Tramisti al trotto: sciolgo le trecce ai cavalli…

A caval drogato non si guarda in bocca, ché io proprio non mi degno. Ma certo ai tramisti bisognerà guardare in pancia – mi parrebbe strano ragionassero con altro – per trovarci un perché. Perché sono convinti di dover scrivere un libro? Perché qualcuno – qualcuno che non sia un editore a pagamento – glielo lascia credere? Perché dalla scuola pubblica si passa al “così si pubblica”? E infine, perché di queste cose dobbiamo occuparcene noi e non l’Asl?

Forse sta parlando da solo. Forse dobbiamo preoccuparci.

Aristo non conosce Fazi, ma ha ben presente chi sia l’Albatros. Noi anche. Alla larga!

La tramista Annaira ha un problema. Pure noi abbiamo dei problemi, uno è la tramista Annaira.

Scrivo da quando ero una bambina ma ho sempre il solito problema : Dopo pagine e pagine che scrivo perdo l’ispirazione, tutte le , vuoto totale e puntualmente abbandono le storie a metà..

Be’, se sono scritte così, la direi una fortuna. Dunque il nostro problema è risolto. E quello di Annaira?

Consigli?

E anche Annaira può finalmente campare tranquilla.

E lo chiedi su Yahoo Answers? Complimenti per l’ottimismo!


Eh, quanto ci piace potervi dare buone notizie…

Il tramista timido e anonimo vorrebbe da noi un «commento personale». Deve averci presi per il personale di servizio.

Quando si dice dar giù la polvere… Dai libri, eh? Dar giù la polvere dai libri, e per farlo occorre l’aspirabrossure. Presto in vendita nel nostro negozietto ebay, assieme agli spigoli. Sconto del millemillanta percento a tutti gli esponenti dell’analfabetismo funzionale. Sono quelli che non distinguono la lavatrice dalla calcolatrice, e si ritrovano coi calzini spaiati e la radice quadrata infeltrita.

Per gli amanti che leggono?

Se leggete ma non avete l’amante, allora leggete troppo: prendetevi una pausa.

E in do’ cazzo stavi, sulla stazione spaziale?

Salve a tutti volevo sapere se si paga per scrivere un libro ..

Ma certo, esiste la tassa sullo scriba. Ok, ok… scherzavo: no, puoi scrivere gratis. Ma puoi anche evitare di scrivere, sia chiaro.

Mi perdoni, non pretendevo di mettere la sciolina alle sue sinapsi.

e poi da dove potrei iniziare. .

Dal prendere carta e penna? Dall’aprire una pagina Word? Dal mollare tutto e andare ai giardinetti?

Eccerto, lo diceva anche Confucio: chi è coglione non coglie. Be’, magari non era proprio Confucio, ma ha sparato tante di quelle massime che a infilarci in mezzo una minima si resta comunque in media.

Questa idea mi è venuta leggendo un libro di Erika Leonard james

Maledette cinquanta sfumature di grigiore e mancanza di materia grigia!, adesso il mondo è pieno di terze elementari che vogliono scrivere libri.

Cara lei, mi dia retta: lasci stare i bellicosi e cominci dai belanti. Quelli che «Voglio scrivere un beeel libro…».

mi sono piaciuti molto anche se quest idea l avevo pensata tempo fa solo che non ne ho mai avuto l occasione di metterla in atto !

Certamente, l’idea è della tramista ma la grigiona scrivente è arrivata prima. Eh, cara la mia tramista, cose che succedono quando si è impegnati a terminare la scuola dell’obbligo.

So che è un po banale ma avete qualche sito per vedere alcuni che sono usciti ??????

Alcuni che. Alcuni ‘nsesà. Per fortuna abbiamo un paio di utenti rispondenti con un sacco di robe intelligenti da dire.

Ebbene sì, torna aristo. Torna e ritorna come i peperoni e i sequel dei filmazzi horror. Un mix tra la bella lavanderina e la lavanda gastrica, tra la piccola fiammiferaia e le fiamme di Megalopoli, una roba tra il cinema d’essai e i filmetti del “seee… come no!”. Insomma, torna aristo: siate preparati al peggio. Ma prima…

Non ho capito un accidente…

Mettiti in coda e prendi il numero, ero qui prima di te.

forse vuoi scrivere un libro? visto il tuo italiano, lascerei perdere.

Già, dunque l’ipotesi giardinetti torna in auge.

Sì, vabbe’, ma mica possiamo sfottere la gggente in questa maniera, dai!
[E poi, perdio, questa messa in piega non si può proprio vedere…].

Per fortuna abbiamo di nuovo aristo, siate pronti a prendere un Maaolox. Uno spigolo. Un giorno di ferie.

Sì, quasi sempre si paga. Intendo la primissima edizione, quando si è ancora Autori sconosciuti.

Qualcuno meni il mentitore!

Gentile tramista, non fidarti di aristo: lui paga di sicuro, ma evidentemente non ha alternative.

Vi sono alcune Case Editrici (vedi la ALBATROS, con sede a Roma)

Una casa a caso.

che ospitano ed agevolano tali persone ancora alle prime esperienze,

L’accogliente casa editrice che ti ospita – branda, grazie! –, ti agevola – vasellina, prego! – quando sei alle «prime esperienze» e devi decidere con chi spendere la tua verginità di scrittore pubblicato. Ma che bel quadretto, che scena idilliaca…

praticando un prezzo accessibile per la primissima pubblicazione.

Accessibile. Ora capite a che serve la vasellina?

Guai a dubitarne!

Chiaramente, se l’esperimento in questione funziona,

All’Albatros fanno esperimenti, in effetti chiamarli libri parrebbe esagerato.

ovvero se il libro viene apprezzato e vende un buon numero di copie, allora la situazione cambia e di parecchio.

Urca, sentiamo come…

L’Autore può far valere questo successo precedente, dunque per l’edizione del libro successivo può già dettare le sue condizioni e stipulare tutt’altro contratto.

Insomma, può chiedere uno sconto.

Del resto, non è facile emergere nell’intricato campo dell’Editoria. Spesso e volentieri anche i numerosi e promettenti Autori emergenti (alludo a quelli che vincono i Concorsi Letterari previsti annualmente a livello nazionale) finiscono nel proverbiale “dimenticatoio” e tornano nel loro anonimato.

Certo, mica come gli scrittori che pubblicano pagando.

Insomma, prima di partire con la stesura del libro, pensa e rifletti a lungo e per bene.

Rifletti a lungo e per bene. Poi vai ai giardinetti: l’ingresso è gratuito.

La ringrazio ci tenevo un mucchio.

Annunci

Tag:, ,

About Gaia Conventi

Scrivo, ma posso smettere quando voglio.

4 responses to “Tramisti al trotto: sciolgo le trecce ai cavalli…”

  1. Daniele says :

    L’idea di editoria di aristo ricorda l’apprendistato all’italiana: prima mi fai da schiavo, poi scrivi sul curriculum che hai fatto da schiavo, poi trovi un cavolo di niente e fai uno stage (paga in visibilità, ovviamente) per fare esperienza e per cui richiedono 6000 anni di esperienza, poi trovi questa grandissima ceppa di, poi job act e infine scappi all’estero se puoi!
    Ma aristogatto caro… no, va be’, fa nulla. Dico solo che quand’ero cucciolo, le fiabe erano più belle!

    Mi piace

    • Gaia Conventi says :

      Dove mi giro – cambia l’ambiente ma non cambiano le modalità – trovo gente che fa proposte che non si possono rifiutare: collaborare a un progetto, collaborare gratis – mi pare ovvio – perché poi, chissà quando, con un po’ di fortuna, la faccenda porterà due noccioline da spartire. Ma con calma e pazienza. Prima occorre fare esperienza – gratis – e darci dentro: il progetto è buono, l’idea è valida, a lavorarci gratis nessuno ci rimette. Mmm… ecco, come dire, verrebbe da rimettere e basta. 😉
      Non bastasse investire – e perderci – del tempo, non manca nemmeno la proposta “tu ci metti il soldo e noi ci mettiamo l’opportunità”. Come fosse difficile trovare un “lavoro” dove, invece di guadagnare, ci perdi. Gli ambienti più o meno culturali sono fatti così – e vanno dalla poesia alla stesura d’articoli giornalistici, dalla fotografia alla promozione libresca -, sono atteggiamenti così smaccatamente perculatori che ci si sorprende possano ancora trovare qualcuno disposto a mettersi a novanta. Eppure…

      Mi piace

  2. sandra says :

    Si paga per scrivere? Dio mio, fa’ che sta genialata non arrivi alla mente di qualcuno al governo, che di tasse ne abbiamo abbastanza.

    Mi piace

  3. alessandrap says :

    “Se leggete ma non avete l’amante, allora leggete troppo: prendetevi una pausa.”

    😀

    Mi piace

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: