un formato da baci Perugina – più che altro perché le pagine sono semi-vuote.

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  4. minty77 says :

    Ho questi libriccini in wishlist (o meglio, in lista ‘papabili’) da un sacco, ma non mi sono mai mossa concretamente per procurarmeli. Ero, anzi, convinta fossero ormai fuori commercio.
    Sempre belle, certe perle ^_^

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  5. newwhitebear says :

    Una risata per 5 euro? Mi sembra a buon mercato. L’unico dubbio è che finiscano in fretta, come i gelati esposti al sole.
    Comunque il dubbio mi rimane. Il nostro Tettamanti non lavora? Visto che raccoglie le facezie a destra e a manca?

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