I 5 “Gennarino Coccolino Scrittore” da cui occorre tenersi alla larga su Facebook.

La categoria dei Gennarini Coccolini Scrittori, se pur facilmente individuabile nello zoo di Facebook, non è monolitica. La categoria, anzi, è costituita da personaggi assai differenti tra loro. Ma tutti si somigliano per essere “Scrittore” – sta accanto a nome e cognome – il più delle volte “presso se stesso”. Se “presso altri”, nella maggior parte dei casi sono “altri a pagamento”.
Oggi tratteremo il fenomeno in base all’età anagrafica dei Coccolini. Non è detto che ogni Coccolino abbia cominciato a coccolinare fin da piccolo, però è assai probabile. Ché Coccolini si nasce, poi si peggiora crescendo.

1. Gennarino Coccolino – il giovane – Scrittore

Ai giovani si perdona tutto, ai giovani scrittori un po’ meno, ai giovani Gennarini Coccolini Scrittori bisognerebbe levare anche l’ossigeno. I poveretti possiedono tutte le caratteristiche tipiche degli adolescenti, tra queste la capacità di far bestemmiare i santi, tra loro, a rotazione. Si va dai dodicenni approdati alla scrittura per colpa di mamme e maestre – la carriera dei giovanotti spesso si limita all’aver scritto un libro su Facebook, status dopo status – ai quindicenni che seguono i loro idoli su Youtube. E se loro possono diventare autori – che non beccano un congiuntivo nemmeno a sputi –, perché non potrebbero i nostri Coccolini? Dirgli “perché no” non servirebbe, a casa loro il “no” non glielo serve mai nessuno: in casa loro la dieta è differente.
Dai 15 ai 18 anni – meno un giorno – abbiamo i Coccolini adolescenti in attesa di diventare maturi. Vale per loro quel che vale per le nespole. Se prima attendevano il diciottesimo compleanno per occupare il posto del guidatore – spesso levando alle loro mamme il piacere d’incidentare la Panda, che ora non ha la P di neopatentato ma la S di scrittore; ma anche di sfigato, a dirla tutta –, adesso la diciottesima candelina pone fine all’annosa domanda “Non sono ancora maggiorenne, posso pubblicare lo stesso?”. Ma ho visto anche la variante “pubblicare l’ostesso”, giuro. Ma dicevamo che ai giovani tocca perdonare più o meno tutto, resta da capire se il loro diciottesimo anno di vita li fa abbastanza adulti per sentirsi dire che guidando la Panda fanno meno danni. Checché ne dica l’assicurazione di mammina.

2. Gennarino Coccolino – il ventenne – Scrittore di belle speranze

Ovviamente è l’unico a sperarci, ché anche mammina comincia ad avere dei dubbi. In qualche modo il ventenne Coccolino ha terminato le scuole superiori, in qualche modo è convinto esista un successivo corso di studi per diventare scrittori. L’ha letto da qualche parte, ma non su di un libro. Lui i libri non li legge, o se li legge sono pdf scaricati a scrocco grazie a Yahoo Answers. Anche in quel caso chiede se esistono versioni facilitate, più scorrevoli, ma se gli fate un riassunto è anche meglio. Lui non ha tempo per leggere, lui deve scrivere. Ormai, essendo maggiorenne, può persino firmare un contratto editoriale con Mondadori. Ma può anche chiedere a nonna d’accantonare la pensione per pagargli un’uscita in grande stile col Gruppo Albatros. Se vi dirà che ha scritto un libro ma non ha pagato niente, fategli sapere che acquistare – da contratto – cento copie del proprio capolavoro potrebbe voler dire qualcosa. Se confonderà il tipografo con una casa editrice, non perdeteci del tempo. Tanto ve lo ritroverete a venticinque anni ancora su Facebook, incattivito perché nessuno lo capisce. E nessuno lo pubblica, lui proprio lui, lui che ha una pagina ufficiale come autore e ben 150 mi piace!

3. Gennarino Coccolino – il maturo – Scrittore

E se anche i ricchi piangono, figuriamoci se non si può affermare che pure i Coccolini crescono. Ovviamente crescendo peggiorano, a venticinque anni erano incattiviti – ma c’è anche la versione “sole, cuore e amore”, il mondo è troppo cattivo per pubblicare le loro bontà; attenzione, sono quelli che col tempo diventano acerrimi nemici di chi a) ha pubblicato qualcosa, b) se ne frega di pubblicare qualcosa, c) non si prende sul serio quanto loro, d) non mette il “mi piace” alla loro pagina ufficiale su Faccebook –, e dunque maturando i Coccolini e le nespole, i nodi cominciano a venire al pettine. E a tirare i capelli sul coppino, un male cane.
Gennarino Coccolino Scrittore in versione matura va dai 40 ai 50 anni, e si rende conto di non avere più tutta la vita davanti: occorre fare qualcosa. Subito. Se ai colleghi più giovani si può scusare la fretta di “farsi conoscere” – metti “mi piace”, compra il mio libro, leggi la bella recensione che mi ha fatto mio cuggino mio cuggino… –, ai maturi Coccolini va dato atto che occorre certamente muoversi prima di a) aver perso l’entusiasmo, b) aver perso la voglia, c) aver perso la pazienza. Se perdono la pazienza si fanno cattivi come le bestie che patiscono la fame, in quel caso pretendono che qualcuno gli trovi un editore.
I quarantenni/cinquantenni Coccolini fino a qualche tempo fa erano i migliori nel corteggiamento online delle loro vittime – poesiole con foto annesse (fiori, tramonti, gattini…), tag universali, pensierini di buongiorno e buonanotte –, poi sono passati alla tecnica del “non vorrei spammare ma tanto sono sulla mia bacheca e quindi”: e propongono ampi stralci dei loro lavori. Ovviamente taggando il mondo. Seguono status che raccontano la vita intima – fuori dalle pagine – dei protagonisti dei loro romanzi, qualcuno apre anche dei profili Facebook a nome loro. Il bello è che poi ci scrivono in veste di Jennifer, Anthony e Maruska, e pretendono che la platea striminzita gli si rivolga come farebbe con un amico immaginario. Si può stare al gioco – segue ricovero coatto –, levare gli aggiornamenti alla pagina – se levare il “mi piace” vi pare troppo cattivo – o lasciare commenti del tipo “Non fare il mona, io nemmeno parlo con gli operatori Telecom… e quelli più o meno esistono!”. Vi odierà e parlerà male di voi a tutti i contatti che avete in comune. Poi vi dedicherà uno status, ma prima vi avrà bannati: così non potrete leggere e replicare alle sue malignità.

4. Gennarino Coccolino – il venerabile – Scrittore

Va dai cinquant’anni in poi, meglio se molto “in poi”, per essere credibilmente venerandi occorre avere almeno un’età adeguata. Le capacità no, quelle vengono date per scontate fin dalla più tenera età, almeno da lui. In tutto questo tempo il Coccolino ha fatto carriera: piccole pubblicazioni con piccole case editrici – meglio se a pagamento –, piccole pubblicazioni grazie a piccoli concorsi – ma ha dovuto sborsare quattrini per partecipare –, apparizioni su misconosciute antologie condominiali – anche lì ha dovuto pagare il disturbo –, premi di poesia ritirati sul palchetto in carta crespa del festival di Ndovai sul Tranvai, diplomi di merito e demerito, attestati di partecipazione, tutto rigorosamente messo in un album da tenere sul tavolino da tè. Roba da servire agli ospiti assieme a una buona dose di biscotti Digestive.
E se non ottiene il rispetto dovuto grazie al suo curriculum letterario, lo pretende almeno per l’età, vi dicevo che in certi casi invecchiare è utile. Ve lo ritroverete alle calcagna – è troppo vecchio per poter aspettare che siate voi a farvi vivi – e vi darà buoni consigli dall’alto della sua indiscutibile carriera. Continuerà a dire d’essere sempre stato scomodo per la lobby libresca – essere scomodi perché ingestibili al momento dell’editing è comunque un pregio, a sentire lui – e tenterà di far capire ai giovani scrittori – se coetanei farà valere il numero di coppe e medaglie – come gira il mondo. Se i suoi anni sono parecchi – così tanti da farlo rientrare in ambito museale –, tenderete a farvi intenerire da questo attempato rompicoglioni. In caso il rompicoglioni non arrivasse all’età della pensione, rimarrà semplicemente un rompicoglioni. Ma almeno il lavoro lo terrà per qualche ora lontano da Facebook, è già qualcosa.

5. Il parente di Gennarino Coccolino – ai suoi tempi famoso – Scrittore

Ebbene sì, Gennarino Coccolino Scrittore gode del dono dell’immortalità, almeno tra i parenti più stretti. Parenti che si attiveranno perché sia pubblicato almeno postumo, che raccoglieranno anche le note quotidiane – «Comprare sabbia gatto. Quella che fa le palline. Dire alla Jolanda di levare le palline che la cacca non se ne va da sola» –, piccoli attimi di vita vissuta, preziosi per chi intende conoscere l’intimità dello Scrittore. Non importa che lo Scrittore sia sconosciuto perché mai pubblicato, i parenti ci credono e insistono. E sono più accaniti di lui, di Coccolino quando era in forma e pigliava a calci la Jolanda – la nipote che non si è mai sposata per poter assistere lo zio artista, lui e pure i suoi gatti – e scriveva quotidianamente al direttore del giornalino locale. Che non gli dava spazio. Che non mandava cronisti e fotografi alle sue letture pubbliche. Morto lui, il direttore ha certamente tirato un sospiro di sollievo, senza tener conto di quanto vado cianciando a ragion veduta: i parenti sono peggiori. Sempre. Su di loro il venerando Coccolino ha riversato decenni di odio nei confronti di editoria e stampa. È arrivato il momento che i suoi angeli custodi purghino queste angherie. Su Facebook, e per amore del fu Scrittore. Mai, e dico mai, che si rendano conto d’essere finalmente liberi. A chiudere la pagina ufficiale di Gennarino Coccolino Scrittore temono che il defunto torni di notte a tirarli per i piedi. E quindi prendono le agende del fu Gennarino e cominciano a pestacciare sulla tastiera per rendere immortale la sua scrittura. Non importa se la grafia è illeggibile, loro vanno a senso. Eh, se Coccolino lo sapesse! Lui che non ha mai creduto al potere taumaturgico dell’editing.

Concludendo…

Ovviamente, il consiglio è sempre lo stesso: non importa quanti anni abbia un Gennarino Coccolino Scrittore, statene alla larga. Lui non vi cerca su Facebook per fare quattro chiacchiere e, in caso ciò avvenisse, l’argomento dovranno essere i libri. I suoi libri, anche quelli che ancora deve scrivere. Gennarino Coccolino Scrittore esiste solo perché trova un paio di sciamannati disposti a dargli credito. L’unica soluzione è farli campare tra loro, nella stessa gabbia. E guai a voi se gli portate il mangime!

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About Gaia Conventi

Scrivo, ma posso smettere quando voglio.

9 responses to “I 5 “Gennarino Coccolino Scrittore” da cui occorre tenersi alla larga su Facebook.”

  1. mozart2006 says :

    Pubblicare l’ ostesso??? Cos’ è, la moglie di un oste gender? 😀

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  2. Daniele says :

    Che scenario inquietante, sembra un film horror in cui uno zombie vampiro, con la bocca piena di piranha, ti stalkera fino a casa. Con una sega elettrica in mano O.o
    E provo una gran pena per la povera Jolanda, vestale di una divinità pazza e crudele…

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  3. mosco says :

    Fra “non te lo diconoooo!!!1!!” “fai girareeee!!1!” e Coccolini faccio prima a tenermi lontana da facebook. Dammi torto! 😉

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  4. sandra says :

    Non sono su FB ma ahimè ci sono Coccolini in carne, ossa e libro nella mia vita. I padri sono i peggiori!

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