Andar per concorsi (a gennaio c’è anche l’effetto sorpresa!).

Stamattina cominciamo col bando di concorso più noioso del secolo, la partecipazione è gratuita ma solo se non vi addormentate prima.

Questo, invece, ci piace perché le poesie più belle «saranno pubblicate su artistici poster esposti sul molo del porticciolo di [eccetera eccetera]». E ai poster l’ardua sentenza!

Qui ci chiedono dieci euro, ovviamente a «parziale copertura delle spese di organizzazione e segreteria». La sensazione è sempre la stessa: ci stanno facendo un favore, chissà quanto ci rimettono… poverini!
Per fortuna i punti esclamativi vengono via gratis – «Per quanto riguarda i racconti è obbligatorio da parte dell’autore indicare sottolineandolo, il brano (max 10 righe ) del racconto che desidera venga letto in pubblico in caso di vittoria o di selezione fra i primi DIECI partecipanti!!!!», così come l’effetto sorpresa – «Gli organizzatori si riservano il diritto di decidere se le sette opere finaliste di entrambe le sezioni verranno lette tutte, o se verranno lette, in sala la sera della premiazione, solo le opere vincitrici». Chi vivrà – e pagherà – vedrà.

C’è poi il concorso che premia in base all’adesione. La quota d’iscrizione è – e resta – di dieci euro ma, trattandosi di «un’iniziativa autofinanziata», «più numerosi saranno i partecipanti, più cospicui saranno i premi». Anche qui l’effetto sorpresa è assicurato.

Pensate che le improvvisate siano finite? Macché! C’è anche il concorsino dove potrebbe succedere di tutto: «Le opere particolarmente meritevoli e/o con menzioni speciali potrebbero ricevere proposta di pubblicazione da parte della casa editrice o essere selezionate per la pubblicazione di un’opera antologica, oltre che per la partecipazione ad eventuali mostre che potrebbero essere allestite successivamente alla data della premiazione». Eh, ma che cortesi – e forse possibili – pensierini…

Vi segnaliamo anche il bando di concorso che ci tiene a vederci in faccia, ci tiene proprio tanto: «Tutti i partecipanti sono invitati alla cerimonia di premiazione», difatti «non si accettano deleghe per il ritiro dei premi, a meno che i vincitori risiedano all’estero». Occorrerà prendere residenza a San Marino.

E finiamo in bellezza col concorso che si batte strenuamente per spiccare «In un mondo in cui l’effimero e il provvisorio sembrano dover essere la regola». Quindi la partecipazione è gratuita? Macché, fanno cinque euro a poesia, ma la genialata sta nel chiedervi poesie già edite: «Mentre molti concorsi ancora, senza alcuna ragione, impongono la partecipazione con “poesie inedite”, cioè testi scritti lì per lì oppure testi tanto insignificanti che neppure l’autore aveva voluto rendere pubblici, con questa iniziativa noi intendiamo stimolare un rapporto di riavvicinamento tra l’autore e le proprie opere che troppo spesso, dopo la prima pubblicazione, restavano inutilizzate».
Insomma, solo roba edita. Già testata. E basta con le vaccate!

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About Gaia Conventi

Scrivo, ma posso smettere quando voglio.

15 responses to “Andar per concorsi (a gennaio c’è anche l’effetto sorpresa!).”

  1. impossiball says :

    Applausi per la foto in cima al post! 😀

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  2. LFK says :

    Sono convintamente sardo, residente in Sardegna. Posso partecipare senza presenziare al concorsone “ti guardo ma non ti vedo”?

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  3. stranoforte says :

    “… di riavvicinamento tra l’autore e le proprie opere che troppo spesso, dopo la prima pubblicazione, restavano inutilizzate.”

    In altri termini:

    Qualora vi scappasse, andate pure con fiducia nei nostri bagni: la cartagenica (mi piace la gente che la chiama così, sa di saggezza antica) la mettiamo noi, non chiedeteci altro.

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  4. ilcomizietto says :

    Beh, il mondo è bello perché (a)vario(to)!

    Però… se i concorsi sono organizzati da piccole associazioni culturali locali il concorso è il modo per farsi conoscere e per raccogliere fondi, quindi che si chiedano dei soldi è normale. (Sì, organizzare un concorso costa, poco ma costa.) Se invece gli organizzatori sono case editrici o enti locali, allora chiedere i soldi è come il segnale di cui sopra.

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    • Gaia Conventi says :

      Può anche starmi bene che l’associazione e il dopolavoro chiedano soldi, mi metto a ridere quando vogliono quindici euro a partecipante e poi si vincono coppe e “notorietà”.
      Occorre distinguere tra concorsi e passatempi.

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  5. Carlotta says :

    Ma ci pensate? L’esclusivo piatto collezione San Valentino! Che cosa non si farebbe, per averlo?

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  6. tiziana curti says :

    a parte il fatto che non sei costretta a partecipare a nessun concorso, ti sembra più bello partecipare ai noiosissimi concorsi dove ci sono centinaia di premiati? tutti sono lì solo per ascoltare se stessi e non gli frega niente di nessuno tranne che di se stesso. Tu critichi il concorso che vuole poesie edite , perchè? lo sai che ai concorsi mandano solo le ultime cose scritte e nonb sempre sono genialate?anzi quasi mai lo sono. Invece di pensare alla serietà di chi organizza critichi gli sforzi d’organizzare qualcosa di serio, prova tu quanto è difficile organizzare un premio letterario che non abbia fondi statali o privati,che non abbia sponsor di case editrici che vogliono guadagnare sulla vanità degli scrittori. Lo sai che delle amministrazioni non viene dato niente come compenso a chi perde tempo per promuovere i concorsi? tu quando lavori percepisci uno stipendio chi si occupa di cultura quasi mai, tutta qui la differenza , quando proverai mi saprai dire.
    Un’ultima cosa pensa alle cerimonie kilometriche quelle sono belle? ti piacciono? ti sembra bello che vengano premiati sempre gli amici di? oppure pensi sia meglio pochi premiati con la garanzia che la poesia arriva in fondo è veramente quella più votata dai giurati?
    Io detesto i premifici ma a quanto pare ci sono molti come te che pur di avere un ricordino fanno ore di attesa

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    • Gaia Conventi says :

      Fatico a capire le sue rimostranze, ma vedo che lei non ha inteso il mio post.
      Per quanto riguarda i vari “prova tu”, lei non solo non ha capito il tono del post – e del blog -, lei non sa una beneamata ramazza di cosa faccio io, di cosa organizzo, di come passo il tempo e di chi mi paga per fare cosa. Dunque, se la sua invettiva voleva portare fiori e cioccolatini a “qualche” concorso di poesia e fuoco e fiamme su questo blog, mi sa che ha sbagliato i modi e i toni. La saluto con cordialità, le lascio la poesia e mi tengo la satira. Stia bene.

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      • Stranoforte says :

        Ho provato a cliccare sul nick della gentile Tiziana, ma l’antivirus mi ha blindato porte e finestre, mentre il firewall ha staccato gas, luce e acqua. Ciò mi fa sorgere il dubbio che il commento sia stato scritto da un programma automatico. Se così non fosse, oltre a rilevare che Gaia farebbe ore di attesa unicamente per un “ricordino” funebre di qualcuno, credo che chi ha scritto il commento abbia sbagliato proprio blog, chissà dove stava leggendo e cosa voleva dire. E comunque, credo che potrà tornare pure quando vuole.

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