Tag Archive | racconti

RECEspiccia: “Strane avventure di Sherlock Holmes in Giappone” di Dale Furutani (trad. Paola Mazzarelli)

Per niente elementare, Watson!

Solitamente leggo gli Sherlock di padri moderni per farmi del male; l’ultima bella sorpresa l’avevo avuta nel 1996 – apperò! – con Un samba per Sherlock Holmes di Jô Soares (trad. Daniela Ferioli) e immaginavo di dover lasciare la spasmodica ricerca di apocrifi sherlockiani decenti nelle mani dei miei eredi. Se i poveretti pensano di ereditare dei soldi, be’, si mettano il cuore in pace.
Per fortuna – era il 1996, siamo nel 2016… ri-apperò! – al Libraccio mi sono imbattuta in questa raccolta scritta da Dale Furutani. Belli i racconti, zeppi di usi e costumi locali, impeccabile il protagonista – mo capperi!, è proprio il nostro Sherlock, uguale uguale! – e gustosi gli enigmi da risolvere. E se Furutani ha fatto contenta me, che sono pesante come un’incudine sul piloro…

“Giallo alla svelta” di Gaia Conventi (quarta e ultima puntata)


La giostrina di piazza Municipale, foto di Gaia Conventi

Le puntate precedenti: prima, seconda e terza.

E compagnia cantante…

Il piano era semplice: saremmo andati al Carina, il night di Germano Tedoldi, e la banda che mi portavo appresso avrebbe fatto in modo di distrarre i buttafuori. «Ci accomodiamo in un tavolo centrale – con vista sulle ballerine, aveva aggiunto il Pierfi – e alle undici e mezza voi create un diversivo». E andò più o meno così, per fare numero Giamba portò anche sua sorella Aidi e lei portò Cita, l’amica di sempre. Non sapevo come avremmo gabbato i buttafuori e la clientela, ma la Cita – brutta finché volete ma con una testa degna del Ghilardi della Settimana Enigmistica – aveva le idee chiare: cantare.

Continua a leggere…

“Giallo alla svelta” di Gaia Conventi (terza puntata)


Piazza Municipale, foto di Gaia Conventi

QUI la prima puntata e QUI la seconda.

Coca, mafia e ballerine

Chiusi nella toilette del Leon d’oro, spalle contro la porta a tenerla ben chiusa – l’argomento “droga boliviana” richiede una certa privacy – chiedo a Germano chi sia Ludmilla. Lui mi spiega che è figlia di lei, della sposa tirata da corsa, e lui a quella bambina ci si è affezionato. «È la cosa più bella che mi sia capitata, e non la voglio perdere. Ma devo dare retta a questi mafiosi…». Ahia!, mi dico, di male in peggio: coca, mafia e ballerine, e non sono nemmeno in servizio. Germano mi racconta che i due energumeni si sono presentati qualche settimana prima al night, come cugini di Marissa, la sposina tutta curve e cattive compagnie. Con una di quelle proposte che non puoi rifiutare.

Continua a leggere…

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: