Smetto quando voglio: meglio tramisti che tranvieri.

Anni fa, per sbertucciare i tramisti, li si sarebbe detti scrittori da dopolavoro tranviario. Poi ci siamo accorti che, battezzandoli così, si finiva per fargli un complimento. Ché il dopolavoro tranviario ha una sua dignità e un suo motivo d’esistere. I tramisti no, se si esclude l’estremo sollazzo nel percularli tutti i venerdì che il dio dell’internet manda sul web. E oggi, ma guarda che caso, è proprio venerdì…

si, ne ho scritto uno per divertimento,

Tutti i grandi della letteratura cominciano alla stessa maniera.

Eh, lo so, erano bei tempi quando il bucato lo si faceva nell’Arno.

ma per mancanza di fondi, l’ho accantonato, insieme ad un anno da dimenticare


Eh, in che senso… in quel sensEAP lì, ecco. Uno scrive un romanzo per divertimento e poi si diverte a pagare la pubblicazione. Rivendicando il diritto d’avere un hobby e di poter aggiungere scrittore accanto a nome e cognome su Facebook.


Gli utenti rispondenti la prendono alla leggera, ma per Rosa è davvero un dramma. Un dramma esistenziale.

Magari perché non ti scrive nessuno. Nemmeno quelli del Viagra.

Perché quello è il tostapane.

E qui ritorniamo al quesito iniziale: Non mi posso inviare mail?, una cosa che ci siamo chiesti in tanti appena prima di dare un calcio allo sgabello: addio, mondo crudele! La povera Rosa non riceve email e non ne invia. Si sente trascurata e non riesce nemmeno a scriversi da sola. Il mondo è proprio cattivo, soprattutto con gli incapaci.


Ecco, appunto, «come si faccio a creare la suspance»? Per fortuna Beatrice lo sa!


Bene, adesso lo sappiamo anche noi: per creare suspense andranno benissimo i puntini. Più puntini ci sono e più suspense si crea. Ma senza esagerare o al lettore piglia un colpo, oppure si mette a contare i puntini e trova tale passatempo più interessante della trama.


Non fa una piega.

Vorrei iniziare a scrivere un libro ma non riesco ad inventarmi una storia. Potete aiutarmi inventandovi una trama? 10 punti al migliore!

Domanda che ormai risulta essere un classico, non manca niente, nemmeno i fantomatici «10 punti al migliore». Nel frattempo, mentre noi le inventiamo una storia, Iris si porta avanti col lavoro…

E scava e scava… e scava e scova… ecco l’idea!

Esiste un sito dove Iris possa pubblicare i libri che ancora non ha scritto? E teniamo presente che «è importante», per lei che vuole scrivere e per noi che dobbiamo dettare.

E torna il nostro aristo (segue CAP di Villalfonsina, Chieti), fortunatamente senza proporci un EAP a caso, tipo l’Albatros.

Prima di tutto, inizierei con il vergare: SE VOI VOLESTE !!!!! Il resto, te lo raccomando alla provvida e benevola PROVVIDENZA !!!!!

L’uomo della bozza primigenia non può tollerare tanto squallore. Difatti intende «vergare» – ché i ceffoni fan cafoni – quel «vorreste», e in quel verbo sta tutto il verismo dei suoi scritti. Gli stessi che poi fa stampare in tipografia. Anzi, in “Tipografia”, aristo ci tiene alle maiuscole.

Mi servirebbe un nome per un personaggio di un racconto di poche pagine che sto sviluppando.

Una brutta notizia – sta scrivendo un racconto – viene stemperata dalle dimensioni dell’opera: «poche pagine».

L’ambientazione è in un mondo metà tenebre e metà paradiso. Chi si sorpassa quella parte di mondo, perde ogni potere e se gli va male, verrà catturato dagli spiriti di ognuno dei mondi.

Poche pagine ma ben confuse. Allora, l’ambientazione sta tra la bidonville e il Billionaire. Chi passa di qua o di là – non vi sfugga il «chi si sorpassa» – si sente poco bene e magari finisce ingabbiato «dagli spiriti di ognuno dei mondi». Tutto questo per farci sapere che è meglio stare dove ti piazzano, e se ti piazzano al Billionaire te la passi un po’ meglio.

Questo ragazzo è figlio di due pilastri

La battuta non mi è nuova.

Suvvia, sior Vader, si scherzava…
Dicevamo che il tizio è figlio di due pilastri, quando si dice cementare un legame.

del mondo delle tenebre e del paradiso (due genitori molti forti e importanti), in quanto lui, da qualsiasi parte va.. non perde nessuna forza o potere.

Il bambinello gironzola a piacimento, tanto babbino e mammina sono «molto forti e importanti». Anche nei fantasy c’è il raccomandato di merda.

Non se ne accorge finché non gli uccidono la sua migliore amica.

Non si sa, ma anche un racconto – seppur breve e condito da pilastri – va riempito in qualche maniera. E a quel punto va svuotato il frigo.

Avevo pensato ad un nome del tipo Suzuhito.

Direi che, vista la trama, non sarà il nome a risultare un dispetto.

Se ne avete altri di carini Giapponesi, aiutatemi per piacere!

Perché qui il problema, diciamolo, è proprio il nome. Mica la trama idiota e i pilastri da prendere a testate con la rincorsa. No, macché…

Ciao a tutti, ho 14 anni e spesso ci sono dei giorni nei quali mi annnoio veramente tanto.

Così tanto da “annnoiarsi” con tre enne.

Ho letto molti libri per adolescenti e ora sto considerando l’idea di provare a scriverne uno.

Ha già letto abbastanza, evidentemente.

Ma secondo voi alla mia etá è meglio dedicarsi ad altro oppure provare?

«Ad altro», senza dubbio, ma dirlo non servirà.

Ho letto su Internet alcune dritte per scrivere un libro, e credo di aver capito i concetti fondamentali.

Da lì a scrivere un bestseller è un attimo.

Mi date una vostra opinione perfavore? C’è magari qualcuno della mia etá che sta scrivendo un libro?
Grazie a coloro che risponderanno

E abbiamo Anita, utentessa rispondente.

Prova, tentar non nuove, basta che scrivi bene…

Hai detto niente!

Poi aiuti ti aiuti…migliori !

La mia ragazza ha iniziato a scrivere un libro a 12 anni e adesso ne ha 19…tra poco sarà finito e lo pubblicherà!

Sarà certamente un fantasy: tremila pagine, scritte fitte fitte su quaderni a quadretti.
Chiamate aristo, ci occorre l’email dell’Albatros.

Come porteremo la nostra storia nel futuro?

Spero tu non intenda scrivere la storia del mondo. E soprattutto non intenda farcela correggere, aggratis.

Anni fa per ricordare i pensieri di quella persona si sfogliava il suo libro..

Eh, certo, chi non ha mai scritto un’autobiografia da lasciare ai posteri!

In un domani ci ricorderanno con quello che abbiamo scritto su facebook?

E già sarebbe terribile, ma pensa se dovessero ricordarvi per le boiate che scrivete su Yahoo Answers…

Voglio fare lo scrittore

Mai che si riesca a beccare un caldaista.

e scrivere come diventare uno stregone,

Senti, fai lo stregone, c’è meno concorrenza.

dato che sono pagano, potete pure non crederci, ma solo per chi è interessato.

A cosa?
Santa pazienza, ‘sto tramista deve ancora capire da che parte si pensa. Gli brontola l’intestino e crede sia un’idea.

Fossi in te scarterei le Paoline.
E teniamo presente che Gianluca, il nostro tramista, è bravo da tutto. Ha scritto delle sceneggiature e ora vuole «vederle rappresentate in un film vero e proprio», ha scritto una cosetta e vuole mandarla alla Marvel e nel cassetto ha un libro di fantascienza che vorrebbe «piazzare a qualche editore». Però quando si tratta di leggere è un po’ pigro, infatti…

E che i disegni siano a colori o Gianluca tira fuori i pastelli, perché lui è bravo da tutto. Anche a restare nei bordi.

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About Gaia Conventi

Scrivo, ma posso smettere quando voglio.

17 responses to “Smetto quando voglio: meglio tramisti che tranvieri.”

  1. mozart2006 says :

    I due pilastri potrebbero essere una buona alternativa agli spigoli 😀

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  2. sandraellery says :

    Scrivo per noia, ecco il succo del vero spirito tramista, annoiati al punto da ritenersi geniali. Infilano parole come “coloro” e “vergare” e pensano sia fatta.
    Lasciamoglielo credere, Gaia.
    Senti io sono in partenza 😀 😀 😀 quando tornerò tu starai per chiudere, il blog, quindi addio è stato bello ecc.
    Ma cosa dico addio? No, no. Se passiamo da Ferrara ti contatto via cell. decideremo alla fine. In ogni caso a parte blog, festival e altre allegrie rimarremo in contatto, o almeno questa è la mia intenzione.
    Bacione buon tutto

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    • Gaia Conventi says :

      Se passi da Ferrara: chiama!

      Io metterò in ferie il blog – che rimarrà online con un ultimo post di saluti prima della mia momentanea dipartita, poi torno… “avvolte” ritornano! – e sarò reperibile al cellulare, su Facebook, via email… Nel frattempo scriverò. Tocca anche scrivere cose più serie, ma solo ogni tanto, ecco.
      Fai buone vacanze! Un bacio 🙂

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  3. Daniele says :

    Io non capisco il problema di Rosa: anni fa ho fatto l’esperimento e sono riuscito a spedirmi una mail (con la stessa casella per inviare e ricevere).
    Saranno cambiati i tempi? Nel peggiore dei casi, può farsi una nuova casella email e iniziare un carteggio elettronico con se stessa, il dialogo interiore ai tempi del web 2.0 😕
    A ogni modo, “non capisco il problema di” può essere applicato a tutti gli ospiti di questo – e altri – venerdì 😛
    Pasticcioni!

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  4. minty77 says :

    Grazie per aver capito per cosa stann o i numeri nel nickname di aristo, ché io non ci dormivo la notte! °_°

    Un nome giapponese carino, di moda e che si porta sempre potrebbe essere “Katsu!”. Scritto proprio così, con il punto esclamativo 😛

    Pilastro: “Tramista, sono tuo padre!”
    ROTFLOLsputazz! XD XD XD

    Domanda fondamentale: ma il mondo è pieno di gente che scrive spalando parole a caso sulla pagina, vuole solo libri con le figure e non sa cosa scrivere ma vuole comunque pubblicare, o stanno tutti concentrati su YA? No, così, giusto perché troverei più rassicurante la seconda… :-\

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  5. 17lastella says :

    ahahaha io ti adoro.
    PS: volevo avvisarti che le tue gif le utilizzo per rispondere a mail di lavoro….. devo pagarti il copyright? 😀

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  6. Alessandra says :

    Alla foto del pilastro parlante sono morta.

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  7. Bia says :

    Che grandiosa idea! Dovesse ricapitarmi di leggere un libro noioso, passerò il tempo a contare i puntini di sospensione. Che fanno tanto… suspance! A ben pensare, nella trilogia 50 sfumature i punti di sospensione abbondano… dici che l’autrice li ha messi in abbondanza per darci un diversivo?

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