Errori di Stumpo: Fabio Volo fa scuola, in un libro di scuola.

StoriAttiva di Enrico B. Stumpo è un testo talmente attivo che occorre prenderlo al volo: includendoci Fabio Volo.
Sì, lo so, state dicendo che non può essere, che mai e poi mai, ma figurati…

Ecco a voi il figlio devoto di papà fornaio che, come nei migliori spot del Mulino Bianco, ci aiuta a «Costruire la competenza storica». E non gli diciamo nemmeno grazie?
Possiamo anche riderci su, sia chiaro, ma badate che l’operazione è degna di nota. Proporre il buon Volo fin dalle medie – prima lo si propone e prima entra in circolo e dà gli effetti desiderati – potrebbe forse risolvere il problema di leggerlo dopo, oltre il tempo utile, quando si rischierebbe di trovarlo una baggianata per adolescenti. A quel punto che si fa? Si legge un libro soltanto e si percula l’opera omnia. Sulla fiducia. Ma se Volo lo leggi prima e lo leggi in un libro di scuola, un libro che dovrebbe essere pensato e ragionato per il tuo bene… Eh, cari loro, diciamo pane al pane e Volo al Volo: lo stanno propinando ai nostri figli e noi nemmeno ce ne accorgiamo. Che subdoli, che furbi, che geGNi della malaeditoria… A loro va tutto il mio rispetto. La mia stima. Tanto, che me frega, io mica ho figli!

Il testo scolastico con contributo voliano – tratto da È una vita che ti aspetto – è edito da Le Monnier. Le Monnier è stata risucchiata nel grande impero Mondadori nel 1999, Fabio Volo scrive per Mondadori dal 2001. Nel 2003 – ditelo a Le Monnier, ditelo a Mondadori – uscì il suo È una vita che ti aspetto. Nel 2003, appunto, non nel 2004 (e mi dicono non sia l’unico refuso di StoriAttiva…). Le Monnier deve essersi confuso, probabilmente l’editore era troppo preso dal mettere insieme «Un percorso guidato verso la competenza storica con tanti laboratori tematici e di metodo». Non ci è dato sapere in quale veste Fabio Volo si sia accampato in questo bel libercolo, sarà per i temi che propone o per il metodo con cui lo fa?
Nel 2013 – qui il post – un blogger esprimeva i miei stessi dubbi circa la presenza di Moccia in una antologia scolastica: «Forse Moccia merita il suo posto in un’antologia scolastica, perché riesce a mettere su carta la mediocrità e lo stereotipo di cui la nostra cultura si alimenta e con cui si vuole nutrire anche le giovani generazioni». E se valeva per Moccia, magari fa al caso pure di Volo.

Purtroppo l’autore di StoriAttiva ci ha lasciati nel 2010, dunque non posso rivolgere a lui i miei quesiti. Ma magari qualcuno di Le Monnier un giorno passerà di qui e avrà la compiacenza di spiegarmi che accidenti ci fa Fabio Volo in un libro scolastico di prima media. Sarà per disincentivare i nostri ragazzi ad andare oltre?

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About Gaia Conventi

Scrivo, ma posso smettere quando voglio.

13 responses to “Errori di Stumpo: Fabio Volo fa scuola, in un libro di scuola.”

  1. ilcomizietto says :

    Non metto like al post, anche se ringrazio per la soffiata. Questa sera controllerò se ci sono Volo nei libri di testo de Lacomizietta. Per il commento alla notizia puoi aggiungere qui di seguito delle imprecazioni a tua scelta.

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  2. Daniele says :

    Cosa ci fa, Bolo, su un libro di storia? In teoria fa narrativa, al massimo potrebbe starci un brano sul libro di letteratura (il disprezzo per la lettura và coltivato presto o c’è il rischio che a uno piaccia leggere!) pensa che bell’effetto: un brano da Cent’anni di solitudine, la quota fantascienza coperta da Sentinella di Brown, Calvino q. b. e poi, pronti a spiccare il Volo!

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  3. Stranoforte says :

    Sei peggio della signora Fletcher. Io allibisco, però.

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  4. Alessandro Madeddu says :

    In un testo sul medioevo? O_o

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  5. LaVostraProf says :

    Visto che la scuola ha sempre colpa di tutto, e in primis di disincentivare la lettura, direi che la risposta alla domanda finale potrebbe essere “sì”: propongo F.Volo a scuola e subito i virgulti lo schifano.
    In secundis, però, il link porta a un articolo dove l’autrice scrive “un po’ ” con l’accento, così che io mi dico: dopo tutto il Volo è in buona compagnia 😛

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