Chi, io?

Sono una che scrive, una dei tanti che scrivono.
All’anagrafe Gaia Conventi, ma questo è solo un particolare.

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8 responses to “Chi, io?”

  1. sarapintonello says :

    Richiesta di recensione :D

    “i monologhi della vagina” di Eve Ensler
    è un’opera teatrale in realtà

    http://it.wikipedia.org/wiki/I_monologhi_della_vagina

    il titolo…è tutto un programma ;)

    scusa se ho scritto qui ma non volevo partecipare al concorso “la bruttizia natalizia” e non sapevo dove altro scriverti :D FB è vietato in ufficio ;)

  2. Gaia Conventi says :

    Prendo nota e uso la medaglietta della siora Mereu come segnalibro. :D

  3. Cristian says :

    ciao,
    ho scritto un “libro”, cosa ti sentiresti di consigliarmi se volessi vederlo pubblicato?
    breve e diretto
    grazie
    Buona giornata

    • Gaia Conventi says :

      Non può essere un “libro”, deve essere un libro senza virgolette. O così o non ci sono speranze: ci devi credere.

      Individua un genere. Cerca online case editrici con collane adatte. Scova i nomi di questi editori, fai una ricerca sui loro nomi: sono case editrici a pagamento? Scartale. Sono “a doppio binario”? Scartale. Si dicono free? Controlla online – su blog e forum – se è davvero così. Guarda le opinioni di chi ha già contattato quegli editori.
      Va in libreria, vedi se i libri di quella casa editrice si trovano (hanno distribuzione?), controlla come sono stampati, se l’editing è faccenda seria…

      Hai finalmente trovato un paio di editori che sembrano fare al tuo caso – se sono più di dieci, ricontrolla e scarta, fai in tempo a rifarti un giro di invii -, guardati i loro siti: sono curati? Sono aggiornati? L’editore è sui social? A quel punto, se anche online l’editore sembra ok, consulta il sito e vedi come devi inviare il tuo manoscritto. In carta e per posta o via email? Occorre sinossi e biografia autore?

      Invia, segnati da qualche parte i nomi (così non rischi di ripetere un invio) e poi aspetta: ance sei mesi, anche un anno intero. Non farti vivo per chiedere notizie – gli editori non lo apprezzano – e mentre attendi i fatidici responsi, ricorda che i “no, grazie” vengono raramente segnalati all’autore: l’editore tende a credere – e spesso ha ragione – che quei no dovrebbe motivarli, e perderci del tempo. Nessuno vuole impelagarsi in uno scambio di email con un autore insistente.

      Affronta un no come qualcosa di naturale e inevitabile, in editoria non vince il più bravo… vince chi non molla e persevera. Se è pure bravino, be’, è pure meglio.

      In bocca al lupo!

      • samuela says :

        Condivido la tua risposta, ma non capisco la frase che in editoria “vince chi non molla e persevera” intendi a chiedere agli editori o a cambiare stile e argomenti?

        • Gaia Conventi says :

          “Chiedere agli editori” sta per “inviare manoscritti”?
          Perseverare serve, ma non è tutto. E per quanto riguarda stile e argomenti, credo occorra perseverare e sperimentare. Insomma, occorre scrivere. Più si scrive e più scrivere diventa naturale. Detta così può sembrare semplice, ma non lo è. Scrivere richiede tempo e pazienza, riscrivere comporta mettersi in discussione. Perseverare è anche questo. A mio avviso, ovviamente.

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