Tramisti in tour: gira e rigira, sono sempre qui…

Gira e rigira… è venerdì e girano. I tramisti? Sì, anche.

Attenzione, siamo nella categoria “Affari e finanza”, dunque stiamo per trattare una faccenda seria.

Contattare casa editrice per ipotetico libro?

Non mi risulta che l’ipotetico sia un genere letterario, dunque deve trattarsi di una genialata. Deve, perché siamo in “Affari e finanza”.

Salve a tutti! Volevo chiedervi una cosa: se un tizio, appassionato di scrittura,

Uno che scrive con passione, badate bene. Mica uno costretto a scrivere dalla maestra delle elementari o un tizio che scrive liste della spesa controvoglia.

No, no… ma mica ‘na pippa, eh? Proprio un tale appassionato di scrittura. Dunque che accadrebbe se un tale dono di madre natura scrivente…

mettesse giù un abbozzo o un riassunto (scritto bene comunque!)

Be’ ma ci mancherebbe! Un abbozzo o un riassunto scritti in bella grafia su carta pergamena. In rima. Con un font fighissimo.
Insomma, riassumendo, che accadrebbe se un appassionato di scrittura mandasse un riassunto di…

di un ipotetico romanzo che ha intenzione di scrivere,

La differenza tra intenzione e capacità non gli è chiara. Ma i riassunti li sa scrivere benissimo.

potrebbe inviarlo a qualche casa editrice per verificare se il suo lavoro è accettabile o meno?

Quando i tramisti terminano le elementari vanno in carenza d’affetto. E pretendono di farsi dire bravi dagli editori.

Oppure le case editrici vogliono SOLO i libri già scritti e finiti?

Ma no, figurati, vanno bene anche i pensierini. I bigliettini d’auguri. I lavoretti col Das.

Grazie mille a tutti, solo risposte serie.

Incredibile ma vero, arrivano le risposte serie.

Prova ad invertire i ruoli.

Chiarisci sennò il tramista pensa di dover camminare sulle mani.

Se tu lavorassi presso un editore e ti arrivassero sul tavolo solo delle “idee” le prenderesti in considerazione? Forse (e sottolineo forse) se arrivassero da uno scrittore affermato che ha intenzione di cambiare “scuderia” ma per il resto…zero.

Chiarisci scuderia sennò pensa che gli dai dell’asino. Sì, lo so, discutere con un tramista non è semplice: ti porta al suo livello e ti batte con l’esperienza.

Tutto cestinato se non pervenuto completo ed in bella copia.

Via, tutto in discarica. Anche le idee e i pensierini. Ehhh… ma che cattivi gli editori!

Be’, sai, dovendo investirci il soldo…
Ma sentiamo il secondo utente rispondente.

mettiamola così: un editore passa meta del suo orario di lavoro a cestinare robacce che gli vengono continuamente inviate da ogni mediocre che sa scrivere.

E l’altra metà del tempo la passa a bere per dimenticare. Editoria e cirrosi, un binomio vincente.

Ma aspetta che adesso arriva lui, l’aristo nostro! Lui che le cose le sa. Alla sua maniera ma le sa.

Devi provare ad inviare il tuo manoscritto (si chiama sempre ed ancora così, pur se si tratta della bozza ordinata e organizzata su “pennetta”)

Grazie. Ora sappiamo di poterlo definire manoscritto. Prima, nel dubbio, lo chiamavamo PierScritto, GianCarta e MariaWord.

ad una delle numerose Case Editrici tuttora disposte a scommettere sugli Autori (giovani e non) in cerca di successo.

Numerose. Pieno così. Dove ti giri inciampi in editori disposti a rapire esordienti per costringerli a pubblicare.

Ad esempio, la ALBATROS si occupa di tali casi.

Casi umani, certo. Ché l’Albatros – EAPproposito, come siamo messi a contanti? – scommette sugli autori e vince sempre. Eh, quando si tratta di vincere facile…

Se gli esperti della Casa Editrice ritengono che il libro possa avere un futuro,

E che tu possa saldare il conto.

allora ti proporranno un primo contratto editoriale. Purtroppo, per la prima stampa le spese saranno per gran parte a tuo intero carico.

Ma pure per la seconda, caro aristo! E di gente che insiste pubblicando con editori a pagamento è pieno il web.

E qui, un dubbio… Non sarà, aristo bello di zietta tua, che il tuo curriculum infila uno via l’altro solo successi editoriali de Il Filo? E a quanto ne so c’è soltanto un modo per pagare le pubblicazioni e sentirsi nel giusto: far pagare anche gli altri. Eh, aristo, ti amiamo, sei la conferma che l’universo va a ramengo ma non ha fatto tutto da solo. Sei il personaggio scelto dal dio dell’editoria per farci riappacificare con l’analfabetismo di ritorno.

Hai provato con le minacce?
*[Attenzione che dopo i libri autoredatti c’è la bozza primigenia di aristo, da lì in poi hic sunt leones].


Altro. Avanti il prossimo!
Il mio aggregatore mi propone anche robe così, le mixa coi quesiti libreschi. Il mio aggregatore si drog… ehm… altro.

Ho scritto un libro, ma in realtà è un insieme di testi ognuno di circa due pagine.

Oggi è giornata di pensierini.

Bravissimo. A pensierini non lo batte nessuno.

Secondo voi posso pubblicarlo e se sì in quale casa?

La tua. A casa tua e con la tua stampante.
Ma poi si rende conto d’avermela servita già cotta…

Aggiorna: e se sì che casa editrice gratuita mi consigliereste per un aspirante scrittore

Guarda, fai prima a comprartela. No, non la pubblicazione: la casa editrice.

Sono indecisa tra un antifurto e un antifuffa

La cosa più assurda è immaginare che tu possa scrivere un libro.

Ringrazio il mio aggregatore alla razzo di rane che mi fa scovare ‘ste perle! Per oggi è tutto — antiemetico, grazie! —, i tramisti tornano venerdì prossimo. Se vi darete malati, capirò.

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About Gaia Conventi

Scrivo, ma posso smettere quando voglio.

8 responses to “Tramisti in tour: gira e rigira, sono sempre qui…”

  1. Daniele says :

    Ormai non è venerdì, se non c’è aristo! Devo dire che anche il codazzo di tramisti di contorno con cui l’hai servito fa la sua bella figura… ma aspetta, questo mio commento posso metterlo sotto copyright? Non è che poi qualcuno me lo frega? 😛

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  2. minty77 says :

    un editore passa meta del suo orario di lavoro a cestinare robacce che gli vengono continuamente inviate da ogni mediocre che sa scrivere.

    “Che sa scrivere” mi sembra una previsione ottimistica non da poco, eh!

    Su Aristo le teorie più accreditate sono due. Una è quella che hai già esposto tu. L’altra è che in realtà sia un socio della Albatros impegnato nella pesca a strascico. Di sardoni.

    Ma il signor “Publicheri”, se ha i mezzi per stamparsi in proprio 100 copie del suo libro da vendere agli amici intimi a prezzi da strozzinaggio, che se ne fa di un editore?

    Che menù, questo venerdì, che menù!

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    • Gaia Conventi says :

      “Che sa scrivere” mi sembra una previsione ottimistica non da poco, eh!

      Ai tramisti è stato detto che con la terza media si è già potenziali scrittori. I tramisti ci credono. L’Albatros incassa. E metti che anche ad Aristo arrivino due lire per il disturbo. Di certo lui si disturba spesso, insomma: è un tipo disturbato.
      Per quanto riguarda il sior “Publicheri”, lo immagino già in trattative: col tipografo e con Einaudi. Mi piace crederlo. Mi piace anche credere a Babbo Natale, ché pure io qualche disturbo… 😀

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