“Giallo alla svelta” di Gaia Conventi (prima puntata)


Scalone di piazza Municipale (foto di Gaia Conventi).

Questo racconto inedito è uno spin-off di Giallo di zucca (Betelgeuse Editore, 2013) e svelta è un sinonimo di cocaina, ma giuro d’averlo scoperto grazie a Google. Quattro puntate, quattro sabati. Lunedì non interrogo, state tranquilli.

Due buffoni e un buffet

Quando arriva la bella stagione, tocca caricare il cane sulla Punto e tornare a Ferrara, dagli zii. Non che mi dispiaccia, ma Poirot qui prende almeno un paio di chili. Poi tocca a me farglieli smaltire, e sono dolori. Miei, ché io amo le scampagnate come un vegano le braciole.
Poirot è il mio cane, ma dirlo “mio” risulta eccessivo. Diciamo che vive con me, fa come gli pare e io risolvo i casini che combina. Che sia fregare le pantofole alla portinaia o tendere agguati al canarino della vicina, Poirot è un bell’impegno. Eppure a Ferrara è un eroe; e se passo davanti al forno di Orsatti, il cane riceve medaglie al valore, medaglie di brazadela. Qui qualche anno fa ha risolto un caso (la vicenda è narrata in “Giallo di zucca”). Lui, che ad allertare gli sbirri – i miei colleghi sbirri – sia stato io è soltanto un particolare. Perciò, dopo quel fatto, il mio cane viene accolto in città come fosse Lassie. E io soltanto una comparsa.

Quel sabato mattina, portando Poirot ad annusare gli angoli di piazza Municipale, uno striminzito corteo nuziale scendeva lo scalone del Palazzo Comunale, diretto al buffet nell’estivo della pasticceria Leon d’oro. Comodo, mi sono detto, casa e bottega.
La sposa era raggiante, qualche invitato lanciava svogliatamente del riso, nel frattempo Poirot ci passeggiava sopra perdendo aderenza al terreno. Abbiamo rischiato di vederlo esibirsi in Holidays on Ice, senza ghiaccio e senza pattini. E poi ecco lo sposo, non proprio uno sposino di primo pelo, a dirla tutta. Germano Tedoldi è un bergamasco che a Ferrara ha fatto fortuna, aprendo un bar che è diventato un ristorante e infine traslocando l’attività ai nostri lidi. Tedoldi adesso ha un night, il Carina – subito ribattezzato ucarìna dai ferraresi –, un posto pieno di ballerine straniere che hanno più o meno le fattezze della sua dolce metà: bionde, sane, le tiene sei mesi e poi le cambia. Più o meno come cambia il BMW.
«Ma mi sa che questa bionda deve tenersela più a lungo» sussurro a Poirot, siamo impalati davanti alla bancarella dei libri, una scusa per guardare cosa succede al buffet. Perché Tedoldi lo conosco, ha giurato fedeltà al marchio tedesco e solo a quello, mai avrei detto prendesse moglie. «La tipa avrà delle doti nascoste», spiego al cane. Lui alza gli occhi al cielo, potendo mi direbbe che di nascosto c’è poco. In effetti la scollatura dell’abito assicura alla sposa un notevole ricambio d’aria. Ok, come non detto, la tipa ha doti piuttosto evidenti, saranno state quelle a far capitolare Germano Tedoldi. Che però, a dirla tutta, non sembra troppo contento della situazione. Magro, piccoletto, modi nervosi. La sposa lo porta in giro per mano, come io porto Poirot al guinzaglio.

«Amico, mi serve che alzi la gamba» e il cane mi guarda come gli avessi chiesto d’esibirsi al freak show. «Intendo dire che devi fare pipì accanto ai vasi, li vedi? I vasi che delimitano l’estivo. Tu fai pipì e io mi faccio gli affari altrui». Questo favore mi costerà una cena a salamina, ma mia zia Italia è convinta che la salama da sugo sia un toccasana. Figuriamoci se può dare fastidio a un cane; a lui, semmai, leviamo il purè. Che non si sa mai, potrebbe risultare pesante. Poi uno si spiega perché a casa Girondi – librai ferraresi da generazioni – quello smilzo è mio cugino Pierfi che staziona al McDonald’s.

[Poirot e compagnia tornano sabato prossimo con la seconda puntata].
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About Gaia Conventi

Scrivo, ma posso smettere quando voglio.

19 responses to ““Giallo alla svelta” di Gaia Conventi (prima puntata)”

  1. LFK says :

    Devi piantarla di citare la salama da sugo. La sogno di notte dall’anno scorso.

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  2. sandra says :

    Dai, Gaia! Troppo corto, ho pensato “chissà se riesco a leggerlo mentre mio marito si fa i capelli (se non lo conoscete è calvo e ogni sabato mattina si passa la lametta cosa che continua a farmi orrore), e non ha ancora finito e io sì! Amo Poirot e voglio di più. Sì, amo un po’ anche il Pierfi. Dire bellissimo di un testo è un po’ banale, ma io sono già là con la testa a Ferrara, alla salama e a ciò che gira intorno. Sarai il mio buongiorno del sabato, dopo il caffè, figata!

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    • Gaia Conventi says :

      Lo dicevo, sarà una cosa breve per non rubarvi tempo: è sabato, c’è il sole… mollate il computer! 😀

      Come fai ad amare il Pierfi, santo cielo? Sarà che il Pierfi esiste, lo conosco e ho dovuto frequentarlo sul lavoro. Ma come fai, santa donna?
      Nel sequel sto inserendo un sacco di personaggi, uno è già il mio tipo. Chissà se scoprirai di chi parlo… 😉

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    • Perennemente Sloggata says :

      seppure me lo conservo per il lunedì mattina come “buon inizio settimana” e non ho un marito/compagno, sottoscrivo.
      amo Poirot.

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  3. Daniele says :

    Scrivi bene, per quel che vale la mia opinione 😉
    Attendo pazientemente la seconda parte 🙂 voglio vedere se il cane asseconda le richieste del suo servitore umano (stupidi umani, fanno sempre richieste illogiche!)

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  4. minty77 says :

    Ah, la prosa alla-Giallo-di-Zucca, che meraviglia! E che bello questo scorcio d’azione e di ferraresità, seppur breve! *__*
    Ora tocca aspettare una settimana per sapere cosa nasconda la neo-signora Tedoldi. Argh!

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  5. newwhitebear says :

    Urca Poirot! Mi son detto. Gaia ci cova. Salama da sugo.. che bontà! Poirot ne va pazzo? Un buongustaio.
    Dunque Gaia ci cova il fattaccio. Che riguardi l’ucarina? Mi incuriosisce l’alzare la gamba di Poirot. Cosa medita il padrone?
    Aspetto fiducioso sabato prossimo.

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  6. mosco says :

    Dalle parti mie i “bracedéi” erano le focacce che gli sposi portavano a mo di bomboniera qualche giorno prima del matrimonio a parenti, amici e conoscenti. Infilate nel braccio come bracciali, dal che il nome 🙂

    (29 novembre? mo me lo segno… se non si laurea mia nipote prorpio quei giorni)

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