Ed è tutto un principesco principiar di piccoli principi!

Sì, lo so, trovare Il piccolo principe su Giramenti è come stanare il Piccolo Coro dell’Antoniano nella lista dei ricercati dell’FBI. Una sorpresona, diciamo così. Cominciamo col dire – e questo varrà come scusante, ma non sempre e non nei casi limite – che i diritti per l’Italia del libricino – piccolo ma nefasto, come i microbi – sono scaduti. Scaduti come gli yogurt, aggiungo. E visto che, come ci racconta Repubblica, trattasi di un «bestseller di tutti i tempi che si contende il ruolo di “secondo libro più letto dopo la Bibbia” con il Pinocchio di Collodi», quante varianti principesche si troveranno già edite? E quanti libri usano più o meno furbescamente il piccolo e il principe nei loro titoli? Be’, tanti, sappiatelo.

Rapida ricerca sul sito di IBS e… ta dan!

Ok, 197 risultati, mi armo di santa pazienza e li spulcio per darvi un’idea di come stanno le cose. Perché, dovete credermi, è stato fatto di tutto, in tutte le salse.

Saltiamo ovviamente la versione originale: Bompiani 1978, Bompiani 1997, Bompiani 1998, Bompiani 2000, Bompiani 2010, Bompiani 2012, Bompiani con audiolibro del 2013 e senza audiolibro ancora del 2013, Bompiani del 2014, Newton Compton del 2015, la versione Fabbri del 2005 ha pure il segnalibro (!) o il portachiavi (!!!), Fabbri del 1996, Fabbri del 2007, Fabbri del 2012, Grillo Parlante del 2015, Sellerio del 2015, Gribaudo del 2015, BEAT del 2015, Mondadori del 2015, Garzanti del 2015, edizione integrale (!) Fanucci del 2015, Feltrinelli del 2015, Barney del 2015, Giunti junior in versione copertina bianca o blu del 2015. E tacciamo circa la serie sbrodolosa di Bompiani col principino come protagonista, una serie di libercoli col tizio citato e spiaccicato in copertina, non so quanto abbiano da spartire con la storia originale ma tanto basta nominare lui per propiziarsi la fortuna.

Ecco allora una carrellata del principesco in circolazione. Del 2000 per Di Mauro la versione ‘O Princepe piccerillo (Il piccolo principe), 96 pagine, rilegato, a 35 euro e sbrisga. Del 2001, per Armando Editore, Il piccolo principe di Saint-Exupéry. Un bambino senza padre.

Nel 2002, per Magi Edizioni, esce Il piccolo principe in noi. Un viaggio di ricerca con Saint-Exupéry, stesso anno ma per Babalibri: Piccolo principe Puff, trattasi di un principe differente ma comunque principe. E se metti piccolo accanto a principe, il gioco è fatto. Ancora nel 2002 per Punto d’Incontro: L’ultimo volo del piccolo principe. Nel 2004, 2005, 2006 escono diversi testi per Colonnese, includono tutti un piccolo principe, ma è principe di SanSereno. Resta comunque l’indubbia parentela.

Nel 2005 esce per Salani Il Piccolo Principe è molto occupato, e leggendo il resto del post non gli darete certo torto. Ancora nel 2005, per Falco Editore, L’anello del piccolo principe.

Nel 2007 Sperling & Kupfer tentava di sbancare il mercato editoriale con Veltroni il piccolo principe. Storia, miti e segreti dell’uomo che vuole guidare l’Italia. Stesso anno per Itaca con Educare con il Piccolo Principe, per le Edizioni Paoline con Alla ricerca dell’essenziale. Campo scuola per ragazzi con Il piccolo principe e per EDUCatt con Alla ricerca del piccolo principe. Progetti psicopedagogici in contesti educativi e d’emergenza. In questi casi ringrazio il cielo e l’anagrafe per essermela sfangata.

Nel 2008 Queriniana usciva con L’essenziale è invisibile. Una interpretazione psicanalitica del Piccolo principe. Stesso anno per Il Castello Editore con Letteratura per l’infanzia e nuovi media: dal Piccolo principe a Harry Potter, due in un colpo, vuoi mai che portino bene…
Nel 2009 tocca a Casini mettere assieme due assi: James Dean. Un piccolo principe ad Hollywood. Stesso anno ma per Piemme: La vera storia del Piccolo Principe. 

Nel 2010 Il Leone Verde tenta la soluzione gastroeditoriale con La cucina del piccolo principe. Taccuino di volo nella mia cucina, da Antoine de Saint-Exupéry.

Nel 2011 la Bompiani ci delizia con la versione pop-up e Il Piccolo Principe. Progetto speciale (non chiedetemi niente, è roba troppo speciale per poterne parlare), ma già nel 2009 potevamo gustarci Lettere a una sconosciuta. L’ultimo amore del Piccolo Principe.

Nel 2011 Vallardi ci prova con Il piccolo principe si mette la cravatta. Le risorse umane al centro dell’azienda? Una storia vera che sembra una favola, mentre Becco Giallo si esalta con Il piccolo, piccolo principe. Una fiaba illustrata su Silvio Berlusconi. Matte risate, siori miei!

Sempre nel 2011 e per l’indomabile fame principesca di Bompiani: Il Piccolo Principe. Sceneggiatura e adattamento originale, «Un testo inedito ovunque, trascurato, quasi dimenticato negli archivi Lilly dell’Indiana University e riemerso solo grazie a un labile indizio bibliografico […]. Siamo nel pieno della seconda guerra mondiale, Orson Welles è in crisi, ormai relegato ai margini della grande cinematografia. Ma il suo cervello continua a lavorare, e il progetto per un film tratto da questa storia incantata che l’ha folgorato sta per prendere forma. Addirittura pensa a una collaborazione con Walt Disney, per effettuare alcune sequenze a cartoni animati. Non vanno d’accordo, due geni sono troppi, e alla fine Welles rinuncia alla realizzazione del film». Ci era quasi andata bene, poi qualcuno ha scovato pure ‘sta cosa…

Siamo ancora nel 2011 e ancora in casa Bompiani con I ricordi del Piccolo Principe. Antoine de Saint-Exupéry. Il diario di una vita; Einaudi Ragazzi non si fa trovare impreparata e propone 31 e-mail per un piccolo principe.

Nel 2012 per Piretti esce E’ Prinzipì (Il piccolo principe in romagnolo); stesso anno ma per Bompiani, l’operazione simpatia Il nostro Piccolo Principe«Un album per raccogliere le fotografie di tuo figlio, dai mesi che precedono la nascita a quelli che seguono. Per regalarglielo quando sarà più grande, per rivivere insieme a lui quei giorni speciali», ovviamente col siurino principino ritratto in copertina – a cui si aggiungono Il Piccolo Principe. Il mio diario segreto e il quaderno Appunti e pensieri. Il Piccolo Principe.

Nel 2012 anche Neverland dice la sua con Il piccolo principe è tornato, «Il Piccolo Principe è tornato sul nostro pianeta per raccontarci nuove avventure, viaggi e conoscenze» in 50 pagine e con prezzo di copertina fissato in quattordici euro. Tocca dire che nel 2000 ci aveva provato anche Il Punto d’Incontro con Il ritorno del piccolo principe, il commento di Cinzia lo racconta così: «leggibile ma secondo me pessima copia del piccolo principe di Antoine de Saint Exupéry. La lettura è scorrevole, ma la trama è molto simile».

Restiamo nel 2012, per EBK esce Il principe piccolo. Il potere, Machiavelli e certi politici, «Un libro politicamente scorretto, scritto con ironia e senso critico dal punto di vista della gente, dedicato ai principi i quali, spesso, non brillano per autoironia. Peggio per loro». Stesso anno per Salani – che evidentemente fa dell’ironia spicciola –, Dov’è il Piccolo Principe?, ma dove accidenti sarà mai se non in libreria in tutte le salse, eh?

Il Piccolo Principe. Benvenuta piccola stella esce ancora con Bompiani, nel 2013. Per bimbi di tre anni che non riescono a scansare il maledetto principino nemmeno giocandosi la scusa dell’età. Ma, non contenti dei tanti calendari, ecco anche – grazie Bompiani, come avremmo fatto altrimenti… – Il Piccolo Principe. Il calendario perpetuo.
Bompiani, per non lasciare niente di intentato, nello stesso anno fa uscire Il Piccolo Principe. Il libro con i magneti. Già nel 2012 si era prodigata con Il Piccolo Principe. Libro puzzle, successo bissato nel 2013 con Il Piccolo Principe. Il libro puzzle dei sogni.

Ancora nel 2013, stavolta per Delfino Carlo Editore, Il piccolo principe dell’isola alle stelle, «L’ultimo periodo della vita di Saint-Exupéry, in Africa, Sardegna e Corsica, è una storia di guerra. Ma è anche, e soprattutto, la storia di un cammino spirituale, iniziato qualche anno prima nella lontana America» eccetera eccetera eccetera.
Anche Mimesis tenta la carta principesca con Il matto dei tarocchi, Alice e il Piccolo Principe. La follia come diversità nella cultura e nella società. Salani si specializza nei puzzle principeschi e gioca il jolly con Impara i numeri con il Piccolo Principe. Libro puzzle. Ma anche: Impara i colori con il Piccolo Principe. Libro puzzle. Nel 2012 Salani aveva avuto pure la genialata del libro da colorare. Ma è ancora niente se si pensa che Bompiani nel 2013 si è allargata proponendo La mia scatola sforna biscotti. Il Piccolo Principe. Con gadget. Restiamo nel 2013, per Arka esce Antoine de Saint-Exupery in cerca del piccolo principeCercalo in libreria, vedrai che salta fuori.

Nel 2014, per Kimerik, abbiamo Caro Antoine. Ovvero la continuazione de «Il Piccolo principe», stesso anno per Adelchi con Il Pilota e il Piccolo Principe. La vita di Antoine de Saint-Exupéry. Ancora nel 2014 ma per Bompiani: Il Piccolo Principe. Il libro della buonanotte, «Con citazioni originali dal capolavoro di Antoine De Saint-Exupéry» e Il Piccolo Principe. Ti penso per quei poveretti di appena tre anni che credevano di poterlo scansare almeno fino ai sei.
Il 2014 ci porta anche diverse cosucce per Salani: Il mondo del Piccolo Principe e Il grande libro puzzle del Piccolo Principe. Siamo ancora nel 2014 e possiamo bearci dell’uscita in libreria di Lo sguardo della memoria. Rileggendo «il Piccolo Principe» per ETS e Il piccolo principe e il mercante«Manuale divulgativo di prevenzione delle tossicofilie e tossicodipendenze» – per La Quercia.

Finalmente nel 2015, eccoci a Il Piccolo Principe commentato con la Bibbia edito da Ancora e Il Piccolo Principe-Lettera a un ostaggio uscito con Mondadori. L’ostaggio, a voler chiarire, è il povero lettore che tenta d’uscire da questo giorno principesco della marmotta.

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About Gaia Conventi

Scrivo, ma posso smettere quando voglio.

47 responses to “Ed è tutto un principesco principiar di piccoli principi!”

  1. Nazzarena says :

    Oddio, ci sono arrivata boccheggiando alla fine del post.
    (ps: io l’ho letto in un momento di crisi di coppia e mi è piaciuto)

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  2. LFK says :

    Il piccolo principe è anche una serie di cartoni TV. E non so se abbiano già fatto la raccolta in DVD ma suppongo di sì. E se non l’hanno fatto, stay tuned.
    Io ne ho due versioni: Bompiani di marzo 2002 e una in francese che ora però non trovo. Tra l’altro ci sono anche le moleskine.

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    • Gaia Conventi says :

      Anni fa un negozio del centro – centro di Ferrara, ma che te lo dico a fare… – proponeva tutta una linea d’abbigliamento con lo sgorbietto principesco.
      È tempo di ravanare nel magazzino per vedere se è rimasto qualcosa d’invenduto. 😀

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      • LFK says :

        Viene riproposto a periodi, dicono sia una lettura per bambini. io ho già spiegato al mio che prima del Piccolo Principe dovrà leggere “Cuore” di De Amicis. Dallo stesso libro che ha usato il su’ babbo.

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        • Gaia Conventi says :

          Anni fa ho riletto “Cuore” per un esame di pedagogia. E mi ha (ri)fatto schifo. Per lo stesso esame anche “Il romanzo d’un maestro”, e mi ha fatto schifo pure quello. Qualcosa mi dice che io, De Amicis e la pedagogia non abbiamo mai avuto granché da spartire. Ma mica voglio spartire la colpa, eh? Diciamo che i bambini li apprezzo soltanto cotti, e sulla carta è difficile. 😉

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        • sarapintonello says :

          Mia sorella ha adorato CUORE…io non sono andata oltre la decima pagina e non ho mai riprovato a ri-leggerlo 😀 . Ma mia sorella piacquero anche Pollianna (Pollyanna? boh), Pollianna cresce, Senza Famiglia… era una bimba triste, fortuna che poi sono arrivata io 😀

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          • LFK says :

            E Piccole Donne e Piccole donne crescono? Pure quelli ho letto, ma per curiosità, perché le mie sorelle li leggevano. Non mi ricordo molto però, forse non mi sono piaciuti.
            Uno che leggevo spesso era Dalla Terra alla Luna, poi Viaggio al centro della Terra, e i classici di Verne. Ma anche un bellissimo Cion Cion Blu. 😀

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            • sarapintonello says :

              è vero piccole donne, anche quello è piaciuto a mia sorella. Io leggevo lo scudo di talos, il gran sole di hiroshima, l’isola dimenticata, i ragazzi della via Pàl (letto almeno una decina di volte e lo rileggerei ancora piangendo sul finale!). E poi leggevo Topolino, fino a quando non l’hanno riempito di pubblicità!
              Verne è cosa buona e giusta 😀 Cion Cion Blu mi manca…vado ad acculturarmi…

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            • sarapintonello says :

              “Cion Cion Blu è un contadino cinese che veste di blu e arancione; ha un gatto tutto blu e un cane tutto arancione. E anche un pesciolino, che si chiama Bluino. Una notte, la neve ricopre di fiocchi bianchi tutti i suoi alberi di aranci: quanto buon gelato d’aranciata! Per venderlo al mercato Cion Cion Blu s’incammina.” Fa invidia agli Eiffel 65 ihihih

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              • LFK says :

                Non sai ancora che il gatto blu si chiama A-ran-cion (nella lingua dei cinesi significa blu) e il cane arancione si chiama Blu (nella lingua dei cinesi significa arancione). Secondo me è psichedelico, per questo sono cresciuto così.
                😛

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                • sarapintonello says :

                  ahahaha quando gli Eiffel 65 hanno pubblicato blue hai raggiunto il nirvana? 😀

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                  • LFK says :

                    Sai che davvero appena l’ho sentita ho pensato a Cion Cion Blu? E non ci crederai, ma sono anche andato a un loro concerto. Certo, sono uscito ridendo come un pazzo con la mia futura moglie (ora moglie), però sì, ho collegato le due cose.
                    Ah, per la cronaca: ridevo perché hanno cantato, in due ore di concerto, tre o quattro canzoni nelle versioni più disparate possibili. Peggio è stato solo il concerto di Papa Winnie, ovvero DUE canzoni in vari remix.

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          • Gaia Conventi says :

            Io e tua sorella non abbiamo gli stessi gusti. 😉

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            • sarapintonello says :

              Ti posso assicurare che nel tempo è migliorata 😀 mi piace pensare che sia stata un po’ anche la mia influenza! Adesso ha un figlio e non legge praticamente più…spero solo che non propini cuore anche a lui, ma la zia Sara sarà pronta a indirizzarlo degnamente ihihih

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  3. impossiball says :

    “Il Piccolo Principe commentato con la Bibbia” è da denuncia

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  4. ilcomizietto says :

    Uno arriva alla fine e se vede un principe qualsiasi lo cecchina… Blurp!

    Ora passiamo ad una cosa tecnica. I diritti scaduti immagino che siano su una traduzione e immagino che sia riutilizzata sempre quella. Perché allora edizioni nuove e non ristampe? E se i diritti sono scaduti dovrebbe essere presente su liber-liber.

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    • Gaia Conventi says :

      Ecco qui l’articolo de Il Libraio – ho già fatto presente d’essere grande fan de Il Libraio? – che ci racconta il fattaccio: «Il capolavoro di Antoine de Saint-Exupéry dal 1949 è pubblicato in Italia solo da Bompiani, ma dalle prossime settimane arriveranno in libreria numerose altre edizioni […] la traduzione di Nini Bompiani Bregoli risale al 1949 […]. I diritti del libro, tradotto in oltre 220 paesi nel mondo, sono però in scadenza (l’articolo è del 2014): di conseguenza, nelle prossime settimane (e nei prossimi mesi), come può anticipare IlLibraio.it, tanti editori italiani pubblicheranno (con nuove traduzioni) la propria edizione».

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  5. Daniele says :

    Certe associazioni mentali, tipo piccolo principe con veltroni o berlusca, mi sembrano un po’ fuori luogo. Ma solo un po’, eh!
    Il mondo sta andando a male XD

    (Comunque, prossimamente mi aspetto un parallelo tra Tom e Jerry e il patto del nazareno. Sapevatelo!)

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  6. minty77 says :

    Anche io sono rimasta basita per l’associazione PiccoloPrincipe e Bibbia, sia reso noto O_O

    Comunque, Magazzini Salani ha tutta una linea di libri e gadget dedicata al PP, tra cui “shopper, tracolle, t-shirt, agende, calendari, taccuini, quaderni, astucci, magneti, stickers”:

    http://www.magazzinisalani.it/personaggi/Piccolo+Principe

    E, dal tuo elenco, Gaia, hai omesso le versioni e variazioni a fumetti sul mostriciattolo biondo. Bao Edizioni ha tutta una collana apposita, e, ho scoperto proprio ora, anche Joann Sfar non ha saputo resistere alla tentazione di dirne la sua:

    http://www.fumetto-online.it/it/ricerca.php?TITOLO=piccolo+principe&txtAutore=&LIB=1&vall=1&bricerca=Cerca

    Sul cartone animato giapponese degli anni ’70-’80 stendiamo il proverbiale pietoso velo. Lo ricordo come una delle cose più ammorbanti mai passate sulla tv italiana (nell’epoca pre-svaccamento del sistema televisivo tutto, si intende).

    Io comunque posso dire, orgoglioNa, che, nonostante tutto questo dispiegare di attacchi e aggressioni imperative et propagandistiche, mai l’idea di leggere ‘sto libretto mi ha sfiorata, e spero di poter continuare così ancora a lungo. Forse proprio per tutto il circo che ci han sempre creato attorno, a me ‘sto coso è sempre sembrato nient’altro che una gran parac*lata 😛
    Invece il libro “Cuore” l’ho letto, all’età giusta, e anche riletto, negli anni ^^

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    • Gaia Conventi says :

      Sono convinta che, cercando ancora, salterà fuori altro. Molto altro e molto peggio, tutto magnificamente piccoloprincipesco. 😀

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    • Daniele says :

      A Sfar è permesso tutto perché mi piace un sacco dai tempi del gatto del rabbino (ne ho letto poco, ma mi ha divertito un sacco) 😀
      Non sapevo esistesse un cartone del Piccolo Principe giappo, ho visto invece un episodio di una serie in computer grafica di qualche anno fa… diciamo un “liberamente ispirato”, perché non ci azzecca granché.

      Il libro del principino l’ho letto alcuni anni fa, trovato a un prezzo risibile, e non mi è dispiaciuto anche se è una storia triste e brevissima. Invece Cuore l’ho scampato fino a ora 😀 aspetterò che qualcuno lo associ alla guerra contro ISIS

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      • minty77 says :

        Non sapevo esistesse un cartone del Piccolo Principe giappo

        Danie’, quanto sei gggiovane? 😀
        To’, acculturati:

        http://it.wikipedia.org/wiki/Piccolo_Principe

        La sigla italiana di ‘sto anime stava sul disco di “Fivelandia 2”. Lo so perché possiedo quel LP (1984… ossignùr °_°)
        Non linko il video della sigla, che è presente su Youtube, perché ho l’impressione di averlo già fatto in passato, forse proprio su questo blog… o forse no, boh.

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        • Daniele says :

          Ho 36 anni, sono diversamente ciofane XD vai a sapere perché non ricordo di ‘sto benedetto cartone! Forse ero punito senza tv, quel periodo…

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          • sarapintonello says :

            io ne ho 35 e lo ricordo…e ricordo che non mi piaceva ihihih 😀
            Ma gli anni 80/90 erano il periodo dei cartoni animati sfigati… fra Anna dai capelli rossi, BumBum, il piccolo principe, Remì e Peline story non è che l’allegria regnasse… I robot giapponesi e i cavalieri dello zodiaco salvavano la mia esistenza!

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            • Gaia Conventi says :

              Avendo passato i 40, non ricordo parecchie cose. Sarà l’età, che in certi casi torna pure utile. 😉

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            • minty77 says :

              (Risposta cumulativa, che se salto di qua e di là rispondendo a ogni cosa singolarmente, intaso il blog ^^;)

              Faccio comunque notare che i ‘cartoni animati sfigati’ erano quasi tutti tratti da romanzi occidentali per ragazzi (4 su 5 di quelli da te citati) e/o ne seguivano il modello. Per dire, il problema forse non è dei giapponesi, ma delle loro fonti XD

              Oh, comunque io MI OPPONGO! State liquidando come catzabubbole PiccoloPrincipe-style un sacco di romanzi classici per ragazzi che ho adorato da ragazzina, e che imho meritano altro destino: Pollyanna (e Pollyanna cresce), Piccole Donne (e i suoi 3 sequel, ché, ricordiamolo, c’è pure la generazione successiva, ed è, mediamente, più divertente della prima), La piccola principessa, ecc.
              Certo, alcuni sono decisamente indigesti (penso a Senza Famiglia e Il piccolo lord – giusto per restare tra nobili e riccastri), ma semplicemente si rifanno agli stilemi dei romanzi dell’epoca: non è che quelli per lettori ‘grandi’ fossero più allegri, eh! 😛
              Che poi, io ho sempre letto indifferentemente quei romanzi lì così come quelli più avventurosi, tipo le opere di Salgari, il già nominato “Ragazzi della via Pal”, libri di cowboy o cavalieri, ecc. Non ho mai vissuto la cosa come un conflitto. Del resto molti dei romanzi di cui stiamo parlando non nascevano intenzionalmente per i lettori giovani, all’infanzia sono stati destinati a posteriori (spesso previo un criminale adattamento/sfrondamento).

              I libri che davvero mi davano sconforto da bambina erano quelli, tipici degli anni ’70 credo, scritti con fini non più solo edificanti, ma direttamente stimolanti/didattici, forse ispirati da qualche teoria educativa di moda allora, non saprei: ho ricevuto, ahimé, frotte di libri che dovevano essere di avventura ed erano, a essere gentili, solo cataste di simboli, metafore, immagini che parevano un incrocio fra un’opera di Beckett e una visione indotta da LSD. Robe che mi mettevano dentro solo una grandissima inquietudine. Sembrava di stare dentro un quadro di De Chirico o di Dalì. Quelle atmosfere che odio dal profondo, insomma. Piuttosto, orfanelli sfigati tutta la vita, guarda…
              Che poi, mi rendo conto che il mio odio per il cartone animato del Piccolo Principe forse mi nasce proprio perché le sue atmosfere non erano molto diverse: un meteorite brullo e desertico galleggiante nello spazio, un castello solitario e ‘sto bamboccio biondo che, sullo sfondo del nulla cosmico, cura un’unica rosa cresciuta nel niente. Cose che in due secondi mi fanno venire la tentazione di buttarmi da un terrazzo… °_°

              E comunque il libro in assoluto più triste, sfigato, noioso e disperante che ho letto in infanzia è roba italianissima, Novecentesca e prodotta da un autore che adoro e venero per tutto il resto, ma che in quel caso forse era in crisi depressiva grossa: “Piccoli Vagabondi”, di Gianni Rodari. Un… ‘coso’ al cui confronto “Oliver Twist” è una gita a Gardaland.
              Per me, Premio Sfiga & Tristezza di tutti i tempi. Quel libro dovrebbe essere nuclearizzato :-\

              Ad ogni modo, il mio romanzo preferito fra i classici per l’infanzia è e resta “Il giardino segreto”. Tiè 😀

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              • sarapintonello says :

                ahahah non volevo assolutamente crearti alcun trauma, ma fra cartoni animati e libri…na tristezza! io saltavo dai gig robot d’acciaio a mazinga, daitarn 3 e similari, almeno c’era un po’ di azione. Ho vissuto il trauma di una sorella iper-sensibile che pianse anche con ET e Mary Poppins, per non parlare di Candy Candy…io ero fredda e insensibile eheh. Quei libri me li hanno propinati e quasi obbligata a leggerli, mentre io armeggiavo felicemente con le favole al telefono di gianni Rodari, immaginandomi un po’ come Alice cascherina! Quei libri non fanno per me sorry… Però ammettilo…era tutto na tragedia…

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  7. adelemarini says :

    Io confesso che l’ho letto all’età giusta. Mi è piaciuto ma non mi ha mandato in deliquio. Una bella storia politicamente corretta, qua e là perfino educativa che la frenesia degli editori presto ci farà odiare. Già vedo sciarpe e volpicine del deserto dappertutto. Una moda che passerà come quella degli angeli svolazzanti in tutte le libreria, dei vampiri adolescenti, degli occhialini tondi regalati come gadget e dei bruttissimi noir nordici. La domanda giusta però è : che senso ha lamentarsi che i libri non si vendono quando non si fa altro che raschiare il fondo di ogni barile propinando melmaccia come vino d’annata?

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  8. tigli&gelsominO says :

    io l’ho letto nell’estate tra la fine delle medie e l’inizio delle superiori. era interessante, dava spunti di riflessione (ad una 14enne, certo) e poi fine. conosco persone che lo hanno mitizzato: han la traduzione in tutte le lingue disponibili, lo zaino, il portachiavi, ecc.
    credo che ognuno cerchi di conservare spezzoni di infanzia come può, qualcuno mangia nutella (io no) ed altri si attaccano al principino (neppure) 🙂

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  9. sarapintonello says :

    Io l’ho letto a 17 anni, in colonia, dove facevo l’aiuto cuoca. Le suore mi obbligarono a leggerlo perchè era il tema di quell’anno. Leggibile, veloce, la canzoncina era carina, ma (c’è sempre un ma) 15 giorni con il tema del piccolo principe sono stati estenuanti! Letto una volta e mai riletto, e proporrei come libro educativo “i ragazzi della via Pàl” piuttosto de il piccolo principe e di Cuore!
    Detto questo la versione religiosa è un incubo che mi perseguita da quando ne ho scoperto l’esistenza!

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    • Gaia Conventi says :

      “I ragazzi della via Pàl”… ricordo d’averlo letto in edizione tascabile, probabilmente una Bur con copertina in cartoncino bristol. E se ben ricordo l’edizione si sfasciava strada facendo. Ma erano altri tempi, probabilmente ero alle elementari.

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      • sarapintonello says :

        Sì è decisamente un libro per ragazzi, ma è uno di quei libri che mi sono rimasti attaccati addosso fin dall’infanzia eheh. Io ne ho una versione credo degli anni 60/70, ereditata da mio zio, forse l’unica cosa che non ho distrutto da piccola! Copertina rigida color azzurro (circa). Non ne trovo nemmeno una foto su internet. Se mi ricordo stasera verifico l’edizione a casa 🙂

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