“Snowpiercer”, film di Bong Joon-ho e fumetto di Jacques Lob e Benjamin Legrand (sceneggiatura), Jean-Marc Rochette (disegni e copertina); grafica, traduzione testi e lettering de “I Cosmonauti” di Editoriale Cosmo.

Bene, il titolo del post è lungo quasi quanto il fumetto… vedete cosa capita a voler fare i precisini?
Ma lasciate che vi racconti come sono approdata al fumettone – 256 pagine – di Snowpiercer Transperceneige, che a dirlo per intero ci perdi una settimana di ferie.

Tutto ha avuto inizio con Sky On Demand: ho ceduto al lato oscuro della forza e adesso non mi accontento più d’ascoltare le voci degli attori mentre cincischio col tablet. E no!, adesso posso pure scegliere cosa fingere di guardare mentre faccio altro, sul divano, col tablet sulle ginocchia. Così mi sono imbattuta in questo bel film di fantascienza, e a quel punto mi sono pure messa a seguirlo come si deve.
Su Wiki c’è tutta la trama, finale incluso. Se temete di sbattere il naso contro lo spoiler, accontentatevi di sapere che nella vicenda post apocalittica – e fredda il giusto – quel che resta dell’umanità viaggia in treno, e ovviamente il treno ha lo scompartimento di terza classe. Dirlo un postaccio sarebbe fargli un complimento. Dopo angherie e vessazioni, all’apparire di una tizia che assomiglia incredibilmente a una mia ex vicina di casa – più bella che simpatica, roba da diventare stragisti a una riunione di condominio –, gli sfigati sbattuti in coda decidono che è arrivato il momento d’arrivare alla locomotiva per rimettere le cose a posto.

Non lasciatevi ingannare dal mio ciarlare, risalire il treno comporta morti e feriti, e ovviamente l’imbattersi negli altri passeggeri, quelli che – tutto sommato – la fine del mondo la vivono benino. Bello, davvero un bel film, e così mi sono incuriosita: da dove arriva la felice intuizione? Be’, arriva da un fumetto, e io che di fumetti non capisco una ramazza, mi sono comunque lasciata tentare.
Ora, ribadiamolo, di fumetti non ne so. La mia brevissima esperienza nel settore va dai Topolino – scroccati a mio fratello e letti in differita, a quasi dieci anni dalla loro uscita – ad Asterix. Poi mi sono cuccata i Dylan Dog e poco altro.

Tenetene conto perché sto per parlarvi male di questo fumetto, che ho trovato incasinato, raffazzonato, con un po’ di tette e culi messi lì a fare coreografia. La storia non è quella del film – che ha un suo senso e una collocazione temporale ben definita – e le puntate messe assieme per creare il fumettone terminano tutte col mio “e quindi?”.
Nel fumetto c’è la storia d’amore, una faccenda così sentita e così profonda che, tutto sommato, i due potrebbero pure dirsi cugini alla lontana. Ogni tanto te li mostrano mentre saltano la cavallina, così ti ricordi che il vincolo di parentela va ben oltre la tombolata natalizia. In diversi casi, voltando pagina, ho dovuto controllare di non averne saltata una: il “di palo in frasca” è sempre in agguato.

Eccolo allora tra i “Libri no”, ma il film è bello.

Peccato non avere la categoria “Film sì”.

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About Gaia Conventi

Scrivo, ma posso smettere quando voglio.

7 responses to ““Snowpiercer”, film di Bong Joon-ho e fumetto di Jacques Lob e Benjamin Legrand (sceneggiatura), Jean-Marc Rochette (disegni e copertina); grafica, traduzione testi e lettering de “I Cosmonauti” di Editoriale Cosmo.”

  1. ilcomizietto says :

    Metteremo il film in coda di visione. 🙂

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  2. minty77 says :

    E’ un fumetto francese, vero? Io, spiace dirlo, col fumetto francese ci vado coi piedi di piombo, perché molto spesso, a fronte di bellissime immagini, le trame hanno appunto quell’effetto ‘e quindi?’ o, peggio, ‘ma che ca**o c’entra mò questo?’.
    Non fraintendetemi, ci sono anche un sacco di fumetti francesi bellissimi e che ho apprezzato. Ma pure tanti che mi han lasciato molto “WTF?”. Che comunque non è un’esclusiva dei fumettisti francesi, eh! XD

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    • Gaia Conventi says :

      Ho infine scoperto che i fumetti francesi sono come i film francesi.
      Che a casa mia non è esattamente un complimento, ma io non m’intendo di libri e di film. Figuriamoci se m’intendo di francesi. 😉

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      • Daniele says :

        Il nome del regista mi sa di coreano… per quanto riguarda i fumetti francesi, dalla trama questo Snowpiercer mi sembra un po’ onirico (post-apocalittico con l’umanità sopravvissuta che vive viaggiando in treno? Mi aspetto una storia del genere in un fumetto giapponese ^__^) e con le storie oniriche, il rischio di mimmata non è mai nullo!
        Si, Immortal ad Vitam, parlo di te!
        Intanto, mi segno il film 🙂 che a me, le robe strane piacciono, se fatte bene!

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        • Gaia Conventi says :

          Il film mi è piaciuto, proprio tanto.
          Il fumetto, be’, decisamente meno. 😉

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        • minty77 says :

          Il nome del regista mi sa di coreano…

          I coreani sono bravi coi film, di solito.
          Coi fumetti (manhwa) invece imho sono pure peggio dei francesi: io ormai, quando vedo un fumetto fatto da un coreano lo scanso a priori perché so – dopo varie e diffuse esperienze in tal senso – che al 99% non capirò nulla di nulla della trama, a fronte di disegni, di solito, sontuosi.

          Sì, spesso quando il franzoso parte con l’onirico o il surreale, si salvi chi può, proprio (di nuovo, non è un’esclusiva dei fumetti francesi).

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