L’impicciaBOOK n°3

Buongiorno, bella gente! Eccoci qui ad augurarvi buona domenica col nostro impicciaBOOK. Stamattina il quesito è sui libri divertenti.
Un libro che doveva essere divertente e si è rivelato un pianto, ma anche un libro davvero divertente. E ora tocca a voi, attendo i vostri consigli e sconsigli.

E con l’impicciaBOOK ci rileggiamo domenica prossima.

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About Gaia Conventi

Scrivo, ma posso smettere quando voglio.

25 responses to “L’impicciaBOOK n°3”

  1. Paolo Parigi says :

    Il mio collega grafomane mi chiede di segnalare queste opere narrative stampate:
    – come esempio di Un libro che doveva essere divertente e si è rivelato un pianto di Francesco Muzzopappa AFFARI DI FAMIGLIA
    – come esempio di Un libro davvero divertente di Jesse Andrews
    QUEL FANTASTICO PEGGIOR ANNO DELLA MIA VITA.
    Il mio collega amerebbe fare altri commenti, ma non vuole rischiare querele, essendo uno degli autori italiano e pieno di sé.

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  2. alessandrap says :

    Un libro davvero divertente: “Una banda di idioti” di John Kennedy Toole.

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  3. Daniele says :

    Divertente… La compagnia dei celestini, di Stefano Benni. A me ha fatto ridere spesso – sorvolando sul finale, lieto come un funerale in Quaresima.
    Libri che hanno promesso risate e distribuito lacrime, non ricordo di averne letto. Libri deludenti, a pioggia, ma per il resto…

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  4. mosco says :

    DIo mio, Malvaldi! che barba che noia che tedio che sopravvalutato! Lacrime da sbadiglio.

    Ah, le varie Agnes Brown. Non è stato un pianto ma niente di che.

    Poi mi è capitato in mano un libro (oddio, libro…) della Littizzetto. Quello proprio un pianto: battute stantie tirate per i capelli, volgarotte e inutili. Abbastanza divertente in video illeggibile su carta, forse non sono gli stessi autori.

    Altra che se la tira da matti convinta di far cultura ridendo ma che alla fine è tediosa assai è la Galatea Vaglio, col suo “Didone per esempio”. Se il target era ragazzini delle medie inferiori poteva andare, io l’ho mollato in fretta, e non sono una che molla, di solito.

    Ho riso parecchio con Mark Twain. “In cerca di guai” mi ha divertita molto. Poi con le storie bestiali di Herriot e di Durrell; con le disavventure di quei due rimbambiti sull’Appalachian Trail in “Una passeggiata nei boschi” di Bryson, con “Giallo di zucca” della signora Conventi, con Sabelli Fioretti che si è fatto da Lavarone (Trentno) a Vetralla (Lazio) “A piedi”…

    Sono solo i primi che mi vengono in mente (scusate, è mezzanotte e ho avuto una domenica intensa).

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    • Gaia Conventi says :

      Ecco, Malvaldi. Ho letto “Odore di chiuso” ed era carino. Devo averlo pure recensito, una vita fa. Ma carino, eh? Mica un capolavoro. Poi mi sono buttata su di un qualche BarLume, ‘na pizza. Ok, a posto così, stop.
      Prendo spunto dai tanti autori che proponi – Durrell e Bryson sono già nella mia top ten, c’è pure Alan Bennett (ma mica sempre) – e vedo di rimpolpare la mia lista dei desideri. Spero di campare il giusto, la mia lista libresca è chilometrica.

      P.S. ho riletto “Giallo di zucca” – capita quando lo presenti dopo anni e anni – e ci ho trovato tante di quelle magagne… Se campo abbastanza, lo riscrivo. 😀

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      • mosco says :

        Sì, vero, Bennett ma mica sempre. Miviene in mente la Brunella Gasperini nei suoi librini autobiografici, “Io e loro” “Storie d’amore storie d’allegria”, “Una donna e altri animali”, più o meno introvabili.

        Poi mi viene in mente “lamento di Portnoy” di Roth, con quell’umorismo ebraico alla woody Allen; “Una banda di idioti” mi era piaciuto abbastanza ma il fatto che io ricordi solo la copertina qualcosa vorrà dire.

        PS: hai chiesto libri divertenti mica capolavori della letteratura mondiale, no? e io mi sono indubbiamente divertita.

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        • Gaia Conventi says :

          Sì, si era detto libri divertenti. Che è più o meno la roba che mi sembra di saper scrivere. Ho scritto anche roba seria, ma scrivendola mi si muoveva la gastrite. Inutile dire che il mio stomaco ha deciso per me: scrivo solo stupidaggini. 😀

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        • minty77 says :

          “Io e loro. Cronache di un marito” della Gasperini l’ho trovato proprio oggi nel solito mercatino. Ovviamente preso.
          Mi diverte molto che abbia il titolo chiastico con un libro di J.K. Jerome, “Loro ed io”, comprato a maggio e che, invece, parla di figli 😉

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  5. mosco says :

    P.P.S. Come’è difficile scrivere divertendo, a occhio mi pare molto più facile far piangere che far piangere dal ridere.

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    • sandra says :

      Ho i libri della Gasperini che citi e sono davvero divertenti, tipo quando dovevano andare al mare e passavano dal lago a prendere i costumi e al mare andava sempre a finire che non ci andavano più!
      Sì, far ridere senza essere gnegne quell’umorismo forzato di moda in una certa narrativa di basso livello attuale,è parecchio difficile.

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    • Gaia Conventi says :

      Lo dicevano anche a me, e ti dirò che per un po’ ho pensato fosse vero. Poi mi sono messa a imbrattare Word e mi sono resa conto che faccio ridere. Così, in generale. Che in qualche caso sarà pure un pregio, il difetto arriva quando qualcuno mi racconta qualcosa di spiacevole e a me scappa da ridere. 😉

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  6. minty77 says :

    Un libro che doveva essere divertente e si è rivelato un pianto

    “Tartarino sulle Alpi” di Daudet. Mio. Dende. Che. OO!

    un libro davvero divertente

    “Il conte nel baule” di Carlo Manzoni.

    Queste sono impressioni della minty 13-14enne, prendetele cum grano salis.

    Un libro divertente letto negli ultimi anni è stato “Due figlie e altri animali feroci” di Leo Ortolani.
    Di quei libri che devi tapparti la bocca col lenzuolo per non svegliare tutta la casa mentre ridi sguaiatamente in piena notte. Per dire.

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