Al commentatore tocca far sapere che non è da me fare il paroliere…

Levando il modulo contatti credevo d’aver risolto ogni problema. Al tempo mi tolsi il pensiero – e tolsi il modulo – per stancare un paio di stalker; a stalker sfiniti ho deciso che, in fin dei conti, senza email visibile sul blog si sta bene comunque.
Mi trovate su Facebook, alla pagina di Giramenti. Mi trovate mandando un messaggio al mio profilo. I tanti amici – ormai non solo virtuali – mi trovano al telefono e al mio indirizzo email. Insomma, chi deve trovarmi mi trova. Altri, invece, mi lasciano commenti che finiscono in spam, ma non stavolta: in certi casi serve rispondere, è cosa buona e giusta. Dunque risponderò qui, evitando di mostrare i dati sensibili di Matteo.

Matteo, lasciando un commento al post Annunci artistici: cercasi poeti e scrittori per nuovo libro – post che, ma non mi dire!, non cercava collaborazioni d’alcun genere – è così gentile da farmi un sacco di complimenti…

Ciao Gaia,

Ehilà!

mi chiamo Matteo e ti contatto perché ho letto poche righe scritte da te un pò qua e la, su internet, ma questo mi è bastato per intuire che forse tu potresti essere in grado di aiutarmi nello sviluppare il mio progetto.

E ti sono bastate quelle poche righe per trovarmi brava assai. Be’, ti ringrazio per la fiducia, immagino che dopo i complimenti arriverà una richiesta specifica. Di qualcosa. Di qualsiasi cosa. Ormai sono pronta a tutto.

Ti chiedo scusa per la mia sfrontatezza… ad essere sincero mi vergogno anche un po’ di averti contattato per proporti una collaborazione gratuita su un progetto così semplice e banale,

Collaborazione gratuita e progetto banale. Cavolo, tu sì che sai entusiasmare il prossimo! Ma chiariamo subito un fatto: per un compenso adeguato anche il progetto più banale diventa a suo modo interessante. Chiariamolo a chi immagina che lavorare gratis possa dirsi un progetto.

ma come si dice : “se non provi non sai..” e così ho voluto provare a scriverti.

Ti ringrazio per avermi letta un po’ qui e un po’ là e per avermi contattata con un commento che mi permette di incrementare il numero dei post di Giramenti. Ma dimmi, come posso sdebitarmi?

Quello che volevo proporti è di scrivere un testo/poesia per una canzone su cui sto iniziando a lavorare.

Dunque, leggendomi un tantino – forse un tantino poco – ti sono sembrata una persona poetica. Mi sfugge il come e il quando, ma metti non sia sempre sobria quando sto online e che qualche volta il mio ghostwriter faccia un po’ come gli pare. Insomma, tutto può essere. Anche gestire un blog di satira potrebbe voler dire qualcosa, ma non è il caso di star qui a sottilizzare. Sembro poetica. Punto. Me lo merito per tutte le cattiverie che sparo da anni. Ma dimmi, dimmi del problema che potrei risolverti gratis…

Per mia sfortuna non riesco a trovare le parole giuste che accompagnino la melodia della canzone, anche se il tema e la frase centrale del testo c’è l’ho…; ed è; ” Io senza te”.

Non sarà pochino? Sì, be’, io non me ne intendo. E chi mi conosce sa che ascolto Sergio Caputo. Sergio Caputo quelle cose lì, fatte così, non le scrive. E poi sono snob. Poetica poco ma snob ‘na cifra. Snob e grammar nazi. Ti sei infilato in un bel ginepraio!

Il fatto che mi manda più in bestia è che già ho in testa una sorta ,diciamo, di cadenza e di metrica del testo, come leggerai più avanti, ma il problema centrale è che non riesco a trovare dei versi ,con quella cadenza e metrica , che abbiano un senso logico… !!!

Fossi in te non me ne farei un cruccio, sono vent’anni che i cantautori italiani non ci perdono il sonno. In tutti i luoghi e in tutti i laghi, caro Matteo!

Come avrai già percepito dal titolo , il testo è una canzone d’amore,

Già, mi pareva.

ma non è rivolta solo alla persona amata, ma anche alle persone a noi più care , magari scomparse,

Tocchiamo ferro. E poi cerchiamo uno spigolo.

a cui vogliamo rivolgerci dicendogli es; io senza te mi sento perso…!

Ok, ma detta così sembra lo spot del Garmin.

Il testo però non deve essere una frase cosi deprimente come l’ho espressa io ma magari presentata in forma di metafora es.

Con le metafore vado fortissimo, con le canzoni d’amore molto meno.
Ma vediamo di capirne di più di questa canzone. Vai tranquillo che noi facciamo il coro.

I primi versi suonano cosi…

Senza te
un cielo vuoto senza stelle
Senza te
un pensiero vuoto senza niente
Senza te
un regalo senza pelle
Senza te
il mio corpo senza pelle….

Il regalo senza pelle è inquietante, sappilo. Spero che tu non intenda regalare cuccioli di dalmata, questa faccenda si è già vista.

io senza te …
io senza te…
io senza te…

etc…

E andrebbe avanti molto?

So che per te potrà essere un compiti facile, banale, semplice e stupido ma ti assicuro che io non ci riesco e se tu potessi darmi una mano, anche a distanza, te ne sarei veramente grato!

A distanza, certo. O pensavi venissi a trovarti a casa?

Fammi sapere …ti ringrazio e scusa per il disturbo!

Caro Matteo, nessun disturbo, nessun compenso, nessun modulo contatti a cui inviare questo tipo di richieste. Metti voglia dire qualcosa.

la mia mail :
[omissis]@gmail.com
oppure cell.
[omissis]
ciao Grazie !!!!!!!!!

Ciao Matteo, scusa se non ti ho scritto, non ti ho telefonato e non sono passata a darti un colpo di citofono. Ma sai, divento sempre timida quando mi chiedono di lavorare aggratis. Colpa mia, pretendo ancora di pagare il mutuo. Di questi tempi. Che antica!

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About Gaia Conventi

Scrivo, ma posso smettere quando voglio.

19 responses to “Al commentatore tocca far sapere che non è da me fare il paroliere…”

  1. Daniele says :

    Non so se proporrei una collaborazione a una persona dopo aver letto un suo solo articolo. Inoltre, scrivere libri e scrivere canzoni sono due abilità diverse, non è detto che una persona pratichi entrambe le attività…

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    • Gaia Conventi says :

      Ormai non scrivo nemmeno più libri, avessi del tempo lo farei. Avessi del tempo non scriverei canzoni. Avessi del tempo – lo confesso – dormirei alla grande.
      Immagino che in tutto questo non ci sia molto di poetico, ma per intuirlo bastava il titolo del blog. 😉

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  2. mozart2006 says :

    “Un pensiero vuoto senza niente”. Ciò è profondamente autobiografico 😀

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  3. Natascia says :

    io mi sentirei profondamente offesa! cioè: ti ha dato della persona poetica, capisci?? a te? ma come si permette?
    sei stata fin troppo educata!! io lo querelerei!

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  4. mosco says :

    Io senza te
    mi sparo un caffè
    mangiando un bignè
    dolce e flambè.
    Poi senza te
    mi faccio un bidè
    scordandomi te
    e anche il tuo “c’è”

    Ecco la prima strofa. Al primo bonifico arriva la seconda.

    besos 😉

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  5. sandra says :

    Regalo senza pelle, nel senso ecologico, quindi tipo borsa di quella che gli stilisti chiamano eco-pelle e io chiamo simil plastica? Così regge la canzone, ecco questo volevo dirti. Sul lavorare aggratis, meglio saperlo subito e scantonare, piuttosto che lavorare pensando di essere pagata perché ohibò c’è pure un contratto e poi i soliti diritti/compensi spariti.

    Io senza te, io senza soldi.

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  6. minty77 says :

    un pò qua e la, […] la frase centrale del testo c’è l’ho…; ed è; ” Io senza te”

    Non sarai poetica, ma sei paziente e zen. Io avrei sbroccato, mandandolo a… stendere, già solo vedendo come ha il coraggio di scrivere!
    Mi sanguinano gli occhi! x_x

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  7. MLA says :

    Comunque, io mi prenoto il cd… Non si sa mai, metti che questo tizio diventi famoso 😀

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  8. carlotta says :

    Mi viene in mente Achille Campanile. Un guantaio mise in vetrina un cartello:
    “Vendonsi guanti per donna di pelle senza diti”.
    Poi quella donna di pelle gli diede fastidio e tramutò in:
    “Vendonsi guanti di pelle per donna senza diti”
    Provò un altro po’, poi cambio mestiere.

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