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Balocchi e profumi: quando cala la festa, cala lo spot.

Ti rendi conto che calano le feste quando gli spot dei profumi iniziano a darti tregua.

Lo spot profumiere è una sorta di olezzante macelleria che appende ai ganci ragazze scosciate e ometti a pancia tartarugata. Tutto questo nudo e crudo solo per venderti una confezione spaziale con sopra stampigliato il nome di qualcuno: uno stilista, una marca modaiola, il nome di chi solitamente ti vuole vestire ma col profumo ti vuole svestita. O svestito, ché l’elisir di lunga profumazione non è solo roba da donne.

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Sfott the spot: Licia Colò, il Kinder e il koala pensionato.

Lo spot Kinder con Ciuffo è una delle cose più odiose che siano mai passate in tv. Nel mio personale disordine di gradimento, Ciuffo batte persino le pubblicità progresso, anche quella coi neon rosa dello spot sull’aids. C’è gente convinta che quel brutto male lì dia problemi con l’Enel, sarebbe il caso di spiegarsi meglio, sennò il progresso lo si scova solo in bolletta.

Insomma, io quando vedo Ciuffo e le due teste cotonate, capisco perché lo spot è ambientato in un simulatore di volo a Fiumicino: bisognava pettinare le due tizie in assenza di gravità.

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