La grande abBOOKiata, il giochino libresco e precisino di Giramenti!

Ok, lo ammetto l’idea non è mia, quindi non mandatemi un accidente dopo aver letto le domande de La grande abBOOKiata. Però sì, il nome del trastullo è roba mia, perciò potete anche dirmi delle boiate.
Questo lavoraccio di quesiti difficilissimi – avete presente Il maratoneta e la scena del dentista? – è merito delle teste fine dello staff di Due pagine prima di dormire, il salottino librario che mi ha adottata in qualità di critica, criticona e cattivo soggetto. Il prossimo incontro sarà giovedì 14 gennaio con Eliselle e Il romanzo di Matilda, al Sisters’ Caffè di Fossanova San Marco (FE), in via Madonna della Neve 28. Alle 20.

E adesso passiamo ai domandoni, cari loro! Faccenda difficile, materia libresca, un giochino da perderci il sonno. Pronti… via!

  1. Un libro che mi ha fatto piangere
  2. Un libro che mi ha fatto ridere
  3. Un libro iniziato e mai finito
  4. Un libro di cui adoro solo la copertina
  5. Un libro di cui odio la copertina
  6. Un libro consigliato da mia madre (o da mio padre)
  7. Un libro che racconta un viaggio
  8. Un libro in cui il protagonista è un animale
  9. Un romanzo classico
  10. Un libro di oltre 600 pagine
  11. Un libro che amo e che racconta una storia vera
  12. Un libro con una sola parola nel titolo
  13. Un libro ambientato in un luogo in cui mi piacerebbe vivere
  14. Un libro con un colore nel titolo
  15. Un libro che ho giurato a me stesso non avrei mai più letto
  16. Un libro il cui protagonista mi somiglia molto
  17. Un libro di un autore che odio e che non ho letto
  18. Un libro di un autore che amo ma non ho mai avuto il coraggio di leggere
  19. Un libro in cui non si vive felici e contenti
  20. Un libro ambientato nel passato
  21. Un libro ambientato nel futuro
  22. Un libro che mi ricorda la mia infanzia
  23. Un libro fantasy che ho amato
  24. Un libro che mi ha fatto riflettere moltissimo
  25. Un libro che ho trovato troppo difficile e ho dovuto abbandonare
  26. Un libro in cui il protagonista avrei voluto essere io
  27. Un libro con un triangolo amoroso
  28. Un libro che ha come protagonista un bambino
  29. Un libro che mi è piaciuto nonostante il protagonista sia insopportabile
  30. Un libro che ho riletto perché non ricordavo d’aver già letto
  31. Un libro che ho – convintamente – riletto più volte
  32. Un libro che dico d’aver letto ma in realtà non ho mai nemmeno comprato
  33. Un libro con la storia d’amore più bella in assoluto
  34. Un libro che ho regalato con affetto
  35. Un libro che ho regalato per dispetto
  36. Un libro che vorrei aver scritto io

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About Gaia Conventi

Scrivo, ma posso smettere quando voglio.

11 responses to “La grande abBOOKiata, il giochino libresco e precisino di Giramenti!”

  1. Andrea says :

    Gentile Gaia
    in questa sera un po’ così invece di attaccarmi alla bottiglia mi sono appeso alle parole, ma se guardo i libri che cito qui di seguito e la mia libreria mi accorgo che non c’è nulla di vero, ci vorrebbe un libro per parlare dei libri letti, amati, pianti e rimpianti. Ma è un gioco e allora giochiamo.

    Un libro che mi ha fatto piangere
    Alcuni, uno molto di recente: Chiederò perdono ai sogni, di Sorj Chalandon. Keller editore

    Un libro che mi ha fatto ridere
    I cinque libri di Isacco Blumenfeld di Angel Wagenstein. Baldini e Castoldi e anche L’uomo nero e la bicicletta blu di Eraldo Baldini. Einaudi. Finisce male, però ho adorato Pescan.

    Un libro iniziato e mai finito
    Uno? Tanti, molti di più di quelli che sono disposto a confessare.

    Un libro di cui adoro solo la copertina
    Ma no, in genere le copertine non le considero molto, vado subito all’incipit.

    Un libro di cui odio la copertina
    Come sopra

    Un libro consigliato da mia madre (o da mio padre)
    La povera mi diceva solo di leggere, leggere, leggi se vuoi stare al mondo.

    Un libro che racconta un viaggio
    Il periplo di Baldassare di Amin Malouf, Bompiani. E l’Odissea.

    Un libro in cui il protagonista è un animale.
    Non credo di averne letti

    Un romanzo classico
    Moby Dick o la Balena il cui protagonista non è un animale.

    Un libro di oltre 600 pagine
    Rari, Il mio maestro Mario Rigoni Stern mi ha insegnato che per scrivere più di 250 pagine occorre essere Tolstoi, quindi Guerra e pace

    Un libro che amo e che racconta una storia vera
    Non credo che i libri raccontino storie vere; non sono mica telegiornali, per quanto anche quelli… Però qui mi piace ricordare Ryszard Kapuściński e i suoi reportage.

    Un libro con una sola parola nel titolo
    Furore, naturalmente John Steinbeck.

    Un libro ambientato in un luogo in cui mi piacerebbe vivere.
    L’Altipiano dei Sette Comuni della Storia di Tönle di Mario Rigoni Stern, ma siccome ci vivo forse non vale.

    Un libro con un colore nel titolo
    Non me ne vengono in mente, però sopra ho citato L’uomo nero e la bicicletta blu. A me Baldini piace.

    Un libro che ho giurato a me stesso non avrei mai più letto.
    Storia di Neve di Mauro Corona. Mondadori.

    Un libro il cui protagonista mi somiglia molto
    Non so dire perché ma è Franz Ferdinand von Trotta della Cripta dei cappuccini di Joseph Roth. Adelphi. Un sopravvissuto.

    Un libro di un autore che odio e che non ho letto
    Non ho mai letto i libri scritti da persone famose per altre cose, non per la scrittura. Ma non odio nessuno di loro. Per tutti questi citerei Fabio Volo, ma lui non ne ha colpa.

    Un libro di un autore che amo ma non ho mai avuto il coraggio di leggere
    Gli autori che amo non mi fanno paura, ma c’è un libro che non ho ancora avuto il coraggio di leggere so che mi distruggerà è: Nei suoi occhi verdi di Arnost Lustig. Keller editore

    Un libro in cui non si vive felici e contenti
    Praticamente tutti.

    Un libro ambientato nel passato
    Tanti, tantissimi

    Un libro ambientato nel futuro
    In questo momento nessuno

    Un libro che mi ricorda la mia infanzia
    Cuore, se non lo avete mai letto dateci un’occhiata lo merita.

    Un libro fantasy che ho amato.
    È una mia imperdonabile pecca non conosco il fantasy.

    Un libro che mi ha fatto riflettere moltissimo
    Non ho dubbi: I sommersi e i salvati di Primo Levi. Einaudi.

    Un libro che ho trovato troppo difficile e ho dovuto abbandonare
    No questo non l’ho mai fatto, mai. I libri li abbandono per noia.

    Un libro in cui il protagonista avrei voluto essere io
    Ne ho piene le scatole a essere comparsa nella mia vita, figuriamoci protagonista nei libri.

    Un libro con un triangolo amoroso
    Ce ne saranno, ma in questo momento non mi sovvengono, forse il triangolo amoroso non era la cosa principale.

    Un libro che ha come protagonista un bambino.
    Alcuni, ma non fondamentali.

    Un libro che mi è piaciuto nonostante il protagonista sia insopportabile
    Non ne ho letti.

    Un libro che ho riletto perché non ricordavo d’aver già letto
    Mai successo, davvero.

    Un libro che ho – convintamente – riletto più volte
    Molti, moltissimi, ma voglio ricordare quelli di Francesco Biamonti tutti, perdonatemi: L’angelo di Avrigue, Vento largo, Attesa sul mare, Le parole e la notte, e il frammento: Il silenzio. Tutti pubblicati da Einaudi

    Un libro che dico d’aver letto ma in realtà non ho mai nemmeno comprato
    Un lettore queste cose non le fa, nemmeno nei suoi incubi peggiori. Un lettore sa di non poter leggere tutto. Io non ho mai letto À la recherche du temps perdu. Oh là.

    Un libro con la storia d’amore più bella in assoluto
    Difficilissimo. Mi vengono in mente Ai miei Figli di Pavel Florenskji (amore paterno) Le lettere a Theo di Vincent van Gogh (amore fraterno)

    Un libro che ho regalato con affetto
    Solitamente non regalo libri, sono come le cravatte. Per affetto verso l’autrice ho regalato Il tempo è un dio breve di Mariapia Veladiano. Einaudi.

    Un libro che ho regalato per dispetto
    Non ci riuscirei mai

    Un libro che vorrei aver scritto io
    Naturalmente sono diecine e diecine, ma uno racconta con precisione assoluta la mia vita di piccolo montanaro e mi sarebbe piaciuto saperla raccontare così: Paesi alti di Antonio G. Bortoluzzi. Biblioteca dell’Immagine editore.

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  2. ilcomizietto says :

    Io ti voglio bene, Gaia, ma 36 domande! Devo prendere un giorno di ferie per rispondere! 🙂

    Rispondo all’ultima domanda:
    Un libro che vorrei aver scritto io
    Un qualsiasi libro di Asimov o della Wislava. Vado sul facile.

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  3. Shari Valentina says :

    Mi prudevano le mani da un po’, finalmente ho tempo per rispondere anche io a tutte queste domande. Vediamo…

    1. Un libro che mi ha fatto piangere:
    Non me ne viene in mente nessuno, al momento. Forse, a suo tempo, “Mille splendidi soli” di Hosseini, ma non ne sarei sicura. Non sono solita versare lacrime sui libri, la carta costa!

    2. Un libro che mi ha fatto ridere:
    “Tartarughe divine” di Pratchett.

    3. Un libro iniziato e mai finito:
    “Cecità” di Saramago. Non perché non fosse interessante, ma.. pesante, troppo. Forse perché sono troppo sensibile all’argomento? Non lo so. Avrei tanto voluto arrivare alla conclusione della faccenda ma avevo paura di andare avanti, davvero.

    4. Un libro di cui adoro solo la copertina:
    “Moby Dick e altri racconti brevi” di Alessandro Sesto, Gorilla Sapiens edizioni. Mi avevano attirato la composizione del disegno, l’allegria dei colori, i riferimenti a grandi autori del passato.. ma il libro mi ha un po’ deluso. Ho avuto la brutta sensazione che si trattasse soltanto di un’apologia della conoscenza dell’autore: la lettura non lascia niente, soltanto tanti “io so, io ho letto, io cito. Io, io, io”. Finito il libro ti ritrovi in un limbo di “…E quindi?”

    5. Un libro di cui odio la copertina:
    “Musica” di Mishima. Come al solito la Feltrinelli piazza su Yukio Mishima copertine banali, con folkloristiche scene stereotipate giapponesi che non c’entrano assolutamente nulla con il contenuto del testo e che, anzi, sminuiscono il romanzo. Si tratta di un racconto delicato che riguarda un caso clinico, quello di Reiko, giovane donna in cura da uno psicologo per affrontare un apparente caso di frigidità che, invece, si scoprirà essere una questione molto più profonda e spinosa, ricca di colpi di scena. A vedere la copertina invece sembra una storiella da quattro soldi ambientata in un antico Giappone, cosa che cozza totalmente con la grande attualità dell’ambientazione.

    6. Un libro consigliato da mia madre (o da mio padre):
    Ho in lista “Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve”, consigliato a forza da mia madre, che tenta disperatamente di farmi leggere commediole allegre e a lieto fine. Ma credo che inizierò dall’autobiografia di Vittorio Gassman che mio padre mi ha passato sottobanco, consigliandolo caldamente: “Un grande avvenire dietro le spalle”, 1981.

    7. Un libro che racconta un viaggio:
    “Lolita”, di Nabokov. Sì, l’argomento principale è l’insano rapporto patrigno-bambina, ma il protagonista Humbert Humbert e la piccola Dolores intraprendono un viaggio attraverso gli Stati Uniti molto interessante. Gli scorci riguardanti paesaggi e città sono molto brevi, ma descritti abbastanza bene da farci sentire tra loro e soprattutto desiderare di andarci.

    8. Un libro in cui il protagonista è un animale:
    Mm.. ci sarebbe “Io sono un gatto” di Soseki, che punto da parecchio. Ma non l’ho ancora affrontato, quindi non sono in grado di commentarlo a dovere. Posso soltanto dire che mi ispira!

    9. Un romanzo classico:
    Di recente ho odiato uno dei “classici” che propinano agli adolescenti: “Il giovane Holden” di Salinger. Il protagonista è a dir poco insopportabile, arrogante e senza uno scopo. Una narrazione ripetitiva, che forse nell’usare continuamente le stesse espressioni gergali voleva dare un esempio di come ragiona un giovane. E’ stata una grande delusione, questa ribellione giovanile inconcludente e vuota, soprattutto dopo aver sentito tanta gente definire questo romanzo “il libro che ha segnato la mia crescita” o “quello che mi ha cambiato la vita”.. ugh.

    10. Un libro di oltre 600 pagine:
    “Il rosso e il nero” di Stendhal. Uno dei libri che preferisco in assoluto.

    11. Un libro che amo e che racconta una storia vera:
    “Nozze di sangue” di García Lorca. Un dramma teatrale ispirato a una storia realmente accaduta, breve e suggestivo. Altrettanto amato e altrettanto vero, il romanzo al numero 28 di questo test.

    12. Un libro con una sola parola nel titolo:
    “Misery”, di Stephen King. Si tratta del romanzo che sto leggendo proprio in questi giorni, come esperimento. Di King ho soltanto letto la serie della Torre Nera e me ne sono innamorata, ma so che era un ciclo a parte rispetto a tutti gli altri che ha sfornato.

    13. Un libro ambientato in un luogo in cui mi piacerebbe vivere:
    Non uno, ma due libri: “Intervista col vampiro” di Anne Rice e “Un tram che si chiama desiderio” (A streetcar named desire) di Williams. Entrambi ambientati a New Orleans, culla del jazz e via dicendo. Il primo libro è molto coinvolgente (uno dei pochi in cui i vampiri sono intesi come mostri e non come principi azzurri mal riusciti), ma deve piacere il genere; il secondo è un dramma che ho trovato decisamente interessante, forte, ma che mi ha deluso sul finale.

    14. Un libro con un colore nel titolo:
    “I fiori blu” di Queneau. Un volo pindarico un po’ folle e un po’ storico, un’avventura molto affascinante con le giuste dosi di assurdo.

    15. Un libro che ho giurato a me stesso non avrei mai più letto:
    Molto tempo fa sono incappata per sbaglio in Fabio Volo. Mi aveva attirato la copertina di “Un giorno in più”.. senza informarmi in merito e senza preconcetti, me lo sono comprato. Non commetterò mai più l’errore di leggere questo, né qualsiasi altro suo scritto: una storia vuota di significato, personaggi bidimensionali, ragionamenti infantili, stile praticamente inesistente.

    16. Un libro il cui protagonista mi somiglia molto:
    Ahimé, in questo particolare periodo forse il brevissimo “Le notti bianche” di Dostoevskij.

    17. Un libro di un autore che odio e che non ho letto:
    Mi rifiuto categoricamente di leggere qualsiasi cosa di inerente alle 50 sfumature, o di riprendere in mano Volo.

    18. Un libro di un autore che amo ma non ho mai avuto il coraggio di leggere:
    Sul comodino, in attesa, ho “Morte nell’anima” del mio adorato Sartre. Sto aspettando la giusta dose di coraggio, ne serve sempre parecchio prima di immergersi in qualcosa di suo.

    19. Un libro in cui non si vive felici e contenti:
    Visto che prima ho citato Sartre: “Il muro”, raccolta di cinque racconti che scandagliano la mente umana. Nel dettaglio, portano direttamente il lettore all’interno della mente di chi non vorremmo mai sapere cosa stia pensando. E’ un’interessante analisi psicologica di personaggi resi palpitanti e vivi tramite descrizioni concise e crude, schiette. Quando si ha a che fare con aspiranti killer, prigionieri condannati a morte, mogli di malati di mente e così via, non ci si può aspettare un lieto fine. Ma sono storie che lasciano molto di più di quanto lascerebbero con un “e vissero felici e contenti”…

    20. Un libro ambientato nel passato:
    “I pilastri della terra” di Follett. Un romanzo storico che segue lo svolgersi delle vite di uomini e donne che hanno a che fare con la costruzione di una grande cattedrale nel Wiltshire, in Inghilterra. Molto realistico. Il periodo descritto (mi aiuta wikipedia) va dal 1120 al 1174.

    21. Un libro ambientato nel futuro:
    Ho provato a leggere “Abissi d’acciaio” di Asimov, ma non sono riuscita a finirlo. O meglio, a superare la metà. Non so se sia stata colpa della testa che avevo per aria in quel periodo (troppi pensieri ostacolano la lettura, a volte) o del fatto che in generale non sia una gran patita della fantascienza. In ogni caso, sono intenzionata a dare a Isaac un’altra possibilità, in futuro.

    22. Un libro che mi ricorda la mia infanzia:
    “Dracula” di Bram Stoker. La prima volta che l’ho affrontato ero piccolina e ingenua, pensavo si parlasse di vampiri in modo più semplice.. per qualche motivo che ora non ricordo, ne ero convinta. Invece mi sono ritrovata a chiuderlo di botto perché lo trovavo noioso, troppo storico, troppo serio. E’ un altro dei tanti libri che ho ripreso più avanti nel tempo e che, letti con la maturità giusta, sono saliti tra i miei preferiti.

    23. Un libro fantasy che ho amato:
    “Il colore della magia” di Terry Pratchett. E’ il primo di una serie molto particolare: da molti lui è considerato l’inventore del fantasy-umoristico, è l’autore i cui libri sono i più rubati nelle biblioteche inglesi. Ci sarà un perché! Adoro il modo in cui prende in giro il fantasy scrivendo fantasy, creando un universo tutto suo che funge da parodia (e satira, a volte) del nostro mondo, delle nostre convenzioni e convinzioni.

    24. Un libro che mi ha fatto riflettere moltissimo:
    “Minima moralia – meditazioni sulla vita offesa” di Adorno. Da non perdere, magari saltando il primo aforisma che si trova nel libro. Oppure “L’Aleph”, di cui parlo qui sotto.

    25. Un libro che ho trovato troppo difficile e ho dovuto abbandonare:
    La prima volta che ho provato a leggere “L’Aleph” mi sono arresa, scoraggiata, dopo i primi due o tre racconti. Ma ho tentato di nuovo diversi anni più tardi, a mente libera, e non me ne sono mai pentita. E’… difficile riassumerne il contenuto, bisogna immergervisi. Racconti impregnati da continui rimandi e citazioni a fatti storici e a classici della letteratura, uniti a una grande inventiva e uno stile molto elegante, composto.

    26. Un libro in cui il protagonista avrei voluto essere io:
    Considerato che quasi tutto quello che leggo prevede un grande strapazzamento dei protagonisti (per non parlare di tutto ciò che prevede morti lente e dolorose – ma epiche), raramente mi trovo a voler essere al posto loro.

    27. Un libro con un triangolo amoroso:
    Mi viene in mente “L’amante di Lady Chatterley”, che ho sentito anche recentemente citato nella serie tv Mad Men. L’ho letto così tanto tempo fa che non ricordo bene il de quibus, ma il triangolo “Lei, lui, l’altro” sicuramente era il tema principale. Come spesso accade, nonostante ai suoi tempi sia stato un romanzo trasgressivo e vietato in diversi paesi, leggendolo oggi sembra invece molto all’acqua di rose.

    28. Un libro che ha come protagonista un bambino:
    “Corri ragazzo corri” di Orlev. Un ragazzo ebreo cerca di non deludere le aspettative del padre quando, sul punto di morire, gli ordina di sopravvivere e scappare dal ghetto di Varsavia. E’ la vera storia della fuga dell’autore, raccontata con dovizia di particolari, commovente.

    29. Un libro che mi è piaciuto nonostante il protagonista sia insopportabile:
    “Tempi difficili” di Dickens. Thomas Gradgrind è un uomo tutto d’un pezzo, fin troppo serio, figlio dell’utilitarismo, che critica continuamente la piccola Sissy Jupe per essere tanto piena di fantasia e bizzarrìa.

    30. Un libro che ho riletto perché non ricordavo d’aver già letto:
    Non mi è mai capitato. Qualche volta mi ritrovo invece a dover rileggere un libro perché, una volta iniziato, ho fatto passare così tanto tempo che poi non ricordo più cosa sia accaduto prima. E’ stato il caso de “Il profumo” di Süskind.

    31. Un libro che ho – convintamente – riletto più volte:
    “Nekrassov”. Qui torno a parlare di Sartre, ma questo è il suo più spensierato e ironico testo teatrale. E’ divertente, nonostante contenga una critica alla società dell’epoca (in particolar modo ai giornalisti che cercano di istigare isterie collettive), tanto che non riesco a smettere di rileggerlo ogni tot. Di solito lo si trova accoppiato a un altro dramma, “La sgualdrina timorata” (titolo originale: la puttana rispettosa) che invece non sento il bisogno di rileggere, non mi ha mai convinto.

    32. Un libro che dico d’aver letto ma in realtà non ho mai nemmeno comprato:
    Queste cose non le faccio, no. Ho sugli scaffali caterve di libri ancora da leggere e una lista (infinita) di romanzi ancora da comprare, ma non mi sognerei di affermare di averli già sfogliati se così non è. Anche perché prima o poi ci arriverò, ci sarà tempo. L’ottimismo è o non è il profumo della vita?

    33. Un libro con la storia d’amore più bella in assoluto:
    Non leggo romanzi d’amore, in genere.. e quelle poche storie in cui incappo non sono mai romanticamente spensierate, ma perverse tragedie, di solito. Posso dire però che quella che più mi è rimasta impressa ultimamente (oltre a “Lolita” già citato, in cui l’amore è straziante e insano, appassionante e inquietante) è stata quella scoperta su “Che tu sia per me il coltello” di Grossman. Al di là del titolo (tutti i titoli di Grossman mi suonano male) ho molto apprezzato questo legame che si instaura tra due adulti già sposati, che talvolta cade in una strana e perversa insistenza. E’ una corrispondenza, in cui inizialmente leggiamo soltanto le parole di lui: la risposta possiamo soltanto immaginarla, dedurla, viviamo sulla sua pelle l’attesa e ci figuriamo la donna senza sentirla parlare, ma vedendola come la vede lui. Il che ci porta a chiederci: quanta menzogna può esserci nel nostro modo di porci agli altri? E’ strano da spiegare. In ogni caso, il tutto è descritto in modo mirabile.

    34. Un libro che ho regalato con affetto:
    “Il pigmalione” di Bernard Shaw, a un’amica che ama alla follia il musical con Audrey Hepburn che è stato tratto da questo testo (“My fair lady”).

    35. Un libro che ho regalato per dispetto:
    “Il maestro e Margherita”, a un’altra ragazza che legge soltanto Baricco. Per scuoterla un po’. Baricco non mi piace, si sappia.

    36. Un libro che vorrei aver scritto io:
    Non mi capita spesso di pensarlo, ma ricordo che tale è stata la prima impressione quando ho iniziato a leggere “Se una notte d’inverno un viaggiatore” di Calvino. Qui mostra una grande flessibilità, passa da uno stile all’altro in una sequenza di racconti che attraversano diversi generi e diversi registri di linguaggio. Mi sono detta che mi sarebbe veramente piaciuto essere in grado di essere tanto versatile, tanto brava a scrivere.

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    • Gaia Conventi says :

      Molto interessante, ma molto moltissimo, sia detto.
      Così tanto da meritarti questo link. So che saprai apprezzarlo. 😉

      *Sì, però… ecchecavolo, dovresti commentare più spesso! 😀

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      • Shari Valentina says :

        Purtroppo è il tempo che manca, ahimé, non sono mai seduta in pace davanti a un pc. In genere ti leggo dal cellulare, ma quest’ultimo mi si ribella contro ogni volta che provo a commentare… Ma durante queste vacanze natalizie proverò a farmi sentire di più, promesso!

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  4. Andrea says :

    Gentile Gaia,
    che lettori bellissimi passano per di qua, che libri bellissimi.
    Persino di vampiri si leggono cose belle (Bram Stoker, il papà di tutti loro) e assieme ai vampiri l’amatissimo Garcia Lorca e quel Calvino riletto da poco che ancora una volta lascia interdetti per come si possa scirvere un libro di simile fatta. E poi di corsa a cercare Queneau, da qualche parte c’è, ne sono sicuro; ho tutta la mattina per trovarlo, ne ho rinnovata nostalgia. Doveva fare così, parola più, parola meno: “Gli Unni cucinavano bistecche alla tartara, i Gaulois fumavano gitanes, i Romani disegnavano Greche, i Franchi suonavano lire, i Saracineschi chiudevano le saracinesche. I Normanni bevevano calvadòs”
    La stessa donna legge Adorno e Ken Follet (per altro i Pilastri della terra è un bel libro) sa, lei Valentina è una persona preziosa, certo, mi dirà che tra i tanti titoli da lei detti ho scelto solo quelli che piacciono a me e ne avrebbe ragione, Saramago, per esempio, lo amo molto, anche se ammetto, ci vuole predisposizione d’animo come per Dostoevskij.
    Beh è stato un bel ritorno al suo blog gentile Gaia ora ho un’intera mattina di neve che cade piano e di libri, oggi ho scelto di disertare.
    Disertando il giorno e cercando tra i francesi, cercando Queneau, ho incontrato anche Jean Jono, dovesse mai capitarvi tra le mani,
    Buoni giorni, ormai si corre verso la prmavera.
    Un caro saluto Andrea

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    • Gaia Conventi says :

      Io prendo nota di tutto, credo dovrò campare parecchio per levarmi le tante curiosità libresche che mi avete infilato nella maglia della salute e che ora mi solleticano la spina dorsale. Ah che brutto malessere… 😉

      Un caro saluto

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