“Dizionario delle idee comuni” di Gustave Flaubert (curato e tradotto da Michele Rago).

Arieccoci con un volumetto stura-status, un libercolo che torna utile per fare una degna figura sui social. Se su Yahoo Answers vi troverete a dover risolvere un dramma di questo tipo…

Ecco, col tomo in questione potrete esclamate «Tomò! Beccati ‘sta frase» e farete contento un tramista. Ovviamente – magari citando pure il traduttore – potete ampiamente ravanare tra le pagine flaubertiane per creare i vostri status su Facebook, certo prima occorrerebbe cogliere il risibile delle idee comuni proposte da Flaubert. Che, diciamolo, in gran parte – nonostante l’età dell’opera – sono ancora valide. Non è un caso se molte sono citate in opere sorelle e cugine, o se qualcuno – mi viene in mente Mascheroni – l’ha preso a stampino e ha riproposto, aggiornandolo ai nostri tempi, questo interessante guazzabuglio di consigli. E sconsigli. Ma sopratutto di cose date per certe: idee comuni, appunto, ma luoghi comuni chiarisce meglio. Tanto comuni da diventare frasi fatte. Roba che poi l’editor diventa scemo a stanarle, capito cosa intendo? Magari no, quindi vale la pena fare qualche esempio pratico.

AGRICOLTURA
Manca di braccia.

ALLORO
Gli allori impediscono di dormire.

ARTISTI
Ciò che essi fanno non si può dire lavorare.

BAMBINI
Ostentare verso di loro una tenerezza lirica – quando c’è gente.

Direi che ci siamo capiti. Ci capiremmo un po’ meno, invece – ma qui non è colpa vostra, sono io che ho una cultura pop (sta per “poco o pressappoco”) – quando le idee comuni sono datate. In quei casi mi sono fatta un giro sul web per sapere dove il buon Flaubert stava andando a parare. Per fortuna spesso c’è Michele Rago che nelle note ti leva d’impiccio. Molto utile, inoltre, la sua introduzione: lunghetta ma chiara.
A fine volume trovate anche L’album della Marchesa – che ho letto sbadigliando – e Catalogo delle idee chic. Volete un’idea chic al volo? Idea chic da spendere subito subitissimo su Facebook? Ok, allora tenete presente quanto sia cool «Deridere gli studi classici». Credetemi, ne nasce un flame da riempirci un paio di uggiose giornate novembrine.

Annunci

Tag:, , , ,

About Gaia Conventi

Scrivo, ma posso smettere quando voglio.

8 responses to ““Dizionario delle idee comuni” di Gustave Flaubert (curato e tradotto da Michele Rago).”

  1. J. Tevis says :

    Ricordo questa voce.
    Fattura: sempre troppo elevata. 🙂

    Mi piace

  2. Daniele says :

    Come macina-status, potrebbe tornare utile anche il Dizionario del diavolo di Ambrose Bierce. Certo, cercando le voci che risentano meno degli anni, e tra queste, le più brevi…
    Ma in generale, per certi potrebbero bastare i bigliettini dei Baci del periodo Moccia… 😛

    Mi piace

    • Gaia Conventi says :

      Quelli girano su Facebook quasi quanto mi girano leggendoli. 😉

      Mi piace

      • Daniele says :

        I Moccia-baci o Bierce?
        Qualcosa mi dice: i Moccia-baci. Ma suppongo ci siano anche le sentenze riportate male, o attribuite alla persona sbagliata (quando ci si degna di attribuirle, ovviamente 😛

        Mi piace

        • Gaia Conventi says :

          I Moccia-baci, ahimè. E le attribuzioni alla razzo di rane – quando un tale non lascia tutto al caso, o alla speranza di farsene autore agli occhi dei distratti – sono errate in più d’un caso. E ovviamente, se citazioni straniere, non contemplano il traduttore. Poi arrivano i precisini – io sono un precisino rompicoglioni – che piazzano la citazione, ti dicono da dove è stata presa, l’editore del tomo, la data d’uscita e naturalmente il traduttore dell’opera. Ovviamente quei precisini lì sono odiatissimi da tutti i Moccia-baci fan. 😀

          Mi piace

  3. minty77 says :

    Gli allori impediscono di dormire

    Oddende! E io che credevo fossero ottimi cuscini! O_O
    Molto condivisibile quella sui Bambini, direi.

    Beh, sembra un bel librino. Fuori commercio o si trova? ;D

    Mi piace

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: