“Lo strano manoscritto trovato in un cilindro di rame” di James De Mille (trad. Pietro Polidori).

Uno di quei libri che mai mi sarebbe venuto in mente di leggere, lo ammetto. Però quando fai parte di un gruppo di lettura devi stare al gioco, e devi sorbirti anche quello che non ti convince. Diciamo che stavolta è andata meglio del solito – ho già stroncato Arto Paasilinna e Andrea Vitali –, e il libro mi ha quasi convinta. Quasi.

Ammetto che le prime cento pagine sono state di una lentezza esasperante, ma metti sia colpa dell’età. No, non la mia, intendo l’età del testo. Il libro è stato pubblicato per la prima volta nel 1888, quando l’autore era già morto e sepolto. Ci ha pensato Marcos Y Marcos a portarlo sui nostri comodini, nel 2015. Non sta a me dire se fosse il caso di disturbarsi.

Qualcuno ha paragonato James De Mille a Emilio Salgari, Jules Verne e Jonathan Swift, non escludo che questo qualcuno abbia pure ragione. Vi dirò, non sono sicura di niente: il libro non mi è piaciuto e non mi è nemmeno dispiaciuto. In ferrarese la cosa verrebbe riassunta così: l’è cmè l’aldàm ad cavàl, an fa né ben e né mal. Pare infatti che il letame cavallino non apporti benefici o disturbi ai terreni. Sì, insomma, non è determinante. E si badi che non sto dando del librodemmerda al romanzo, semplicemente si stava bene lo stesso. O meglio: io stavo bene comunque.
Ma non nego che alcune parti siano interessanti, e un pochino mi hanno ricordato L’uccello beffardo di Durrell. Anche se qui l’ucronia è più marcata, e scorre pure il sangue. Ci sono anche le scene macabre, manca Indiana Jones col tempio maledetto e abbiamo fatto tombola.

Non mancano invece gli amici ricconi e fancazzisti che, complice la bonaccia, se ne stanno sulla loro bella barchetta e si annoiano come eunuchi in un bordello. Per fortuna scorgono ‘sto benedetto cilindro di rame che beccheggia in acqua, e da lì parte la lettura del manoscritto di un tale arrivato in culo al mondo. Un po’ per sfiga e un po’ per fortuna. Una fortuna sempre piuttosto relativa. Ma sarà tutto vero? Sarà arrivato sul serio fin là? Esisterà davvero una realtà così diversa da tutto ciò che conosciamo?

Davvero uno strano posticino, un po’ ricorda l’impero degli Inca. Gli Inca con la Regina di Cuori che urla «Tagliatele la testa!». Bizzarro il posto, il manoscritto misterioso e anche il libro che ce lo racconta. Ma vale la pena leggerlo? Ecco, non lo so. Finisce tra i “Libri sì” perché, come l’autore fa dire a uno dei quattro scansafatiche, «È una satira sull’inquietudine dell’umanità: i suoi impulsi, sentimenti, speranze, paure, tutto ciò che gli uomini sentono e per cui soffrono. Ci prende in giro mostrandoci una nuova razza di uomini, animati da passioni e pulsioni che sono l’esatto opposto delle nostre, ma non per questo più vicini alla felicità di noi. Ci mostra un mondo in cui il nostro male diventa bene, e il nostro bene il male. Lì, tutto quello che noi consideriamo una benedizione – la luce del sole perenne e prolungata, le ricchezze, il potere, la fama – abbonda, ma viene disprezzato e la gente, tenendosene alla larga, immagina di poter trovare la felicità nella povertà, nel buio, nella morte e nell’amore non corrisposto» (pagine 273 e 274). Saranno più contenti di noi? Sembra di no. E il lettore – almeno lui – sarà contento dopo aver letto questo libro? Non lo so, ecco perché sono curiosa di sentire i pareri dei miei colleghi del gruppo di lettura.
Io penso e ripenso alla faccenda dl’aldàm ad cavàl e mi dico che, tutto sommato, se il libro ha impiegato decenni per arrivare sulle sponde italiche, be’, metti non sia stato un caso. Forse non aveva convinto del tutto, forse ci è arrivato adesso perché mediamente nelle librerie troviamo roba ben peggiore. Una triste verità che concorre a fare di questo libro un buon libro. Anche se l’aldàm ad cavàl

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About Gaia Conventi

Scrivo, ma posso smettere quando voglio.

2 responses to ““Lo strano manoscritto trovato in un cilindro di rame” di James De Mille (trad. Pietro Polidori).”

  1. Carlo Animato says :

    ma come si fa a entrare in questo tuo deleterio gruppo di lettura?

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    • Gaia Conventi says :

      Ciao Carlo, il gruppo è live, ci troviamo una volta al mese. Abitare nel Ferrarese rende la cosa più comoda, ma certo si può ovviare.
      Per entrare nella gang occorre contattare Silvia. Poi per pareri e recensioni possiamo attrezzarci qui e su Facebook. Ah, dimenticavo, ogni adepto sceglie un libro da leggere e far leggere al gruppo. Poi si va col sorteggio.
      Inutile dire che cianciare di un libro – bevendo e smangiucchiando al Sisters’ Cafè – risulta piuttosto divertente. 😀

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