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“D’argine al male”, la recensione di Nora Smith sul blog “Opinioni librose”

La recensione è QUI.

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Gentile amico terrorista

Gentile amico terrorista,

temo ci sia stato un fraintendimento e temo anche che qui si sia tutti troppo signori per dirtelo, per farci un cartello e portarlo in giro mentre cantiamo Imagine e mettiamo fiori nei nostri cannoni. Insomma, gentilissimo, i servizi segreti dicono, la storia coloniale racconta, la povertà spiega, la mancata integrazione fa il resto… Eppure, ora e sempre, a casa tua come a casa mia, un tiro di buoi non può competere con quel che sai: la figa.

Eh, lo so, pare brutto sia una donna a tirare fuori l’argomento, ma è anche vero che io e quelle settantadue vergini che ti aspettano a fine carriera abbiamo qualcosina in comune. La figa, già, sempre lei.
Ora, l’argomento non è elegante, lo so, ma visto che nessuno vuole dirtelo mi sento in dovere di spenderci cinque minuti. Pare ti abbiano promesso una buona compagnia, settantadue signorine non sono uno scherzo; da vivo non ne vorresti tante perché tra fiori e aperture di sportelli diventerebbero stressanti. Ah, dici che voi dell’Isis non mandate fiori e non aprite lo sportello dell’auto alle settantadue vergini? Be’, sì, immagino che trovare una Panda con settantadue sportelli…
Sì, ok, ma dicevamo che voi terroristi certe smancerie proprio no. Già. E questo potrebbe farti capire perché mentre ci ammazzi e ti ammazzi di pippe, da questa parte della barricata si tromba. Senza dover contare sul martirio.
Credimi, caro amico terrorista, tanto religioso quanto musone, tanto convinto d’essere nel giusto quanto rompicoglioni nel proporsi: a te le donne non ti filano perché hai un brutto modo di fare. Così, mentre tu crepi nella speranza di fare finalmente conoscenza con queste settantadue vergini – per raccattarne tante toccherà fare il giro degli asili parrocchiali –, noi di qua si va alla commemorazione delle vittime: stretti stretti, portando la bandiera della pace, accendendo lumini, cantando e singhiozzando. Belli pigiati, mano nella mano, e si sa che da cosa nasce cosa.
E quindi, caro amico terrorista e cari amici dell’Isis, a voi forse di figa ne tocca da morti. Da queste parti, invece, andiamo a caccia grossa da vivi, anche per consolarci di quello che ci combinate. Ci andiamo con le sopracciglia ad ala di gabbiano e coi risvoltini, eppure qualcosa portiamo a casa. Ci andiamo temendo di ritrovarvi sui nostri passi, ma la figa è consolante e con quella ci si fa coraggio. E probabilmente a voi ‘sta cosa non l’ha detta nessuno, ma uccidere i passanti aspirando a trombare settantadue vergini – magari contando sulla bella figura data dal rigor mortis – non è virile.

Dunque si facciano cartelli adatti allo scopo, e che siano cartelli scritti in più lingue: voi ammazzate la gente perché non avete i coglioni per fare di meglio. I giornali dovrebbero proprio spiegarlo in questa maniera: l’ennesimo pippaiolo troppo scemo per andare a donne, ha deciso di fare la parte del pirla investendo, uccidendo, mutilando. Ma resta un pirla e un pippaiolo, e le settantadue vergini rideranno di lui. Che figura di merda!

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