Campare e compari su Facebook: pensare bene, pensare il giusto, pensate quello che penso io o vengo lì…

Ultimamente l’aria su Facebook si è fatta pesante, e dico Facebook perché su Twitter ci passo solo per caso: i social abbisognano di tempo e finisce che devi decidere a chi dedicarlo. Una sorta di “Vuoi più bene alla mamma o al papà?” che ti costringe e a scegliere di chi vuoi essere figlio, ma tanto entrambi i genitori si somigliano: i social sono un circo di chiacchiere, gattini, baruffe, tramonti e battaglie alla tastiera. Non importa per il bene di chi, spesso solo e soltanto per quello del combattente da monitor. Eh, brutto annoiarsi!

Che su Facebook ci sia da sempre – da quando è consentito dall’ideatore del pollaio, intendo – il malcostume di iscrivere il primo che passa al gruppo del primo fetente in vena di creare gruppi non è una novità. L’abbiamo già detto: infilare qualcuno in un gruppo è come cacciarlo nel bagagliaio della propria auto e portarlo a un concerto di neomelodici. Con un po’ di fortuna il rapito sarà fan del repertorio, ma anche così non gradirà come ci è arrivato. In tutte le altre occasioni, invece, il poveretto non apprezzerà né il modo né il posto.

Ecco perché vi ricordo che ogni gruppo ha un tasto ben visibile, in alto a sinistra, che dice “abbandona il gruppo”. E quelle sono le uniche bestiole che vi invito calorosamente ad abbandonare, soprattutto d’estate, quando i creatori di gruppi hanno più tempo per creare gruppi e creare problemi. C’è gente che passa le ferie in questo modo, personcine che vi consiglio di scansare. Faccenda assai pratica: bannate i soggetti. Capisco che voi siate essere umani dotati d’estrema umanità, ma far presente che no, non si infila la gente in un gruppo senza prima chiederlo, ecco, no… lasciate stare. Nove volte su dieci il gruppista vi dirà che Facebook è fatto di condivisioni, anche forzate, e a quel punto non vi rimarrà che condividere col tale un bel vaffanculo, che è sempre la cosa più pratica.

Ma non era di questo che volevo parlarvi, la faccenda poco sopra era solo per chiarire agli ultimi contatti persi per strada perché non mi ritrovano più su Facebook. In realtà volevo raccontarvi di come tento di sopravvivere – scansandoli – ai buoni consigli di pessimo gusto. Tutti i consigli lo sono, se non sono richiesti e ci inciampi sul tuo diario.

Esempio pratico. L’utente A – sì, ok, sono io e mi uso come topo da laboratorio – posta una roba così…

Una notizia che mi sono vista passare in bacheca, e chi mi conosce un pochino sa che cose di questo tipo mi mandano in bestia. Non abbastanza da usare davvero il napalm, arma poco selettiva ed efficace quando devi estirpare solo l’erba cattiva. Lo sanno tutti, anche chi si limita al giardinaggio da balcone. Ebbene, una simile esternazione – udiomama al napalm! – non è passata inosservata.

Questa conversazione ha qualcosa di paradossale: il difensore delle sacre regole del buonismo – l’articolo racconta di un sindaco che ha tentato di intimidire le forze dell’ordine, in maniera assai cinematografica… mancava solo la testa del cavallo – non tollera il napalm – ha persino problemi a scriverlo – ma evidentemente la notizia, l’episodio concreto, non lo turba più di tanto. L’effetto massimo di tale paradosso è dato dal fatto che questo mio ex contatto – il pollicione sotto al mio ultimo commento è suo, segno che non ha inteso quanto tentavo di dirgli – fa il giornalista.
Dunque un giornalista che chiede a me – blogger – di andarci piano leggendo una notiziola di tal fatta. O, più probabilmente, un giornalista che non ha letto la notizia ma soltanto il termine napalm. Da lì ad arrivare ai buoni consigli di pessimo gusto su diario altrui, scomodando la spazzatura, è stato un attimo.

Una vicenda che, vi confesso, ho ben presto scordato. E il giorno dopo è arrivato il bis: altro tizio che giunge sul mio diario e lascia un commento che… boh, come definirlo?

Eccomi in una foto scattata al FeComics, con un vistoso trucco zombie. Probabilmente bisogna essere un po’ scemi – ma certo! – per truccarsi in questo modo a un festival di cosplayer e compagnia bella.

Valeria fa notare il suo disappunto, mentre io vorrei farvi notare che c’è un modo per levarsi d’impiccio. Esiste un trucco per sottrarsi alle notizie e alle immagini indesiderate, basta levare gli aggiornamenti al tal profilo o, nei casi estremi – ma pure sempre se lo preferite –, bannando certi personaggi.

Ho scoperto negli anni che la personcina a cui ho soltanto tolto gli aggiornamenti – stufa di vedere la continua autopromozione, di leggere crociate in difesa di, furbate per cambiare il mondo grazie a, cure prodigiose che la medicina tradizionale ci nasconde e via andare – troverà comunque l’occasione per rompere le balle. Perché una persona noiosa, fastidiosa, malmostosa e altri “osa” a iosa, porta in sé il germe delle rotture di coglioni. È nella sua natura, non deve nemmeno impegnarsi.

Qualche amico, qualche conoscente, qualche contatto, qualcuno ha lasciato Facebook proprio per sottrarsi allo stillicidio dei consigli non richiesti, dei commenti alla razzo di rane, degli inviti agli eventi in Culonia. Ebbene, in caso siate in preda alla stanchezza cronica e col dubbio d’essere di troppo, vi esorto a fare un bel repulisti. Non c’è motivo di lasciare i social quando è possibile bloccare le scocciature: e quindi bannateli, bannate celermente i profili dei rompicoglioni, senza farvi problemi. I social assomigliano molto alla vita reale, e nella vita reale nessuno vi costringe a frequentare gli infrequentabili. Finché non esisterà un social napalm in grado di zittire chi, evidentemente, fuori dai social non trova pubblico e applausi.

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About Gaia Conventi

Scrivo, ma posso smettere quando voglio.

28 responses to “Campare e compari su Facebook: pensare bene, pensare il giusto, pensate quello che penso io o vengo lì…”

  1. sandraellery says :

    Se fossi su fb probabilmente avrei una nuova ansai e, capirai, avendo già quella delle lavatrici, non mi pare il caso. Un bacione Gaia, sempre bello vederti e non si dica che non ci si impegna in tal senso (Ferrara – portone di casa 3 ore nette) non mi pare malaccio, ma forse sarebbe opportuno chiederlo al marito visto che io ho dormito per una bella tratta.
    Bacione
    PS. a Milano fa un caldo bestiale
    a Ferrara però ci torno di sicuro, chè cipò che ho visto l’ho assai gradito, il gelato una mano l’ha data, sia chiaro. E poi non abbiamo assaggiato la salama da sugo!

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    • Gaia Conventi says :

      Risolta l’ansia da lavatrici? 😀

      Ciao cara, grazie per la visita, vedervi è sempre una festa.
      Vi aspetto per una gita meno frettolosa. E magari pure più freddolosa: anche a Ferrara oggi si muore di caldo. Uff!

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      • sandraellery says :

        Ho deciso che, venendo meno a uno dei miei principi di vita, ne programmo un paio mentre dormo e/o sono fuori casa, per ottimizzare il tempo e cercare di evadere dall’afa nel weekend. In questo modo un po’ risolvo l’ansia, e un po’ la coltivo: se si spacca qualcosa mentre non ci sono, sono la regina degli elettrodomestici rotti, potrei trovare casa allagata…

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  2. impossiball says :

    Sciapò siora Conventi! Così si fa! Da una parte ci sono i buonisti, quelli che adorano le buone maniere a prescindere, quelli che tollerano tutto e rispondono a tutti, alla Gianni Morandi insomma; e poi ci sono quelli come me e lei che delle buone maniere se ne fregano altamente e che, anzi, sanno benissimo che è con le cattive che si risolve sempre tutto.

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    • Gaia Conventi says :

      Uellà!, non ti leggevo da un po’. Ma è anche vero che in queste ultime settimane sono andata parecchio di corsa anche su FB.
      Io sarei anche per le buone maniere, si sappia… ma non sempre e non con tutti. Se poi vengono a rompermi le balle in salotto e mi criticano le tende… 😉

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    • minty77 says :

      Ossignùr, l’ho evocato! O_O

      (Ciao ‘ball. Si parlava giusto di te ieri, placidamente stesi in bivacco all’ombra di una piazza ferrarese. Come mai non ti si vede più bazzicare queste contrade? Tutto ok? :D)

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    • ilcomizietto says :

      Chi ha parlato di buonisti? Chi parla male di buonisti? E comunque l’approccio Gianni Morandi spacca: fa passare per idioti i troll.

      Allora, Impossiball, ci sarai al prossimo giroritrovo?

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  3. J. Tevis says :

    “I social assomigliano molto alla vita reale, e nella vita reale nessuno vi costringe a frequentare gli infrequentabili.”
    Proprio, così, Gaia 🙂

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  4. LFK says :

    Eh… io sono pigro e l’idea di cancellare tanti contatti mi ha idealmente affaticato le stanche membra. Così mi sono riparato nelle mie pagine. Tra l’altro manca un giorno alla cancellazione definitiva dell’account. Da mercoledì non ci sarà più memoria di me su FB.
    Ma ci sono, eh… magari meno, che sto facendo danni altrove, ma ci sono.

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    • Gaia Conventi says :

      Il tuo profilo personale sta sparendo???
      Oh, questa non la sapevo!

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      • LFK says :

        Sì, l’ho cancellato, ne è rimasto uno per la gestione delle pagine, senza contatti. E un altro, sempre senza contatti, di scorta nel caso mi cancellassero l’altro. Il processo di cancellazione definitiva dura 14 giorni e domani è l’ultimo possibile per il ripensamento. Ma resisto. 😀

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        • Gaia Conventi says :

          Ah, cavolo! Posso chiederti perché hai deciso di tenere solo le pagine?
          Io ho soltanto a pagina del blog, oltre al mio profilo personale, ma su quella pagina ci vanno solo articoli.

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          • LFK says :

            Solite paturnie: mi sono stufato di Facebook. Una crisi di rigetto. Non c’era più niente di interessante, o forse io non trovavo più niente di interessante. Ma grazie alle pagine posso seguire ciò che c’era di buono. 😀

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  5. Daniele says :

    Gaia, ti do un cons… no, scherzo. 😉
    A nessuno piace ricevere consigli
    1 – non richiesti
    2 – da sconosciuti
    Il primo commentatore è esattamente in questa categoria: ci mancava solo “ma pensa ai bambini!!1!11!” perciò il ban ci sta bene: sfila e fa elegante, come il nero 😛

    Il secondo è pure meglio: avrà pensato che fosse un trucco da occasione mondana, tipo “prima comunione del figlio del commendatore”? Oppure ha immaginato che ti fossi sfigurata apposta per l’occasione (merito di un trucco piuttosto realistico)?
    Purtroppo non lo sapremo mai, non l’hai trollato/a per saperne di più…

    Io ho ancora degli amici (reali) che mi chiedono perché non sto su Fakeboobs. Ricambio chiedendo loro perché ci stiano ancora 😛

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  6. mosco says :

    sarà che io sono un orso, ma si vive benissimo anche senza account facebook. sapevatelo 😉

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  7. minty77 says :

    Non ho capito: quand’è che ‘napalm’ è diventata una parolaccia che fa maleducazione pronunciare? E’ alla stregua del turpiloquio? Ma che, daVero?
    Ca22o, dovrò fare attenzione d’ora in avanti, mi capitasse di esporre concetti di storia contemporanea a terzi… 😛

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  8. tibi says :

    Ok, mi hai appena illuminata. In questi giorni mi sto facendo tanto di quel nervoso su Facebook che mi è venuto mal di stomaco. E il peggio dei peggio sono quelli che commentano gli articoli senza nemmeno leggerli! E se fai notare loro la figuraccia, ti insultano.
    La voglia di allontanarmi dai social l’ho avuta, ma purtroppo o per fortuna grazie a Facebook e Twitter porto la pagnotta a casa per cui non posso rinunciarci neanche volendo. Ergo… credo che ascolterò i tuoi saggi consigli!

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  9. swyre37 says :

    Se fossi iscritta a Facebook probabilmente avrei un infarto in meno di una settimana. Ma tanto anche gli infarti si risolvono con il bicarbonato…

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