Lettera per un amico: alla Redazione de Il Resto del Carlino Ferrara e a chiunque voglia leggerla e condividerla

Gentile Redazione de Il Resto del Carlino Ferrara,

sono costernata nel dovervi riferire con quale stato d’animo io abbia appreso della pubblicazione – su cartaceo e online – delle foto relative all’incidente mortale che ha strappato Franco all’affetto dei suoi cari. Non importa che io aggiunga il cognome, non importa che chi legge questa lettera – che mi premurerò di rendere visibile online – sappia di chi parlo. Oggi vi invio questo messaggio a nome di chiunque abbia provato la mia stessa afflizione davanti a simili scatti. Scatti che ritraggono un proprio congiunto nel suo addio alla vita.
Sono momenti tragici, i familiari sono indifesi e mai troverebbero la forza – ce ne vuole già tanta per accettare una perdita – di farsi avanti dicendovi che quelle foto sono l’ennesima stilettata al cuore. Anche gli amici più intimi vorrebbero dirvi che così non va bene, che questo non è giornalismo. E poi ci sono io, amica di Franco – una delle migliori persone che il destino m’abbia dato la fortuna d’incontrare – ma con una freccia in più al mio arco: scrivo, e lo faccio di professione. E come sa chiunque abbia mai dovuto stendere un biglietto di condoglianze, non è facile trovare le parole adatte. Sembra impossibile poter descrivere il dolore patito, così come è arduo rendere conto della propria indignazione senza lasciarsi andare all’ira. Ecco perché, gentile Redazione, mi sento in dovere di contattarvi: parlare tramite una tastiera è quello che faccio ogni santo giorno. Oggi lo farò per Franco.
Non importa che io sia nella scomoda posizione d’attirarmi le vostre antipatie, nessun autore dovrebbe mai mettersi contro un giornale. Voi da oggi forse non darete più notizie delle mie presentazioni letterarie, ma non importa. Oggi vi scrivo a nome di chiunque abbia perso una persona amata, e abbia poi assistito alla macabra esibizione della foto della tragedia, immortalata sulle pagine di un giornale quasi fosse uno spettacolo di varietà. Non dubito accada in tutto il mondo, ma stavolta si tratta di Franco, e le foto del suo incidente sono sul vostro giornale. E, ed è peggio dato che il web non dimentica, sul vostro sito. Se tra qualche anno avessi voglia di farmi l’ennesimo pianto, potrei cercare l’articolo tramite Google e ritrovarlo ancora lì. Sul sito de Il Resto del Carlino Ferrara, come se la morte di Franco potesse andare in onda in differita.

Anni fa, sempre voi, mi avete fatto uno scherzaccio simile. Ai tempi non fiatai, ero poco più che ventenne e mai mi sarebbe passato per la testa di infastidirvi. Voi non lo ricordate, io sì: era il 1998. Un caro amico morì in un incidente stradale, il giorno successivo la sua foto era sul vostro giornale. Non vi preoccupaste di ritagliarla mostrando soltanto il suo volto, così lo scatto ritraeva un’allegra comitiva: quella del mio matrimonio. Con quell’amico tra noi, l’amico che avevo visto pochi giorni prima e con cui avevo festeggiato. Siete riusciti a rovinarmi il ricordo di quella giornata, ma non ve ne ho mai fatto una colpa. Mi sono detta che forse qualcuno, redigendo l’articolo, non aveva pensato a quanto male poteva procurare. Ora sono cresciuta. Sono passati molti anni. Adesso fatico a credere che nessuno di voi si sia preoccupato delle conseguenze nel mostrare le foto del mio amico Franco. Sarò diventata cinica, o forse col tempo avrò cominciato a dirmi che i giornali bisogna venderli e il contatore visite di un sito ha bisogno di un aiutino per girare più velocemente. Ecco, sono portata a credere che voi abbiate scordato la prima regola del buonsenso: il numero di copie vendute non può giustificare il dolore – l’ulteriore dolore – che foto tante crude procurano agli amici e ai familiari di chi è mancato tanto presto, in un incidente stradale che forse a voi è sembrato assai fotogenico. Eppure io questo metro di paragone non lo dimentico, per questo oggi vi scrivo: non baratterei mai il mio esservi simpatica e la possibilità di comparire ancora sulla vostra testata con l’opportunità di dirvi che a noi lettori, a tutti noi che abbiamo perso qualcuno o che prima o tardi lo perderemo, foto di quel genere danno i brividi. E ancor più ce ne dà il fatto che voi davanti a quegli scatti non abbiate battuto ciglio, e non vi siate fermati a riflettere.

Immagino che alla mia lettera non darete lo stesso risalto che avete riservato a quella “gallery” raccapricciante, ma poco importa. La mia lettera finirà sui social e sul web e rimarrà lì per sempre, proprio come le foto di Franco sul vostro sito. Spero ne siate consapevoli. Spero vi direte che a tutto c’è un limite, soprattutto quando si tratta di affetti violati.

                                                                                                                                                                                                                        Gaia Conventi

*Inviata alla Redazione de Il Resto del Carlino Ferrara in data 29 gennaio 2016, alle 21:51. Lo dovevo a Franco e a Patrizia, che legge i miei gialli sorridendo. Vi voglio bene.

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About Gaia Conventi

Scrivo, ma posso smettere quando voglio.

24 responses to “Lettera per un amico: alla Redazione de Il Resto del Carlino Ferrara e a chiunque voglia leggerla e condividerla”

  1. mosco says :

    Non c’è un limite, Gaia. Per un clic venderebbero la mamma. Un abbraccio, a te e alla famiglia di Franco

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  2. alessandrap says :

    Condoglianze, Gaia. a te e alla famiglia di Franco.

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  3. alessandra molossi says :

    Il.giornalismo in Italia e’ diventato il quarto potere….senza regole né di deontologia né di etica né di buon senso…e noi tutti siamo vittime…

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    • Gaia Conventi says :

      C’è sempre un modo per cambiare le cose. Occorre farsi sentire. La prima volta non funzionerà, ma non escludo che a rompere le scatole – spesso, in tanti – il messaggio passi.

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  4. Barney Panofsky says :

    In realta’ non mi piace per niente ‘sta cosa, sia chiaro… E non per la lettera.

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    • Gaia Conventi says :

      Vedo che altri miei compaesani si sono mobilitati per farsi sentire, stanno lasciando commenti sulla pagina Facebook del giornale e stanno inviando email alla redazione. E questo è un bene. Inutile mugugnare e mugugnare soltanto. Il mio amico Franco era uno che non taceva mai in caso di scorrettezze, sempre propositivo e pronto a ideare cose nuove, sempre pronto a dare una mano. Merita che gli amici facciano altrettanto. Io mi sono giocata la simpatia del Carlino, su questo non ho dubbi. Ma attorno a me ho scoperto persone in gamba. Gente che ha voglia di cambiare le cose, partendo da questa. Lo direi un gran bel guadagno.

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  5. carlotta says :

    Soprattutto mi dispiace del tuo dolore e ne sono profondamente partecipe. Purtroppo tutto è diventato spettacolo giornalistico e televisivo. La morbosità cresce. Non siamo poi così diversi dai nostri antenati, gli antichi Romani, che andavano all’anfiteatro a godersi spettacoli inenarrabili. Per ora noi lo facciamo per interposto giornale o televisione, ma mi semb ra che non siamo poi molto lontani dalla barbarie pura..

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    • Gaia Conventi says :

      Già, sembra proprio che le cose si ripetano tali e quali, cambia solo il mezzo.
      Scrivere questa lettera mi ha dato modo di stare meglio. Perché quando un amico ci lascia si cerca sempre un modo per dargli un addio degno della sua memoria. E se bisognava fare qualcosa per ricordarlo degnamente, era proprio lasciare un messaggio che potesse essere recepito anche in seguito, in situazioni simili. Non solo uno sfogo, ma qualcosa di più tangibile. Spero che a qualcuno faccia aprire gli occhi.

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  6. Daniele says :

    Non ho visto l’articolo in questione né la foto, ma è certo che a volte si tende a confondere la cronaca con lo spettacolo e certo non è una bella cosa.
    Mi dispiace per il tuo amico, Gaia.

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    • Gaia Conventi says :

      Qualche volta il diritto di cronaca è lesivo per la dignità di chi va e per la serenità di chi resta. Ma sono certa non sia inevitabile, occorre soltanto mettersi nei panni altrui. Un momento soltanto. Non ne serve uno di più.

      E per il resto… grazie.

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  7. ilcomizietto says :

    Condoglianze per il tuo amico, Gaia.

    Quello che scrivi purtroppo non riguarda solo “Il Resto del Carlino Ferrara” e non è la prima volta che accade e che accadrà. La tua lettera è sacrosanta. Bisogna far sapere che quello che si scrive ha un peso, non sono solo copie vendute o dei clic su una pagina web. Bisognerebbe scriverle più spesso, certe lettere.

    Un abbraccio!

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    • Gaia Conventi says :

      Chissà quante volte abbiamo lasciato perdere dicendoci che tanto non cambia niente! Ecco perché mi sono detta che dovevo fare qualcosa. Stavolta e pure le prossime. Mi sono stancata di portare pazienza e il mio contatore visite dice che questa lettera è stata letta migliaia di volte. Quindi siamo stanchi in tanti, stanchi di questo andazzo. Facciamo qualcosa, scriviamo lettere, facciamo video che sbertuccino questo modo di fare. Non lasciamo passare il messaggio che va bene così e che così ormai è faccenda normale.
      Lo sai che se mi ci metto sono peggio delle calamità, lo sapeva bene anche il mio amico Franco: “Ma tu non ti fermi mai davanti a niente?”, mi chiedeva ridendo. E la risposta la sapevamo entrambi. No, quando c’è da far presente il mio disappunto, non vado per il sottile.
      Grazie per il tuo commento e per l’abbraccio. 🙂

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  8. Gaia Conventi says :

    Un piccolo miracolo: Il Resto del Carlino Ferrara ha rimosso le foto peggiori.
    Ringrazio la Redazione per questo ravvedimento.

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  9. Perennemente Sloggata says :

    Le mie più sentite condoglianze alla famiglia e a voi amici.
    Lo sciacallaggio mediatico è terribile, io provo sempre un fastidio immenso anche quando vedo accalcarsi la gente attorno ad un incidente.

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    • Gaia Conventi says :

      Grazie cara, questa vicenda è sintomatica di come gira il mondo. È uno show e quando non serviamo più come spettatori paganti, ci spetta il ruolo dell’orso ballerino.

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      • Perennemente Sloggata says :

        Purtroppo concordo. Abbiamo iniziato a scavare sul fondo nel momento in cui hanno iniziato ad organizzare i tour macabri con tanto di pullman turistici verso Avetrana. Partendo da altre regioni.
        Un abbraccio a voi tutti.

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        • Gaia Conventi says :

          Per non dire dei selfie davanti al relitto della Concordia. Ma se quei tour e quei selfie nascono come intrattenimento per piccoli sadici – menti semplici partoriscono hobby discutibili -, voglio sperare che una redazione abbia il buongusto – e non dirò l’etica, lo penserò soltanto – di evitare certi scatti e certe trovate. Che magari fanno anche mucchio – e attirano curiosi – ma che a lungo andare non pagano.
          Ora, io non sono la CNN, ma la prima lettera rivolta al Carlino è stata vista – lo dice il mio contatore visite – da oltre tremila persone. La seconda lettera sta avendo il medesimo riscontro. Quindi, se anche la cortese richiesta via email non ha avuto effetto, quanto conterà questo genere di visibilità? E siamo sicuri che in questi momenti di magra tale visibilità faccia bene a un giornale?
          Io certe domande comincerei a pormele, se fossi dall’altra parte della barricata. E basterebbe così poco per sanare la ferita che comincio a dirmi d’essere incappata in una ripicca: le altre foto sì, le togliamo, ma questa no sennò è come aver calato le braghe in piazza.

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