I sani pomeriggi sportivi dei ragazzi che non calciano un pallone

Gentile Edoardo Vigna, caporedattore del magazine Sette del Corriere della Sera, le scrivo in merito all’articolo I pomeriggi dei ragazzi che sparano al poligono.

Le scrivo innanzitutto per sapere se si è premurato d’aggiungere al suo curriculum il titolo di opinionista, questo perché mi suona strano che un giornalista di provata competenza non si renda conto dell’effetto “Mio cuggino” – Elio docet – di un articolo che parte a razzo in questa maniera: Conoscete qualcuno che abbia un’arma in casa? Io no. Quantomeno, nessuno che me l’abbia confessato. Però deve essere un caso. Gentilissimo Vigna, io conosco molta gente che detiene armi, è gente che può farlo, ha felicemente superato tutti i paletti giustamente imposti dalle leggi italiane: trattasi di persone incensurate che usano l’arma a fini sportivi e che, tornando dal poligono, la ripongono in maniera sicura. In un armadio blindato, ben chiuso, perché le armi nelle mani sbagliate sanno essere pericolose, come le auto, come le siringhe, come i frullatori. O magari lei pretenderebbe che, dopo una gara al poligono o dopo una sessione d’allenamento, gli atleti – sì, sono atleti, praticano uno sport e dunque lo sono – vadano a suonare alla caserma più vicina: dlin dlon, marescia’, mi tenga l’arma in custodia che sennò mi scappa di sparare al gatto.

Questo mi fa pensare che lei, gentile Vigna, reputi gli atleti che usano armi sportive alla stregua di criminali. Ma, come le spiegavo, per poter utilizzare armi in un poligono e in un campo di tiro occorre essere persone specchiate. Mica come i delinquenti, mi creda. Però lei non si lamenta di certa gente che ti entra in casa, armata e intenzionata a farti sputare gli ori della cresima, lei queste scomode presenze le dà per scontate. Come se a qualcosa servissero.

Nel suo pezzo spiega che Micol Sarfatti, per scrivere la storia di copertina di 7 in edicola domani, è andata a indagare fra chi quell’arma ce l’ha: nei poligoni, nelle associazioni, nelle armerie. Dunque nemmeno la signora Sarfatti mi sembra ferrata in materia; anche lei una opinionista, devo pensare. La signora Sarfatti scrive un pezzo dedicato agli adolescenti che passano pomeriggi in poligono – dove la vita è regolamentata come e più di quanto accade in un campetto del prete, ma la signora Sarfatti forse non ha nemmeno mai fatto vita di canonica – e, invece di giocare a calcio, utilizzano a fini sportivi pistole ad aria compressa. Ed è chiaro che questo comporta una drammatica escalation: dall’aria compressa alle armi da fuoco all’ammazzare il primo che passa. Ma se io vi dicessi che fumare erba porta a farsi di eroina mi direste che sono scema. Ecco, perfetto.

Nell’articolo citato, lei si chiede se vogliamo vivere in una nazione armata. Io mi chiederei prima se vogliamo vivere in una nazione dove i cittadini che detengono armi a fini sportivi possono impunemente essere trattati da criminali. Le dirò che no, non mi sta bene. Non glielo dico perché – come la signora Sarfatti – ho varcato un paio di volte la porta di un poligono, glielo dico perché seguo – anche in qualità di fotografo – il campionato italiano di Tiro Dinamico Sportivo. Cosa che la farebbe certamente inorridire, si figuri che i tiratori portano sui campi di tiro la famiglia e a fine gara, attendendo i risultati, si sollazzano a birra e salsiccia. Come le persone normali. Tutti assieme, indipendentemente dalla squadra sportiva a cui sono iscritti. E in questo, mi permetta di dirlo, sono un pochino speciali.

Ho avuto la fortuna di fotografare i Mondiali di Shotgun – tiro dinamico con fucile a canna liscia – e di vedere tiratori e tiratrici scambiarsi la maglia della Nazionale e l’amicizia sui social. Ho visto tante cose sui campi di tiro, ho visto cose che voi opinionisti non potete nemmeno immaginare. Non ne avete l’intenzione.

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About Gaia Conventi

Scrivo, ma posso smettere quando voglio.

16 responses to “I sani pomeriggi sportivi dei ragazzi che non calciano un pallone”

  1. Simona says :

    Standing ovation.

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  2. Conte Gracula says :

    Non ho letto l’articolo, ma non fatico a immaginare i toni da “bisogna avvisare laggggente che ci sono persone che…”, tipo disservizio de Le Iene.
    Alcuni miei interessi – il gioco di ruolo, i fumetti – vengono periodicamente trattati in questo modo, perciò ho una vaga idea di quanto ti possa dare fastidio questo approccio alla materia. Che poi, presentare l’alternativa del solito calcio quando ad alti livelli non è sempre un modello di specchiata correttezza od onestà… io il “calcio salva tutti” non l’ho mai conosciuto.

    Evidentemente, si batte il terreno per cercare di creare un nuovo caso alla “ci pensa, signora mia, c’è gente che si diverte sparando”, non pensando che l’uso sportivo è l’unico uso innocuo che sia possibile fare delle armi da fuoco… magari tra tre mesi si accorgeranno che esistono le arti marziali e giù di “ci sono persone che, anziché giocare a calcio con gli amici, imparano a picchiarsi!!1!1!” al che mi verrebbe da rispondere “già, si chiamano ultras. Alcuni hanno ricevuto un bel DASPO per il compleanno” 😛

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  3. Riccardo Salvatore says :

    Complimenti! Questo è un signor articolo! Da incorniciare. Già girato sulla pagina fb del magazine 7

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  4. Moreno Zilli says :

    Imbrattacarta , questo sono poiché il giornalismo, quello vero, è altra cosa. Brava Gaia.

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  5. Francesco says :

    Finalmente una persona con le PALLE che ha scritto le cose come stanno,a quei giornalai eh si ho scritto giornalai bisogna far capire come stanno le cose!

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  6. gianfranco says :

    Ciao Gaia. me lo fai condividere?

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  7. Gaia Conventi says :

    Ed è poi uscito l’articolo della signora Sarfatti (http://www.corriere.it/sette/17_novembre_30/vogliamo-nazione-armata-44a2a38e-d38e-11e7-8de2-d9fed093f9f2.shtml).
    L’avevamo immaginato in tanti che la signora non avesse dimestichezza con poligoni e campi di tiro, e infatti…

    Dunque, trovando l’articolo sulla pagina Facebook di “7” – https://www.facebook.com/settecorriere/ -, ho pensato di commentare. Anzi, di più, di mettermi a disposizione in caso occorressero informazioni UN TANTINO più veritiere circa il mondo del tiro.

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  8. minty77 says :

    Io non ho grossa simpatia delle armi. Le armi sono ferite (o peggio) in potenza. Mi spaventa, ovviamente, il criminale che gira armato, mi spaventa il cacciatore (che cerca di far passare il suo hobby come sport e… no, mi spiace :P), mi spaventa anche chi un’arma la tiene in casa per difesa. Che è suo diritto, se passa tutti i controlli del caso, né glielo voglio levare, ma, comunque, quando prendi un’arma in mano, soprattutto se sei spaventato o ti senti minacciato, possono arrivare i guai.
    Io sono certamente tra quelli che sostengono che, meno armi girano, più tranquilli ci possiamo sentire tutti…

    Epperò, devo dire, non ho mai considerato le armi a uso sportivo (sport veri, cioè), come facenti parte del problema. Non le percepisco proprio come armi, quelle, anzi. Per me sono semplici attrezzi di uno sport, alla stregua del nastro da ginnastica, degli sci o della mazza da baseball (che poi, sai quanti danni puoi fare con una di quelle?! Perché non blocchiamo il campionato di baseball? O di hockey? E tutti i morti ammazzati con una mazza da golf? A loro chi ci pensa? :P). Le armi usate a fini sportivi, per il tiro al bersaglio (di qualsiasi tipologia), a me paura non fanno. E’ sport. Punto.

    Tra l’altro mi piacerebbe sapere dov’erano, ‘sti due giornalisti (?) contrari al dilagare delle pericolosissime armi sportive, quando l’anno scorso, alle Olimpiadi di Rio, l’Italia si portava a casa fior di medaglie grazie agli atleti “sparatori”, e tutti gridavano agli eroi patrii. Perché non hanno fatto presente allora il problema? Li vorrei vedere a contestare le loro teorie balenghe in faccia a un Campriani o a un Pellielo…

    Al poligono ci va tanta gente. Finché si allena per fini sportivi, io non ho un problema al mondo. E’ di quelli che si allenano per spaccare teste che dobbiamo aver paura…

    Conoscete qualcuno che abbia un’arma in casa?

    In realtà pure noi abbiamo armi in casa. Due fucili, ereditati dal nonno, che li aveva a sua volta ereditati da… Sono scarichi e sottochiave. Nessuno in casa saprebbe maneggiarli tranne la nonna (a cui abbiamo portato via le cartucce anni fa XD). Puri soprammobili che nessuno vede. Decisamente, siamo gente pericolosissima…

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  9. Vincenzo Caiazzo says :

    gentilissima Gaia complimenti per l’articolo ,chiaro , ben fatto ed incisivo . A differenza dei tanti pennivendoli che pur non conoscendo neanche in maniera approssimativa l’argomento , si lanciano in commenti senza fondamento , in voli pindarici volti solo a creare allarmismo e paura !!! oggi ci sono sempre più “giornalai” e sempre meno giornalisti….questo è il risultato di voler assecondare il potente , il politico di turno , andando in direzione dell’ idea corrente. D’altronde per andare contro corrente ci vogliono le palle…..ramate ovviamente !!!

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