“Permette?… Idem. Piacere, Incrociatore” di Mario Turolla e Ugo Bertaglia, con prefazione di Diego Marani.

Anni fa avevo letto e recensito il sequel, e Alchermes e l’Anisetta mi avevano dato grandi soddisfazioni. Ma proprio non riuscivo a scovare il fratello maggiore di questa allegra famigliola di nomi e cognomi, e l’ho cercato ovunque. Finalmente qualche giorno fa sono riuscita ad acquistarlo e ora, dopo averci guardato dentro, posso nuovamente ribadire che la mia zona – oltre alla salama da sugo – sa proporre delizie onomastiche di tutto rispetto.

Due dati sugli autori e poi partiamo alla grande. Il libro è stato scritto da Mario Turolla – agente di commercio con la passione dei nomi – e Ugo Bertaglia, che dalle mie parti ricordano in molti per essere stato impiegato all’ufficio accettazione dell’ospedale di Codigoro (FE).
La prima parte del libro, scritta da Turolla, è discorsiva; la seconda parte, scritta da Bertaglia, prevede una breve introduzione e un lungo elenco di nomi e cognomi. Uno più bello dell’altro!
Come ipotizza Diego Marani nella prefazione: forse la gente della Bassa, «che passava tutta la vita a lavorare la terra fra una strada e un canale, invece di scegliersi i facili santi del calendario […], si prendeva la briga di coniare nomi di fantasia, di inventare parole, di sfidare […] l’arcana magia della lingua […] [per] lasciare almeno sulle pietre dei cimiteri il suo inconfondibile segno, un indelebile ricordo» (pagine 6 e 7). Probabilmente è davvero così, difatti in giro c’è ancora qualcuno – me compresa – che va in gita per cimiteri – mostrando il dovuto rispetto, s’intende – per fare la conoscenza di chi non c’è più ma ha lasciato memoria di sé grazie al proprio nome inconsueto.

Nella parte curata da Mario Turolla veniamo a sapere di «quella famiglia che è partita chiamando il primogenito Primo, sono seguiti Secondo, Terzo e Quarto e così via fino a Settimo. L’ottavo è stato chiamato Ultimo, il nono Definitivo, la decima Finimola». Per fortuna non è arrivato l’undicesimo o avrebbe rischiato di chiamarsi Basta. Abbiamo prova del «fatalismo di quei genitori i cui quattro figli si chiamano: Vado, Dove, Destino, Porta» e non possiamo che provare grande simpatia per quei genitori «che hanno chiamato il figlio Romeo; tutti si aspettavano che l’eventuale femmina venisse battezzata Giulietta. Neanche per sogno, l’hanno chiamata Alfa!» (pagina 10). Esistono poi i pessimisti che hanno chiamato il figlio Fattiforte, o altri che si sono davvero ispirati al calendario e «hanno chiamato i figli Sessuage (da sessagesima), Piovipapa (da Pio VI papa), Comdef (da commemorazione dei defunti)». E poi ci sono genitori oculati che, «abbinando il nome al cognome», riescono a creare capolavori come «Sveltino che di cognome fa Dalpasso». Fino ad arrivare a «nomi al limite del porno», tra cui Imene, Ultimo Godimento, Secondo Giro, Sessualdo, Replica, Ciavasco» (pagina 11).
Ma certo non è sempre colpa dei genitori, è anche successo che un «signore, per un errore dell’impiegato dell’anagrafe, prima di riavere la propria “l” si [sia] chiamato per vent’anni Water» (pagina 13). Turolla ci fa inoltre sapere d’aver scovato un tale che di nome fa Seinato. Seinato ha due fratelli: Fostinato e Anchenato. Mica male! E sono fratelli anche Ignaro e Ignoto, per fortuna il terzo figlio è stato battezzato Luigi. I primi due non devono aver apprezzato questa disparità di trattamento.

Nell’elenco di nomi – niente cognomi – proposto da Turolla troviamo delle perle, ve le sparo a mitraglia: Anarchia Comunarda Rivoluzionaria (una bella responsabilità!), Barsò (in ferrarese è il pergolato), Befana (e allora ditelo che non la volevate!), Chesterfil (precorrendo la moda delle multinazionali ammeregane che ora affittano i pargoli per appioppargli  i propri marchi), Emancipo (forse figlio di una suffragetta), Figliolina (ma magari poi in famiglia la chiamavano Maria, è che in quel momento proprio non gli veniva), Forcella (il papà avrà fatto il biciclaro?), Furia (colpa del telefilm?), Galateo (occorreva farne fin da subito una personcina educata), Idea Nuova Socialista (qualcosa me la dice imparentata con Anarchia Comunarda Rivoluzonaria), Incrociatore (papà marinaio, ma a tutto c’è un limite), Intransigente (e se lo volevano crescere simpatico…), Manbrillo (che è comunque meglio di Mandrillo, ne converrete), Maria Rotonda (e via di battute sul peso forma!), Miseria (le cose belle vanno festeggiate), Neutro (non scomodiamo gli studi di genere, per carità!), Orso Lupo Leone (il WWF avrebbe apprezzato, anche se manca il panda), Ovvio (la sua nascita non ha sorpreso nessuno), Tigranda (una bambina dal corredino animalier). E ne ho saltati parecchi, anche perché devo ancora dirvi delle meraviglie della seconda parte del libro.

Tra i nomi e cognomi geografici, Ugo Tartaglia riporta un Torino Roma. Trenitalia lo farebbe viaggiare gratis. Nella stessa categoria – d’ora in poi i nomi saranno sempre in maiuscolo, per non fare confusione – anche TRIPOLI Grata. In ricordo di «lotte tra operai e padroni» abbiamo AZIONE Fonsatti, AMORE INTERNAZIONALE Fonsatti, LIBERTÀ Fonsatti – li direi parecchio imparentati tra loro… –, PROLETARIO Giaccherini, SCINTILLA SQUILLA Luccoli, SCIOPERINO Faccini, SCIOPERO Tapparello e SORGIAMO Tapparello. Anche gli ultimi due parrebbero parenti stretti. Tra i genitori «appassionati d’auto» vi segnalo quelli di MERCEDES Ferrari. Ma abbiamo anche i signori Zanella, che avevano una certa fissa per i punti cardinali. Eccoli quindi a chiamare i figli LEVANTE, ORIENTE e OVEST. Non possono mancare i tributi alle «cime contese in guerra». Tra i tanti nomi mi sento di segnalarvi CIMADODICI Milani e COLDILANA Malusardi. Detto questo, è ora di lanciarci a fauci spalancate sulla lunga lista di nomi e cognomi curata da Ugo Bertaglia.

ADELBERGO Bellistracci, come rovinare la carriera di un futuro albergatore…

AEROPLANO Ricci, in quel momento sarà sembrato un nome moderno.

AGRICOLO Guidi, impossibile immaginarselo diventare astronauta.

AMATORE Faccini, forse il padre lo voleva playboy.

AMICO Frazzini, su Facebook avrebbe fatto faville!

ARBALTINO Costantini, in ferrarese arbaltàr sta per ribaltare: sarà mica nato podalico?

ARCIMIGILDA Doato, eh, niente, per pronunciarlo correttamente tocca frequentarla un mucchio.

ARIETE Merlini, questione d’oroscopo? Spero non un fatto di corna…

ARISTO Dondi, speravo facesse Gatti di cognome…

ARZILLA Zanella, è nata piangendo gioiosamente.

ASCELLINO Manfredini, la Dove l’avrebbe assunto per uno spot.

AVVENENTE Bovina, e quando nome e cognome si incastrano così bene…

BASSAMARINA Mantovani, ché a chiamarsi Marina sono capaci tutti!

BIANCO Rossi, ve lo immaginate ad aprire una vineria?

BONA Cappelletti, e siamo alla pasta fresca.

BORGHETTA NEUTRA Brugnoli, un nome che non cede ai facili campanilismi.

BRILLANTINA Scarpa, per dare lustro al neonato!

CAPUZZO Zannini, in ferrarese al capùz è il cavolo cappuccio e i zanìn – le larve dei semi dei legumi – indicano, o meglio indicavano, i campagnoli che ogni lunedì andavano al mercato di Ferrara per vendite e acquisti. Da qui i zanìn dal luni. Insomma, nome e cognome raccontano una storia, basta saperla cercare.

CARLO MAGNO Cavalieri, destinato a grandi conquiste.

CASSIO IAGO Conventi, chiamarlo soltanto Otello pareva scontato.

CERTOSINI Avanzi, destinato a una vita assai parca.

CHIAVA Rizzati, no comment.

CIGLIEGIA Bighi, e qui il correttore di bozze…

COLAVITA Fracassino, bambino destinato a combinarne di cotte e di crude.

CONGEDINO Rossi, forse concepito mentre papà faceva il servizio militare.

CORAGGIO Pancaldi, occorre farsene fin da piccoli.

CORRENTE Menegatti, un parto velocissimo o una lunga maratona? Eh, saperlo…

DALPE Balocchi, ma balocchi d’alpe rende meglio.

DELLERIMEDIO Zucconelli, avrà salvato un rapporto in crisi?

DELMONTE Bolognesi, o bolognesi del monte?

DICIASETTE Paganini, quanti fratelli avrà avuto?

DIFENDI CESARE Roma, più che un bambino… una richiesta.

DIURNO Tuffanelli, sarà nato di giorno.

ENOVE Trevisani, arrivati a otto i genitori si erano detti soddisfatti. E invece…

ERMENDINDO Ansaloni, uno scioglilingua!

FAGIOLINO Petruzzi, me lo immagino un bebè piuttosto piccino.

FALCO Beccari, Briatore non si è inventato niente!

FELICISSIMA Bonazza, ve la immaginate in banco con Avvenente Bovina?

FERINA Modena, una città di belve!

FERROMONDO Bruschi, difficile immaginarselo un bonaccione.

FOGLIO Fogli, me lo vedo a gestire una cartaria.

FORMIDABRO Mantovani, formidabile sembrava troppo.

FURIBONDO Bevaqua, me lo vedo bene in compagnia di Ferromondo Bruschi.

GARIBALDI Mazzini, più che una nascita… un Risorgimento!

GENEROSA Busi, che a metterla con Avvenente Bovina e Felicissima Bonazza…

GESUFATTO Giofre, i suoi avevano grandi aspettative.

GONDOLA Campi, la povera bimba si sarà sentita spaesata.

GUADAGNO Folla, su Twitter avrebbe un sacco di followers.

GUARDAFOGLIO Grandi, che mi sentirei di presentare a Foglio Fogli.

GUARDIANA Gallini, alla faccia dei ladri di polli!

IBRIDO PROVVIDO Arveda, Greenpeace avrebbe apprezzato il gesto.

IMBIANCATO Sepolcro, sepolcro imbiancato… allora gli vuoi proprio male!

ISRAELE Del Monte, chissà se è amico del sior Sepolcro…

LEONCINO Brancaleoni, roba da anni ruggenti!

MALCONTENTA Ghirardelli, nata controvoglia.

MANDIFERRO Frighi, non vorrei fosse un tributo al forcipe.

NASCO Stagni, poco ma sicuro.

NATIVO Boselli, ribadiamolo.

NEOTRE Lunghi, ne ho tre e sono di dimensioni ragguardevoli: i genitori tenevano il conto ed erano piuttosto soddisfatti del risultato.

ORANTE Cattabriga, spero non sia poi finito in seminario.

OTTIMO Contato, e i conti tornano… avanti il prossimo!

PACCHIANO Costa, sarà nato coi risvoltini?

PELLEGRINO SAGGIO Mantovani, che assieme al sior Sepolcro e all’amico Del Monte Israsele…

PERFETTO Burlon, un vero spasso!

PETARDO Bellotti, un parto degno di nota.

PRIMO MAGGIO Piva, festa doppia!

PRINCIPIO Abbondante, e chi ben comincia…

RIBES Selvatico, ci vedo della premeditazione.

RISVEGLIO Bettini, forse non ha pianto subito.

RITORNATA Trombini, certi bambini vanno e vengono.

SALUTE Boscolo, perché l’importante è… ecco, appunto.

SALVE Farinelli, ehilà!

SEMPREAVANTI REALE Bisi, e avanti Savoia!

SESPIR Cappelli, Shakespeare ma alla buona.

SETTEMBRINO Nebbioso, ed è subito poesia!

SHIRIDODNA Benazzi, proprio non saprei spiegarmelo. Attendo di sentire le vostre ipotesi a riguardo.

SINFONIANO Fusi, forse figlio di musicisti.

SORGIAMO Tapparello e SPLENDILSOLE Tapparello, li voglio immaginare fratelli e inventori delle tapparelle elettriche.

TRAMONTO Benazzi, figlio di romanticoni.

TREFOGLIE Paesanti, che assieme a Foglio Fogli e al sior Guardafoglio fa un bel fogliame.

TRINITÀ Petrucci, non sapendo a che santo votarsi si è tentato il tutto per tutto.

UMILTÀ Farinelli, l’importante è l’imprinting.

UNICO Spadoni, ma magari è stato il primo di una lunga serie di bebè.

UTILE Follia, fingersi matti è la soluzione vincente!

VASINTON Stabellini, Washington della Bassa.

VERISTA Fedozzi, con Verga e Capuana a fare da padrini.

VISIBILE Guglielmini, mi sarei stupita del contrario.

VIVA Bertoncello, i genitori si aspettavano il peggio.

VOLGAR Grassi, un incentivo a mettersi a dieta.

ZANZIBER Malagò, forse era Zanzibar ma nessuno ci era mai andato in ferie.

E sapeste quanti ne ho saltati! Ma per saperlo dovete procurarvi il libro: dalle mie parti lo si trova nelle biblioteche – ne sono quasi certa –, mentre il resto del mondo dovrà munirsi di pazienza e fortuna. Come ho fatto io.

 

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About Gaia Conventi

Scrivo, ma posso smettere quando voglio.

8 responses to ““Permette?… Idem. Piacere, Incrociatore” di Mario Turolla e Ugo Bertaglia, con prefazione di Diego Marani.”

  1. Daniele says :

    Certi genitori dovrebbero essere frustati con il filo spinato, ne sono convinto… 😄

    L’americanata che hai citato – gli yankee che pagano per dare al figlio il nome di un prodotto – mi ha ricordato di quando una casa di videogiochi pagò 10000 dollari una famiglia per far chiamare il figlio Turok (una vecchia serie di videogiochi) e io sarei per preparare il gatto a nove code col filo spinato.

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  2. Alessandro Madeddu says :

    Vasinton 😄 Sto morendo…

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  3. lurens says :

    Aggiungo alla categoria cime contese “MONTELLO”. è un piacevole collega, ma ci ho messo almeno due mesi a capire che era il nome.

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  4. minty77 says :

    Del signor Vasinton avevo già sentito parlare da un’amica lughese. Sarà la stessa persona?
    Di Piovipapa ho traccia addirittura in un libro di mio padre, forse è più diffuso di quanto crediamo 😄
    Per il resto, incontro spesso il signor Furia (cognome – io ero convinta fosse il nome di battesimo XD), condomino di miei parenti…

    Alcuni nomi comunque sono dei capolavori non da poco. I fratelli Alfa e Romeo, il povero signor Water, Chesterfil, Scespir, Tigranda…
    Le accoppiate nome-cognome sono deflagranti, Mercedes Ferrari e Garibaldi Mazzini sono tra le mie preferite, insieme a Carlo Magno Cavalieri. Per altre ci sarebbe da arrestare i genitori, come per Sepolcro Imbiancato (pover’uomo!) o Perfetto Burlon…

    Per Shiridodna non ho grosse ipotesi. L’unica cosa che mi viene in mente è che Siridonda dovrebbe essere un cognome indiano. C’entrerà qualcosa? Boh! °_°

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    • Gaia Conventi says :

      Può essere che sia proprio quel Vasinton lì, che a questo punto sarebbe bello conoscere. E Piovipapa? Be’, santo cielo, mi chiamassi così aprirei una pagina Facebook per cercare altri Piovipapa nel mondo. Magari ci si trova a fare una briscola.
      Per quanto riguarda Shiridodna, potrebbe arrivare dal serbo siri do dna, qualcosa come “mettere i formaggi in basso”. Ecco, adesso mi risulta persino più strambo di prima.

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