Il Libraio di maggio 2015: quarta puntata, dalle sòle comode alle domande scomode.

La prima puntata la trovate quila seconda è qui e la terza è qui. Daje che s’è fatto tardi e gli spottoni si raffreddano!

Dammi tre parole, sòle cuore e amore


Due righe e le avete scazzate: «autrice de I sintomi parlano». Uff, per noi cagacazzi questo è proprio un mondaccio…


E adesso che avete scartato il Bacio, tirate fuori il cioccolatino!


Se ‘sto spottone lo caricavano di più, partiva a razzo.


Uellà, con questa verve sarà un librone!


Difficile a credersi ma il titolo di quest’altra intensa storia è perfino peggio: Fiore di fulmine.


Il romanzo lirico che ricorda un altro romanzo.


La carezza sul cuore ha fatto fare un balzo alla mia glicemia.


Scaldasse i piedi d’inverno…


Appare sempre più evidente che D’Orrico ha la passione dei libri “a stampino”. O pretende di farcelo credere.


Serve un patentino per scrivere un commento libresco di questa portata?


Ma non mi dire!


Bello quando lo spottone ti tratta da lettore di Fabio Volo…


Si spera nel cuore, sennò occorre la magnesia.

Tutto in famiglia


Che fa tanto soap opera.


È rimasto fuori qualcuno?


Eddai, su, che poi uno ci crede…


Manca solo il centrino sulla televisione.


Sai che ridere!

E finiamo in bellezza con due domandine facili facili…


L’arte antica dei cambi d’armadio.


Dipende da cosa legge, se legge chiaviche…

E ci rivediamo la settimana prossima col gran finale.

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About Gaia Conventi

Scrivo, ma posso smettere quando voglio.

6 responses to “Il Libraio di maggio 2015: quarta puntata, dalle sòle comode alle domande scomode.”

  1. Daniele says :

    Se il tempo crescesse sugli alberi, sarebbe divertente scrivere una rivista tipo Il libraio, con fascettume (più) fasullo e perculatorio e tutti i grandi autori dei nostri tempi: Vespa, Volo, Santacroce, Gamberale…
    Il primo aprile ogni… mese? Quadrimestre? Anno? 😛

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  2. minty77 says :

    Oddende, “Il cuore selvatico del ginepro” e “Fiore di fulmine” me li ero persi! O_O A me fa più ribrezzo il primo, ti dirò.

    Il romanzo lirico che ricorda un altro romanzo.
    Più che altro, “Amabili resti” è tante cose, ma… lirico?! °_°

    Una carezza sul cuore e un pugno nello stomaco, proprio…

    Appare sempre più evidente che D’Orrico ha la passione dei libri “a stampino”.
    Ma sai che quell’uomo mi è diventato un deterrente mica da poco? Che quando sono lì lì per scegliere un libro, e mi casca l’occhio sulle rece-civetta che ha ricevuto, e scopro che D’Orrico ne ha parlato bene, il libro mi rifiuto di comprarlo XD

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