“Dizionario del perfetto cinico” di Roland Jaccard (illustrazioni di Roland Topor, traduzione di Anna Benucci Serva, nota conclusiva di Jules Lemaître).

Roland Jaccard è uno svizzero che nella vita ha fatto lo psicologo, il giornalista, lo scrittore, il curatore, il saggista e il critico letterario. Il perfetto cinico lo direbbe un tale che non ha trovato il tempo per fare un lavoro vero. E spero mi passerete la battuta, ché se non mi passate questa è meglio se ve ne state a distanza di sicurezza da questo bel libercolo. Un passatempo cattivello, un prezioso aiuto per infarcire gli status di Facebook con battute esilaranti. Ma, sia chiaro, conviene sempre citare l’autore: fate bella figura coi puristi e non rischiate l’ira dei puritani.

Preso a sei euro e sbrisga – in sconto al cinquanta percento – va a tenere compagnia al Dizionario del cinico di Jonathon Green – traduzione di Vittorio Sgorloni, Armenia Editore –, testo che mi segue fin dal 1988. Più fedele di un cane pastore.

Se vi state chiedendo chi accidenti sia ‘sto Jonathon – non è un errore di sbaglio, non è Jonathan –, trattasi del più famoso lessicografo britannico, uno studioso di culture alternative. Ve ne frega qualcosa? Ovviamente no, il cinico si disinteressa di tutto e detesta la fama, soprattutto la fama altrui. Il dizionario del sior Green non ha la veste curatissima del lavoro di Jaccard, è però assai più cicciuto. Se Green ha scelto di dividere gli aforismi per autore, Jaccard ha preferito andare per argomento.

Torniamo quindi al libro di Roland Jaccard e diamo i giusti meriti anche alle illustrazioni di Roland Topor: il sior Topor, scomparso nel 1997, ha comunque avuto modo ed energie per fare l’illustratore, il paroliere, il drammaturgo, lo scrittore, lo sceneggiatore e l’attore. Insomma, in un libercolo di 170 pagine d’aforismi – te lo fumi in una nottata –, abbiamo riunito due tizi mica da ridere. E non dimentichiamo la nota finale di Jules Lemaître, un paio di paginette con le dritte giuste – che non vi svelerò – per diventare aforisti di indubbia fama. Lemaître è un accademico di Francia, autore di drammi teatrali zeppi di concetti filosofici. Porca miseria, quelli di Excelsior non si sono fatti mancare niente! Purtroppo della traduttrice trovo meno notizie, ma ciò non toglie che il libercolo in questione sia godevolissimo e privo di sbavature. Difatti la siora Benucci per Excelsior ha tradotto anche altro, qualcosa vorrà pur dire.

Vediamo alcune massime presenti nel volume. Direi che si parte subito alla grande con Roland Topor – sì, l’illustratore bravo da tutto – che a proposito dell’aborto se ne esce così: «Io sono contro. Uccidere un essere umano prima che nasca è inammissibile. È una dimostrazione d’impazienza». Tra le perle che preferisco troviamo quelle di Cioran – filosofo e saggista rumeno, aforista tagliente –, si va dall’amore – «Vitalità dell’amore: non è possibile, senza commettere un’ingiustizia, parlare male di un sentimento che è sopravvissuto al romanticismo e al bidet» – a Gesù – «Da duemila anni Gesù si vendica su di noi per non essere morto su un divano» –, ma un premio speciale lo appioppo anche a Marc Cerisuelo – filosofo francese e molto altro… sta bene, è ancora al mondo, mi piacerebbe invitarlo a cena – che ha tutta una sua idea della modestia: «Sono nato modesto, ma non è durato». E questa frasetta mica male campeggia sulla copertina del mio diario Facebook.
Ma, alla fin fine, che sarà mai un aforisma? Secondo Karl Kraus: «Un aforisma è o una mezza verità, o una verità e mezza». Dipende da quanto siete disposti a mettervi in gioco.

Se state programmando i regali di Natale, tenete presente che questo volume – e molti altri di Excelsior 1881 – su Ibs è in sconto al 50%. Vi farà fare un figurone, ma occorre regalarlo alla persona giusta. Se poi decidete che un libro non basta e per qualche buon amico – buono sì, ma cattivo e parecchio – occorre un kit del cinico, Giramenti vi propone il Manuale della cultura italiana di Luigi MascheroniL’arte di insultare di Arthur Schopenhauer, e Il malpensante di Gesualdo Bufalino. E così abbiamo azzerato il buonismo dilagante.

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About Gaia Conventi

Scrivo, ma posso smettere quando voglio.

2 responses to ““Dizionario del perfetto cinico” di Roland Jaccard (illustrazioni di Roland Topor, traduzione di Anna Benucci Serva, nota conclusiva di Jules Lemaître).”

  1. minty77 says :

    Roland Topor (…) a proposito dell’aborto se ne esce così: «Io sono contro. Uccidere un essere umano prima che nasca è inammissibile. È una dimostrazione d’impazienza»

    Genio! Sto ridendo da 10 minuti. Alla faccia di certi fondamentalisti dei movimenti per la vita che, per difendere i feti, tirano bombe nelle cliniche…

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