“Consigli a un giovane scrittore” di André Gide (prefazione di Dominique Noguez e traduzione di Francesco Bruno).

Ennesima riprova del fatto che spulciare i remainders di Ibs porta a ritrovarsi in casa di tutto, l’acquisto a due euro e cinquanta (più sbrisga) si è comunque rivelato un affare.
André Gide l’avevamo già incrociato qui, ma certo vale la pena fare un salto su Wiki per capire quanto possano realmente valere le cinquanta paginette di Consigli a un giovane scrittore. E valgono ben più di quanto io abbia sborsato.

Come spiega Dominique Noguez nella prefazione, secondo Gide occorre attingere al già scritto per poi scordarlo e ripartire da zero, disinteressarsi di ciò che vende e aspirare a scrivere tutt’altro. Ma ovviamente André Gide non te la racconta così, à la Bar Sport, come faccio io. Si va da «In arte, tutto ciò che è inutile nuoce» – guai a chi allunga il brodo! – a «la vera opera d’arte non risulta bella fin dal primo istante». E dunque stop alla roba facilitata.

E quando si tratta di stroncature: «Rispondere agli attacchi? È un prurito al quale consiglio di non cedere. Se l’attacco è ingiusto, lascia che sia il lettore ad accorgersene […]. Se l’attacco è giusto, se lo strale nemico colpisce nel segno, ogni tuo sforzo servirà soltanto a spingerlo più a fondo nella ferita, a denunciare i tuoi punti deboli e la loro vulnerabilità […]. Lascia che sia la tua opera a difendersi e va’ oltre. Se essa non regge al colpo, tutto ciò che potrai inventare per salvarla non impedirà la sua rovina; preoccupati casomai di farne un’altra che resista meglio» (pagine 16 e 17). Non ci trovate della genialità in tutto questo buonsenso? L’avessi detto io non sarebbe suonato uguale, e mi pare anche giusto: non sono Gide e di stroncature ne scrivo parecchie. D’ora in poi con maggior consapevolezza, aggiungo.

Veniamo quindi al prendere spunto da questo e quello, cosa che Gide non condanna. Tutt’altro.
«Si definisce maniera l’assimilazione delle opere precedenti. Essa assicura agli artisti mediocri il minimo della fatica e il massimo del successo. Al vero artista, però, ogni nuovo argomento prospetta una difficoltà nuova, e per uscirne vincitori tutto ciò che si è acquisito in precedenza non serve a nulla» (pagina 17). Dunque lasciamo che i neo-vampirici continuino a pescare trine e trame dai vampirici che li hanno battuti sul tempo, la cosa non deve preoccuparci. Così come non dobbiamo perdere il sonno davanti alle cinquanta sfumature di qualsiasi cosa e in qualunque versione – e perversione –, «L’artista veramente grande non si lagna di non essere stato capito dalla sua epoca; al contrario, attinge proprio da quella incomprensione una garanzia di sopravvivenza» pagina 19). Alla faccia dei bestseller.
Sempre tenendo presente che «Se vuoi migliorarti, non adagiarti su alcuna formula. Non ti adagiare proprio. Ma che t’importa davvero di migliorare? Se è il successo che cerchi, convinciti che ogni progresso che farai lo compromette» (pagina 21). Insomma, i libridemmerda vendono di più e si vendono subito. Se scrivi meglio di così, è chiaro che qualche problema te lo stai creando. E sappi che «Le qualità profonde di un’opera passano in un primo tempo inosservate. La vera opera d’arte non si fa notare» (pagina 25).

Dunque una bella botta d’autostima, soprattutto per chi non riesce a piazzare il proprio manoscritto. Ma anche una serie di degnissime scuse per pubblicare a pagamento. E temo, ahimè, che più d’uno abbia attinto da Consigli a un giovane scrittore quanto gli faceva comodo a giustificare una certa spesa editoriale…

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About Gaia Conventi

Scrivo, ma posso smettere quando voglio.

6 responses to ““Consigli a un giovane scrittore” di André Gide (prefazione di Dominique Noguez e traduzione di Francesco Bruno).”

  1. sandra says :

    wow e buona settimana.

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  2. minty77 says :

    Sempre perle nascoste, tra i remainders di IBS… 😉

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  3. Non Cogito, Ego Sum says :

    Ohhh finalmente so cosa regalarmi per i prossimi quarantacinque Natali, nel senso che un libro simile lo DEVO leggere come minimo una volta all’anno . E se riesce a convincermi davvero di tutte quelle fregnacce sulla vera arte che passa inosservata, il suc-cesso editoriale e le sconfitte che in realtà sono vittorie e compagnia bella, dovrò fargli un monumento. Non scherzo. Spero così di disintossicare i miei neuroni avvinazzati dai soliti “Venite siòri e siòrrre, ecco a voi i cento e uno consigli per pubblicare il Vostro libro!!%&&!!!”, ma la vedo dura.

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    • Gaia Conventi says :

      Questo libercolo va preso come pillola d’autostima – non mi pubblicano perché… – e come pozzo da cui attingere ottime scuse: non mi pubblicano perché…
      Altro non può fare, pur rimanendo un bel passatempo. Breve ma intenso.

      Per quanto riguarda consigli e dritte, su questo blog vige il buonsenso. Qui diciamo quel che direbbe mia nonna se fosse interessata all’argomento. Ma mia nonna, fosse ancora al mondo, sarebbe nel club riservato a quei pochi che dell’editoria se ne fregano. Eh, quando si dice il buonsenso dei nostri vecchi! 😀

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