“Giallo alla svelta” di Gaia Conventi (seconda puntata)


Piazza Municipale (lo scalone del Municipio sulla sinistra e la pasticceria Leon d’oro sulla destra), foto di Gaia Conventi

La prima puntata è QUI.

Furfanti e fiori d’arancio

«Una pipì con calma – faccio presente al cane –, perché quei due musi accanto a Tedoldi mi piacciono poco, quei marcantoni non promettono niente di buono». Poirot si avvia ai vasi, strattonando il guinzaglio come suo solito. «Avvertimi quando parti, eh?» e svelto riappoggio il romanzo che fingevo di sfogliare. Il libraio mi guarda con compassione: a noi Girondi è vietato acquistare libri, la mia famiglia i libri li vende e se voglio un libro lo devo chiedere agli zii. Pagandolo. Se mio zio Beppe sapesse che compro libri da un tizio con cui non sono imparentato, verrei tolto dal testamento. Io, il cane no. Il mio cane piace a tutti, il mio cane qui è un eroe.

Poirot esegue il mio ordine – chiedergli di fare pipì non è pretendere troppo, un cane delle sue dimensioni ha una vescica capiente – e io scruto il buffet approntato nell’estivo del Leon d’oro. L’anziano sposino non stacca gli occhi dalla punta delle sue scarpe – Paciotti, vitello, uno stipendio da sbirro e i lacci in omaggio –, la sposa parlotta coi due tizi che hanno attirato la mia attenzione. Taglio a spazzola, giacca e pantaloni di taglie differenti: fianchi stretti e un capospalla del 54. Quei bestioni sotto la giacca covano dorsi da lottatore e fondine ascellari. Security? Non credo, Tedoldi al night si avvale soltanto di manodopera nostrana. O ha cambiato scagnozzi o si è ficcato in qualche guaio.
Nel frattempo la mia scusa per stare lì giunge al termine, non posso sperare che Poirot abbia una vescica supplementare. Ma è proprio Tedoldi a levarmi dagli impicci, mi individua tra i vasi dei sempreverdi e mi fa un cenno. Non è un saluto, assomiglia più a un appuntamento. Lo vedo dire qualcosa all’orecchio della mogliettina e avviarsi all’interno. Faccio il periplo del locale, passo sotto il Vòlto del Cavallo ed entro dalla porta principale. Con vista sul Duomo e sui turisti convinti che il cellulare possa sostituire la macchina fotografica. Illusi!

L’uomo non è al bancone, e difatti non mi aspettavo di trovarlo lì. Lascio il guinzaglio a un ragazzo di colore che sta tentando di vendermi un libro di favole africane. Gli prometto che all’uscita acquisterò la trilogia, ben sapendo che questo mi farebbe diseredare. Entro nel bagno e c’è Germano Tedoldi che si sciacqua il viso. «Tu mi devi aiutare – mi dice –, tu e il tuo cane. Ma questa storia va risolta senza la Questura, sennò mi ammazzano la ragazzina». E la cosa mi pare strana, perché Tedoldi non ha figli. «Mi hanno incastrato – aggiunge –, se non li aiuto con una partita di boliviana, mi portano via la bambina».
«Germano, io e lei ci conosciamo appena, e lei sa che qui sono uno sbirro in vacanza. Deve parlare coi miei colleghi ferraresi. Se i due pistoleri là fuori la tengono in scacco, non vedo cosa potrei fare…». E qui mi stoppa, ché la polizia non la può chiamare e rivolgersi a me risulta quindi un peccato veniale. «Devi salvare la piccola Ludmilla, e io quando atterro a Malpensa li faccio beccare con la coca. M’è toccato sposarmi, accettare il pacchetto turistico Fiori d’arancio e adesso devo accompagnare quella delinquente ad Amsterdam. E tornare con quattro chili di boliviana. Roba che se ci penso mi sento male» e in effetti ha l’aria di quello che rischia l’infarto. «Non ci controlleranno, capisci? Siamo con un viaggio organizzato, una luna di miele fatta e finita, con tutti gli optional. Droga inclusa. Nessuno ferma una nutrita compagnia di sposi che tornano festanti dal viaggio di nozze. Tutto filerà liscio, e deve proprio andare così, o quando torno non trovo Ludmilla».

[Poirot e la boliviana tornano sabato prossimo, con la terza puntata di questo giallonzolo ferrarese].
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About Gaia Conventi

Scrivo, ma posso smettere quando voglio.

11 responses to ““Giallo alla svelta” di Gaia Conventi (seconda puntata)”

  1. sandra says :

    Bello e w l’attesa. Unico problema: conosco una Ludmilla russa che ora si sovrappone a questa Ludmilla, ecco.

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  2. Daniele says :

    Per questo tizio, si può dire che il matrimonio sia come una bara! O.o

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  3. minty77 says :

    Lascio il guinzaglio a un ragazzo di colore che sta tentando di vendermi un libro di favole africane

    Io ho comprato un libro di proverbi africani a un ragazzo di colore dentro un pub alle 2.00 di notte, la scorsa primavera. Le mie amiche han preso le favole. Deduco che di ‘sti spacciatori di cultura africana ne girino anche a Ferrara. Oppure è sempre lo stesso tizio: da quel che ho capito, il nostro dei libri era anche l’editore… °_°

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  4. newwhitebear says :

    Che fiuto lo sbirro in vacanza e che fiuto Poirot! Mai nome fu più azzeccato. Bello anche questo secondo pezzetto del giallo veloce. Tutto chiaro? Non credo proprio. Aspettiamo la terza puntata.

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