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E su La Nuova Ferrara c’è Diego Marani che spara a zero, a costo zero, sbagliando anche mira…

Un trillare di telefono e un bippare di sms: c’è da replicare a Diego Marani, e molta gente pensa subito a me. Sarà perché gestisco un sito di satira, perché ho la penna che uccide, perché mi occupo di Palio o perché – semplicemente – trovo sempre gradevole sbugiardare un noto intellettuale.

Grazie all’amico – collega, fratello, compagno di mille avventure – Sandro, del Rione Mota di Copparo, scovo su facebook il testo di questo mirabile articolo.

Prima di mostrarvelo – condito dalle mie personali considerazioni -, vorrei porre alla vostra attenzione una breve biografia di Diego Marani, nato a Tresigallo nel 1959 – grazie al cielo tuttora vivente, l’articolo in questione non esce postumo -, stimato scrittore e glottoteta italiano. Azzo fa un glottoteta? Ve lo starete chiedendo e lo credo bene… stiamo mica parlando di uno che fa lo sciampista, eh?

L’impegno di Diego Marani è quindi rivolto al migliorare la comunicazione tra i popoli grazie alla progettazione e allo sviluppo di una lingua artificiale che possa essere letta, scritta, parlata e gestita dai ferraresi e dal resto del mondo. Sì, insomma, da tutti, per questo non mi spiego certe sortite giornalistiche… proprio fatte da lui, da uno stimato studioso! Ma andiamo per gradi.

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Al Zanett inspirtà, la favola ferrarese di Diego Marani

Da sempre convinta d’essere poco avvezza ad apprendere nuovi idiomi, mi scopro infine pratica di ferrarese. Dite che vi sembra roba da poco? Eh, cari miei, ma il ferrarese è davvero una lingua, ha le sue regole e il suo dizionario. E poi io non sono nata a Ferrara, il dialetto locale l’ho imparato – beh, all’incirca! – in età adulta. Lo sapete bene che certe cose andrebbero apprese da piccoli, ma capirete anche che mia madre non poteva mandarmi in città a sei anni, da lontani parenti…

Insomma, io Ferrara l’ho conosciuta in seguito, ma mi ci sono applicata con metodo. Lo provano i miei post sugli Estensi, ma anche i miei terrificanti tentativi di aderire al linguaggio locale… e lì mi sgamano, perché il mio dialetto tende al veneto, e imitare il loro… beh, non è facile.

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