Tramisti della mistocca!

Il titolo va esclamato come “Corpo di mille balene!” o – ma solo in fascia non protetta – come “Porca puttana!”. Insomma, sì, è venerdì e arrivano i tramisti.
Oggi puntata lunga perché le brutture sono tante. Milioni di milioni. Milioni de cojon… ops!

[Foto e ricetta della mistocca a questa pagina].

E noi ‘sto “tizio novizio” già lo conosciamo. Lui è quello del «flare solare» e della Corsica. Lo trovate in questa puntata.

Avendo ricevuto abbastanza complimenti e lettori mi è salita la paura che qualcuno possa prendere e spacciare per propri i miei racconti, così vorrei fare un Copyright completo, ma quanto potrebbe costare?

Vediamo di capire se questa paura è fondata o se, come al solito, si sta parlando della fuffa in brodo.

Ragazzi ormai mi sto prendendo bene a credermi scrittore, ma mi servite un secondo.. piccolo sondaggio.?

Ti stai prendendo bene, ma se ti prendi a sputi è meglio.

Io lavoro in un centro commerciale e vi giuro che stando lì tutti i giorni di gente strana ne vedo..

Con una vita così piena d’accadimenti, è chiaro che poi uno diventa scrittore.

Ma oggi da quella porta è entrato un ragazzo, avrà avuto super giù 20 anni,

«Super giù» la dice lunga e la dice super. Gulp!

Ma dicevamo di questo tizio…

portava con sé un sacchetto improvvisato con un pezzo di cellofan dove all’interno teneva il cappotto e chissà altro..

Il mistero s’infittisce!

Suvvia, diamole fiducia. Ma poca.
Eravamo rimasti al bellimbusto col cappotto nel sacchetto…

E’ entrato e ha iniziato a vagare un po’.. E’ passato varie volte davanti al mio negozio così gli ho offerto un sacchetto e un caffè ma il secondo l’ha rifiutato..

Segno che il caffè non è la tua specialità. A te vengono meglio i sacchetti.

Poi sé seduto

Guarda, non so come dirtelo… ma, visto come scrivi, forse fai meglio il caffè.

in un angolo ed è stato lì fino a chiusura… Mi chiedo chi fosse..

Ah, guarda, roba da non dormirci la notte!

Sta di fatto che m’ha ispirato troppo ed ora voglio scrivere su di lui.

Poverino, gli tocca pure questa sfiga.

Vi chiedo di inventarvi ognuno un motivo diverso del perché fosse lì, di come ci sia arrivato e di inventarvi il suo nome.

Sì, vabbe’, stai lì a fare il difficile… qui, tanto per dire, fa sfoggio di un italiano da cartolina.

Italiano un idea su questo?

Vaga e con l’apostrofo.

Inferno dantesco con i peccatori di adesso mi lo sapreste dire qualcuno? Con qualche pensa se possibile grazie

Sì, lo so, l’avete scambiato per un ragazzino straniero; uno di sei anni, magari. In realtà il nostro Cristian è italianissimo e frequenta la terza liceo.
Contenti, eh?

Secondo l’utente rispondente occorre «Avere un’idea valida, tutto parte da lì. Poi ovvio che sono necessarie alcune competenze, come una buona conoscenza della lingua in cui scrivi, ma trovo fondamentale l’idea di partenza». Lo spunto e la dimestichezza con la lingua non sempre fanno di un libro un buon libro, ma è inutile spiegarlo ai tramisti.

Vi faccio poi presente che il nostro utente domandante è timido e quindi ha un profilo privato, ma poi piazza nome e cognome nell’avatar. Ovviamente la curiosità è tanta e ci pare anche d’averlo scovato online. Quindi, se lui è proprio lui, allora di sé dice così: «Nato nell’hinterland romagnolo, sono emerso dalle profondità della nebbia marzolina come la Venere del Botticelli, con la differenza che la mia conchiglia era una vongola e non una capasanta». Del resto, si sa, l’«hinterland romagnolo» è famoso per le sue vongole.

Ciao a tutti,avreste percaso dei titoli di libri,in cui vengono date delle ‘dritte’ sul come essere dei buoni amanti?

La battuta sulle dritte potrebbe essere involontaria.

E dopo questa, avanti il prossimo!

Non dargli certe idee!

Vorrei pubblicare il mio libro ad una casa editrice gratis.

Scritto così o scritto meglio?

Ok, smetto di farmi illusioni.

Per favore potreste elencarmi le più importanti case editrici gratuite?

Si comincia dalla Mondadori e si va a scendere.

Inoltre, esageriamo, se un lavoro dovesse interessare a più case editrici, posso farlo pubblicare ad entrambe?

Signori, le comiche!

chiedo scusa ma non sono brava in questo campo. è il mio primo libro.

E un po’ si nota. Ma vediamo cosa suggerisce l’utente rispondente, tenetevi forte perché stiamo per impararne una nuova e non la scorderemo facilmente.

Purtroppo nessuno te lo dice, anzi molti fanno finta di non saperlo: in Italia non esiste nessuna legge che ti obbliga a pubblicare un libro tramite casa editrice.

Già, la gente non te lo dice perché è cattiva. Vediamo quindi – grazie a Luca, utente rispondente – come pubblicare senza la scocciatura di ritrovarsi tra i piedi un editore.

Per pubblicare un libro, una volta scritto,

Ecco, sì, che sia chiaro: prima occorre scriverlo.

basta andare in una qualunque tipografia e chiedere la stampa del numero di copie che preferisci e con il formato che ti interessa.

Luca è un genio, lo si capisce subito.

Poi passi in una libreria e chiedi se te lo vendono: in genere ti dicono di sì, basta che dai loro una percentuale sul ricavato delle vendite (di solito il 20%).

Le librerie sono piene di libri “editi” in tipografia. Luca lo sa!

Inoltre per vendere il libro puoi rivolgerti anche ad altri locali tipo i bar.

Anche i bar sono pieni di libri “editi” in tipografia. Non l’avevate notato?

Più problematica è invece la vendita presso un’edicola:

Le edicole sono sempre le più antipatiche.

una volta mi sono rivolto per vendere una pubblicazione ad un’edicola e mi hanno detto che senza casa editrice non accettano libri da vendere perché non emettendo scontrini fiscali ci sono delle ragioni fiscali che onestamente non sono riuscito a capire più di tanto.

Tutta invidia! L’edicolante ha capito subito che Luca ha scritto un bestseller.

Spero di esserti stato utile: tra po’ scriverò un libro e ho intenzione di scriverlo senza casa editrice perché costa di meno

e posso controllare meglio tutto l’iter previsto per la pubblicazione.

Lui scrive e il tipografo gli fa l’editing.
Ma chiediamoci come faccia Luca a conoscere così bene certi meccanismi editoriali…

Sono uno storico dell’arte.

E quindi di editoria ne sa a pacchi.

Attenzione anche allo scambio di convenevoli tra la tramista e l’utentessa rispondente.

“Vorrei pubblicare il mio libro ad una casa editrice gratis”. Perdonami, ma ti sembra una frase scritta in italiano corretto?

Ma che domande fai? Certo che è convinta d’aver scritto ‘na roba degna, starà mica su Yahoo Answers per poi farsi perculare da noi di Giramenti…

Continuo a leggere domande di aspiranti scrittori in cui compaiono degli strafalcioni grammaticali allucinanti. Non capisco da dove nasce la presunzione di poter diventare scrittori/scrittrici quando non si conoscono nemmeno i fondamenti della propria lingua.

Per scrivere un libro occorre aver terminato le scuole medie, e neanche sempre. A quelli bravi basta il diplomino di quinta elementare.

Se si vuole che la propria opera venga pubblicata da una casa editrice seria occorre inviare a questa il proprio manoscritto, che viene valutato da persone altamente competenti.

Quasi sempre «altamente competenti», ma si sa che noi siamo ottimisti.

Dunque, inviare manoscritti a casa editrici di un certo livello in catastrofiche condizioni grammaticali è non solo inutile, ma anche imbarazzante.

E che ne dice la nostra tramista?

maestra, le chiedo scusa. Visto che sei stata brava ad offendere, perché non me la correggi pure la frase, almeno eviterò di sbagliare in futuro e farò irritare qualche persona in meno. Nella mia domanda ho chiesto se qualcuno conosce qualche casa editrice e non di correggere il mio modo di scrivere

L’atteggiamento giusto. Da qui a scrivere un buon libro il passo è brevissimo.

Mi inventate una autobiografia?

E già così il quesito sarebbe cretino, ma aspettate di leggere il resto…

Io sono un maschio e poi deve essere in 3 persona.
la biografia deve essere di un personaggio immaginario potente ricco o intelligente

O è ricco o è intelligente, sennò pare troppo.

Non si può avere tutto, qui occorre decidere i tratti peculiari: ricco o intelligente.

insomma di successo non troppo lunga e non troppo complicata perchè è per inglese voi scrivetela in italiano poi la traduco io

Né lunga né complicata, e nemmeno credibile.

Visti i tempi, affondarla è più semplice.

Lui è Filippo e vuole pubblicare.

È ancora Filippo e vuole pubblicare.

Sempre lui, stavolta in maiuscolo per farsi notare. Gli editori accampati su Yahoo Answers potrebbero vederci poco e sentirci male.
Il suo starnazzare sveglia l’utente rispondente, il tale gli fa notare che «”Un editore” non vuole l’apostrofo. Si impara alle elementari, eh…».
Sì, vabbe’, ma lui è Filippo, uno che i libri li scrive in giornata.

Ok, avanti il prossimo!

Non ci provare, ha detto spunti.
Dunque, lama permettendo, vi presento Sara, si è iscritta a Yahoo Answers credendolo l’oracolo delle trame.

Quasi quasi libero i lama…

Collegamenti per tesina di maturità su Harry Potter?

Come cambiano i tempi!

Salve a tutti, ho deciso che quest’anno all’esame di maturità porterò Harry Potter come argomento principale..so già che collegherò Voldemort e i Mangiamorte a Hitler e i nazisti.. ma ho poche altre idee, e vorrei sapere se qualcuno può fornirmi qualche spunto

L’utente rispondente gli passa alcuni link, io sto ancora tentando di prendere la cosa sul serio.

No, dai, giura!

So’ regazzi, stanno a scherza’…

Poche pagine, la fatica è una brutta bestia.

Sto scrivendo una storia drammatica, thriller, mistero?

Capperi, non ci facciamo mancare proprio niente!

Parla di una famiglia, dove i genitori nascondono agli figli vari segreti.

«Agli figli» rende l’idea. L’idea del brutto, intendo.

I figli hanno dai 26 ai 38 anni ed essi hanno i figli tranne un figlio perché esso è gay al quale è morto il marito in un incidente stradale!!!!

Urca, interessante come le estrazioni del lotto!

COMUNQUE LA STORIA SI BASA SU UNA AZIENDA FAMILIARE E MI SERVIREBBE IL NOME, L’AZIENDA SI OCCUPA DI TESSUTI ( possibilmente in inglese! Grazie)

Mi sembrano i parenti poveri dei Forrester di Beautiful. Che ne pensa l’utente rispondente?

Certo, è quel tocco d’esotico che salva la minchiata!

Ragazzi, qualche idea per iniziare un romanzo riguardante la guerra, i periodi in cui c’era Hitler? Consigli? =D

Vi fareste compilare la lista della spesa da questa tramista?

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About Gaia Conventi

Scrivo, ma posso smettere quando voglio.

54 responses to “Tramisti della mistocca!”

  1. Bia says :

    Urca! Un venerdì tramista di tutto rispetto, questo! Ho iniziato a ridere “super giù” e ho seriamente cercato uno spigolo all'”habbia”…

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  2. sandra says :

    A ogni tramista pensavo: questo li batte tutti, ma al successivo ero costretta a ricredermi. Senza dignità proprio, io in fondo, li adoro. Bacione
    ps. ieri sera sono andata a sentire (dico sentire più che vedere perchè c’era parecchia gente, mi è già andata bene che ero seduta) Jeffery Deaver. Grande, lui si che ne sa di trame. Bacione

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  3. Daniele says :

    C’è una cosa che mi fa pensare (no, non sono le persone che scrivono in italiano come se avessero preso troppe botte in testa o quelli che vogliono gli si scriva l’autobiografia – fatto, comunque, ricco assai di maraviglia et incanto)… Quel che mi chiedo è: quando pubblichi una domanda su YA ti viene messo in automatico il punto interrogativo? Anche se la forma non è quella di una domanda?

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  4. sarapintonello says :

    “I figli hanno dai 26 ai 38 anni ed essi hanno i figli tranne un figlio perché esso è gay al quale è morto il marito in un incidente stradale!!!! ”

    essi…esso…
    essì, è proprio una bella trama 😀

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  5. sedcetta says :

    Oh! Ora posso affrontare il weekend con maggior stima del mondo. Ora so che ad ogni domanda c’è sempre una risposta, una a caso. Ti ringrazio Gaia per aver dato maggior spazio agli utenti rispondenti. Loro sono una vera risorsa!

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  6. Paul says :

    Ma io mi domando, che diavolo insegnano oggi nelle scuole? L’italiano o il T9?
    Grandi scrittori del recente passato che nemmeno avevano la 5a elementare scrivevano in un italiano mille volte migliore di questi che escono dal liceo, ma come è possibile?

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    • Daniele says :

      Mia nonna è arrivata solo in seconda elementare e non sbagliava un congiuntivo, un condizionale o una doppia…

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      • Gaia Conventi says :

        A mia nonna ho sempre invidiato la memoria, ricordava perfettamente le poesie imparate in prima elementare.
        Io ricordo solo quelle di Rodari, e non le ho imparate a scuola.

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        • sandra says :

          Io Rodari l’ho fatto a scuola! Infatti la mia insegnante, che rimane uno dei miei miti personali, sta sui cocomeris all’uomo del sacchetto discount, è riuscito persino a insultarla così, senza conoscerla. Potere transitivo delle offese 😀

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          • Gaia Conventi says :

            Tenendo presente che il portatore del sacchetto discount è un cretino, faccenda che si annusa subito e viene confermata alla prima cagata che dice, la tua insegnante deve essere una gran brava persona. Non può che essere così, ché io quando penso al tizio del sacchetto me lo immagino a farsi pippe allo specchio per poi premiarsi con una sigaretta. 😉 «Caro, ti è piaciuto?». E la manina fa ciao ciao, tutta contenta.
            L’ho visto una volta e già mi sta sull’anima. La vita è lunga, al prossimo incontro finirà a sediate, già lo so.

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      • Paul says :

        Anche i miei genitori, che hanno entrambi la 5a elementare e in casa parlano solo in dialetto, all’occorrenza padroneggiano un buon italiano. Magari mi chiedono il significato di qualche parola, ma di certo non sbagliano la punteggiatura o i tempi.

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    • Gaia Conventi says :

      Sono cose che mi chiedo anche quando incontro un “vecchio” collega di Liceo Scientifico: perché a distanza di anni lui ricorda ancora il latino mentre la mia testa, sei mesi dopo aver dato l’esame di quinta, ha deciso che quella lingua era proprio morta? Sarà cambiato il modo di insegnare il latino? Sarò zuccona io? Forse entrambe le risposte sono valide.

      Non so esattamente cosa insegnino adesso a scuola, ma leggendo gli status Facebook delle nuove generazioni un po’ si resta interdetti. Però, ehi!, siamo alle solite: ai nostri tempi sì che le cose andavano meglio… Sarà poi vero? 😀

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    • minty77 says :

      scrittori del recente passato che nemmeno avevano la 5a elementare scrivevano in un italiano mille volte migliore di questi che escono dal liceo, ma come è possibile?

      Dovresti parlare un po’ con chi nelle scuole di oggi ci insegna. Ti si aprirebbe un mondo (e non è un’accusa verso gli insegnanti, anzi il contrario).

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  7. minty77 says :

    Mamma mia che indigestione di tramisti col botto, oggi!

    vorrei fare un Copyright completo
    Cos’è, un nuovo trattamento estetico invasivo? 😛

    Sta di fatto che m’ha ispirato troppo ed ora voglio scrivere su di lui.
    Vi chiedo di inventarvi ognuno un motivo diverso del perché fosse lì, di come ci sia arrivato e di inventarvi il suo nome.

    Questo è così ispirato che per mettere insieme delle idee le deve elemosinare dagli utenti rispondenti. Chissà com’è quando gli manca l’ispirazione…

    Temo che qualche pensa si rifaccia a quei compiti che a volte danno gli insegnanti, tipo “Scrivi un pensiero su questo argomento”. Non è la prima volta che sento qualcuno dire ‘devo fare un pensa’, probabilmente perché molte volte l’esercizio comincia con “Pensa a”; quindi ‘Pensa’ diventa un sostantivo sinonimo di compito inviso. E sì, l’ho sempre trovato agghiacciante.

    si sa, l’«hinterland romagnolo» è famoso per le sue vongole.
    Certo che sì: le pescano giù per i fiumi e poi le lavorano ancora fresche, così che si possa fare il famoso risotto funghi e vongole. Non lo sapevi? 😛

    se un lavoro dovesse interessare a più case editrici, posso farlo pubblicare ad entrambe?
    Certo che sì 2! Con questa crisi, c’è un gran bisogno di ottimizzare le risorse (e procurare altro lavoro agli avvocati!) 😀

    Più problematica è invece la vendita presso un’edicola:
    E dire che l’unico luogo dove ho assistito personalmente alla scena dell’autore EAP che lasciava i propri libri in conto vendita al gestore amico, era proprio un’edicola XD
    In libreria un po’ di EAP si trova sempre (ma dubito i libri li portino a mano gli autori stessi trattando privatamente col libraio). Il bar invece mi chiedo come gli sia venuto in mente. Allora perché non in rosticceria? 😛

    Sono uno storico dell’arte.
    E questa è la parte davvero sconfortante e luttuosa di tutta la faccenda…

    Malice comunque è la mia nuova eroina. La wannabe-scrittrice che le risponde
    Visto che sei stata brava ad offendere, perché non me la correggi pure la frase (…) ho chiesto se qualcuno conosce qualche casa editrice e non di correggere il mio modo di scrivere
    invece è uno di quei casi che proprio mi fa salire l’omicidio… -___-

    è per inglese voi scrivetela in italiano poi la traduco io
    Ecco una panoramica reale sugli adolescenti di oggi: alle prese con un esercizio di inglese, per loro la difficoltà non è la scrittura in lingua (anche se poi partoriscono mostruosità), ma il fatto di dover inventare qualcosa di testa propria. E posso confermare questa cosa: conosco più di un liceale che, davanti al compito di lavorare di fantasia, resta come una lepre davanti ai fari di un’auto. Esce più sangue dalle rape, a confronto.
    Forse è il momento di cominciare a farsi alcune domande…

    MI SERVIREBBE IL NOME, L’AZIENDA SI OCCUPA DI TESSUTI ( possibilmente in inglese!
    Eccerto! Perché di tutto quel cimitero di castronerie, il tuo unico problema è il nome della ditta, vero? *sbonk*

    Comunque, Gaia, sono felice di dire che ogni volta, nel post del venerdì sui tramisti, mentre, leggendo, sto rannicchiata nel pessimismo, nel cinismo e negli istinti omicidi (appunto) verso l’universo dei grammaticalmente-e-culturalmente-debosciati, all’improvviso ne arriva uno così incredibile, così fantasticamente esagerato, che mi scuote da ogni sentimento negativo per lasciarmi soltanto genuinamente sbalordita e incredula, in muta ammirazione del genio.
    E’ successo anche stavolta: avreste dovuto vedere la mia espressione davanti al dilemma “Si scrive abbia o habbia?”
    O__O O__O O__O :-O :-O :-O

    Ad ogni modo, sempre e comunque… SPIGOLOOOOOO!!!

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  8. agane says :

    hadoro i venerdì 😀 (h muta, ovviamente ihihihihihihih)

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  9. mosco says :

    Spero che il mio prof di lettere del liceo non legga YA: è un vecchiettino fragile con una vocina sottile sottile, potrebbe non reggere all’esperienza :S

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  10. mosco says :

    PS: ma com’è la mistocca? mappazza like o buonissima? 😛

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    • Gaia Conventi says :

      Da noi è street food invernale. Un giro sul listòn della piazza, Ferrara con la nebbia e un cartoccio con la mistocca. Poetico. E poi ti scaldi il pancino.
      Io non vado matta per la mistocca – piatto che mia madre propone ripetutamente appena cala la temperatura -, ma i più dicono sia una bontà.

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