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La correttezza paga e se non paghi sei fuori!

Ve lo presento, questo è il nuovo banner che Giramenti è lieto d’ospitare. L’idea è partita da Luca Pantarotto di Holden & Company, lo slogan è di Marina Vitale, la grafica di Francesca Schipa. La siora Beretta Mazzotta di BookBlister ha subito aderito, io ho fatto altrettanto.

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Paperella e il gentilpapero dell’editoria paperabile.

Tempo fa, quando ancora ci premeva di salvare le chiappe, usavano la paperodia – o parodia à la papero maniera – per raccontare certi quadretti degni del Drive In. L’editoria, si sa, offre spunti assai risibili. Noi li chiamiamo spunti per sputi.

Abbiamo dunque deciso di tornare per un attimo alla paperabilità, ma mica per pararci il culo, eh? Ma figuriamoci! Abbiamo deciso di rimettere in pista le papere perché il malvezzo che andremo a dipingere merita certamente una satira da asilo Mariuccia. Cosa in cui, ne converrete, siamo maestri assoluti.

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“Andromeda e la notte” di Gianpaolo Rugarli.

Il libro ha trovate geniali e un plot che risulta ancora attuale, nonostante la pubblicazione di Andromeda e la notte sia datata febbraio 1990. Attuale e risibile, tremendo nella sua aderenza alle brutture che succedono ogni giorno nell’ambiente editoriale.

Detta così si potrebbe pensare che questo libro sia privo di pecche, ma c’è il solito però. Un però lo si trova sempre, mi pare ovvio, siamo su Giramenti.
Ringrazio Paolo Ferrucci, amico fraterno e compagno di mille avventure, per avermi prestato Andromeda e la notte; spero vorrà comparirmi – almeno in sogno – per dirmi se sto prendendo una cantonata o se il libro soffre davvero dei difetti di cui vi dirò a breve.

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Strategie editoriali: se compri i nostri libri, leggiamo il tuo manoscritto.

L’acquario editoriale, seppur non vasto – gira e rigira gli ami non cambiano –, riesce sempre a ideare nuove pasture, e di questo gli rendiamo merito. La sopravvivenza di una casa editrice si deve a ciò che pesca – buoni manoscritti – e al pescato messo in commercio, nel nostro caso si tratta di libri.
Se non sei la Mondadori – proprietaria dell’intera filiera, dai pescherecci al mercato del pesce –, devi arrangiarti con la frittura… e stanando tonni. Il miglior risultato si ottiene quando i tonni si lanciano nella scatoletta, dopo aver comprato la frittura. Eh?

Ok, facciamola più semplice, parliamo di libri. Parliamone in generale: non fateci fare nomi, così non facciamo pubblicità…

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Lavoretti per traduttori piccini: disegni, traduci e incassi soldini (e altre facezie…).

Il bello d’avere amici traduttori sta nella possibilità d’allargare i propri orizzonti. Sì, insomma, io parlo l’inglese dei Soprano e gesticolo come un’ossessa pure per chiedere un bicchiere d’acqua: per me frequentare un traduttore è come andare in gita su Marte.
Eccomi allora ad accogliere – per quel poco che posso capirne – il dubbio di un appartenente alla razza traducente, gente che passa le proprie giornate sui libri per permettere a me di passare le mie giornate sui libri. Grazie ragazzi, riuscite a limitare drasticamente la mia ignoranza!

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