L’è ‘n gran bel Proust! Oggi in compagnia di Alessandro “Alo” Madeddu.

Ancora un gran bel Proust in versione festiva, così iniziamo il nuovo anno accantonando i buoni propositi e festeggiando i vecchi amici. Stamattina facciamo colazione – panettone & spumante, del 31 non si butta via niente… – con Alessandro Madeddu: «classe di leva 1983, al servizio militare non lo hanno visto nemmeno di striscio. Dottore di ricerca senza qualità, eternamente senza lavoro, fa parte di quella che Mario Monti, nella sua saggezza, definì una generazione perduta. L’istruzione gli è servita solo ad acquisire la miopia». Alo Madeddu lo trovate online – assieme alla sua truppa d’amici sovietologi – nell’affascinante blog Il paese degli Sputnik. Non importa essere appassionati di cose sovietiche, quel blog lì è bello e dovete dargli almeno un’occhiata.

Il Questionario di Proust e Alo Madeddu

Qual è il colmo della miseria?
Quando si passa il proprio tempo su internet vomitando odio su qualunque cosa vivente o meno, palesando frustrazione, idiozia e analfabetismo. 

Dove le piacerebbe vivere?
In un posto che non sia una pozza di catrame fossile, per citare un mio saggio amico. Ma ho paura che in questa pozza di catrame fossile mi troveranno i paleontologi del futuro, fra un immobiliarista e uno smilodonte.

Il suo ideale di felicità terrena?
Pane di grano tutti i giorni, vino da bere con gli amici, giornate senza pensieri.

Per quali errori ha più indulgenza?
Quelli che non devo sopportare io.

Qual è il suo personaggio storico preferito?
Ci sono tanti personaggi che m’interessano. Domanda difficile. Ne sparo uno a caso: Richard III, re vituperato come pochi altri (e Shakespeare non si è comportato mica bene), ultimo monarca d’Inghilterra a cadere sul campo di battaglia.

I suoi pittori preferiti?
Non m’intendo di pittura… mi piace tanto l’astrattismo, ma è un gusto che non so giustificare.

I suoi musicisti preferiti?
Jan Garbarek, Paul Hindemith, Sergej Prokofiev.

I suoi registi preferiti?
Guardo i film molto di rado e di cinema non so alcunché: non me la sento di rispondere.

Quale qualità predilige in un uomo?
Affidabilità e franchezza – purché quest’ultima non debordi mai in cafonaggine: in troppi in questo paese scambiano la cafonaggine per la franchezza. Detesto chi fa il vago perché pensa di potermi usare. Chi ha qualcosa da chiedere, la chieda. Al massimo riceve un no.

Quale qualità predilige in una donna?
Le tette e il culo. Ah, l’argomento era un altro. Va bene… nelle donne amo – come negli uomini  – la franchezza (alle stesse condizioni). E poi mi piacciono le donne che sanno ancora sorridere, perché in questo paese sembrano essere ormai una rarità che l’araba fenice in confronto si vende al mercato col pollame.

Quale sport pratica?
Non faccio sport, sono troppo scoordinato. L’unica cosa che so fare decentemente è nuotare, ma nuoto solo al mare, le piscine non mi piacciono.

Sarebbe capace di uccidere qualcuno?
Non so usare alcuna arma, non saprei come fare. Temo però che non mi farei troppi scrupoli se la morte di qualcuno dovessi semplicemente ordinarla.

Qual è la sua occupazione preferita?
Cose che mi piace fare… leggere, scrivere, bere caffè/tè, passeggiare senza meta.

Chi le sarebbe piaciuto essere?
Uno che ha pensato meno a studiare e più a delinquere. Se devo essere qualcuno di diverso, voglio che sia qualcuno che non si è rovinato la vita.

Qual è il tratto distintivo del suo carattere?
Il tratto pessimo.

Che cosa apprezza di più nei suoi amici?
Il senso dell’umorismo. Detesto la gente priva di senso dell’umorismo, quasi quanto quella che non ride mai.

Qual è il suo principale difetto?
Faccio prima a elencare le mie qualità, con i difetti deborderei da ogni margine del foglio.

Qual è la prima cosa che la colpisce in una donna? (“In un uomo” se vi aggrada maggiormente).
Come cammina. Certe ragazze e certe donne camminano come divinità, anche se dividono la strada con noi comuni mortali. Variante più materiale: certe ragazze e certe donne camminano come principesse, anche se dividono la strada con noi villici.

Qual è il colore che preferisce?
Mi piacciono molto le sfumature del verde.

Qual è il suo fiore preferito?
Non m’intendo di fiori. Però fiordaliso è una bella parola. Facciamo che mi piace il fiordaliso.

Quali scrittori preferisce?
Eh, ma qui andiamo sul difficile… non riuscirei nemmeno a dire chi mi piaccia rileggere sempre. Mettiamola così: mi piacciono gli scrittori che sperimentano una strada per la prima volta, gli scrittori che sanno rendere gli esseri umani per quello che sono, gli scrittori che sanno comunicare attraverso gli oggetti che i loro personaggi si portano dietro.

Quali poeti?
Dante Alighieri – trovatemene uno capace, nello stesso libro, di far inorridire e commuovere con la stessa forza (per tacere dei momenti comici, ché a parlarne salta sempre fuori qualcuno che grida all’oltraggio, come se Dante non avesse mai sorriso in vita sua). Lodovico Savioli Fontana: ha inventato una quartina che porta il suo nome e che al mio orecchio suona stupenda. Quinto Orazio Flacco: la satira del seccatore – e non serve aggiungere altro.

Quali sono i suoi eroi nella vita reale?
Ulisse, Ettore, Enea e Nestore.

Quali sono i suoi nomi preferiti?
Al momento sono Vittoria, Maria e Iris. I tre nomi di una ragazza molto graziosa che ho visto in biblioteca. Erano scritti sulla prima pagina dei suoi appunti, insieme al cognome e al numero di matricola. Facebook non è l’unico modo tramite il quale mettiamo in circolazione i nostri dati personali.

Che cosa, più di tutto, detesta?
Certe incredibili sommatorie di idiozia, ignoranza e dabbenaggine che passano – sempre e in ogni luogo, a destra e a sinistra, guardando da sud, sotto lo zenit – per opposizione “al sistema”.

Quale talento naturale le piacerebbe possedere?
Mi piacerebbe saper ballare e suonare. Sono negato. E anche il talento naturale di sopportare i miei simili, ecco, non sarebbe male averlo. Ne sono alquanto sprovvisto.

Crede nella sopravvivenza dell’anima?
L’anima non esiste.

Di che morte vorrebbe morire?
Vorrei morire suicida. Preferisco avere il controllo delle variabili principali, finché si può.

Ringrazio Alo Madeddu per averci fatto cominciare il 2016 in maniera intelligente. Non capita spesso, conviene segnarsi l’avvenimento.
Se volete aggiungervi alla nostra collezione di “L’è ‘n gran bel Proust!”, ditelo in un commento. Ci rileggiamo sabato prossimo con un nuovo ospite a sorpresa. Continuate a godervi questi giorni di festa, tanto poi passano.

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About Gaia Conventi

Scrivo, ma posso smettere quando voglio.

9 responses to “L’è ‘n gran bel Proust! Oggi in compagnia di Alessandro “Alo” Madeddu.”

  1. Alessandro Madeddu says :

    Mi rendo conto solo ora di aver scelto una foto che sembra tratta da un dossier dei servizi segreti – tipo “presa di sfuggita da un finto passante.” XD

    Buone feste ai lettori e alla padrona di casa!

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    • Gaia Conventi says :

      Be’, noi siamo di quel sano movimento per la conquista del mondo. Dunque la foto va benissimo. 😉

      Buone feste, caro Alo. E grazie per aver partecipato al nostro Proust.

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  2. mozart2006 says :

    Interessante. Quasi quasi mi candido, ma non vorrei in questo modo sputtanarti il blog 😀

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  3. alessandrap says :

    Risposte interessanti. Mio coetaneo, tra l’altro.

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