“Livello di guardia” di Natalino Balasso.

Probabilmente le migliori quaranta pagina lette negli ultimi tempi, poi il libro si accartoccia su se stesso. Questa dev’essere la settimana delle buone partenze e delle pessime sterzate, anche Voglio solo ammazzarti di Piedimonte mi ha fatto lo stesso effetto, qualcuno inizierà a pensare che soffro di carenza d’attenzione o di turbe librarie.

Il romanzo di Balasso è un giallo locale, un po’ Andrea Vitali e tanto Bar Lume, quasi un Malvaldi del Polesine. E quindi troviamo il bar, i personaggi strampalati, il tizio che si finge smemorato, il matto del paese, la grande villa venduta ai foresti, il dialetto veneto e il Po che sta per rompere gli argini.
Fin lì andava tutto bene, poi Balasso ha voluto tentare il colpo grosso aggiungendo i cattivi ricconi: intrepidi capitani d’industria che per ingordigia si mescolano ai mafiosi. Ah!, questi manager del Nord e questi mafiosi del sud… e lì comincia la messa cantata. Messa che termina col botto e con la botta di buonismo alla Gramellini.

Peccato, davvero, perché Balasso sa scrivere. Sa farlo finché non vuole strafare, a quel punto il suo giallo comincia a sembrare un romanzo di Faletti.

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About Gaia Conventi

Scrivo, ma posso smettere quando voglio.

10 responses to ““Livello di guardia” di Natalino Balasso.”

  1. simopaperina says :

    uh! devo leggerlo allora 🙂

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  2. impossiball says :

    a quel punto il suo giallo comincia a sembrare un romanzo di Faletti.

    Se fossi Balasso mi offenderei a morte

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  3. Ilaria Maggi says :

    Sono d’accordo col tuo parere. Io prima ho letto qualcosa di suo sul suo sito, ho guardato i suoi video sul suo canale Youtube, insomma, mi son convinta e ho comprato il libro, e anche io per le prime pagine me lo stavo godendo (nonostante sentissi sempre nella mia testa la sua voce che leggeva insieme ai miei occhi, ma è un mio problema, guardo troppa tv).
    Poi a un certo punto, tutto si inceppa. Come se stessi guardando quel film, com’era, forse ‘Gli amici del bar Margherita’, e poi la tv a metà storia si sintonizza su uno di quei noiosi gialli di Raidue del sabato, magari tedesco.
    Lo seguo ancora su facebook, è polemico e sveglio, senza stare a fare casino per niente. Pensa prima di scrivere, ed è una cosa di cui sento di avere tanto bisogno.
    Ma il romanzo m’ha proprio delusa.

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