“Il nome della cosa”, il giochino cretino di Giramenti.

Grazie al notiziario di BookBlister ho scoperto che qualche volta basta un colpo di culo fortuna per stravendere un libro. Sì, insomma, più o meno quello che è successo a Girl on a train di Alison J. Waines, scambiato per il bestseller The girl on the train di Paula Hawkins (un salto qui per saperne di più). Ecco allora come nasce il nostro giochino cretino: Il nome della cosa, e vuoi mai che il titolo del post faccia capitare qui i fan di Umberto Eco…

Come si gioca? Be’, è semplicissimo: storpiate un titolo famoso e, se vi va, aggiungete una breve quarta di copertina.

Nel nostro caso, trattasi della triste vita di un pover’uomo che, oltre a scordare compleanni e anniversari, ha grande difficoltà a memorizzare i nomi delle proprie partner. Il tale si vede quindi costretto a sposare Cosetta, per cavarsi d’impaccio. Nonostante l’impegno – e nonostante il nome di lei –, il protagonista continuerà a parlare della consorte come… eh, sai, la tale. Sì, dai… ehm… il nome della cosa, dai! Lei, indecisa tra girare con un cartellino appuntato alla camicetta – Cosetta, porco d’un cane! – o farsi semplicemente chiamare Cosa, deciderà di regalare al marito una cospicua assicurazione sulla vita. Il resto è storia e cronaca nera.

Siori miei, attendo i vostri bestsoller!

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About Gaia Conventi

Scrivo, ma posso smettere quando voglio.

86 responses to ““Il nome della cosa”, il giochino cretino di Giramenti.”

  1. LFK says :

    40 minuti di orologio per aprire questa pagina. La tecnologia mi sta abbandonando e io testardo insisto nel modificare l’hardware del mio computer. Ma torniamo a noi. Mi ricorda molto le mie trame improbabili, che pubblicavo su Inchiostro Bianco. Vediamo cosa si può fare senza prendere in prestito una di quelle…

    Prendo in prestito un titolo di King e lo storpio.

    Una donna, felicemente sposata, sparisce per tre giorni. Quando ritorna è sconvolta e la spiegazione con la quale giustifica l’assenza non convince per niente il marito. Infatti dice di essere stata rapita dagli alieni e costretta ad avere ripetuti rapporti sessuali con loro. La donna, un mese dopo, risulta essere alla quarta settimana di gravidanza. L’uomo è sempre più sospettoso ma, per la buona pace familiare, finge felicità per l’arrivo dell’erede. Più si avvicina la data del parto e più lui, in cuor suo, pensa che la moglie in quei tre giorni l’abbia tradito e si sia inventata la storia degli alieni per giustificare la gravidanza. Ma tutto tornerà alla normalità quando, pochi minuti dopo il parto, l’uomo viene chiamato per vedere il bambino e vedrà…

    IL FIGLIO VERDE

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  2. Daniele says :

    La Blasfema Commedia

    Il giovane Dante Alighieri, studente al liceo classico Dante Alighieri, è oggetto di bullismo da parte dei compagni di classe perché ritenuto un raccomandato, essendo chiamato come la scuola che frequenta.
    A causa della sua cattiva reputazione, la più bella della scuola, Beatrice, non vuole stare con lui seduta sul muretto a parlare (nel liceo Alighieri, star seduti sul muretto a parlare significa essere sposati: dato che il muretto è alto tre metri e cinque ed è pericolante, appollaiarsi lì è indicativo di vero amore o del fatto che la persona amata ha un conto in banca pari al PIL del Canada).
    Il giovane Dante prende così una cattiva abitudine: imprecare, smadonnare e dire parolacce in terzine a chiunque gli rivolga la parola, rendendo le sue interrogazioni simili a un film di Pierino in rima.

    L’insegnante di letteratura Lio Virgi, che vede in Dante un grande potenziale letterario, decide di liberarlo da questa cattiva abitudine e lo porta a fare un giro tra le perdute genti: uomini e donne che pensavano di aver costruito una carriera nello spettacolo partecipando ai reality show più scrausi e che invece trascorrono ore a imprecare contro se stessi davanti allo specchio, non trovando un posto nemmeno come porta-cappuccino dell’aiuto-regista delle fiction sulla mafia o valletta alle estrazioni del lotto nelle fiction sulla mafia.

    Dante abbandona la strada del turpiloquio e dell’empietà, ma è solo una posa: alla cerimonia del diploma – che pur essendo una roba statunitense, verrà officiata anche al Dante Alighieri – il novello vate dimostrerà a tutti di essere, in realtà, un water, pronunciando una poesia così volgare da far oscurare il sole per un mese.
    E userà la forma del sonetto, questa volta!

    Fascettume

    “Un caso editoriale, che questo libro sia stato pubblicato!”
    Il sole (oscurato per) 24 ore

    “4000 copie vendute in 27 anni!!1!11”
    El tramisto de la Catalagna

    “Il mio erede spirituale, non ho chiuso occhio per sei minuti!”
    Il tizio che scrive le fascette firmate da Stephen King

    “Un libro coraggioso, il cui coraggioso protagonista ci dimostra che si può vivere coraggiosamente senza cedere alla volgarità che impera nel nostro mondo odierno oggi!”
    Un coraggioso non-lettore

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    • minty77 says :

      alla cerimonia del diploma – che pur essendo una roba statunitense, verrà officiata anche al Dante Alighieri

      Tu ci ridi, ma nel mio ex-liceo hanno davvero introdotto ‘st’abitudine, così come quella del prom night (trasformato, però, astutamente in Ballo di Natale. Robe che neanche il Ballo del Ceppo di Hogwarts… -_-).

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      • Daniele says :

        Ah ha ha 😄 non posso mai inventare una scemenza vergognosa, senza che da qualche parte sia o diventi realtà X°D
        La sola idea di trascorrere al liceo un’altra giornata per questo tipo di “folklore” mi avrebbe fatto prendere fuoco per la disperazione…

        Al ballo di Natale ci sono anche i Cerbero, a controllare che nessuno approfitti del lento per allungare le mani? E c’è il beveraggio corretto? Sennò non è abbastanza yankee! 😄

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    • Gaia Conventi says :

      Mi pare tu l’abbia migliorato. 😀

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  3. minty77 says :

    “I commessi sposi”

    Nel mega centro commerciale che sorge alla periferia di una grande città sboccia una tenera storia d’amore fra Carluccio, commesso di un negozio di articoli per la casa e la bella Filomena, addetta nel negozio di fronte al suo, appartenente a una nota catena che tratta biancheria intima e corsetteria.
    Dopo un lungo corteggiamento, Carluccio ha conquistato Filomena, e i due giovani sono ormai prossimi a convolare a giuste nozze.
    Ma il perfido Gianfilippo, dirigente della società che possiede il centro commerciale, ha messo gli occhi su Filomena, e fa pressione sul principale di Carluccio perché licenzi in tronco il ragazzo, assunto con un contratto precario. Al contempo dà anche lo sfratto ai proprietari di un negozio di biancheria per la casa, meditando di inaugurare al suo posto una rivendita di telefonini e di offrirne la direzione proprio a Filomena, se la ragazza accetterà di concederglisi.
    Ma Albarosa, che gestisce il negozio di intimo e corsetteria, e che vigila ognora come un mastino sulla virtù delle proprie commesse, subodora le losche manovre di Gianfilippo e decide di mettere in salvo Filomena, trasferendola in una sede remota della stessa catena. Ella non sa, però, che anche laggiù Gianfilippo ha agganci che potrebbero mettere in pericolo la giovane…
    Riuscirà Carluccio, alleatosi con la famiglia che gestisce il negozio di lenzuolame, a salvare la sua Filomena?
    E Albarosa è davvero così disinteressata o ha inquietanti secondi fini, nella sua lotta sotterranea con Gianfilippo?
    Scopritelo nel nuovo, appassionante best seller di Aleandro Canzoni, autore da 4.000.000.000 di copie!

    <>
    Lalla Marchettoni (La Stumpa)

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  4. minty77 says :

    Ecco, a causa degli < è saltata la frase a effetto di Lalla -__-
    Essa era:

    "Un libro importante, che attraverso un intreccio appassionante come una telenovela, muove una critica circostanziata all'odierna società dei consumi!"

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  5. Giusy says :

    Cent’anni di sollecitudine.
    La storia di un uomo che non ce la fa, non prende una decisione.
    Si perde nelle sue alchimie, chiuso nel suo mondo, non c’è verso, la moglie continua a preparargli pranzi e cene, ma lui non risponde. E non inventa proprio niente. Neanche l’acqua calda.

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  6. Rosa per caso says :

    PICCOLE TONNE
    Il romanzo racconta la storia delle quattro sorelle Alco, costrette a crescere pigiate come sardine in una casa troppo piccola dopo la partenza del padre per il fronte. Fra le difficoltà dell’adolescenza, le litigate, qualche rottura di scatola, la scuola marinata e le feste e il tentativo di prendere all’amo un buon partito, le quattro ragazze grazie alla loro freschezza diventeranno giovani tonne responsabili e si uniranno a Greenpeace.

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  7. Lisa says :

    Ok. Passo qui per caso passando per caso sul profilo della BerettaMazzotta. Mi fermo un attimo.

    Giovanni è un viticoltore astemio, leggermente zoppo, una benda sull’occhio, a parte questo bel fondo schiena . Marcela è la sua amante occasionale, gitana, trafficante di camomilla afrorifera, mezza afrodisiaca, mezza soporifera. Aristide è il postino balbuziente, scapolo, assessore comunale all’istruzione. Bettina è la domestica di Giovanni, ottuagenaria, devota allo spritz. Carla e Camillo sono i proprietari dell’agenzia funebre del paese, la Imperitura.
    La stessa notte, a tutti loro, alle tre precise, compare in sogno il sindaco Iacovelli, grandissimo paraculo morto mesi addietro. Qualche tempo prima di crepare ha intascato e nascosto i fondi destinati alla ristrutturazione dell’ospedale del paese, sotto il suo trattore. Non riposerà in pace finché qualcuno non ritroverà quei soldi dando compimento alle sue ultime volontà. Ma il trattore è stato comprato su ebay da un bovaro sardo. Spetterà ai sei personaggi ritrovarlo e dare compimento alle volontà di Iacovelli, pena una tremenda maledizione che infliggerà a tutti acne e dissenteria.

    SEI PERSONAGGI IN CERCA DI UN TRATTORE

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  8. LFK says :

    Mi è venuta in mente un’altra trama.

    Giacchiera Sputarane è una suora di clausura, pudica e vecchia. Dopo la chiusura del convento in cui era madre superiora, vive in un ospizio per religiosi. Durante la visita mensile da parte di un medico di sicuro affidamento, è costretta a rivelare un fastidioso prurito intimo ma, data la sua vita religiosa e isolata, e la sua pudicità, non sa come spiegare al medico il problema che l’affligge.
    Per questo cerca di spiegare all’uomo quale sia il suo problema. Di fronte alla difficoltà della donna nel nominare il suo organo sessuale, il medico si fa coadiuvare da una donna. La suora sciorina una serie di nomi per individuare la sua patata, ma nessuno di questi riesce a far comprendere la parte anatomica a cui ella si riferisce. Tra “fiore d’inverno”, “palla di lana”, “tartaruga molle” e “porte del paradiso”, i due non riescono a comprendere quale sia…

    IL NOME DELLA COSA

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    • Gaia Conventi says :

      Ohhh… quando cominci col sexy-geriatrico so che stai scaldando le meningi.
      Ora mi occorre la versione aliena del nome della cosa. Ma mi accontento anche del fantasy. 😀

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      • Gaia Conventi says :

        Mi sono ricordata d’aver archiviato una trama tramortita adatta al caso. E alla cosa. E al nome della cosa.
        La trama è questa.

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        • Gaia Conventi says :

          Ah, sior Fadda, manca ancora la quarta a Il sesso di Smilla per la neve.
          Se oggi sei in buona, se ne può fare anche la versione Il sesso di Smaila per la nave. Sempre più difficile! 😀

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      • LFK says :

        Aliena… vediamo che si può fare. Metto in campo la mia passione per i fumetti. E una mia esistenziale domanda che ha accompagnato nel dubbio la giovinezza.

        Terra, anno diciotto dopo il grande bug del 2000, sul pianeta approdano 314 astronavi aliene sigillate. Al tredicesimo mese si aprono tutte assieme e da ognuna di esse esce un ambasciatore proveniente da Zancox 341. Ognuno di essi reca in mano un albo della Marvel con le avventure dei Fantastici 4. Promettono di non invadere il pianeta ma a una condizione: perché l’uomo di pietra non ha un vero nome? Vogliono che qualcuno gli riveli…

        Il nome della Cosa

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        • Gaia Conventi says :

          Strepitosa!
          Adesso però voglio sapere come finisce la questione. Perché tizio, coso, Cosa… quell’affare lì, un nome dovrà pur avercelo…

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          • Daniele says :

            Infatti ce l’ha 😄
            Dite agli alieni che si chiama Ben Grimm 😉 ma solo dopo altri due libri di 600 pagine cad. altrimenti non comprano tutta la serie!

            Mi è venuto in mente un bel titolo. Anni fa, credo alle superiori, ma può riscuotere successo solo ora, in tempi di sfumature, perché un po’ sconcio…

            ORGOGLIO E PREPUZIO

            Non ho ancora deciso la trama, ma la circoncisione avrà un grande valore drammaturgico!

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          • LFK says :

            Bisogna chiedere a Wolverine, ma so che ha un brutto carattere…

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            • Daniele says :

              Anche tu avresti un brutto carattere, se dopo anni – potenzialmente, anche più di un secolo! – passati a pomparti i muscoli e partecipare a discutibili triangoli amorosi, tutti ti chiamassero “ghiottone” (traduzione di wolverine)! 😛

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              • LFK says :

                Sai che non ci avevo mai pensato? In effetti ha tutti i motivi per avere sempre le palle girate. 😀

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                • minty77 says :

                  Vabbè, dai, a Nottolone è andata peggio, eh! 😛

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                  • Daniele says :

                    Effettivamente, da ciò che so, in italiano si son ben guardati dal chiamare Wolverine “ghiottone” (sai che epica… Ghiottone: le Origini” XD)
                    Invece, Nighthawk della… Corno, credo… Nottolone!

                    Ma andando verso i giochi di ruolo e romanzi collegati, nulla batterà mai il Bugbear secondo la fu Armenia: il Pulciorso!

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                    • Gaia Conventi says :

                      E allora vedi che Barbalbero Aromatario – scovato in un elenco telefonico – non se la passa poi tanto male…

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                    • minty77 says :

                      Pulciorso fa molto ridere, ma fa pure tenerezza, eh! 😀

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                    • Daniele says :

                      Per la prima volta, Gaia, metterò in dubbio la tua parola: Barbalbero Aromatario?! Ed è una persona? O_o
                      Ma l’impiegato all’anagrafe era una sedia vuota, quando il piccolo Barbalbero (spero che Aromatario fosse il cognome, a ‘sto punto) è stato registrato? 😕
                      Finora, la combo più strana che abbia mai sentito è stata Crocifisso (nome) Cavallo (cognome), una cosa che… immaginiamo l’appello a scuola: “Cavallo Crocifisso”
                      “Pres…”
                      “Bwa ha ha!”
                      “E fatemi finire, dai!”

                      Cioè, questa cosa batte tutti i grandi classici della Sardegna, come Alain Delogu, Magnum Pillai e Bruce Pistis!

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                    • Gaia Conventi says :

                      Cavolo, m’hai declamato una serie di nomi che quasi ci rimando secca. Sono una grande appassionata di questo argomento, cosa che mi ha portato più volte a girare per cimiteri. Ma era di giorno e non deambulavo da zombie.
                      Da bambina, per il mio compleanno, papà mi regalava un elenco telefonico. Sì, ok, mi dirai che se la cavava con poco. In realtà in quel secolo occorreva andare in città – io vengo dal paesino, fanno 74 chilometri dalla città -, entrare nel negozio della SIP – ai tempi poco distante dal castello estense – e richiedere espressamente – pagandolo – un elenco. Elenco di una data città, quindi occorreva depennarle anno dopo anno dalle mie richieste.
                      Ovviamente è un hobby che arriva da lontano, anche mio fratello ha la stessa passione. Abbiamo riempito quaderni e agende con nomi e cognomi, divisi per città. Il risultato migliore è quando nome e cognome sono ben accoppiati. Ricordo Costa Pacifico sul monumento ai caduti di Bosco Mesola (FE) – mi pare sia là, spero di non sbagliare – e Angelo Sterminatore, a cui inviavo la pensione quando lavoravo alle Poste Elettroniche di Bologna. Immagino che la pensione fosse relativa al cognome, chissà che lavoraccio.

                      Ma veniamo al signor Barbalbero (cognome) Aromatario (nome). Mesi fa parlavo di lui qui sul blog (o era su Facebook? Ah, saperlo). Me lo ricordavo a Ravenna ma una cortese utentAmica mi ha fatto presente che il tale è bolognese, ed è il suo erborista. Sembra anche che goda di ottima salute, cosa che mi fa davvero piacere.
                      Va detto poi che dalle mie parti i nomi strani abbondano – una rece lo conferma -, ma il sior Aromatario resta il mio preferito.

                      Non dubitare mai di me, soprattutto quando una faccenda pare troppo strana per essere vera! 😀

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                    • Gaia Conventi says :

                      esco a fare due puzze

                      Occorre rimettere in moto ‘sto giochino. 😉

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                    • Daniele says :

                      Oh mamma! Non mi è mai piaciuto il mio nome (non so perché) ma mo’ mi tocca accendere un cero alla Madonna, per ringraziare 😄

                      Comunque, Angelo Sterminatore è meraviglioso!

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                    • Gaia Conventi says :

                      «Bambini fate i bravi o chiamo l’Angelo Sterminatore…».
                      Se questo chiede anche solo 50 euro a intervento – come i caldaisti, tanto per dire -, ecco che ha pure la pensione integrativa.
                      I suoi ci avevano visto giusto.

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  9. Simona says :

    Sono accettati titoli (al momento) privi di trama?
    Potrei fornirne un po’ ai volenterosi di Giramenti…

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  10. digizard says :

    “Il grande tonno” di Raymond Chandler. Philip Merlo, detective privato con l’hobby della pesca, si trova con l’acqua alla gola in un caso di spionaggio internazionale, fra pesci falcemartello del Kgb, sirenette ammiccanti e sirene lampeggianti. Quelle della polizia fluviale, che rischiano di arenarsi in un vero pantano di interessi publicci e privati. Acque profonde, insomma, in cui è difficile restare a galla. Ma Philip Merlo ha un’ancora di salvezza…

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  11. Carlotta says :

    Arrivo con un po’ di ritardo… ma insomma ci voglio provare.

    “Sharon!” gridò dalla cucina l’italianissima madre all’italianissima figlia ” apparecchia la tavola!”
    Sharon, che stava guardando il preserale stravaccata sul divano, fece finta di non sentire. Ma la madre era tenace:
    “Sharon! ” ripetè affacciandosi questa volta sulla porta del soggiorno ” Mi hai sentito! Apparecchia la tavola!”
    “Ma non può farlo Kevin? ” si lagnò la ragazza alludendo all’italianissimo fratello
    ” Kevin sta facendo i compiti!” rispose la madre con il tono di chi è lieto e insieme stupito di un raro fenomeno” Avanti, su!”
    Sbuffando, Sharon si tirò su dal divano. Andò alla credenza, tirò fuori dal cassetto la tovaglia e la stese sul tavolo, lasciandola tutta pieghe e avvallamenti, prese dall’anta superiore i piatti e li sbattè sulla tavola, aggiungendovi intorno le posate tutte storte…

    DI MALAVOGLIA

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