“Giulia 1300 e altri miracoli” di Fabio Bartolomei.

Di questo libro ho apprezzato l’auto, meno gli «altri miracoli». Se l’intento era farne un romanzo d’intrattenimento, l’operazione è riuscita. Non sempre, ma si ride. Se, invece, tutti i miracoli di cui si diceva tendono a volerci insegnare qualcosa – il buonismo in questo libro è sempre in agguato –, allora siamo davanti al tipico caso di “C’è un italiano, un francese e un tedesco”. Qui in variante “antropologia del quartierino”: abbiamo il vecchio leone dei centri sociali, il fascistone razzista e marpione, il pavido che durante il corso dei fatti darà prova di coraggio e la voce narrante, lo sfigato ma un po’ meno sfigato degli altri. E poi sì, a un certo punto arriva Biancaneve tra i nanetti. Ma andiamo per gradi.

La trovata narrativa non è male – ne hanno tratto anche un film che mi premurerò di non guardare –, tre tipi variamente assortiti – uno spacciatore televisivo d’orologi patacca, uno che vende auto e il terzo che si occupa malamente d’alimentari – vanno a vedere un casale che pare essere un affarone. Il posto si rivela costare tre volte quanto “erroneamente” sostenuto dall’annuncio che li ha irretiti, nonostante tutto decidono di mettere su famiglia fondando un’aziendina: il casale diventerà un agriturismo.
Il tizio a pugno chiuso arriva in un secondo momento, poi giunge il primo emissario della camorra – che, ma tu guarda, diventerà una brava persona grazie a questo sogno comune e alla simpatica compagnia che ci ruota attorno –, i ragazzi di colore sfruttati nei campi di pomodori – uno di loro è persino un principe, per non farci mancare niente – e poi la Biancaneve salvifica: vorrete mica che quattro uomini possano arredare un agriturismo senza farlo sembrare una sala da briscola, no? In seguito farà una capatina al casale tutta la feccia del circondario, ché in Italia pare essere corrotto persino il postino, e pure l’addetto alla fotocopiatrice del Comune. Può essere – non fatemi causa, per carità –, ma a mettere assieme l’intero catalogo di malandati e malandrini si rischia davvero di sfiorare la barzelletta. C’è un italiano, un francese, un tedesco…

Ora, lo ammetto, le gag non mancano e qualcuna è pure divertente – la genialata della Giulia 1300 sepolta in giardino e la sua autoradio che innesca il mito, e non fatemi dire altro, è notevole – ma mettere assieme tutti i mali d’Italia – lo sfruttamento degli extracomunitari, la discarica abusiva a due passi dal casale, il comunista e il fascista, la camorra che forse può essere ammansita dai buoni, dai buoni propositi, dal buonismo e compagnia bella – ecco, mi pare un mix un po’ forzato. Si voleva infilarci la casistica più variegata per essere certi di farne un libro scorrevole ma con tanti spunti d’attualità. E qui, a mio avviso, casca l’asino: troppe cose tutte assieme e un filo conduttore piuttosto lasco. Che va benissimo per una commedia leggera, sia chiaro, ma temo che il libro volesse essere più di questo.
Il romanzo va comunque nel carniere dei “Libri sì”. Leggendolo come trama da tram lo si trova spassoso, l’importante è non lasciarsi asfissiare dall’eccesso di zuccheri.

Spiazzante il finale serioso – ci voleva proprio? – dopo aver dato vita a uno Zelig campestre che, se preso come passatempo libresco, può senza dubbio fare contenti parecchi lettori. Poi ci sono i rompicoglioni come me che non apprezzano tutta questa bontà sparsa a manate, ma questo è un problema mio. Se voi non soffrite dello stesso malessere, Giulia 1300 e altri miracoli vi farà passare qualche ora in allegria. O quasi.

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About Gaia Conventi

Scrivo, ma posso smettere quando voglio.

4 responses to ““Giulia 1300 e altri miracoli” di Fabio Bartolomei.”

  1. sandra says :

    Le ore in allegria sono sempre gradite, anche se sul finale quel “o quasi” fa pensare, come spesso accade qui, che la categoria “libri nì” potrebbe essere la soluzione. Adesso il nome Giulia è inflazionato, ma negli anni 70 ce l’avevano solo l’auto e mia sorella 🙂

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    • Gaia Conventi says :

      Eh, ma si sa che qui facciamo le pulci alle pulci. Siamo delle cattive persone. 😀

      *Giulia è un nome bellissimo, purtroppo mi è andato nei garetti dopo due anni di convivenza universitaria con una tal Giulia. Al solo pensiero mi sale il fastidio. 😉

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  2. Daniele says :

    Insomma, il prossimo grande successo Disney! Ma senza i camorristi, che fanno paura: ci mettiamo un gruppo di bulli che vengono da una famiglia allargata con problemi, poverini! E poi…

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