A Giramenti non far sapere che l’autore si spaccia per lettore e vuole dartela a bere…

Oggi vi racconto una favola, ma sappiate che narra fatti reali. Non starò a scomodare nomi e cognomi – non ho né tempo né voglia di litigare con Gennarina Coccolina Furbettina, e già tanto spartirci l’ossigeno – e non vi dirò che spacciarsi per lettore di se stessi non è etico: se l’editoria fosse un bel posto, gente così verrebbe relegata nello stanzino delle scope. Ma l’editoria è un postaccio e certi meccanismi – geniali, sembra pensare chi li scopre per la prima volta e decide di metterli in pratica – sono vecchi come il mondo. Perlomeno quello di internet.

Dunque useremo la nostra Gennarina Coccolina Furbettina – sì, è proprio una siurina, anche nella realtà – come esempio pratico. In caso Gennarina passasse di qui, saprà riconoscersi. Nel dubbio: sono quella che ti ha bannato appena ha scovato la fuffa che semini su Yahoo Answers. Tutti i pollicioni riversi appioppati alle tue risposte sono miei. Detto questo, andiamo a narrare i fatti.
Gennarina Coccolina Furbettina – parente stretta di quel Gennarino Coccolino Scrittore di cui abbiamo narrato più volte le gesta – mi chiede amicizia su Facebook. Più o meno una settimana fa. Dall’immagine che sfoggia sulla copertina del suo profilo intuisco vagamente – ma solo vagamente, di rado noto le gigantografie – che sta uscendo il primo tomo della saga che ha ideato, creato, scritto: insomma, sta per diventare una scrittrice, mica solo una che sfoggia il titolo sui social.
Non dirò il genere, è roba che su Yahoo Answers va alla grande, soprattutto a scrocco in pdf, e non dirò il mese d’uscita. Più o meno in primavera, mettiamola così, ma Gennarina ha cominciato a dare il meglio di sé su Yahoo Answers già tre mesi fa. Insomma, ci sta lavorando parecchio. Con solerzia. Con furbizia. Con un sacco di cose che prevedono una zeta, tipo la zeta di ‘zzo che figura demmerda.

Ma torniamo a Gennarina e alla nostra conoscenza su Facebook: dopo qualche minuto dal fatidico sì mi arriva la sua richiesta mipiacciatoria alla pagina dedicata a quella saga. Che deve ancora uscire, ribadisco. Faccio finta di niente ma la mia testa – solitamente distratta, è ben raro che mi freghi qualcosa delle pagine libresche; tenete presente che vale per me e per tanti altri: di quelle pagine lì ci siamo rotti le balle! –, ecco, la mia testa involontariamente registra il titolo. E qui cominciano i guai.
Non so se Gennarina Coccolina Furbettina sapesse della mia passione per Yahoo Answers, probabilmente non è mai stata su Giramenti. Se invece ci è passata ma non ha tenuto conto che butto parecchie ore della mia triste vita spulciando YA, be’, allora mi ha preso per scema. O, come da titolo onorifico che le ho appioppato, si crede parecchio furba.
Avendo appurato che i tramisti vanno curati quotidianamente, da mesi evito di farne un’unica scorpacciata: non avete idea di quante sinapsi saltino in aria dopo un migliaio di quesiti tramistici. Eccomi allora a leggerli a puntate, un centinaio per volta per poi salvare i più interessanti. E orripilanti. Il trucco per scovare le cose migliori è proprio questo, perché non sai mai quando un utente rispondente avrà una vampata di genialità Magari in una domanda che ai più sembra innocua, ecco spuntare fuori il gegno della lambada. Sfiga vuole che, consultando la più classica delle richieste d’aiuto – “Mi consigliate un libro?’” –, io mi trovi davanti proprio quel suggerimento lì: il primo libro di una saga ancora vergine, libro che uscirà più o meno in primavera. Toh!, che strano. Toh!, ma guarda che caso…

Gennarina Coccolina Furbettina – più avvezza alla spam che all’uso di Yahoo Answers – ha un profilo YA aperto e consultabile. Sfogliando le risposte date da tre mesi a questa parte, Gennarina consiglia sempre e solo quel libro. In una risposta assai più antica, spiega d’essere di Vergate sul Membro – sì, ok, era per rendere l’idea… –, esattamente come la mia Gennarina su Facebook. Anvedi! Qui il caso va ad aggiungersi al caso, e con tutti questi casi diventa un bel casino.
Ma ancora non basta. Gennarina Coccolina Furbettina, forse stanca di fare soltanto la parte dell’utente rispondente, ora veste i panni dell’utente richiedente: e chiede notizie circa l’uscita di quel tal libro di quella certa saga. Lo stesso libro che da mesi consiglia anche ai morti. Non contenta, apre altri account – tutti con nomi femminili, nomi assai comuni – e risponde al suo stesso quesito. Anche questi nuovi account – ne ho contati sette ma potrebbero essere di più – hanno profili aperti. A cliccarli ti rendi conto che i nuovi mostri – nati dalla testa fina di Gennarina nostra – si sono messi a rispondere, pure loro e quindi godendo di vita propria, a tutti i tramisti di Yahoo Answers alla ricerca di un abboccamento libresco. Ovviamente all’amo sta appeso sempre quel libro, il primo di quella saga. E la saga uscirà in primavera.

Come ultima chicca, sappiate che l’editore della saga di Gennarina Coccolina Furbettina è sempre ben lieto di leggere manoscritti inediti. Però. Il però non manca mai e ti fa dire che Dio li fa e poi ci lavora parecchio. Difatti, il metodo tradizionale di valutazione – cito come Cita – implica l’acquisto di due libri del catalogo, così da far girare meglio la giornata all’editore e ai suoi autori. Non dico sia sbagliato, ma qualcuno potrebbe immaginare che valutare manoscritti rientri tra i doveri di un editore. Sì, insomma, se non leggi la roba che ti arriva puoi anche chiudere il modulo contatti e mandare in stampa solo amici e cugini.
Comunque sia, voglio credere che l’operazione markettara messa in piedi da Gennarina su Yahoo Answers sia nata da una sua errata percezione della realtà – non siamo tutti scemi, fattene una ragione! – e nulla abbia da spartire con l’editore. Che sul suo sito spiega come la conoscenza diretta dell’autore – oltre a un buon manoscritto – sia fondamentale per decidere cosa pubblicare. Ecco, gentile editore, forse Gennarina Coccolina Furbettina ti ha fatto un’ottima impressione e probabilmente la sua saga è strepitosa, ma quando un lettore – e io sono un lettore, datemene atto – si sente preso per i fondelli, be’, qualche dubbio sulle tue scelte editoriali comincia ad avercelo.
Forse è per questo che lo stesso editore offre anche un aiuto – pagandolo, sia chiaro – per autopubblicarsi. Metti caso che l’autore non lo convinca, non gli sembri una brava persona, una personcina ammodo… tac!, scatta l’autopubblicazione e l’editore non si sente in colpa. Lui, proprio lui, che prima d’investire dei soldi vuole conoscere la testa che sta dietro a un manoscritto. E se ogni libro deve avere un autore degno di questo titolo e tale autore deve anche essere una personcina degnissima di stima, chissà che occorre essere per farsi pubblicare una saga… magari un premio Nobel – meglio se per la pace con delega alla letteratura – che si replica per sporogenesi?

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About Gaia Conventi

Scrivo, ma posso smettere quando voglio.

50 responses to “A Giramenti non far sapere che l’autore si spaccia per lettore e vuole dartela a bere…”

  1. Perennemente Sloggata says :

    certo che la gente ne ha di tempo da buttare nel crearsi millemila account ecc. ecc. ecc. e poi autopubblicizzarsi. boh, sono sloggata io!

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  2. Daniele says :

    Innanzitutto, bello il proverbio alla Giramenti XD poi…
    Capisco che un lettore vero che dica “ho letto questo libro, è bello e te lo consiglio” faccia più scena dell’autore che dica “ho scritto un libro del genere che hai chiesto”, ma il bieco marketing diventa (auto)marchetting e sortisce l’effetto contrario!

    Poi, a qualunque titolo, come puoi consigliare di leggere un libro che uscirà tra qualche mese? Quello è palesemente uno spottone.
    Infine: chiunque può fingersi qualcun altro, ma farlo a lungo e con diversi alias richiede un misto di strategia e pazienza. Chi fa le cose a caso, oltre a dimostrare scarsa limpidezza, si fa beccare subito e ottiene il risultato contrario.

    Tanto vale dire “l’ho scritto io, uscirà il tal mese, dentro ci potrete trovare… (seguono leggere anticipazioni, meglio se con accenni a un mistero gustoso)” e ribadire, non so, una volta al mese per non sembrare dei piazzisti. E rispondere se qualcuno si degna di fare domande.
    Magari pubblicare un breve estratto, per far capire se sai scrivere o meno e a che livello.
    Ma prendere per i fondelli no, eh!

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  3. Alessandro Madeddu says :

    Non ho parole XD

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  4. sandra says :

    Tutti gegni del marketing, come disse un amico, “se siete così capaci, strano che non vi abbia ancora contattato Mondazzoli per lavorare all’ufficio stampa!”

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  5. LFK says :

    Carissima Gaia, non so come commentare. Ti lascio un volatile e sentito “gnafò”. Spero di tornare presto ma forse non sarà così. Sappi, nonostante il mio silenzio, che ci sono.

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  6. alessandrap says :

    Che storia. Certo che certa gente ne ha di tempo da perdere, eh.

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  7. minty77 says :

    Ti direi “Apperò, che roba!”. Ma il fatto è che di ‘sti peracottari che se la cantano e se la suonano da soli, interagendo con i propri fake seminati per l’internet, ormai ne ho incontrati tanti. Troppi.
    Quando valuto le loro azioni, ho una panoramica esatta del perché il mondo corra allegramente verso il suicidio, avendone tutte le ragioni.
    Uff! Come LFK “gnafò!” (più). E’ tanta la pena, ormai °_°

    P.S.: Ma oggi mi è arrivato a casa “Il Libraio”! Gioiamo! ^____^

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  8. Andrea says :

    Gentile Gaia buon pomeriggio, sono stato un po’ in giro. Ritorno a leggerla. A scrivere meno.
    Dunque, mio cugino mi ha detto che il fidanzato del fratello di un suo amico che ha pubblicato un libro e poi ha smesso (per fortuna del fidanzato) stanco di vedere il suo prezioso pargoletto (i libri sono come i figli li amo tutti) senza un solo unico commento su aNobii, frustrato all’idea che nemmeno una sola librereria lo abbia compreso almeno tra i not stardet, ha volgarmente recensito l’opera sua. A discolpa occore dire che a distanza di un paio di anni il piccolo delinquente ha confessato pubblicamente l’ignobile gesto. Ma la cosa, per me bella è che al frutto del suo ingegno il monellaccio abbia dato due stelline e chiuso la recensione con un perentoreo “se ne poteva anche fare a meno”. Però era il 2010 e tanta acqua doveva ancora passare sotto i ponti. Oggi è abbastanza chiaro a chiunque che i meccanismi dell’editoria non sono chiari per nessuno. L’unico orrizzonte chiaro è la miniera, se non proprio per tutti tutti, per tanti. Per quasi tutti.
    Un carissimo saluto Andrea

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    • Gaia Conventi says :

      Andrea, che piacere risentirla! Come vede i furbetti sono sempre impegnatissimi. Siamo impegnati pure noi di Giramenti, e non siamo nemmeno tanto furbi. È che le cose ci balzano in faccia – accade anche con gli sputi, abbiamo un fan club molto accanito – e proprio non riusciamo a far finta di niente. Ok, ok… a noi questo gossip da asilo editoriale Mariuccia piace sempre tanto. Sembra proprio che il mondo non faccia altro che ribadire un concetto che nel nostro piccolo tentiamo da sempre di ficcare in testa – e ho detto testa, eh? – di chi prende le cose troppo sul serio.
      I libri, le recensioni, le presentazioni letterarie – di cui occorre salvare solo il buffet – gli scambi di convenevoli online… Ma non c’è niente di serio in queste faccende! L’editoria è un circo. I libri vanno e vengono. Gli scrittori, be’, santa pazienza, se ne trovano in tutti i cantoni. Ecco allora che i furbetti del quartierino fanno al caso nostro: l’editoria è una giostrina. Si sale, si gira, si scende. Qualcuno becca la coda e fa un giro gratis. Altri salgono e subito si lasciano prendere da certi Giramenti di capo… Tanti scendono e non risalgono più. L’editore incassa il soldino e attende il prossimo giro di giostra, sperando di pagarci almeno la bolletta della luce.
      Vista da qui la situazione è piuttosto divertente. Soprattutto quando qualcuno tenta di restare in groppa al cavalluccio di legno, e si urla bravo. Da solo.
      A personcine così va riservato un posto d’onore: venghino siori, venghino al falò delle vacuità di Giramenti, qui c’è sempre spazio per lo strazio!

      Un caro saluto 🙂

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  9. abcd says :

    Cara Gaia, il mio non è un giudizio sulla tua persona, non è un giudizio sulle tue aspirazioni, i tuoi sogni, è un giudizio su ciò che ho letto. Ora, francamente, non so se editi ciò che scrivi, non ho idea di quali libri tu abbia scritto e non voglio entrare nel merito. Tu ti chiederai chi io sia, cara Gaia. E’ legittimo.
    Sono una persona che di libri se ne occupa quotidianamente, che ha pubblicato con editori a distribuzione nazionale, un paio dei quali sono stati tradotti in diverse lingue; ma che sia chiaro, non sono Dostoevskij e non ho venduto come Fabio Volo. Ultimamente edito per conto di altri autori che pubblicano a loro volta con i miei stessi editori.
    Adesso Gaia, io non so nemmeno la ragione che mi spinge a scriverti, e non vorrei mai che tu ti offendessi anche se so già che ti offenderai, sbagliando.
    Ho letto ciò che scrivi e debbo farti notare, cara Gaia, che purtroppo, le forme sintattiche che utilizzi, la strutturazione dei periodi alla quale sei adusa, è incomprensibile. Non è rilevante che, ad esempio, questo post, sotto il quale commento, sia ironico. Perché l’ironia non può e non DEVE essere una scusante. Il testo è scritto male. Punto.
    Ciò che scrivi è incomprensibile, cara Gaia.
    Naturalmente sono consapevole che tu non te ne renda conto, ma ti invito ad editare più attentamente ciò che pubblichi, a utilizzare delle forme espressive meno legate al linguaggio parlato. Fallo, provaci, se vuoi il tuo pezzetto di cielo nella narrativa.
    Non ti prendere cura di rispondermi, perché non tornerò più su questo tuo blog, non è ho il tempo, e oggi ci sono finita per caso, navigando.
    Ascolta il mio consiglio. Fai autocritica e fai tesoro della mia critica.
    Augurandoti il meglio.

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    • Gaia Conventi says :

      Ma come vedi qui abbiamo dei fenomeni che mi comprendono ugualmente. Eh, lo so, sono una donna fortunata!

      Care cose 🙂

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      • Andrea says :

        Gentile Gaia, forte che lo Scrittore di cui sopra non tornerà più da queste parti: cognac per tutti. Il rientro in patria ha i suoi lati positivi.
        PS. A parte la distribuzione, l’aspetto più interessante sarebbe venderli i libri, però va beh non facciamo i pignoli accontentiamoci a distribuirli, che a venderli basta il buon Fabio e a scriverli bene il tal Dostoevsky.
        Editi gentile Gaia, editi mi raccomando che le la strutturazione dei periodi alla quale lei è adusa, è incomprensibile. Porcaccialamiserialadra che botta di gelosia credevo di essere il solo zio rinco di questo blog.
        Ma lei mi vuolesempre bene vero gentile Gaia? Eccezionalmente un abbraccio forte. Andrea

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  10. Simona C. says :

    Ma se la Gennarina dedicasse tanto genio e tanta attività a qualcosa di onesto e utile, potrebbe salvare il mondo!

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  11. sandra says :

    Oh Signur, l’abcd commentante lassù parla come l’uomo col sacchetto. Mi toccherà prendere un tranquillante per dormire, ma no, meglio dell’alcol.
    Gaia cara che ci allieti sempre anche nei tuoi momenti di tempesta e vuoti, questa è una bella dote, davvero. Ecco volevo proprio dirtelo pubblicamente.

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    • Gaia Conventi says :

      Già, ricordo l’ometto che citi. Un peccato non aver girato un video di quel suo intervento libresco. Ci ripenso e rido. Ma anche abcd è divertente, nel suo genere.
      E poi ci siamo noi, i “parla come magni”. Per fortuna, nonostante l’editing da porelli, troviamo sempre qualcosa da dirci. Siamo una bella compagnia, e sappiamo tenerci compagnia. Abcd non sapeva quali fossero le mie aspirazioni: io voglio campare ridendo. So di poterci riuscire. 😀

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  12. Stefano Aranginu says :

    Abcd forse ignora una certa cultura “cannibale” dei primi anni novanta, o un certo Paolo Nori, o magari un certo Irvine Welsh (suvvia, non proprio sconosciutissimi), o un milione di altri autori che hanno fatto del parlato il loro modo di scrivere. Tra l’altro non è nemmeno una critica costruttiva, dato che non dice nulla in merito ai contenuti di quanto tu, Gaia, hai scritto. Ma sia pure che alla ragazza non le vada bene il “come”, ma una o due parole sul “cosa” andavano decisamente spese. Abcd confonde la grammatica con la linguistica. Tipico errore di chi ancora non si è inoltrato nei meandri della letteratura, scoprendo libri che sfiorano i confini “legali” di ciò che può essere scritto oppure no. Ma in fondo, non esiste nemmeno un confine. Esiste una cosa che piace oppure no.
    E tu, cara Gaia, tu ci piaci.

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    • Gaia Conventi says :

      Be’, caro lui, da qui mi è difficile offrirti uno spritz: ti toccherà venire a Ferrara…
      [Ebbene sì, è così che ho messo in piedi i pranzi del blog]. 😀

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      • sandra says :

        E tocca tirare fuori la data di primavera, che ormai le giornate si allungano!

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        • Gaia Conventi says :

          Brava, continua a pungolarmi, sennò finisce che prendo impegni per tutti i weekend del 2016.
          Adesso mi faccio l’appunto – BELLO IN GRANDE -, a occhio direi che potremmo vederci tra aprile e maggio.
          Al pranzo scorso ci eravamo detti che andrebbe meglio di sabato? Mi pare di ricordare una roba così.

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          • sandra says :

            Qualcuno lo disse, del sabato, per me è abbastanza indifferente. Tra aprile e maggio sì, ma occhio ai ponti e al salone del libro di To. A meno di fare un pic-nic tra gli stand 😀

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            • Gaia Conventi says :

              Cavolo, avevo scordato il salone. Ma magari non è un caso. Allora, vedo che il salone del libro va da giovedì 12 a lunedì 16 maggio 2016. Il weekend successivo dovrei avere il Beretta Day – devo far coincidere due passioni -, resta il fine settimana del 7 e 8 maggio. Ma devo controllare il calendario del campionato di tiro dinamico. In aprile ho già impegnato il primo weekend, ma ovviamente ne avrò almeno un altro da fare sui campi di tiro. Insomma: mi occorre il marito per stabilire quando siamo liberi e disarmati.
              Ma lo troviamo il weekend giusto, eh? Non disperiamo. Noi lo troviamo sempre. 😀

              Fammi sapere se hai un paio di date libere.

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              • sandra says :

                Io per ora sono libera sempre. Escluderei il 23/24 aprile perchè appunto il 25 è festa e magari altri, non io che odio i ponti vari, fanno 3 giorni via e comunque sulle strade si trova casino. E come ti ho detto al salone di To andrei perchè è proprio una festa per me. Ah, il Beretta day, dapprima avevo inteso qualcosa con la Siora CBM.

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  13. sandra says :

    FORLIMPOPOLI la Forlì confinante con PAPEROPOLI ho sempre adorato questo nome. Emanuele dice ok e dice pure ok per la macchina fotografica.
    Io sto già spulciando gli hotel! Grazie!

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  14. abcd says :

    Mi dispiace che abbiamo idee contrastanti e mi dispiace che alcuni trovino la mia critica sterile. Per quest’ultima notazione che mi viene, comprensibilmente, mossa, voglio specificare che trovo lesivo dell’intelligenza e delle capacità della Sig.ra Gaia fare l’elenco delle sue mancanze stilistiche.
    Il mio giudizio, inoltre, non è un giudizio sul contenuto, anche il contenuto più innovativo, diventa niente se non viene espresso in maniera compiuta e comprensibile. Il linguaggio è uno strumento potentissimo, attraverso il quale veicolare qualcosa; penso sia arido e sciocco (e anche un po’ arrogante) credere che bastino due parole messe in fila per poter dire che si sta comunicando un messaggio.
    Conosco gli autori che vengono citati, coloro i quali hanno “cannibalizzato” utilizzando forme espressive del linguaggio parlato, ma onestamente, Welsh è Welsh. È come, concedetemi un’iperbole, paragonarsi a Shakespeare o T.S Elliot e dire, “ma lui questo l’ha già fatto!Lui lo faceva”. Esatto, corretto. Ma, scusatemi anticipatamente per la volgarità, il marchese del Grillo a tal proposito direbbe: “… perché io sono io, e voi non siete un cazzo.” Me compresa. Quindi trovo quanto mai sterile una tale argomentazione.
    Infine, per rispondere al signore che parlava di vendite, la mia opinione è diametralmente opposta. Se dovessimo valutare la qualità di un testo, di un libro, solo in base alle vendite o al gradimento, saremmo rovinati: a scuola si dovrebbe studiare la James e Twilight. Naturalmente i gusti sono gusti, e ciascuno è libero di leggere ciò che preferisce, ma dire che le vendite sono la cosa più importante, trovo sia una stupidaggine. O meglio, dipende dal motivo per il quale si scrive. Perché se si scrive per fare soldi, allora le vendite sono fondamentali; se invece si scrive per tutte le molteplici ragioni che non sono i soldi, allora le vendite non contano, ma conta la qualità. È la qualità nello scrivere implica bellezza, capacità di far vedere bellezza.
    Ps: lo ammetto ci sono ritornata. Vinta dalla curiosità.
    Pps: mi dispiace che si possa intravedere del livore in ciò che scrivo, perché così non è. Anzi se in qualche modo ciò che ti ho scritto Gaia, ti ha offesa, me ne scuso.
    “Nulla al mondo è più difficile della franchezza e nulla è più facile dell’adulazione” . Fëdor Dostoevskij.

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    • Gaia Conventi says :

      Gentilissima, l’unica cosa che può infastidirmi è il fatto che tu ci tenga a restare anonima. Il resto no. Proprio perché sei anonima – e ti piace rimanerci – viene solo da chiedersi chi sei e cosa vuoi. Tutto qui. Perché, davvero, dai tuoi commenti mi sembri poco adatta a questo posto. Sei così cattedratica, così noiosa. E ti prendi troppo sul serio. Così sembra, sia chiaro. Posso soltanto leggerti nei commenti.
      Ma fai tu, da Giramenti vengono cacciati solo gli stalker e i troll. Per le persone noiosette abbiamo una certa tolleranza, solitamente se ne vanno da sole.

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      • Andrea says :

        Oh cavolo Gentile Gaia, piacerà ad abcd il Remy Martin XO che adesso mi tocca versargliene un goccetto, oh cavolo.
        Diletta signora abcd, il mio commento, peraltro alquanto sgrammaticato, temevo infatti i suoi strali, si riferiva a quel suo pleonastico “editori a distribuzione nazionale” come se questo fosse chissà quale titolo di onore, forse lei non se ne è accorta, ma in questo blog di libri e editoria se ne mastica un pochino e si sfanculano (Gentile Gaia me lo permetta) i troppo furbi e quelli che usano una parola al posto di un’altra per nascondersi meglio. Semplicemente, visto che ci teneva tanto a farci sapere il suo curriculum letterario, perché almeno non ci ha rivelato i suoi editori. Le cose o si dicono chiaramente oppure si tacciono.
        Che i propri libri vendano poi, pur se non indice di qualità letteraria, sono quantomeno segno di professionalità, perché vede, anch’io sono un astronauta anche se non ho mai visto da vicino altro che un misero aereo di una qualche compagnia low cost; troppi “scrittori” non hanno mai venduto un libro. Per esperienza personale posso dirle di Einaudi che ha stampato titoli da 2000 copie. Tutto qui.
        Gentile Gaia un caro saluto a lei e anche alla cortese signosa abcd, ci dicesse almeno un nome sarei più felice anche di salutarla. Andrea

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  15. ellagadda says :

    Attendo trepidante i prossimi commenti di abcd, manco l’attesa di Star Wars mi ha divertita tanto.
    Ma poi il fatto che riesca a leggerti e comprenderti senza difficoltà fa di me una sfortunata analfabeta? 😀

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