Linkedin: magari altrove, ma presso se stessi è sempre meglio!

Chi ha avuto la sventura d’imbattersi nel precedente post linkediano – questo – potrebbe aver inteso che Linkedin non sia il salottino buono che in tanti ci eravamo augurati. Metti non sia il social dei professionisti, di quelli che si scambiano un paio di messaggi e cominciano a collaborare alla creazione del nuovo ordine mondiale, di chi stava cercando un posto di bagnino in Val Camonica e zac!, detto fatto. Ma è anche vero che Facebook promette ai suoi utenti di poter restare in contatto con amici e conoscenti, e poi ti costringe a bannarne un paio a settimana. Insomma, non date retta a chi vuole vendersi al meglio, ma non perdete il sorriso solo perché buona parte degli internauti ha scambiato i social per la tombola della parrocchia. A tutto c’è rimedio, il consiglio di oggi – e lo regalo agli iscritti a Linkedin, ma andrà benone anche per chi gli preferisce la concorrenza – è non iscriversi con nome e cognome in maiuscolo. Davvero, credetemi, è il primo sintomo di egomania. Da lì in poi si può solo invadere la Polonia.

Detto questo, partiamo con le mie possibili future amicizie su Linkedin. Come ormai avrete intuito, sto lì solo per scoprire quanto è burlone il fato. Delle opportunità lavorative nemmeno mi curo, sono troppo presa dalla mia ricerca. Ah, si sappia che tutti i post di Giramenti finiscono automaticamente su Linkedin, può anche essere che domattina i tizi del nuovo ordine mondiale mi mettano in castigo.

Oggi partiamo dai presso stessi, categoria che amo. Una sorta di sindrome di Münchhausen.

Questo caso è particolarmente interessante. La casa editrice stranamente è stata battezzata con le stesse iniziali dell’autrice. Qualcosa mi porta a credere non sia un caso.

Qui invece abbiamo l’utentessa che sembra ben felice di chiarire – ribadire e specificare – che lei non esce di casa nemmeno se la si sfratta.

Il ghostwriter in proprio è duro da stanare, quasi quanto un unicorno. Per fortuna esiste Linkedin, una sorta d’acchiappafantasmi.

E ci imbattiamo nel caso più estremo: a casa sua presso se stessa. Non sappiamo cosa fa ma almeno sappiamo dove. C’è poi chi fa qualcosa altrove ma ci tiene a non darci troppi indizi:

Rimaniamo nella poetica vaghezza con gli iscritti che qualcosa fanno ma sono troppo timidi per svelarcelo.

Lui non sa cosa sa fare, noi nemmeno. Offrirgli questa benedetta opportunità non sarà semplice.

Esiste anche lo smemorato. Si è iscritto a Linikedin ma non sa perché, forse pensava gli venisse su della gran figa ma ha dovuto ricredersi alla svelta.

In questo caso sappiamo qualcosina in più, resta da capire se stia cercando lavoro o se gli basti ricevere complimenti.

Anche questa settimana non possono mancare gli scrittori, Linkedin li sforna alla stessa velocità del Gruppo Albatros.

Sono certa siano bravi in ciò che fanno, aggiungerci il resto potrebbe risultare controproducente.

Amici, parenti e conoscenti nemmeno la chiamano per nome.

Autore – tra stelline compiaciute – e indica il sito dove poterlo leggere: ovviamente è il suo.

Finiamo in bellezza con quei casi che non trovano una categoria e nemmeno un perché.

Cosa saranno mai le pulizie etiche? E saranno pericolose?

Quel non solo mi preoccupa ma non vorrei guastarvi la colazione.

Per oggi è tutto, se non mi bannano da Linkedin avrò modo di raccontarvi il resto.

Annunci

Tag:,

About Gaia Conventi

Scrivo, ma posso smettere quando voglio.

5 responses to “Linkedin: magari altrove, ma presso se stessi è sempre meglio!”

  1. sandra says :

    ma ne ha di fantasia la gente. Eh.

    Mi piace

  2. newwhitebear says :

    fantasia? Boh! Ne vendo qualche chilo a modici prezzi. Posso passare su Linkedin? o verrò bannato?

    Mi piace

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: