Gentile amico terrorista

Gentile amico terrorista,

temo ci sia stato un fraintendimento e temo anche che qui si sia tutti troppo signori per dirtelo, per farci un cartello e portarlo in giro mentre cantiamo Imagine e mettiamo fiori nei nostri cannoni. Insomma, gentilissimo, i servizi segreti dicono, la storia coloniale racconta, la povertà spiega, la mancata integrazione fa il resto… Eppure, ora e sempre, a casa tua come a casa mia, un tiro di buoi non può competere con quel che sai: la figa.

Eh, lo so, pare brutto sia una donna a tirare fuori l’argomento, ma è anche vero che io e quelle settantadue vergini che ti aspettano a fine carriera abbiamo qualcosina in comune. La figa, già, sempre lei.
Ora, l’argomento non è elegante, lo so, ma visto che nessuno vuole dirtelo mi sento in dovere di spenderci cinque minuti. Pare ti abbiano promesso una buona compagnia, settantadue signorine non sono uno scherzo; da vivo non ne vorresti tante perché tra fiori e aperture di sportelli diventerebbero stressanti. Ah, dici che voi dell’Isis non mandate fiori e non aprite lo sportello dell’auto alle settantadue vergini? Be’, sì, immagino che trovare una Panda con settantadue sportelli…
Sì, ok, ma dicevamo che voi terroristi certe smancerie proprio no. Già. E questo potrebbe farti capire perché mentre ci ammazzi e ti ammazzi di pippe, da questa parte della barricata si tromba. Senza dover contare sul martirio.
Credimi, caro amico terrorista, tanto religioso quanto musone, tanto convinto d’essere nel giusto quanto rompicoglioni nel proporsi: a te le donne non ti filano perché hai un brutto modo di fare. Così, mentre tu crepi nella speranza di fare finalmente conoscenza con queste settantadue vergini – per raccattarne tante toccherà fare il giro degli asili parrocchiali –, noi di qua si va alla commemorazione delle vittime: stretti stretti, portando la bandiera della pace, accendendo lumini, cantando e singhiozzando. Belli pigiati, mano nella mano, e si sa che da cosa nasce cosa.
E quindi, caro amico terrorista e cari amici dell’Isis, a voi forse di figa ne tocca da morti. Da queste parti, invece, andiamo a caccia grossa da vivi, anche per consolarci di quello che ci combinate. Ci andiamo con le sopracciglia ad ala di gabbiano e coi risvoltini, eppure qualcosa portiamo a casa. Ci andiamo temendo di ritrovarvi sui nostri passi, ma la figa è consolante e con quella ci si fa coraggio. E probabilmente a voi ‘sta cosa non l’ha detta nessuno, ma uccidere i passanti aspirando a trombare settantadue vergini – magari contando sulla bella figura data dal rigor mortis – non è virile.

Dunque si facciano cartelli adatti allo scopo, e che siano cartelli scritti in più lingue: voi ammazzate la gente perché non avete i coglioni per fare di meglio. I giornali dovrebbero proprio spiegarlo in questa maniera: l’ennesimo pippaiolo troppo scemo per andare a donne, ha deciso di fare la parte del pirla investendo, uccidendo, mutilando. Ma resta un pirla e un pippaiolo, e le settantadue vergini rideranno di lui. Che figura di merda!

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About Gaia Conventi

Scrivo, ma posso smettere quando voglio.

20 responses to “Gentile amico terrorista”

  1. Moreno says :

    Assolutamente d’accordo!!!

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  2. Conte Gracula says :

    I giri di parole sono sopravvalutati, meglio non lasciare concetti nascosti dietro delle metafore 😉

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  3. Alessandro Cassano says :

    Vorrei vedere il loro sogno materializzato: risvegliarsi circondati da vergini (ma poi, perché proprio vergini? Per superare l’ansia da prestazione?) ma con gli “attributi” spappolati dai loro stessi esplosivi/fucili/ecc.

    Un abbraccione

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  4. minty77 says :

    Ciao Gaia! 😀
    Anche io non farò onore al mio stesso genere, però una riflessione mi nasce dal cuore: ma perché 72 vergini, di grazia? Ma ‘sti martiri sono proprio sicuri di volerle? Davvero davvero? Ci hanno pensato bene?

    No, perché, te le immagini 72 donne tutte insieme che chiacchierano, si lamentano, litigano, rissano per le attenzioni dell’eroe martire, rompono le scatole, hanno il ciclo (e si sa, quando le donne vivono insieme abbastanza a lungo, finiscono per “sincronizzarsi”. 72 donne mestruate allo stesso tempo… sicuri sia un Paradiso? XD), hanno bisogno della pausa pipì in autrogrill…

    Secondo me ‘sti martiri attentatori non ci hanno fatto bene i conti. Tempo due ore che sono morti e si ritrovano in quel gineceo, secondo me gli torna subito la voglia di ri-ammazzarsi. Peccato che il suicidio sia una-tantum: hai voluto le 72 vergini? Adesso pedala. Fino alla fine dell’eternità.
    Furbi loro… °_°

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    • Gaia Conventi says :

      È come dici, praticamente il suicidio del buonumore. Da morti.
      Mi sa che si stanno intrippando da soli. Li voglio vedere quando è giorno di coppa e pretendono il dominio del televisore. Con 72 donne accanto. No, niente, imbecilli pure da defunti. Così per l’eternità!

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  5. luciaguida says :

    Ironicamente dissacrante come sempre. E molto ma molto vicina alla concretezza della realtà più spicciola. Abbraccione, Gaia

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  6. graziabelli says :

    Dunque, pare che le 72 vergini siano sorelle del cammello nella cruna dell’ago, vale a dire Lost in translation, e che si tratti di 72 datteri. Hanno più senso i datteri delle vergini? Sì, perché i datteri sono come la manna di biblica memoria, quindi nutriente cibo per l’anima. (Mi ha raccontato un amico musulmano, nipote di un imam, che pare che la confusione sia nata perché in non so più quale dialetto la parola araba dattero assomiglia a quella per clitoride, come per noi la prugna e la figa, per tornare a bomba). Comunque, sempre parola dell’amico musulmano figlio dell’imam, roba da pecorai ignoranti buoni solo a scoparsi i cammelli…

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    • Gaia Conventi says :

      Ah, cavolo! Certo tra datteri e vergini è difficile scegliere… Però, ammettiamolo, se a questi prometti settantadue datteri ti mandano a quel paese e vanno a giocare a calcetto. Altro che stragi! 😀

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    • minty77 says :

      Pare (così mi hanno detto) che pure la mela del peccato originale sia una povera Lost in Translation. Galeotto fu un accento latino mal trascritto, che trasformò malum = male in malum = melo (differenza tra pronuncia lunga o breve della vocale A).
      Il cammello, invece, in che modo s’è perso?

      72 datteri al posto di 72 vergini è un’interpretazione assai suggestiva! A me i datteri, tra l’altro, piacciono un casino. Ma non so se mi farei ammazzare solo per averne 72. C’è anche la cioccolata, al mondo. E la pizza 😀

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      • Gaia Conventi says :

        Abbiamo perso una mela e guadagnato settantadue datteri.
        Ma quanto costano le banane a Palermo?, chiedeva Johnny Stecchino. 😉

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      • graziabelli says :

        Perché per via dell’infernale scrittura ebraica priva di vocali, la stessa parola può essere cammello o corda a seconda di quali vocali ci si mettono. Quindi la frase giusta sarebbe: Può una corda passare per la cruna di un ago? Vero è che non ci passa nemmeno il cammello, però…

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        • minty77 says :

          Eh, ma ammetterai che l’immagine di un cammello che prova a infilarsi in un ago sia molto più coreografica di quella di una massaia che cerca di infilare una gomena nella stessa cruna, dai! 😀

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          • graziabelli says :

            Per la maggior parte delle amenità dobbiamo ringraziare la buonanima di San Gerolamo, che tradusse la Bibbia in volgare dall’ebraico e dal greco senza sapere nessuna delle due lingue…

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  7. newwhitebear says :

    mi sa che sono finite le vergini. Sai com’è a forza di farsi saltare in aria, di morire, gli ultimi troveranno settantadue racchie, acide e un po’ secche – sai con l’età non si scherza mica – Poi vergini… ma ne esistono ancora?

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