L’impiccione libresco: e quattro!

Libri letti o non letti, ma anche libri abbandonati. Libri da consigliare o sconsigliare, rispondendo alle cinque domande domenicali de L’impiccione libresco.

  1. Una quarta strampalata
  2. Una saga da premiare
  3. Una sega mentale da evitare
  4. Un libroide* da perculare
  5. Un fumetto o una graphic novel da urlo
  • Libroide: libro scritto da gente famosa per meriti non libreschi

E adesso dite la vostra! Con l’impiccione torniamo domenica prossima.

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About Gaia Conventi

Scrivo, ma posso smettere quando voglio.

24 responses to “L’impiccione libresco: e quattro!”

  1. Andrea says :

    Una quarta strampalata.
    Non leggo mai e se leggo non do alcun peso alle quarte, ai risvolti eccetera, li trovo perfettamante inutili, hai il libro in mano? Leggi, cosa c’è scritto dentro o no?

    Una saga da premiare.
    Non sono un lettore di saghe, però ormai un bel po’ di anni fa ho letto tutti i “gialli medievali” di Ellis Peters. Vale?

    Una sega mentale da evitare
    Come il morbillo: L’isola del giorno prima di Umberto Eco. Ecco l’ho detto con tanto di nome e cognome.

    Un libroide da perculare.
    Ho osato vincere. Scritto da Francesco Moser e Davide Mosca. Non che il libro sia particolarmente brutto veh, anzi a volte fa persino sorridere e gli amanti del ciclismo (come me) lo trovano persino interessante. Il problema è che uno dei due autori, il libro, non lo ha neppure letto, indovinate quale dei due?

    Un fumetto o una graphic novel da urlo.
    Gentile Gaia le confesso che ho risposto a questo impiccione solo per questa domanda. Oggi che il fumetto o come si dice tra iniziati graphic novel, con quel PH così chic è diventato Cultura con C grande, lasciate che questo anomalo figlio degli anni settanta si ricordi dei Lancio Story letti di nascosto (erano tollerati solo Tex e Zagor) e ricordi a tutti un fumetto, sì lo voglio chiamare così come lo chiamavo allora “fumetto” che ha straziato la sua piccola anima di adolescente: L’Eternauta sceneggiato da Héctor Oesterheld e disegnato da Francisco Solano López. E ricordi che anche un fumettista può essere un eroe della civiltà.

    Hèctor Oesterheld scomparve il 21 aprile del 1977 a La Plata, prelevato da una squadra armata. Da allora è entrato a far parte della numerosa schiera dei desaparecidos argentini. Dal giugno dell’anno precedente erano sparite due sue figlie, Beatriz Marta e Diana Irene, quest’ultima incinta di sei mesi. Nel novembre 1977 a scomparire è una terza figlia, Marina (incinta di otto mesi e il cui marito era già desaparecido). Il mese dopo viene uccisa, insieme al marito, anche Estrela Inés, l’ultima figlia fino ad allora sopravvissuta alla Guerra sporca della giunta militare argentina. (wikipedia)

    Scusate ma oggi dopo 62 giorni di sole nevica. Nevica lento come in una poesia. La neve brilla di riflessi verdastri. C’è un uomo sulla mia porta dice di chiamarsi Juan Galvez. La neve continua a cadere e c’è un silenzio smisurato. Il silenzio dei cimiteri quando nevica.
    Un caro saluto denso di inquietudine Andrea

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  2. Simona C. says :

    Siccome son pigra rispondo solo alla mia preferita, la 5, e ne cito ben 3:
    – una delle più famose al mondo è “Maus” di Art Spiegelman
    – bellissima “Il palazzo” di Will Eisner
    – l’ultima che ho letto e amato è “Rughe” di Paco Roca
    Felice 2016!

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  3. newwhitebear says :

    La quarta? Il classico bugiardino dei medicinali. Solo a leggerla, ti vengono i dubbi e i sudori freddi. Ma che faccio? leggo?

    Una saga da premiare? Forse volevi scrivere una saga da affossare 😀

    Una sega mentale da evitare? Dovrei scrivere un romanzo al riguardo. Te lo risparmio. Cito solo i tre romanzi di Donna Tartt.

    Un libroide da perculare? I libroidi di Bruno Vespa. Ma anche qui la lista sarebbe lunga.

    Un fumetto da urlo? Per me esiste solo Tex.

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    • Gaia Conventi says :

      Allora, della quarta ho detto poco sopra.
      Per la saga prendo in prestito i romanzi di Fratello Cadfael (Ellis Peters), che però dopo un po’ mi ha stufato. Meglio allora la serie di Aristotele detective (Margaret Doody).
      Una saga mentale da evitare? Mmm… io mi sono stra-rotta delle avventure di Kay Scarpetta (Patricia Cornwell).
      Per i libroidi da perculare è possibile fare un salto al nostro tag “Giovedì… gnocche!”. Un libroide da salvare potrebbe invece essere Open di Agassi, ma la fascetta di Baricco uccide la poesia.
      Sui fumetti non sono ferrata, ai bei tempi leggevo Dylan Dog. Ho però un bel ricordo di una graphic novel letta grazie a un ring di bookcrossing, era Persepolis di Marjane Satrapi.

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  4. Eliselle says :

    Di libroidi ne sono usciti a pacchi eh? Da quello della D’Urso sul come rimanere GGGGIOVANI a quello della Venier che racconta della sua vita amoredezia. Ma che te lo dico a fare, non ce ne libereremo mai.

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  5. minty77 says :

    Un fumetto o una graphic novel da urlo

    Rispondo solo a questo.
    Fresco di stampa nel 2015. “Il porto proibito” di Turconi/Radice (Bao Publishing – Gaia, adorerai il logo di quest’editore!).
    Da chiuso sembra un romanzo d’avventura vecchio stile, con tanto di copertina rigida sbalzata. Da aperto sono quasi 300 pagine disegnate a matita, non inchiostrate, zeppe di avventure marinare, mistero, romanticismo (non stucchevole), sovrannaturale (non cretino), atmosfere dense. Decorano il tutto citazioni poetiche azzeccate, come se piovesse.
    Comprare, leggere, sospirare (succede), riflettere (inevitabile), sentirsi sazi e contenti come dopo un pasto luculliano. Raus!

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    • Gaia Conventi says :

      Il logo è bellissimo!
      Però 300 pagine di graphic novel… Ma non saranno troppe? 😉

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      • minty77 says :

        Però 300 pagine di graphic novel… Ma non saranno troppe?

        Beh, “L’Eternauta” suggerito da Andrea (ormai classico della letteratura mondiale) di pagine ne ha quasi 400, e nessuno s’è mai lamentato… 😛
        (Che fai, Gaia, mi arrivi con le obiezioni del bimbominkia davanti alla lista dei libri assegnati per le vacanze? 😛 😛 :P)

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        • Gaia Conventi says :

          Vero, verissimo.
          Devo scegliere una graphic novel per il Reading Challenge 2016 – compito per le vacanze del gruppo Facebook della siora Crimi – e sto tirando indietro come i somari.
          Questo è troppo lungo, quello è in bianco e nero, quell’altro ha un tema che boh…
          Minty, aiutami! Esiste una graphic novel che fa per me? 😀

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          • minty77 says :

            Allora, la questione è meno facile di ciò che sembra. Perché in primis devi chiarirti con la signora Crimi su cosa si intende, nella sua Challenge, per graphic novel.
            Infatti la definizione di questa cosa è tutt’altro che chiara. E a tutt’oggi non sappiamo neanche se chiamarlo/a al maschile o al femminile…
            Neanche gli addetti del settore sono del tutto d’accordo sui confini da applicare alle (ai?) graphic novel. Giusto per capire un po’ la drammaticità della cosa:

            https://libroguerriero.wordpress.com/2012/01/19/fumettographic-novel-differenze/

            (Lo so, è lungo e, per un non appassionato, pure noioso. Ma magari, fra tante opinioni, ti fai almeno l’idea del comune denominatore; c’è anche un intervento del Morozzi, tra l’altro).

            Per cui, PRIMA ti fai dire dalla Crimi fin dove puoi spingerti a spaziare con la definizione, e poi forse ti posso dare giudizi più mirati ^^;

            Comunque, tenendo presente una definizione “mia” abbastanza rigida (ma con eccezioni, perché, come dice M.M.Lupoi, a escludere tutto quello che non ha mai avuto una pre-pubblicazione in periodico o comunque in più uscite, si eliminano tanti romanzi grafici con i controca**i – lui non ha detto proprio così, ma ecco…), che insiste sulla storia unica autoconclusiva e autonoma, e tenendo conto un po’ di te…
            No, aspetta. Ti fa schifo il fumetto in bianco e nero? Perché se è così, siamo nelle peste: un sacco di quello che ho selezionato è in b/n… ^^;
            Vabbè…

            C’è Will Eisner. Quello che il termine “graphic novel” l’ha inventato/sdoganato. I suoi fumetti sono in b/n, eh. Non ho letto moltissimo di lui, ma è un Autore, e le sue storie sono, quasi sempre, Letteratura. In commercio si trovano sue cose un po’ di tutte le lunghezze, dai tomoni ai… “tomini”.
            Due opere sue che non ho letto, ma che potrebbero forse interessarti sono un’indagine a fumetti sui protocolli dei Savi di Sion, e “Affari di famiglia”, una sorta di psico-dramma familiare (è corto, solo 78 pagine XD).

            C’è Tuono Pettinato (è un nome d’arte, non si capisse), il cui tratto probabilmente ti farà schifissimo, ma che è di un’acutezza pazzesca, oltre che molto divertente. La sua biografia a fumetti su “Garibaldi” m’ha ammazzato dalla risate, si legge alla velocissima, è colorata (in modo sparatissimo) e dovrebbe rientrare fra le graphic novel. Circa! XD
            Lo stesso autore ha fatto (oltre a tante altre cose) pure “Corpicino”, che posseggo, non ho ancora letto, è in b/n, parla d’infanticidio, giornalisti, criminologi e, mi dicono, è assai feroce (nonché apprezzato dalla critica). Non è lunghissimo, anzi.

            Non mi ricordo se ti piace Fred Vargas o se ti fa schifo (come a me). In ogni caso, una delle indagini di Adamsberg è a fumetti. In b/n, con un tratto sporchissimo che può piacere o no (a me ni), 220 pagine. A me ha annoiato, ma è un problema che io ho con l’autrice, per cui… “I quattro fiumi”, Einaudi. Il disegnatore è Baudoin, il testo sempre di Fred Vargas.

            L’editore Kleiner Flug ha una collana, “Narrativa fra le nuvole”, solo di adattamenti a fumetti di opere letterarie classiche, più o meno famose. I volumi che ho visto io erano tutti a colori (spesso solo in bicromia o quadricromia) e mai troppo lunghi. Se vuoi divertirti a confrontarli con le opere originali, il sito dell’editore è: http://www.kleinerflug.com/
            (ha anche biografie a fumetti di personaggi storici o letterari famosi)

            Essendo tu, ti direi “From Hell” di Alan Moore ed Eddie Campbell, una delle opere più famose al mondo dedicate a Jack lo Squartatore. Solo che ha tutte le controindicazioni possibili: è difficile trovarlo in vendita, è in b/n, è mastodontico, pesa quanto un vocabolario, è uscito originariamente non in volume unico… Però è (e 2!) una delle opere più famose al mondo dedicate a Jack lo Squartatore. Fai tu! XD

            Sempre per venire incontro ai tuoi gusti, ma restando sull’ostico, ci sarebbe “Tormenta nera” di Yoshihiro Tatsumi. Un thriller psicologico, hard-boiled. Solo che è un manga (fumetto giapponese), e per di più un manga delle origini (anni ’50) col disegno “strano” di conseguenza – un po’ come dare da leggere Iacopone da Todi a chi non ha mai letto nulla di italiano XD Comunque è smilzo e in b/n solo per metà. Molto d’essai, molto “curiosità storica”, ma allo stesso tempo, a quanto mi dicono, una bella storia sui generi che frequenti tu. Valuta.

            Un paio di titoli per ragazzi, non banali, ce li mettiamo? Massì!
            “Anya e il suo fantasma” di Vera Brosgol è una storia che per 3/4 sembra tutta carina e pucciosa, ma poi… Non è proprio-proprio b/n, più sul genere bianco/blu, bianco/grigio, bianco/lilla… XD Stile grafico cartoonoso, non sarebbe da te se non fosse che è uno dei pochi fumetti che io abbia mai letto ad avermi trasmesso un vero senso di inquietudine e di horror. Sarò pusillanime io…
            “I Kill Giants” di Joe Kelly e Ken Niimura non è tecnicamente una graphic novel in senso strettissimo (sempre per quella cosa delle uscite multiple), ma lo mettiamo nel mucchio. E’ in b/n, ha il tratto puccioso, è una roba di formazione, probabilmente mi manderesti a quel paese per avertelo consigliato… però imho è proprio bello, ed è letteratura 😉

            Certo, se la siòra Crimi ti passasse i fumetti che escono in serie (senza pensare per forza a Topolino o Tex: moltissime serie che hanno episodi autoconclusivi successivi sono, in sostanza, opere letterarie tout court. Basti pensare a tanto fumetto francese…), potrei seppellirti di consigli. Perché secondo me tu sei la lettrice ideale per tante, tante cose seriali assai belle e assai “di genere”.
            Ti butto là un titolo solo: “Blacksad”. Serie di avventure hard boiled in puro stile Philip Marlowe & Co., ma con protagonisti animali antropomorfi (il detective è un gattone nero, per dire). Disegni superlativi (e a tutto colore), gioia per gli occhi pura, ti stupisce perché ti pare di essere davanti a Disneyland, ma intanto ti stanno raccontando “Il lungo addio”. Autori: Juan Díaz Canales e Juanjo Guarnido. Controindicazioni: costa un botto (come molto fumetto francese).

            E infine, l’opzione facile facile (ma ugualmente di qualità) per lo studente pigro: “Lydie” di Lafebre-Zidrou. Colorato (in pastello), veloce veloce (60 pagine), te la cavi in un’ora, probabilmente meno. Però è una storia delicata di buoni sentimenti (non sbrodolata, comunque). Quando si vuole fare i lavativi, tocca accontentarsi! 😛
            (Oh, a me è piaciuto un casino. Ma io ho un lato puccioso che a tratti controllo poco XD)

            Adesso vai su Google e Google Immagini, ti fai un’idea di tutta ‘sta roba, scegli e leggi un bel fumetto. Poi torni qui e mi racconti un po’ meglio questa cosa della Reading Challenge della signora Crimi, ok? 😀

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            • Gaia Conventi says :

              Cara la mia Minty, guarda che lavorone! Grazie mille per l’aiuto.
              Allora, andiamo per gradi: se chiedo una cosa così alla siora Crimi, la siora Crimi mi fulmina. Lei va sempre per le spicce, come me. E, come farei io al posto suo, mi direbbe “Vedi tu”. Poi ti dico del progetto…
              Ti ringrazio per il link ma non posso cliccarci sopra: sono allergica – ma è faccenda ricambiata – alla padrona di casa. Erano i tempi in cui qualcuno spartiva il mondo in “amici di Mario” e “nemici di Mario”. Ho tentato di restare molto neutra, bannando il problema.
              Veniamo quindi alla vasta scelta di proposte, una più bella dell’altra. Affascinanti. Mi devo documentare.
              Nel frattempo, e giusto giusto ieri sera, ho acquistato questo. Mi piaceva il titolo, un titolo à la Giramenti. In realtà dovevo comprare “Rughe” per Laura del Vanity, quindi ho deciso di fare ambo. Però… però le tue proposte sono intriganti e quindi devo assolutamente consultare Google. Provvedo in giornata.
              Veniamo allora al Reading Challenge: ne parlerò martedì prossimo, il post è già pronto. Trattasi di una piccola trovata libresca per leggere “anche altro”. Abbiamo votato diverse categorie – dal libro consigliato da un bambino al libro scritto da un premio Nobel… – e le 20 più gettonate hanno dato il via al reading collettivo. Nel senso che ogni partecipante sceglie un libro adatto per ognuna delle 20 categorie, legge il libercolo e poi ne parla agli amici del Reading. Nel mio caso anche agli amici di Giramenti. Ho inoltre deciso, tanto per complicarmi la vita, di fare di quei libri anche la recensione facciale. Come ai bei vecchi tempi.
              Questo bell’intrattenimento libresco ha luogo nel gruppo Facebook della siora Crimi, una gang di personcine che leggono, scrivono, traducono, editano. Tutta gente garbata, qualcuno un po’ matto (io, ad esempio).

              Adesso scappo, ma appena mi risiedo faccio un salto su Google. Ché il tuo commento mi ha incuriosita parecchio. E io sono più curiosa di una scimmia curiosa.
              Grazie per l’aiuto, davvero.

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              • minty77 says :

                Ti ringrazio per il link ma non posso cliccarci sopra: sono allergica – ma è faccenda ricambiata – alla padrona di casa.

                Ah, guarda, non mi offendo, non ho neanche idea di chi tu stia parlando. Il link me l’ha sputato fuori Google quando ho cercato “definizione graphic novel” per vedere di far saltare fuori qualcosa di meno riduttivo (e a tratti aleatorio) di quanto raccontano Wikipedia e Treccani in proposito. L’idea del confronto fra tanti addetti mi piaceva, perché sovrapponendo tante opinioni diverse magari uno si fa un’idea più completa e anche più corretta dell’oggetto del contendere. Non ho la più pallida idea di chi sia quel sito (cioè, adesso ho visto, ma la cosa mi significa il giusto… °_°), anzi ero convinta fosse di un uomo XD

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                • Gaia Conventi says :

                  Tu ricorda sempre che l’acquario dei blog libreschi è grande quanto una pozzanghera. E per quanto io balli parecchio con mia nonna – sta per “farsi i razzi propri” – ritengo buona norma starmene ulteriormente fuori dal giro. Ricordi la faccenda dei 90 blogger? Ecco, qui siamo a qualcosa di più radicato, come accadeva alle elementari quando nascevano i gruppetti in e out. E io me ne tengo ben lontana.
                  Ma sono cose vecchie, antiche, passate. Bene così. Che lo rimangano. 😀

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  6. Shari Valentina says :

    Temo di non aver mai avuto per le mani quarte strampalate… o, più probabilmente, le ho rimosse. Quindi vado direttamente alle altre domande:

    2. Una saga da premiare:
    Mi vengono in mente tutte saghe fantasy u.u valgono?

    3. Una sega mentale da evitare:
    Da evitare non me ne vengono in mente al momento, quindi rilancio con una sega mentale da NON evitare! Ovvero “Flatlandia” di Abbott. Semplicemente folle, un trip da seguire assolutamente.

    4. Un libroide* da perculare:
    “L’architettura della città” di Aldo Rossi. Un architetto famoso non per meriti letterari che si crede bravo abbastanza da scrivere un libro sul suo modus operandi in architettura. Al di là del contenuto, è proprio la forma che andrebbe rivista: se non sai scrivere, è sempre bene far intervenire qualcuno che sappia farlo. Se non vuoi dettarglielo, almeno fagli fare i dovuti tagli. Non scorre, si incaglia e appesantisce troppo, leggerlo per me è stata una tortura.

    5. Un fumetto o una graphic novel da urlo:
    “La nascita del pistolero” (The Gunslinger Born), tratto dalla serie libresca della Torre Nera di Stephen King, molto sui generis ma appassionante.

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