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“Il Milione” di Marco Polo (scritto in italiano da Maria Bellonci, Anna Maria Rimoaldi ha collaborato alle ricerche e Valeria Della Valle ha scritto l’introduzione): lettura del Reading Challenge 2016, con recensione facciale. Ohhh… che messa cantata che è ‘sto titolo!

Colombo leggeva Il Milione e ha scoperto l’America. Ma solo perché l’America è difficile da scansare.

Questo libro avrebbe dovuto sfamare la categoria “Un classico della letteratura italiana”, che invece ha dovuto tenersi la fame. Già, perché dopo un centinaio di pagine – di cui trenta e sbrisga dedicate alle tante versioni del manoscritto e alla vita di Marco Polo – ho dovuto abbandonare l’impresa, dandomi per vinta. Devo dire che nella decisione ha influito il fatto che mio marito si sia detto stanco di vedermi sonnecchiare a libro aperto. Insomma, non volevo mollare… ma quell’appunto è bastato a farmi mollare la pezza. Ok, lo ammetto, non aspettavo altro.

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“I 21 modi di non pubblicare un libro” di Fabio Mauri (con prefazione di Umberto Eco).

Inutile chiedersi come un libricino ino ino tanto antipatico sia arrivato alla pubblicazione. Basterà chiarire che l’autore ha un curriculum tale e un parentado talaltro che, diciamocelo, viene quasi da perdonargli la sicumera sbandierata nel libercolo e il malcelato disprezzo per quel poveretto che, avesse mai deciso di mandare il proprio manoscritto a una casa editrice, prende invece corda e sgabello per farla finita. Ed è tutto merito di questo prezioso testo, il cui vezzeggiativo potrebbe quindi essere testicolo: uno di quei vezzeggiativi che richiamano tutti i gatti del circondario.

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Impressioni libresche veloci veloci di una lettrice in fermoblog: “150 anni in giallo”, a cura di Giuseppe Lodi + “Alta tensione” di Harlan Coben (trad. Nicoletta Lamberti)

150 anni in giallo, a cura di Giuseppe Lodi

Ho letto qualche racconto (la Rue Morgue di Poe ha più note di una sinfoniaI faggi rossi di Conan Doyle è già stato proposto almeno quanto la Rue Morgue, S.S. di Matthew P. Shiel è noioso come un The best della Pausini, Il fiammifero svedese di Cechov non mi è mai piaciuto, Passi misteriosi di Chesterton è un padre Brown sottotono), poi Bettina – l’ultima felina approdata in famiglia – ha fatto cadere il libro dal comodino, si è portata via il segnalibro e mi ha dato la scusa per leggere altro. Grazie Bettina!

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