Lettori da laboratorio: voi siete i topi e i lit-blogger v’imboccano col libro giusto.

Tempi moderni, amici miei. I lit-blogger si mettono alla prova, quanto conterà il loro lavoro online? Riusciranno davvero a far alzare le vendite di un libro? Forse che sì, forse che no. Per saperlo servono tre cose: la segretezza – i blogger si accordano a vostra insaputa –, un libro da testare – e guai a dire quale! – e una dotazione di topolini da laboratorio: voi.

Lo scopro grazie a questo post di Inchiostro bianco e non ci vuole un genio per capire come funziona. Metto al lavoro i miei nanetti da miniera e mi ritrovo con qualche informazione in più: pare esista un gruppo facebook a cui si accede solo su invito, lì qualche lit-scienziato ha deciso quale libro usare – gli sarà piaciuto particolarmente? glielo avrà suggerito la fatina dei denti? –, in che modo farlo circolare sui lit-blog – segnalandolo o recensendolo e soltanto in bene, almeno nella prima fase dello studio – per poi lasciar passare tot tempo – diciamo un mesetto – così da far decantare la pastura. A quel punto si contatta l’Associazione Italiana Editori per sapere se il titolo ha avuto un’impennata di vendite e la si mette a parte dell’esperimento: «Siamo stati noi, noi lit-blogger! E allora vedete che sbagliate a dire che non contiamo un cazzo?!».

Grande idea, meravigliosa. Ovviamente i lettori di quei blog non sanno dell’esperimento, hanno baffetti da roditori e non se ne accorgono. Danno a quel blog la fiducia che gli hanno sempre accordato… e il blogger li sta usando. Già, li sta usando per farsi bello con l’AIE.

Naturalmente, a esperimento concluso, uscirà un post che spiegherà quanto i lettori buggerati siano stati utili a stabilire il valore di una segnalazione online, quanto i lettori presi per il culo siano stati cortesi a comprare il romanzo, martellato e rimbalzato da un blog all’altro, e quanto spiaccia – certo, un po’ dispiace – averli usati come squittenti animaletti da laboratorio. Ma era per il loro bene, eccheccazzo!, perché se i lit-blog acquistano peso agli occhi dell’AIE, allora i lit-blogger – e i lettori che cercano consigli letterari sui lit-blog – non sono semplicemente un brufolo sul culo dell’editoria italiana.

Una cosa bisogna ammetterla, questi lit-blogger stanno trattando il lettore da perfetto cretino – né più né meno quello che fanno gli editori e i programmi libreschi dove tutti i romanzi sono magnifici e fighissimi – e lo fanno in due diverse maniere:

1. Il lettore forte, quello che legge molto e s’informa altrettanto, consulta il web e si vede passare davanti lo stesso libro – già uscito da qualche tempo – in due, tre, quattro blog diversi. Inizia a chiedersi perché, io almeno me lo chiederei. Quel libro potrebbe anche non rientrare nei generi letti e recensiti dal tal blog – su Giramenti ci starebbe come una cacca nel brodo – e l’affezionato internauta potrebbe immaginare il lit-blogger in preda a una temporanea infermità mentale. Insomma, se il lettore segue quel blog da tempo, annusa la puzza della stronzata. Credetemi, il mondo non è spartito in furbi e cretini, il confine è labile e di cretini così cretini sui lit-blog non se ne vedono.

2. A questo trattamento va aggiunto quello finale – come fosse la piega dal parrucchiere dopo una bella lavata di capo –, il lit-blogger racconterà dell’esperimento e pretenderà che il lettore – inculato – lo trovi geniale. Che ringrazi i lit-blogger complottisti per averne fatto parte. Che si senta l’ingranaggio di una genialata, di una macchinazione a fin di bene. Insomma, il lit-blogger vorrà sapervi cornuti e contenti. Voi che farete? Smetterete di seguire quei blog o continuerete a squittire a comando?

Che succederà quando il titolo del libro verrà svelato? Che qualche blog, che nulla ha da spartire col test ma ha semplicemente recensito quel libro per i cazzi suoi, si vedrà buttato nella mischia. Ma non è tutto. Accadrà che diversa gente, sentendosi presa in giro, farà un conto tondo: i lit-blog parlano bene di libri avuti in regalo – dagli editori, dagli autori, dalla madonna santa… -, propongono certi libri per averne in regalo altri, si fanno belli agli occhi degli editori perché hanno un manoscritto nel cassetto e – gran finale! – spingono e consigliano un libro per vedere di nascosto l’effetto che fa. Bella figura! Bella figura per tutti, aggiungo.

Così, uno che online si è fatto il mazzo per conquistare un po’ di credibilità, si ritrova a spartire l’acquario editoriale – già poco pulito per sua natura – con lit-blogger che hanno scordato la prima regola di questo passatempo: non si gioca a nascondino coi propri utenti, non li si usa a loro insaputa, e non mi si venga a dire che TUTTI quelli che fanno ricerche statistiche si comportano alla stessa maniera. Se la scusa sembra valida è solo perché ci si è scordati che un blogger ha responsabilità per quello che dice e per quello che propone. Ma ha soprattutto il sacro dovere dell’onestà verso chi gli presta tempo e attenzione.

AGGIORNAMENTO: ieri, verso le 21, mi si fa notare lo status sulla bacheca di uno dei partecipanti. Il test è fallito per colpa di qualcuno – sarò mica io? eppure il mio post esce soltanto adesso -, il brutto tizio che si è posto dubbi sul valore di questo esperimento è paragonato al ragazzino dispettoso che calpesta i castelli di sabbia di poveri infanti innocenti. Voglio quindi essere MOLTO CHIARA: qualunque fosse il nobile scopo, si stava cercando di far comprare un libro – trattasi di Il canto del cielo di Sebastian Faulks, e lo dico ora perché già è stato rivelato -, e ribadisco COMPRARE un libro, per stabilire l’influenza dei consigli librari dati online. A casa mia è pubblicità ingannevole volta a fare del lettore un topino da laboratorio. E non c’è santo che tenga.

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Scrivo, ma posso smettere quando voglio.

405 responses to “Lettori da laboratorio: voi siete i topi e i lit-blogger v’imboccano col libro giusto.”

  1. lepaginestrappate says :

    Ti dirò… io di questo esperimento ne ho letto giusto ieri sera, e solo perché è saltato. E ne ho pensato bene e male. Sarà che “son scienziata” e i topolini alla scienza li si sacrifica. Sarei ipocrita a non voler fare io il topolino.
    Il libro io l’ho comprato, senza leggere recensioni. Semplicemente perché tra i vari blog era sempre tra le ultime letture o le letture in corso (sai, quando mettono la fotina a lato della lettura in corso? Che mi chiedo sempre se le mettano tutte o solo quelle fighe) e quindi mi ha incuriosita. Complice che le edizioni BEAT sono economiche l’ho acquistato.

    Le cose che mi han fatto pensare bene sono che: un esperimento ci sta; so che l’intento dei blogger è buono; il libro scelto è stato deciso secondo qualche parametro di qualità.
    Le cose che mi han fatto pensare male sono che: i soggetti degli esperimenti devono essere inconsapevoli, però è brutto così. Nella medicina si fa il cosiddetto “gruppo di controllo”. Sarebbe stato sufficiente fare una cosa… eseguire l’esperimento alla luce del sole, proporre DUE libri, e valutare le differenze dell’influenza sull’acquisto. O comunque credo ci potessero essere approcci differenti. La seconda cosa è che le recensioni positive non erano obbligatorie, ma… innanzitutto erano l’1% (su 100 blog) e questo non mi convince; secondariamente credo di aver capito che le negative sarebbero state pubblicate solo successivamente all’esperimento. Credo, eh, se non ho capito male. Perché l’esperimento è valutato solo sulle recensioni positive 🙂
    L’approccio sarà scientifico, ma la cosa risulta evidentemente falsata.

    Insomma, non la vedo né in totale negativo né in totale positivo.

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    • lepaginestrappate says :

      E aggiungo una cosa: il fatto che abbiamo interrotto l’esperimento non va a suo favore.
      Quando si fa una cosa essendo convinti di essere nel giusto, la si porta fino in fondo, rispondendo onestamente a eventuali critiche. Fare di nascosto (sapevo da tempo che nel 2013 ci sarebbe stato “un’iniziativa” ma figurati, come si fa a capire che significa… individuarla sarebbe stato impossibie a meno di non avere 24 ore libere al giorno) e poi nascondersi ancor più non credo sia una bella mossa 🙂 Se si è in buona fede, le cose si portano fino in fondo. Almeno questo è ciò che penso io.

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    • Gaia Conventi says :

      Il libro io l’ho comprato, senza leggere recensioni. Semplicemente perché tra i vari blog era sempre tra le ultime letture o le letture in corso.

      Sempre. Vari blog. Ehm… mi fermo, ci siamo già capiti.

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    • lepaginestrappate says :

      refuso: ovviamente erano le recensioni negative l’1%, non quelle positive.

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  2. Daniela says :

    Appero’ oltre i concors farlocchi, i libri spazzatura, le EAP e via discorrendo pure i lit-blog ci trattano come scimpanzé beoti. Ma che belle cose. Io sono “antica” e la penso come te.

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  3. Fabio RimbaBit Assumma says :

    La trasparenza prima di tutto. Fai un esperimento? Bene. Ma lo dici chiaramente in modo che chi vorrà partecipare lo farà in modo consapevole. Altrimenti vai a quel paese, non sei niente altro che un truffatore qualsiasi.

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    • Gaia Conventi says :

      Io, da lettore, sono un tantino scoglionata.
      Da blogger lo sono di più.

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      • Dea Silenziosa says :

        Io quoto esattamente questa tua frase (non sono una lit-blogger anche se ogni tanto ho proposto libri che avevo letto -perché mi piacevano): come lettrice sono scoglionata e, aggiungo, anche molto diffidente.
        Come blogger, pensando che sono nata come cine-blogger e ho proposto sempre solo film che mi sono piaciuti, so per certo che non riuscirei a scrivere di qualcosa che non mi sia piaciuto come utente.
        Che brutta cosa, siora mia.

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  4. Stranoforte says :

    Io credo che un’iniziativa del genere non abbia nessuna scusante. È di una tristezza indescrivibile. Esperimento? Quindi la letteratura ha bisogno di esperimenti? A me sembra piuttosto una manovra per acquisire “peso”, al di là del libro proposto. Cavolo, dico, ma se avessero proposto una pubblicazione del Filo o della Albatros? Il fascino dei poteri occulti non si estinguerà mai, ma per fortuna non si estingue nemmeno l’acume e l’intelligenza di chi ha ancora desiderio di una sana lettura. Sana.
    E chissà quali saranno questi illustri lit-blog(ger). Io quasi quasi lo immagino, anzi uno lo so: la leggivendola. E adesso vado a dirglielo.

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  5. Stranoforte says :

    Dalla pagina della leggivendola: “Peccato, poteva essere una cosa interessante per “spingere” (mettiamola così) i lettori a conoscere libri sconosciuti ma meritevoli.”

    Ecco, fatevi un’idea di come viene considerato quel rompipalle del lettore. E lo credo che poi tutti scrivono: ci sono i circoletti del tè che aiutano.

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    • Gaia Conventi says :

      I circoletti ci sono, e lo sappiamo bene.
      Adesso lo sa anche il lettore. Evviva!

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    • Sara Crimi says :

      Prima di mettersi a “spingere” sarebbe bene che si informassero su come funziona l’editoria, che da quello che certi blogger scrivono su certi argomenti si vede chiaramente che non ne sanno mezza. (Il che, ovviamente, non è un peccato mortale di per sé, ma lo diventa nel momento in cui ci si spaccia per espertone) (e non a caso scrivo qui sotto questo commento 😉 )

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    • Nereia says :

      Sono stata chiamata in causa con un pezzo di una mia frase estrapolato dal contesto. Mario, copia anche il resto della frase, per piacere, altrimenti siamo bravi tutti a farci belli agli occhi degli altri. Perché essere accusata di ricevere qualcosa da qualcuno senza che questo sia assolutamente vero mi infastidisce non poco. Soprattutto perché tu dai per scontato che io collabori con qualcuno/qualcosa, quando non è affatto vero. Fatti un giro sul mio blog e dopo al massimo mi insulti. Preferirei che prima di sparare sentenze ti informassi sul serio.

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      • Stranoforte says :

        Nereia, e tre (hai mai visto l’episodio del film “I complessi” con Manfredi?). Sono tre volte che leggo storie di pagamento. Io di pagamenti non ne ho mai parlato (perlomeno credo, poi non so eventualmente dimmi come, ché spesso dimentico di prendere la pastiglia per la testa).

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        • Nereia says :

          E però non hai citato il resto della frase. Lo spiego io allora a tutti, anche a Sara Crimi poco più su. So, più o meno, come funziona l’editoria, non mi reputo un’espertona (mai detto da nessuna parte), ma conosco i retroscena, come conosco le case editrici a pagamento e altro. So perché mi interesso, lo reputo un “hobby” e quindi leggo, mi informo, domando, chiedo anche agli scrittori (ho lavorato con uno scrittore fino a poco tempo fa), chiedo ai traduttori (ne conosco qualcuno). Sul mio blog (ma tu, Mario, non potevi saperlo perché non mi conosci e hai soltato voluto leggerci quello che volevi in quella frase e, anzi, come segno di grande maturità l’hai riportata per metà anche qui) recensisco spesso libri fuori catalogo o che sono semi sconosciuti perché mi piace scovare libri non sponsorizzati. Lo faccio perché, magari, la gente non fa che leggere l’ultimo libro di Moccia o Volo e invece John Kennedy Toole non lo conosce nessuno. L’ho sempre fatto, anche a “voce”. Ci ho creato anche una rubrica sopra a questa mia, come dire, “fissa” che si chiama Perduti & Ritrovati. Sul mio blog, tra le altre cose, l’unica “cosa” alla quale faccio “pubblicità” sono le Biblioteche di Roma e lo faccio per incentivare la gente ad andarci. E no, purtroppo non lavoro in biblioteca anche se ammetto mi piacerebbe moltissimo. Bene, detto ciò, “spingere” era inteso come “far conoscere”. Ma tu, Mario, non potevi saperlo, perché non mi conosci e non hai domandato prima di sparare sentenze. Invece poteva saperlo La Leggivendola che mi segue.

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          • Stranoforte says :

            Cara Nereia, tutto questo tuo gran spiegare c’entra come i cavoli a merenda (mi tengo basso). Nessuno ha messo in dubbio le tue doti, qui viene criticato l’esperimento, sul quale fino a ora sono state date delle spiegazioni spiritosissime che si riassumono in: è fallito perché piovevano canti dal cielo, ossia recensioni stupefacenti. Se poi tutto ciò per te è corretto nei confronti dei lettori, per carità, tanto di cappello. Però insultare chi ha svelato la cosa non è proprio bello eh. Almeno potevate chiamarla Barattola d’oro, non so.

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            • Nereia says :

              Non ho insultato nessuno, almeno io. Per cui questo tuo commento c’entra anche come i cavoli a merenda. Ho spiegato perché sono stata citata “malamente”. Ho spiegato perché tu con la tua citazione hai dato un messaggio sbagliato ma, guarda caso, proprio quello che volevi dare, ossia criticare. Hai preso le mie parole (che hanno il senso di cui sopra, ci terrei a precisarlo), hai insinuato che io non sappia niente di editoria (rileggiti quello che hai scritto su Facebook) e hai sparato sentenze. Adesso sai il senso della frase, almeno spero tu l’abbia letto realmente, e mi sembra che non abbia comunque capito dato che la mia frase non l’hai presa per criticare l’esperimento in sé, hai scritto “fatevi un’idea di come viene considerato quel rompipalle del lettore” che è ben diverso dal dire che l’esperimento era una cretinata. Togliti l’armatura, ché hai proprio preso di mira la persona sbagliata. E ti invito, nuovamente, a cercare di capire perché sono delusa dalla citazione ché mi sa che ancora non ti è chiaro.

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  6. dalailaps says :

    Ti ringrazio di cuore per aver dedicato queste tue frasi alla faccenda.
    Io non credo di aggiungere altre parole al fuoco se non con qualche eventuale piccolo aggiornamento al mio post che hai linkato.
    Che poi, voglio sottolinearlo: credevo che dal mio post si capisse che non è che intendevo che gli ideatori della cosa fossero le case editrici; ho fornito i dati che avevo prima del post e credevo chiaro che il mio pensiero fosse indirizzato a molteplici vie.
    Ci sentiamo presto.

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  7. Sara Crimi says :

    Una tristezza infinita ma nessuna sorpresa, è solo la variante pseudoculturale della moda: quante volte, infatti, abbiamo visto persone portare un abito che stava loro malissimo solo perché la moda del momento imponeva quello? Non ci vedo molta differenza. Lavorando nell’editoria ho sentito di quelle storie che se te le raccontassi non mi crederesti e, ai miei occhi, questi lit-blogger che si credono tanto influenti sono solo topolini alla stessa stregua dei lettori buggerati. I veri lettori forti, come tu stessa fai notare, non si bevono ogni parola che scaturisce dalla penna informatica degli editor mancati.

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  8. Stranoforte says :

    Ecco le spiegazioni balbettanti sull pagina della leggivendola:
    – “Si voleva vedere se effettivamente le recensioni avessero un riscontro esterno al magico mondo dell’Internet”;
    – “Vero che poteva essere condotto con più scaltrezza, fioccavano canti dei cieli ovunque, ma credo che questo sia stato motivato 1. dall’assoluta buona fede delle organizzatrici, che mai si sarebbero aspettate che anche scoprendo l’inghippo si sarebbe scatenato chissà che e 2. dalla partecipazione di un numero esorbitante di blog, qualcosa come una novantina.”
    – “Non capisco se tu voglia supporre che qualcuno è stato pagato dalla Beat, che prima di essere contattata si faceva bellamente i cavoli suoi, visto che è una BIG”.

    Quindi il diktat era di scriverne solo bene. Poi in ordine alla Beat exscusatio non petita…

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  9. Stranoforte says :

    Scusate, posso fare una domanda? (aì, è provocatoria).

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  10. Elena says :

    Ma Barattola chi è?!? Vado a lavorare, che è meglio e comunque, essendo uomini e non topi, vorrei poter prestare il mio consenso ad un esperimento.

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  11. Stranoforte says :

    Ok la faccio. Ma cosa ne pensano alcuni noti amanti della letteratura di questo esperimento in cui si doveva dire un gran bene di un libro (esperimento fallito perché quel gran bene era troppo)? Non so, alludo che ne so, tanto per dire, una a caso, così, la Lipperini? (Non la Manni, la Lipperini in persona)?

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    • Gaia Conventi says :

      La tua è una bella domanda… 😀

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    • paolo f says :

      L’esperimento L-M (che ho trattato lungamente nella mia serie “analogie”) è una delle cose più disgustose che ho visto in rete.
      E il bello è che chi ha ordito questa cosa orribilmente disgustosa, di una bruttura e disonestà che non s’era ancora vista in modo così brutale in rete (con assunzione di doppia identità e veri atti di bullismo), continua a far le cose di prima come se niente fosse, e continua a percepire una piccola quota della tassa che paghiamo annualmente entro il 31 gennaio.

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  12. LaLeggivendola says :

    Ma non mi riferivo a te xD Parlavo di chi ha rovinato l’esperimento svelandolo, appunto Inchiostro Bianco (cioè, Barattola, perché ormai l’ho chiamata così quando non sapevo chi fosse e le è rimasto)
    Davvero pensavi che mi riferissi a te? O_O Ma dai. Ci rimango seriamente male. Se si fosse trattato di te avrei fatto il tuo nome, ti sarei venuta a cercare dalle tue parti, almeno con un ‘Gaia, checcazzo’, mica mi sarei data alla metafora-da-paraculo.
    No, davvero, sono… cioè… boh.
    Comunque, parlando dell’esperimento.
    Sì, ne facevo parte. Sì, ho citato il libro. Non l’ho segnalato perché non faccio segnalazioni, né l’ho recensito perché non mi stava piacendo particolarmente (non che fosse un libro-bbrutto, solo che trattasi di un romanzo d’ammoreah e io necessito di vagonate di velenosa ironia o di cadaveri sanguinolenti a pagina 5) però ho notificato della sua esistenza. In modo anche subdolo, volendo, mischiandolo tra altri titoli.
    La presa in giro… beh, io non la vedo affatto così. A me interessa sapere se c’è qualcuno che davvero dà retta… beh, non tanto a quello che dico io, piuttosto a quello che dicono i blog in generale. Cavolo, sì, m’interessa. Non credo ci sia qualcosa di strano, ho un blog, vorrei sapere se qualcuno li defeca al di fuori della sfera dei blogger. Vorrei sapere se davvero abbiamo avuto un ruolo colpevole nell’ascesa delle 50Sfumature e simili, se davvero una recensione può salvare un libro dall’oblio, se… boh, tutte queste cose. E’ tanto strano che m’importi? Cioè, personalmente credo che ad uno scrittore interessi sapere i dati di vendita del suo libro. Così, per andare a metafore.
    Oh, ma dicevo della presa in giro. L’esperimento non voleva perculare nessuno. Era un esperimento e come tale necessitava segretezza. Che poi non si sia riusciti a mantenerla è un altro discorso, credo che a inficiare il tutto sia stata la mole di blogger aderenti, tipo una novantina. Secondo me avremmo dovuto spalmare i post su un periodo più lungo, ma immagino che fossero state decise delle date e che vi si volesse rientrare. Credo anche che si sarebbe potuta mantenere una certa segretezza in più. se si fosse pensato alla cosa dal punto di vista ‘malafede’. Solo che a me (e credo a nessun altro lì in mezzo) è venuto in mente che si potesse pensare male di una cosa così. Al massimo un ‘Cucù scoperti!’ e via.
    … perché continuo a divagare? Dicevo, la presa in giro. Io personalmente non mi sentirei perculata come lettrice. Anche perché la sincerità della recensione/segnalazione sta al singolo blogger e non agli organizzatori dell’esperimento. Io ho avvertito chiaramente il gruppo che il libro non mi entusiasmava e che non l’avrei recensito e mi è stato risposto che non c’era problema, mica si potevano raccontare palle. Quindi no, non credo di aver fatto nessun torto ai miei follower. Se qualcuno ha pubblicato una recensione falsata dalla partecipazione all’esperimento, beh, è tutta sua la responsabilità.
    Ah, comunque il libro è stato scelto, mi riferiscono, in quanto economico, facilmente rintracciabile per librerie ma non famoso di per sé. Se qualcuno ipotizza che la Beat c’entrasse qualcosa, vè che è stata contattata solo in seguito e ha carinamente accettato di fornire i dati di vendita. Punto.
    Sul ‘farsi belli’ con Aie… boh, tutti e 90? Dubito che all’Aie gliene freghi qualcosa e se anche gliene importasse non so quale ritorno potrebbe esserci. Un ‘eh, che bravi!’? Più che altro quando si parlava dell’avvertire Beat e Aie c’era un clima da ‘Oddio! Che gli dico?’, mica ci si stava a bullare.
    Alla fine, non so che altro dire.
    Continua a spiacermi per il fallimento dell’iniziativa e continuo a non vederci nulla di male. Ognuno può guardare la cosa come meglio crede, dal suo personalissimo punto di vista, ma so per certo che non c’era nessuna malafede di mezzo.
    Poi, oh, Gaia, senza rancore, eh xD Che lo sai che ti fangirlo pure nel dissenso.

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    • Stranoforte says :

      Illustrissimo C.O.N.I.
      Sono un blogger cialtrone, vorrei però suggerirvi una nuova specialità olimpica, so che non sono il primo, ma ve lasuggerisco ugualmente: l’arrampicata sugli specchi.
      Distinti saluti

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      • Sara Crimi says :

        Cioè, per fare la traduzione (tanto, una più una meno), l’esperimento non aveva fini di lucro ma solo di ego. Alla faccia dei lettori che seguono i blog e che vengono trattati da beoti. Insomma, un manipolo di lit-blogger che imita le strategie di marketing delle grandi CE. Credo che l’unico risultato ottenuto sia un autogol clamoroso.

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      • mockingbird88 says :

        ma non vedo dove si sia arrampicata sugli specchi…ha dato una spiegazione perfettamente comprensibile e logica. Se vuoi ti spiego cosa non hai capito!

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        • Gaia Conventi says :

          Perdonami, nel marasma dei commenti mi sono persa la spiegazione logica. Se vuoi farmene un quadro riassuntivo, te ne sarei grata.

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          • mockingbird88 says :

            Che sia nel giusto o nello sbagliato non sta a me giudicarlo, anche se come lettrice non mi dà fastidio, insomma, anche una svegliata ai più illusi fa bene di tanto in tanto. Non bisogna fidarsi sempre di tutto! Ma mi pare che la leggivendola abbia espresso bene quello che si intendeva fare (che per carità si può fare anche tramite sondaggi o altri modi) e perchè si intendeva essere in buona fede. Non ci trovo nessuna “arrampicata sugli specchi”. Questo intendevo, io ho capito quello che ha voluto dire e non mi sembra una cosa tanto impossibile che quello che ha spiegato corrisponda a realtà.

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        • Stranoforte says :

          Ok, spiegalo tu, dai, ché qui siam tutti dei gran siemi.

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    • Gaia Conventi says :

      Capisco quanto dici, ma rimango sulle mie posizioni: il lettore è sacro, non è un giochino da maneggiare a piacere. E Barattola? Lei è la blogger di Inchiostro bianco.
      Ah, ok. Quindi per me va bene Gaia Conventi ma per Inchiostro bianco è meglio Barattola. Ti ringrazio per il gentile pensiero.

      Senza rancore… gradirei la lista dei 90 blog coinvolti. La gradirei da lettore e da blogger.
      Si può?

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      • LaLeggivendola says :

        Beh, Barattola era tale in quanto non sapevo chi fosse. Avevo bisogno di un nome cui indirizzare mentalmente i miei auguri ed è stato il primo che ho trovato. Ora che so di chi si tratta, boh, non so neanche che farci. Non vedo che senso avrebbe avuto darti un altro nome, visto che il tuo lo conosco ò_ò
        Sulla sacralità del lettore, ribadisco quanto già detto, ovvero che nessuno era tenuto a recensire, soprattutto se il libro non fosse piaciuto. Da parte mia e – mi auguro – di nessun altro ci sono state recensioni falsate. Non sono pochi quelli che hanno detto ‘L’iniziativa è interessante, ma il libro non mi piace, quindi passo’. A nessuno è stato chiesto di raccontare palle ai lettori.
        Sulla lista di blog… beh, no. Io faccio il mio nome, che gli altri facciano il loro. Comunque basta fare una ricerca google col titolo ‘fallace forza dei blog’, perché buona parte dei partecipanti hanno già pubblicato il comunicato con questo titolo. Non tutti, ma molti.

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        • Stranoforte says :

          Cavolo ma ci prendi per cretini? Ma come, ora speri che non ci siano state recensioni falsate quando poco fa hai detto che l’esperimento è fallito a causa dei troppi canti dal cielo?

          Facciamo una cosa. mettiamo su un disco e balliamo dai.

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          • LaLeggivendola says :

            … ehm, e il fatto che le recensioni/segnalazioni fossero tante le rende automaticamente false…? Il collegamento mi è ignoto.
            La sincerità sta a chi le ha scritte. Se uno ha gradito il libro e ne ha parlato bene, boh, dov’è la falsata? Da come la mettete qui sembra quasi che ci si sia tutti attenuti ad un’unica recensione da replicare più e più volte, mentre ognuno ha preso il suo volume, se l’è letto e ha scritto (o non scritto) di conseguenza.
            Poi se vuoi ballare, fai pure, non sarò io a impedirtelo.

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            • Gaia Conventi says :

              Spingere lo stesso libro, in contemporanea, è falsare la realtà. Chiedere di recensire o, in caso di schifo, segnalare soltanto – non è quello che hai fatto tu? il libro non ti piaceva poi così tanto, ma hai detto d’averlo sul comodino in attesa di lettura – e lasciare le recensioni negative per la seconda parte del test è FALSARE di nuovo. La malafede sta nell’accordo iniziale e si spalma su quanto poi detto e recensito. Ecco perché i nomi di quei blogger li vorrei tanto sapere, così li toglierò dal mio giro, non li linkerò qui, non avranno la mia cortese attenzione. E ti sembra strano? Strano per un blog come Giramenti? Naaa, non ci credo.

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              • LaLeggivendola says :

                No, IO ho deciso di segnalarlo. Non attribuire le mie decisioni a chi ha organizzato l’esperimento. Ho deciso di farlo perché non mi andava di tirarmi indietro all’ultimo dopo aver dato la mia disponibilità. Se si fosse trattato di un libro brutto non l’avrei fatto, ma tant’è, è così.
                Guarda, basta che fai la ricerca su Google. Se hanno pubblicato il comunicato, toglili. Più il mio, che non so se riesco perché devo uscire.

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                • Gaia Conventi says :

                  Ok, quindi TU hai deciso di segnalarlo soltanto. Se TU hai deciso, allora l’eventualità non era contemplata da contratto: recensioni positive da postare tutte e subito, recensioni negative da postare a tempo debito. Prima bisognava stabilire se tutto quel bello e tutto quel buono avevano fatto alzare le vendite. Dico bene? Se le cose stanno così, allora stanno pure peggio di prima.

                  E non sono io che devo reperire la lista dei partecipanti, sono i partecipanti che – se tengono un pochino alla loro credibilità – devono scrivere un nuovo comunicato stampa – già, chi ve li scrive i comunicati? – che tolga ogni dubbio. A chi devo chiedere per averlo?

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                  • LaLeggivendola says :

                    L’hanno già scritto e pubblicato sui loro blog, non so cosa dovrebbero fare di più O_o tanto più che la colpevolezza io non la vedo, né la vedono altri. Per noi continua ad essere un peccato che l’esperimento sia fallito e sì, ci girano anche i coglioni per questo. Quindi se proprio volete fate la fatica di farvi la ricerchina da soli.
                    Non c’era nessun contratto, l’unica traccia era ‘Oh, vi va di leggere ‘sto libro? Se vi piace parlatene sui vostri blog, che poi dopo un po’ si vede se si è smosso qualcosa o meno’.
                    Sì, si volevano analizzare le vendite. E allora? Era un esperimento per vedere se i blog hanno davvero un riscontro. Vogliamo giocare al complotto? Ma divertitevi. Magari interessa a Voyager.

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            • LFK says :

              Il collegamento non è così difficile da trovare.
              In parole povere, se io vivessi isolato per due mesi dal mondo e mi portassero un libro da leggere senza il nome dell’autore, potrei dare una recensione sincera. Poi, man mano che si aggiungono elementi che possano influenzare la mia lettura, mi ritroverei sempre più in linea con i pareri altrui.
              Immagina un qualsiasi blogger, o lettore, che non faccia parte del progetto. Immagina questo che sulla spinta di recensioni positive (nella peggiore delle ipotesi una segnalazione) prende e legge il libro. E lo trova una ciofeca. A quel punto, i casi sono due: o è abbastanza obiettivo e capisce che il libro fa schifo, oppure pensa di non capire niente di letteratura e, per non sfigurare, si adegua in qualche modo alle voci che circolano.
              Questo è influenzare il lettore, come lo fa la pubblicità. E questo è il collegamento che ti era ignoto.

              Si chiama, aspetta, che googolo un po’, che certe parole non riesco a ricordarle mai…

              Fatto…

              Si chiama induzione psicologica…

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              • Gaia Conventi says :

                Si chiama anche mangime per polli, ma comincio a credere che l’esperimento fosse su più livelli: chi l’ha ideato lo stava testando prima sui blogger invitati ad aderire, poi sui lettori, invitati a comprare. A questo punto si spiega il comunicato stampa senza nomi, i blogger che aderiscono all’iniziativa ma pare ne sappiano il minimo indispensabile.

                Chi ha scelto quel libro? Perché? Fuori i nomi, vogliamo un confronto. 😀

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        • Gaia Conventi says :

          Voi avete potuto scegliere se partecipare o meno al test, il lettore deve poter fare altrettanto: scegliendo se seguire ancora i vostri blog o se mettervi nella fuffa.

          Se chi ha partecipato al test era pronto a farsi vivo “a cose fatte”, non dovrebbero esserci problemi a farlo pure adesso. Si credeva nella faccenda? Bene, lo si dimostri con un comunicato stampa. Non vale tirarsi indietro adesso, non mi interessa se ALCUNI blog hanno pubblicato quel comunicato. Il lettore deve andarci in pari: topi per topi. Fuori i nomi, o penseremo che il vostro sederino di blogger sia più delicato del nostro culone di lettori.

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  13. LFK says :

    Allora, non so da che parte sbattere la testa. Non capisco chi si debba sentire preso per i fondelli: il lettore che subisce l’armonica penetrazione di una pubblicità falsa; l’autore che a questo punto è chiaramente poco interessante, altrimenti non avrebbe potuto essere il perno dell’esperimento; la casa editrice di riflesso; chi ha dato un parere positivo, pur non essendo parte dell’esperimento.

    Resta il fatto che cose come queste, quando vengono scoperte, fanno perdere ai lettori la fiducia negli autori esordienti. Come tutte le cose false fanno perdere la fiducia nelle poche vere.

    Ma tu hai rovinato un esperimento scientifico!!! I nostri figli cresceranno con un neo di ignoranza per colpa tua… e crederanno (sbagliando) che i bei libri sono bei libri, anche se non vengono presentati come capolavori di perfezione perfetta…

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  14. Sara Crimi says :

    Leggere proprio oggi queste vicende fa girare ancora di più gli zebedei. Un mese fa venivano a mancare figure serie e importanti dell’editoria, Giovanna de Angelis e Riccardo Valla, e subito dopo aver letto gli articoli di Gaia e di Inchiostro bianco ho letto dei pezzi a ricordo di questi colleghi, un racconto del loro modo di lavorare e della loro dimensione umana. E all’improvviso il senso di onnipotenza dei lit-blogger coinvolti in questa faccenda ha smesso di farmi sorridere di compatimento e mi ha fatto solo arrabbiare.

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  15. Elena says :

    Sono una lettrice e ho le scatole girate. Gli esperimenti li facciano con i parenti e amici loro! Non ho comprato il libro, ma per puro caso, rimandavo per tutta una serie di motivi e poi volevo chiedere a Giramenti con il modulo contatti se per caso lo avesse letto. Non che Giramenti rappresenti il Verbo, ma l’indipendenza questa sì! Esperimento scientifico? A me pare il solito vecchio marketing per dirla in ammeregano. Nel 2000 ho rinunciato alla televisione e non ne sento la mancanza, ora rinuncerò a qualcuno di voi. Ecco, sì è gradita al lettore la lista di quei 90 eroi.

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  16. Stranoforte says :

    “Sì, a pensarci bene sarebbe stato meglio lasciare anche recensioni negative. Il fatto è che non si voleva inficiare l’esperimento, si temeva di annullarne l’effetto e vanificare ‘gli sforzi’. Su questo non posso darti torto, anche se personalmente non darei la colpa all’esperimento stesso, quanto ai singoli blogger se hanno mentito.” F.to Leggivendola

    Senti, faccciamo una cosa, adesso io dico che gli asini volano e che a fare andare la filanda sono le suore di clausura.

    MA TI RENDI CONTO CHE STAVATE CENSURANDO LE RECENSIONI NEGATIVE? MA TI RENDI CONTO DI QUELLO CHE SCRIVI?

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  17. Angela says :

    Ti stimo, anch’io ho un blog (si vede non abbastanza influente per essere invitato a tali eventi xD) e trovo che tutta sta faccenda sia un vero schifo. Non commento oltre 🙂 Credo che inizierò a togliermi da molti di questi blog, tra l’altro in molti di questi non si trova mai una recensione veritiera.

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  18. lepaginestrappate says :

    Ma perché il comunicato stampa non è firmato?

    Comunque, mi dispiace, ma molti blog han perso credibilità ai miei occhi, nonostante la loro buona fede. Le recensioni negative censurate, le segnalazioni (che sono un’abitudine dei blog da me mai compresa… Io segnalo solo ciò che leggo e conosco)… Bah. Se c’è volontà dei lit-blog di capire il proprio potere (io ce l’ho solo sul manipolo di amici cui regalo e presto libri…….), non credo che la strada giusta sia snaturarsi.
    Dal punto di vista scientifico, questo esperimento… voleva imitare la realtà? No. Voleva crearne una falsata, pilotata, forse proiettabile in un futuro in cui i blog giocano di squadra per fare mercato. E allora non sono più quello che erano, e l’esperimento non vale 🙂 Ci voleva qualche scienziato in mezzo agli umanisti organizzatori. Che qui si parla di esperimento e Galilei si sta rivoltando nella tomba.

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  19. Daniela says :

    Non so se è la lista di tutti i 90 blog, so che la ricerca googleriana che è stata nominata più e più volte è questa: http://www.google.it/search?q=fallace+forza+dei+blog&ie=utf-8&oe=utf-8&aq=t&rls=org.mozilla:it:official&client=firefox-a
    Scuate ma non ho tempo di cercare altro.
    Da ex scienziata il tutto mi è sgradevolmente sgradevole antitetico: un esperimento perché riesca non deve essere nascosto, anzi acquisisce forza proprio perché chiarisce intenti e obiettivi, spiega la sua funzionalità e cerca appoggi o sponsor seri. I pazienti umani soggetti all’esperimento sono dovutamente informati. Se parliamo di cavie invece no, lì no, lì le si prende e le si inforca con mille schifezze. Non a caso le analisi in vivo stanno sparendo. Invece, da una che ha provato per 8 mesi a tenere una sottospecie di blog misto lit misto pesce, dico che se mi avesse proposto l’esperimento (ma credo che non sarebbe mai successo perché la mia tiratura di visite era inferiore ai 100) mi sarei trovata davanti a questa domanda: è più importante tirare su lettori, visite e visibilità o rimanere chi sono? Così avrei chiesto a Gaia, e/o a un’altra persona che stimo, cosa ne pensasse della cosa e…vedete che alla fine si sarebbe scoperto lo stesso! 😉

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    • Gaia Conventi says :

      Mi onora l’essere tirata in ballo per consigli e pacche sulle spalle, davvero. Non che io sia esperta in qualcosa, tento solo d’applicare il buonsenso… e di farmi una sana risata sul resto. 😉

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      • Daniela says :

        Gaia il buonsenso, l’intelligenzia,l’allergia alle perculate,l’allegria e lo spirito battagliero valgono a mio avviso di più dell’esperienza curriculare. E poi diciamocelo, tu sei una lettrice fortissima e non solo di libri, sicchè…
        ps: se mica l’unica eh, però oggi non cito nessun altro!

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    • lepaginestrappate says :

      Finalmente qualcuno che sottolinea come questo esperimento non possa essere realmente definito tale! Ma le basi statistiche e scientifiche le han studiate su Topolino?
      Personalmente io ho sempre rifiutato di segnalare su richiesta, quindi so bene la mia risposta quale sarebbe stata, ma non credo me l’avrebbero mai chiesto XD E, nel caso, avrei voluto capire la metodologia di questa “ricerca”, perché un esperimento pilotato non è un esperimento 🙂 Se snaturi il blog e studi la sua visibilità come altro mezzo (pubblicitario) allora l’indagine non ha senso di essere, non stai valutando il potere di blog indipendenti e personali. Peccato: l’idea di un’indagine di questo tipo è MOLTO interessante. Ma fatta diversamente.

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    • paolo f says :

      In cima alla ricerca google compare questo post:
      http://atelierdeilibri.blogspot.it/2013/02/comunicato-stampa-la-fallace-forza-dei.html
      dove si riprodurrebbe il comunicato stampa in questione. Al secondo paragrafo si legge:
      Voglio chiarire che Atelier dei Libri ha deciso di prendere parte all’iniziativa perchè l’ha reputata interessante e innoqua.

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  20. minty says :

    Se vi dicessi che sono amareggiata, mentirei. Per il semplice fatto che negli anni mi è già apparso ben chiaro che di innocente e sincero il web non ha nulla di più del mondo reale: come lì, pure qui ci sono ipocrisie, parrocchiette, schieramenti, paraculaggini, ecc. E, di più, qui c’è anche tantissimo spazio per il dispiegarsi di ego spropositati, ambizioni mal-coltivate, deliri di onnipotenza e quant’altro.
    Ho frequentato per anni le “parrocchiette” dell’universo delle fanfiction, e me ne sono andata (anche) perché la parte “fan” e di divertimento era stata completamente surclassata dalla parte “scrivo-fanfiction-perché-il-mio-sogno-è-diventare-scrittore”, con tutte le guerre di religione conseguenti (che poi anni dopo è saltato fuori l’affair Lara Manni-Lipperini, che ai tempi ignoravo. Ed è stato un bel suggello). Guarda caso molte animatrici di quel mondo oggi collaborano con/hanno dei lit-blog, quindi, diciamo, non è che mi sia mai avvicinata a questo ambiente con la cieca fiducia di un cucciolo di cocker, tutt’altro…

    Quindi, nulla di nuovo sotto il sole. A parte lo spettacolo ridicolo (e un po’ indecoroso) di un branco di lit-blogger in fregola, vogliosi di dimostrare che loro “contano”, che il lit-blogging ha un peso, che anche loro sono attori importanti del marketing editoriale (cioè, al momento, di una roba ormai ridotta alla stregua di… vabbè, avete capito. Per la serie: vantatene, mi raccomando!). A che scopo, e per avere che tipo di ritorno, lascio all’immaginazione vostra.
    Siamo sempre lì: ego smisurati e deliri di onnipotenza. Che ‘stavolta hanno scelto di tradursi in una (tentata) operazione di viral marketing degna giusto delle campagne-patacca di tanti editori. Bravi, complimenti. La coccardina di “pataccaro” dove volete che ve l’appunti? (E voialtri, bricconi, non date idee! :P)

    Che poi, davvero, il problema è sempre lì, nella differenza tra lettori i forti e consapevoli i lettori-ovini, che anche quando leggono tanto, lo fanno solo seguendo la moda, il passaparola, l’opinionista di riferimento, le pigne di bestseller… il tubo digerente del mercato editoriale, diciamo (le pecore, come le mucche, hanno 4 stomaci, mica per niente 😛 ).
    A me dispiace, perché quando decido di leggere un blog letterario lo faccio sperando di avere a che fare con lettori del primo tipo che mi danno pareri spassionati e sinceri, disinteressati, solo per hobby e per il gusto di farlo. Ma sono perfettamente consapevole del rischio di potermi trovare davanti a un lettore del secondo tipo (quando va bene) o all’imbonitore interessato solo ai numeretti del counter-visite, a quello che vuole farsi la corte di ovini adoranti attorno per lucidarsi l’ego o (peggio che mai) un mix di tutto questo, che ha aperto il blog giusto per ricevere libri gratis in anteprima dagli editori e darsi l’importanza di opinionista accreditato nel circo dell’editoria. Lo fanno i giornalisti veri (nel senso puramente tecnico del “veri”), figurati se non lo fanno i wannabe di turno!

    Comunque, per il lettore scafato, stanare i paraculi di turno non è difficile, eh! Anche se può capitare di sopravvalutare qualcuno.
    Personalmente, sarò prevenuta, ma quando vedo lo stesso libro segnalato/recensito (spesso benevolmente) su 6-8-10 lit-blog contemporaneamente, non penso che deve proprio essere un bel libro (vero, lepaginestrappate? 😉 ), ma solo che l’editore ha incluso, nella lista delle azioni di marketing, tra “Fascetta mendace e sfacciata” e “Comparsata da Fabio Fazio”, anche “Invio gratuito dell’anteprima ai blog a tema”.
    Ché l’editore non è scemo, e sa benissimo che è umanamente difficile ignorare o parlare male di un regalo ricevuto, o per gratitudine (nel caso simpatico) o per calcolo (stimolare nuovi regali, voglia di stare sul pezzo, ecc. – nel caso meno simpatico).
    Sia chiaro, non succede solo coi libri, eh! Ogni prodotto commerciale spesso è preso in ‘sto meccanismo di taciti scambi. E viene pure da chiedersi se gli attori degli stessi ne siano sempre consapevoli. Perché, come dice Sara Crimi:

    questi lit-blogger che si credono tanto influenti sono solo topolini alla stessa stregua dei lettori buggerati.

    Il lettore scafato, che improvvisamente sente puzza di mer…la, si insospettisce, riflette, capisce e valuta di conseguenza. Catalogando l’interlocutore-blogger nella casellina dovuta. E dopo questa vicenda avrà una bella, nuova mappa di chi-prende-per-fessi-i-propri-follower, una bella “black list” di fuffaroli e “scienziati” che credono di aver a che fare con le cavie e non con persone degne di rispetto e trasparenza, che stimano i propri “fan” tanto quanto certi editori che producono libri-fuffa stimano i loro clienti.
    Per parte mia ho deciso di seguire il consiglio, lanciare una bella ricerca con Google e “tirare giù nomi” di blogger da cui tenermi lontana. Magari non saranno tutti, magari è da scemi farsi il mazzo per qualcosa che, se il rispetto avesse trionfato, sarebbe dovuto essere servito su un piatto dagli stessi protagonisti, ma intanto è un inizio.
    Senza per questo dover piangere alla perdita dell’innocenza “webbica”, ché a quella, come dicevo, non avevo mai creduto!

    Quello che davvero mi dispiace è vedere il blog de La Leggivendola coinvolto in questa brutta manovra. Perché, riconosco l’errore (?) di valutazione, l’avevo sempre considerato un angolo sincero, un blog “del primo tipo” (nonostante più volte non avessi concordato con certi giudizi. Del resto, de gustibus, ecc.). E adesso sono costretta a rivederne il giudizio, a farmi delle domande e, d’ora in poi, a chiedermi sempre “ma lo scrive sul serio o perché…”. E, lo riconosco, dover stare sempre lì a orecchie dritte e naso spalanco, per subodorare la fregatura, toglie buona parte del divertimento. Ed è stancante. E io sono pigra, pigrissima di natura. E il “ma chi me lo fa fare” impera, in questi casi. E per cui, non so se…
    Vabbè. Boh. Alla fine, per questo, un po’ mi sono intristita uguale.

    (Resta il gusto, adesso, di andare là fuori, col fucile da caccia grossa, a stanare i pataccari. E vai col liSSio! *_*)

    PS: Scusate il lunghissimo ‘sbrodolo’, ma son mezza influenzata e combatto i germi con la logorrea! XD

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    • Gaia Conventi says :

      Intervento da incorniciare. Lo metterò accanto al Luneri, appeso nel mio studio. 😀

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    • lepaginestrappate says :

      “Guarda caso molte animatrici di quel mondo oggi collaborano con/hanno dei lit-blog, quindi, diciamo, non è che mi sia mai avvicinata a questo ambiente con la cieca fiducia di un cucciolo di cocker, tutt’altro…” <— EGGIA'. Ho notato.

      Rispondo solo perché citata, e in grassetto pure!
      La maggior parte dei blog coinvolti, lo vedo da google, è del tipo che mi fa scappare a gambe levate da qualsiasi loro consiglio. Il libro in questione era citato, di passaggio, da vari blog di cui ho fiducia 🙂 Tutto qua. Non pensavo fossero blog da "passato dall'editore" e "segnalato con copia incolla".

      Si impara sempre qualcosa.

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      • Gaia Conventi says :

        Sapessi quanto sto imparando io! E va bene, eh? Fa bene a tutti, la chiarezza non ha mai ammazzato nessuno. Anzi!

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      • minty says :

        Ha già detto tutto Gaia.
        Il mio citarti non voleva essere una critica. E’ che nulla, come le tue parole lassù, dava l’idea di come funzioni il “passaparola” webbico. Ho una serie di blog in cui ripongo fiducia, vedo che il tal libro è molto citato, e…
        Legittimo. Mi fa solo un po’ schifo quando qualcuno decide di approfittarsi della fiducia altrui.
        Il grassetto voleva essere di correttezza: se tiro in ballo qualcuno, cerco di dargli la possibilità di accorgersene 😉

        (Ma davvero non ti insospettisce vedere lo stesso libro citato contemporaneamente da tanti blogger diversi? Sarà che io non leggo mai libri rispettando i tempi delle uscite in libreria, ma l’ho sempre trovata una strana coincidenza… °_°)

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  21. LFK says :

    Conunque, blogger che commentate qua, sappiate che a marzo parte un esperimento nuovo di pacca. Si tratta di prendere il mio nuovo libro e recensirlo come se fosse l’ultimo fenomeno letterario. Niente di trascendentale, solo frasi come “la luce che squarcia le tenebre”, “la lettura che mancava”, “emoziona già alla prima frase” e roba simile.
    L’esperimento consiste nel verificare in quanto tempo, dopo il tamtam dei blog letterari sul libro di un autore sconosciuto, una grande casa editrice decide di ingaggiare l’autore.

    Ovviamente non mi offenderò, visto che lo faccio per il bene della scienza… per i lettori, beh… tanto credono alle 50 sfumature…

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  22. Elena says :

    La cosa più sconcertante è leggere che le recensioni negative dovevano essere posticipate. Cioè io spendo soldi miei e non i loro e poi mi dicono che il libro non era tutto ‘sto granchè. Se qualche attivista del movimento consumatori legge questa dichiarazione fa un salto dalla sedia. Mi sono fatta regalare un libro consigliato dalla Leggivendola……ma ora non ho più voglia di leggerlo.

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  23. Sara Crimi says :

    Stasera, prima di uscire per l’apertivo, lo facciamo un bilancio di quante zappate sui piedi si sono tirati? 😀

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  24. Tina says :

    Io come lettore (non sono un blogger o altro, solo un lettore), sinceramente, un roditore da cavia non mi ci sento proprio. Ho letto i post di entrambe le ‘parti’ e continuo a non capire la polemica riguardante una semplice anteprima. Dei blogger hanno deciso di far conoscere a noi lettori l’esistenza di questo libro pluripremiato, senza dare pareri o altro, ma soltanto facendo notizia.
    Nulla di male fin qui.
    Riguardo la segretezza mi sembra logico pensare che alla fine dell’esperimento saremmo venuti a sapere dell’obbiettivo, ovvero: i blogger influenzano le vendite?
    Che poi sia stata contattata l’AIE è normale, insomma come capire il risultato altrimenti?

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    • Gaia Conventi says :

      Cara Tina, se a te sta bene, ne sono lieta. Lo terrò presente la prossima volta che vorrò spingere un libro a caso.
      (Torna sempre utile avere il lettore giusto al momento giusto). 🙂

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    • GabriG says :

      oddio, chi ha fatto la recensione (che, visto che quelle negative venivano bloccate fin dopo la fine della prima “parte” dell’esperimento, non poteva che essere positiva) direi che un parere l’ha dato
      mettiamo che io, gironzolando per il web, veda il titolo di un libro che mi incuriosisce e, facendo qualche ricerca, trovi venti recensioni positive, quaranta semplici segnalazioni (che però, in teoria, se non diversamente segnalato, significano che chi segnala trova il libro come minimo degno di interesse e meritevole di acquisto) e tre recensioni negative… penserò che il rapporto tra positivo e negativo sia di 20:3
      mettiamo, invece, che le negative siano nove (perché nessuna recensione è bloccata ma sono pubblicate tutte _in contemporanea rispetto all’esperimento_), ecco che il rapporto di cui sopra cambia in modo sostanzioso ed è evidente che con un 20:9 anche la mia sensazione verso il libro si modifica
      come detto ottimamente qui sopra da lepaginestrappate e da daniela, l’esperimento viene inficiato fin dall’inizio da questa scelta (e anche da altre, ma limitiamoci a questa)

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    • sarapintonello says :

      Carissima Tina, che tu sia una lettrice, una scrittrice, una commentratrice o una blogger, poco mi interessa, ti dico solo che da lettrice, di essere presa per i fondelli sinceramente non ho voglia, se si voleva fare un’indagine, la si faceva in modo chiaro e preciso, e soprattutto simulando la realtà (ovvero recensioni positive e negative, e non le negative lasciate ai posteri…).
      Credo che questo tipo di giochetto a mio avviso, abbia messo in cattiva luce una parte dei lit-blog che hanno “collaborato con la casa editrice”. Un lit-blog cosa c’entra con una casa editrice? cosa voleva dimostrare? Il loro potere? Per me hanno solo rinsaldato il potere della casa editrice stessa, che magari si cheide se possa riutilizzare questo giochetto in futuro per promuovere un nuovo libretto in uscita.
      Come è stato detto poco sopra, se si fa un sondaggio si è tenuti a dirlo (anche per legge se non erro ma non andiamo nel difficile :D). Se si fa propaganda ad un libro che sia sincera, e non verso un libro che magari non si è nemmeno letto (ma ci si ripromette di farlo…) Delle opinioni di gente così poco me ne faccio, e soprattutto se lo hanno fatto stavolta, chi mi dice che non possano averlo fatto anche in passato o che lo faranno ancora in futuro? No grazie preferisco gente che i libri li sminuzza fino al midollo prima di dirmi cosa ne pensa, e che soprattutto lo fa con la sua testa e perchè vuole farlo, e che se fa esperimenti con me o su di me…me lo dice!

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  25. Silvia says :

    Tra l’altro alcuni blogger coinvolti attivamente” nell’esperimento” non si sono accontentati di scrivere il commento positivo “solo ” sul loro blog ma lo hanno messo anche su anobi, naturalmente dandogli 5 stelline piene.

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    • Gaia Conventi says :

      E questa mi sembra una faccenda piuttosto grave. Se anche la recensione è positiva, ma rientra in un test, sarebbe stato doveroso non coinvolgere anobii. A questo punto – e siamo sempre lì – perde d’autorevolezza anche anobii. Bella mossa, eh?

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      • librisognanti says :

        Oddio, non è che Anobii abbia molta credibilità da perdere. XD
        Non so se essere più ferita dal non essere stata coinvolta (vogliamo mettere il piacere di sputare in faccia?) o dall’esser stata presa per topolina.
        E io, scema, che segnalo in recensione se è una copia dell’editore o meno.
        Sono tentata di scrivere un comunicato stampa tutto mio, non firmato, in cui MI VANTO di non aver preso parte a questa onorevole iniziativa. Qualcuno è interessato a partecipare? XD

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        • Gaia Conventi says :

          In effetti anobii sta diventando qualcosa di veramente imbarazzante, era il caso d’aggiungere rogna alla rogna? «Ma tanto lo fanno tutti!», sì, certo, vogliamo distinguerci da certa gente? E solitamente qui casca l’asino e la conversazione finisce su «Sei gelosa! fai così per invidia!». Certo, e la maestra mi vuole male, il cane mi ha mangiato i compiti e sono andata al funerale di mia nonna. Per la seconda volta. Tutte cose già sentite, ma la faccenda dell’invidia è parecchio di moda.

          Vorrei quindi aprire una breve parentesi per segnalare che: commentare con sei invidiosa equivale a calarsi le braghe. Non si ha un cazzo da dire ma ci sta un bel gnegnegnè finale e un lo dico a mia mamma così lo dice alla tua e poi la tua ti mena.

          Perfetto, stabilito questo, andiamo avanti.
          La credibilità – aridaje, oggi ne parliamo a raffica – è cosa che si acquisisce col tempo e si perde in un attimo. E oggi qualcuno l’ha persa. L’esame di coscienza ci sta, ma non sono poi cazzi miei, a me premeva chiamarmi fuori dal coro e mettere al corrente i lettori. I miei lettori, soprattutto. Ma non perché i lettori siano stupidi – non ho mai pensato di pilotare un titolo, ho solo creduto giusto spiegare quello che altri hanno taciuto -, semplicemente perché qui si parla di malaeditoria. E questa lo è. Poi mi potranno dire che non erano cazzi miei – davvero? – e che ho fatto tutto ‘sto cancan per fare uno scoop – e che sarebbe l’esclamare «Abbiamo spinto un libro, ci siamo riusciti!»? quello non è uno scoop? -, qualcuno potrà credere che ci sguazzo a fare casino – è verissimo – e che non riesco mai a starmene zitta – altrettanto vero.

          Ecco, io sono fatta così, se vedo una merda non la scanso, non la nascondo e non la ricamo per farla sembrare un crostolo. Ho questo brutto vizio. 🙂

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        • minty says :

          Se avessi un blog letterario, e funzionante, invece del cadaverino esanime a tema schizofrenico che è, aderirei in un batter di ciglia! XD

          No, seriamente: come dice Gaia qua sotto, ora c’è il grandissimo rischio che blog più che onesti, ma che hanno avuto la sfiga di parlare di ‘sto libro negli ultimi 15 giorni, vengano presi nella macchina della palta insieme a quelli malandrini. Fossi in loro un manifesto di protesta/dissociazione lo farei eccome! °_°

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        • GabriG says :

          Purtroppo sono sprovvista di blog, letterario o meno che sia, ma se vuoi il tuo comunicato stampa non lo firmo pure io…

          “E io, scema, che segnalo in recensione se è una copia dell’editore o meno.” -> respect!

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  26. Daniela says :

    certo che di “asterodi” oggi non ne sono caduti solo in Russia ( e povere stea che là si son fatti male davvero e lungi da me fare battute ciniche oltre il limite del normale sarcasmo, intesi! che da oggi occorre scrivere bene ma bene il proprio pensiero…forse..mah!)

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  27. Daniela says :

    Ah dimenticavo che poi chiudo e non vi leggo fino a domenica purtroppo, ho leggiucchiato i commenti ai blog incriminati. Ovviamente le fazioni ci sono e ben vengano, ma un minimo di domanda i lettori non se la pongono proprio!?
    Questo sì che fmi a incazzare, perché è l’atteggiamento che tutti hanno verso qualsiasi cosa li coinvolga: alle elezioni, davanti alla tv o a una pubblicità, a un concorso, al panettiere che ti vende il pane kamut e invece è al latte, all’annucio di lavoro che ti dice che guadagnerai tra i 5 e 6 mila euro senza fare una mazza ecc… Tutti dei gran bevitori di balle, pieni di illusoria fiducia, che mai mettono in discussione nulla, basta non pensare, basta seguire la corrente, basta non farsi domande e rimanere duri sul proprio centimetro di terra.
    Ecco, questo è tremendamente triste.

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    • Gaia Conventi says :

      Attenta! Diranno che sei populista. 😀

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    • minty says :

      Tutti dei gran bevitori di balle, pieni di illusoria fiducia, che mai mettono in discussione nulla, basta non pensare, basta seguire la corrente, basta non farsi domande e rimanere duri sul proprio centimetro di terra.

      C’è un motivo se il mondo in generale, e l’Italia in particolare, vanno come vanno. E non è la sfiga.

      (E no, non sono populista. Sono solo onestamente pessimista. Ho scarsissima fiducia nella stragrande maggioranza dell’umanità e in una percentuale ancora maggiore dell’italianità. E ritengo di avere buoni motivi … -_- )

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      • Daniela says :

        Convengo minty, quella riflessione o considerazione personale cercava di buttare proprio un occhio alla generale situazione sociale. Anche nelle piccole questioni si manifesta la tendenza della societa’ o l’inclinazione a bersi la “memma” allegramente. Ma basta essere seri che poi oltre che populista mi additano a sociopsicopatologica!

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  28. Stranoforte says :

    E’ che poi alla fine uno pensa e dice: ma questa non è truffa (oltre che fuffa)? Chissà che non si alzi qualche pazzoide e fa un bell’esposto, gli estremi ci sarebbero anche tutti, volendo.

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    • Gaia Conventi says :

      Sarò sincera, avessi avuto quel libro sul blog – recensito o stroncato in tempi non sospetti – mi sarebbero girate parecchio. Non come oggi, oggi sono tranquilla come una vecchia signora rincoglionita e in coma.

      Se davvero quel libro fosse stato piazzato pure qui, e la reputazione di Giramenti fosse stata anche soltanto sfiorata, qualcosa d’antipatico mi sarebbe passato per la testa. Ma non perché sono una pazza, sono soltanto una che su queste pagine si fa il mazzo, e non intende subire la cialtroneria di qualche blogger facilone.

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    • Elena says :

      Eh, già! La mia gretta mente giuridica mi fa pensare agli “artifici e raggiri”

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  29. paolo f says :

    Gaia, ma che è successo? Mamma mia, ora mi tocca leggere tutti ‘sti commenti e sasera ho la lucidità ridotta in pappa…
    Spero non sia successo nulla di grave: l’importante è che mi vuoi ancora bene.

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  30. moloch981 says :

    Mah. Mi sembra una cosa pianificata e portata avanti in modo un po’ maldestro: soprattutto il “nascondere” la totalità, o la maggior parte, delle recensioni negative e pubblicare esclusivamente rec. positive o segnalazioni non falsa le “condizioni di partenza” dell’esperimento? Non è più, insomma, una situazione che riproduce, anche se in modo controllato, la realtà, ma che la piega ad arte per arrivare a uno scopo. Non sono né una scienziata né esperta di ricerche di mercato, ma questo sembra più simile a una mera pubblicità gratuita per la casa editrice.
    Magari sarebbe stato più utile ai fini dello stesso “esperimento” non “silenziare” (o mettere da parte “per dopo”) nessuna opinione, neanche quelle negative, e vedere se anche solo il semplice comparire simultaneo dello stesso titolo su tanti blog comportava un intensificarsi dell’interesse per il libro che si traduceva in un aumento delle vendite.

    Che poi non capisco come possa portare vantaggi al lettore o ad altri che non siano lo stesso blogger appurare se i lit-blogger abbiano o no influenza sui potenziali compratori, ma questa è una considerazione mia personale (magari tali vantaggi esistono e a me semplicemente ora non vengono in mente).

    Chiudo con una battuta. Nessuno dei blog che seguo sporadicamente faceva parte dell’esperimento, a quanto pare: quindi, o inconsciamente avevo già capito che degli altri non c’era da “fidarsi”, o leggo solo blog… che contano ben poco! 🙂

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  31. Gaia Conventi says :

    Permettetemi di chiudere questa lunga giornata con un pistolotto conclusivo.

    Qualcuno ha lasciato detto da qualche parte che Giramenti, abituato a perculare un po’ tutto, tanto abituato – forse – da vedere il marcio ovunque, non si è accorto d’aver sputtanato – almeno stavolta – una faccenda seria. Ora, proprio per questa nostra lunga esperienza nella fuffa editoriale – sempre sbattuta qui, senza fare sconti -, ci sentiamo pienamente in grado di stanare a naso il puzzo di roba andata a male. In questo caso un esperimento lesivo della dignità dei lettori, trattati come numeri, come gente da convincere a comprare per poi esibire una cifra a un editore, ad altri blogger, a chiunque: «Hurrà!, ci siamo riusciti, abbiamo fatto vendere quel libro».

    Quindi, per quanto qualcuno ci attesti la propria stima – «Avete cannato, ci avete trattati da culo ma vi vogliamo bene lo stesso» -, vogliamo precisare che tale buonismo non si adatta al nostro personaggio. I blog che hanno aderito a quel progetto, i blogger che hanno difeso quel progetto, non rientreranno tra ciò che leggiamo, ciò che linkiamo e ciò che proponiamo a chi passa di qui. Il motivo dovrebbe esservi chiaro: la credibilità.

    E noi non siamo migliori degli altri, ci mancherebbe! Abbiamo soltanto questa faccia, e ci teniamo ad averla pulita. Tutto qui.

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  32. minty says :

    Sono reduce da una costruttiva giornata di caccia grossa in giro per la rete dei lit-blog. Ebbene sì, ho passato un bel po’ di ore a setacciare Google, verificare risultati, rimbalzare tra link, rimandi, blogroll, aggregatori vari… nel caso voleste chiederlo: no, non c’avevo niente di meglio da fare, oggi, che cercare di farmi passare il raffreddore e rimestare nel torbido del web. E’ proprio così, invidiatemi! XD

    Il bottino è interessante: al momento conto quasi una 70ina di link a blog che hanno pubblicato il comunicato, più una lista di 20 blog e spiccioli che, pur non pubblicandolo, hanno segnalato il libro incriminato in tempi sospetti (dall’inizio di febbraio ad oggi), e una manciatina di recensioni colanti benevolenza di utenti anobiani di cui non sono riuscita a rintracciare il sito. Ci sono da fare un po’ di verifiche, ma, anche se non ho raggiunto il centinaio di link di cui si vociferava, direi che mi sono fatta un quadro esaustivo 😛

    Occhio, non sto dicendo che, per forza, tutti i blog che hanno segnalato il libro o messo il comunicato siano stati coinvolti nel “complotto” direttamente o consapevolmente. Ci sarà, probabilmente, chi ha pubblicato la difesa d’ufficio solo perché amico-di (qui, se ne avrò voglia, potrei dirigere le verifiche); e ci saranno probabilmente tanti che hanno citato il libro perché ne-parlavano-tutti, l’editore-lo-regalava-sti-giorni (ho questo sospetto, in effetti), l’ha-detto-il-mio-amichetto-perciò-dev’essere-proprio-bello, ecc.; e alcuni di quei blog che saltavano fuori da Google e che, a una veloce occhiata, non sembravano implicati più che nello spazio di un blogroll (blogroll a velocissimo ricambio, in queste ultime ore, tra l’altro!), magari non sono così innocenti come li ho catalogati, ma sono stati semplicemente abbastanza furbi da rimuovere velocemente i post compromettenti…
    Ad ogni modo non credo di essere tanto lontano dalla realtà se dico di aver saltellato tutt’oggi tra le ventose di una piovrazza sterminata, un po’ ripugnante, colante egocentrismo e recensioni farlocchissime! °_°

    Che poi, aldilà del caso specifico, guardi tutta ‘sta selva di lit-blog che si danno importanza, sventagliano frasi a effetto sull’amore per i libri, i sogni, gli zuccherini, ecc. e poi ti trovi a fissare segnalazioni tutte uguali, copertine tutte uguali, anteprime tutte uguali. Leggono tutti le stesse cose nello stesso momento, promuovono i libri all’unisono, friggono nell’attesa delle stesse uscite. Il grosso dei post non puoi chiamarli recensioni, sono solo vetrine per libri (e sempre gli stessi libri!), quelle stesse che puoi trovare sui siti degli editori, sui cataloghi tipo “Il Libraio”, sui volantini in libreria… Non che non me ne fossi già accorta in passato, che tanti lit-blog sono così, però, insomma, che palude!

    Okkei, sto generalizzando, e pesantemente, e forse non è neanche giusto. Ma vi giuro che davvero moltissimi siti paiono l’uno il clone dell’altro. Di certo mi sono fatta una cultura sui 4-5 libri che il 90% di loro si ripromette di leggere/recensire/sbrodolare in queste settimane. E il dubbio che la lista corrisponda a quella delle anteprime distribuite ‘aggratis’ dagli editori mi viene eccome 😛
    Tanta rumenta, tana paraculaggine, tanti blog tenuti insieme solo scopiazzando i comunicati stampa delle ultime novità editoriali. E riescono, anche solo così, a farsi un bel circoletto di follower adoranti (che poi non mi sono messa a guardare i commenti ai vari post, oggi, che non ci avevo tempo. Ma scommetto che pure da lì sarebbero venute fuori cose!) In pratica, la gran tristezza!
    E spiace vedere presi nel vortice un po’ di lit-blog magari più seri.

    Concludendo, ora ho una bella lista di siti probabilmente-fuffaroli da tenere come riferimento per future referenze. Giusto perché a me piace sapere chi ho di fronte, e il web in questo spesso non aiuta, e tocca farsi il mazzo per capirci comunque qualcosa…
    Che poi, c’è da dire che già una volta, per motivi del tutto diversi, mi ero messa a saltellare per lit-blog, seguendo la rete dei blogroll, in cerca di qualche blogger degno di attenzione. Mi segnavo i blog che mi facevano una buona impressione, quelli da rivalutare in un secondo momento e quelli che proprio-no (questi ultimi solo per evitare di riperderci tempo poi). Ebbene, stasera, finita la mia mappatura, ho confrontato le due liste. E ho scoperto che fra i link pollice-su, solo uno era coinvolto in ‘sto casino (sapete a chi mi riferisco, direi 😛 ), tra quelli ‘forse’ meno della metà, mentre parecchi di quelli ‘no’ ci sono dentro fino al collo, oggi. Beh, che dire, è bello sapere di non essermi ancora rinco*lionita! Son soddisfazioni, ve’! E non ho neppure dovuto fare un esperimento sociologico occulto ai danni di nessuno per avere ‘sta conferma! XD

    (E nonostante tutto questo, io ancora il titolo del libro coinvolto ancora non sono riuscita a memorizzarlo! Sarà la nausea? 😛 )

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    • julka75 says :

      Ne hai una settantina? Io ne ho trovati 49. Ci confrontiamo i dati?

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    • lepaginestrappate says :

      “‘sta selva di lit-blog che si danno importanza, sventagliano frasi a effetto sull’amore per i libri, i sogni, gli zuccherini, ecc. e poi ti trovi a fissare segnalazioni tutte uguali, copertine tutte uguali, anteprime tutte uguali. Leggono tutti le stesse cose nello stesso momento, promuovono i libri all’unisono, friggono nell’attesa delle stesse uscite. Il grosso dei post non puoi chiamarli recensioni, sono solo vetrine per libri (e sempre gli stessi libri!), quelle stesse che puoi trovare sui siti degli editori, sui cataloghi tipo “Il Libraio”, sui volantini in libreria… “<— quotone pazzesco. Sono demoralizzanti. Io francamente mi chiedo come possa la gente seguirli, così in massa. Sembra di richiedere di essere sommersi dei volantini di un supermercato. Non hanno sostanza, non hanno personalità, individualità: dopo il giro che ho fatto ieri (e aver escluso dai miei giri futuri quei 3 blog che avevo in blogroll e che mi han "fregata"), ho capito perché siano interessati a partecipare a un progetto che crea una realtà in cui i blog non sono forze individuali ma una massa compatta e acritica e vede le potenzialità monetarie di questo mercato… ne sono interessati perché già ora sono una massa compatta e acritica e perché sono talmente spersonalizzati – tra copertine, comunicati copia-incollati, stessi libri, stesse opinioni – che per loro l'idea di snaturarsi e perdere individualità non è una così grande rinuncia. Gaia parla di credibilità, ma non credo che a tutti importi, ahimé.
      Ieri ho riguardato quella manciata di blog che seguo appassionatamente… mamma mia come sono diversi! Sono… interessanti, tutti diversi, curati. Stimolanti. E ho guardato anche al mio con un certo orgoglio, devo ammetterlo. Ché almeno se è criticabile lo è per come è, per quello che dice, non perchè è uguale a tutti gli altri 🙂

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    • Livia says :

      A occhio non ricevono tutto quello che pubblicizzano: i blog scelti per questa “iniziativa” sono quelli più popolari e da qui sì, molti di loro ricevono copie recensione, ma la maggior parte semplicemente riceve per email i comunicati stampa e li ripubblica. In questa ricerca di appartenenza al gruppo di quelli che ricevono libri aggratis (che inevitabilmente comprende fare tutto quello che fanno quelli che “ce l’hanno fatta”) molti si illudono che pubblicare post promozionali sia un servizio per il lettore, e non un lavoro svolto gratuitamente per l’ufficio stampa dell’editore (come realmente è). La misura dell’inconsapevolezza dei blogger di questa iniziativa sta proprio nella replica delle operazioni di marketing dell’editore attraverso le quali solitamente vengono sfruttati (come hanno detto molti qui sopra).
      È un po’ come dire “mi piace essere preso in giro”. Alla fine mi chiedo chi siano le vere cavie in questo caso (pensare solo a quanto la finalità dell’esperimento abbia spinto inconsciamente molti di loro a apprezzare un libro che altrimenti non avrebbero apprezzato).
      Fatto curioso: una delle blogger maggiormente responsabili per il modello book blog “copia incolla” che spopola al momento, l’americana Kristi Diehm, è caduta in disgrazia quasi un anno fa a causa di una serie di plagi compiuti nei confronti di un gruppo di fashion blogger (pensate un po’). Anche lì schieramenti, gente che non lo considerava accettabile e gente che invece “non ha fatto niente, l’ha fatto per il nostro bene”.
      In Italia, dove moltissimi la conoscono a causa di uno dei meme più popolari, In My Mailbox (elenco dei libri ricevuti in settimana, forse minty l’ha incontrato) non c’è una blogger, che io sappia, che abbia preso pubblicamente le distanze, abbandonando il detto meme come cercando di fare un discorso sul book blogging. Una cosa sono le seconde possibilità, una cosa è appunto accettare acriticamente tutto quello che viene fatto e soprattutto non mettersi in discussione.
      È interessante pensare che tutti questi blogger sono stati pronti a intraprendere questo esperimento (abbastanza fragile e di dubbi risultati, ma chi ci ha pensato) per quantificare l’influenza dei book blog nelle vendite, un argomento che interessa per lo più agli editori, e che invece sia molto raro che uno di questi cerchi di parlare di indipendenza, integrità, onestà del book blogging, argomenti di cui nel mondo anglofono di discute molto e che sono più cari ai lettori. Da questo punto di vista quale relazione conta di più? 😉 Ma di nuovo, non è una scelta consapevole: il più di loro non se ne accorge neanche

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      • lepaginestrappate says :

        Interessantissimo intervento. Mi hai pure chiarito la provenienza di questo “In My Mailbox ” che è una delle cose che meno comprendo e che mi è particolarmente sgradevole. Chi ha mai visitato i fashion blog avrà visto le foto – video con lista acquisti. (Hanno pure un nome ma non sono io abbastanza fescion per ricordarmelo). Una cosa comunissima e frequentissima, in cui la tizia di un blog fa vedere tutti i propri acquisti: una serie di oggetti ancoraa intonsi, che magari rimarrà intonsa, ma che fa vedere agli altri che ha comprato (o che è così “importante” da ricevere dalle case produttrici…).
        Ecco, la sensazione che ho nei blog librici che fanno questo tipo di post e nei blog fescion è identica: in entrambi i casi si mostra, si appare. In un libro comprato o ricevuto c’è solo l’involucro delle poste e lo scontrino, non vi è alcuna sostanza: detto in soldoni, che cazzo gliene frega agli altri? E poi, li leggono davvero quei libri?
        Lucidamento dell’ego, elencazione degli oggetti posseduti. Biblioteche, cose lette, cose prestate… non esistono.
        Per qualche strana mia motivazione, questi sfoggi mi infastidiscono più dei comunicati stampa copia incollati: i secondi sono opera di furbetti e spesso di ingenui (concordo sul tuo discorso su chi siano le reali “cavie” dell’esperimento), i primi invece hanno una sorta di mancanza di pudore.

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      • Gaia Conventi says :

        Nel web c’è chi fa di tutto per smarcarsi da case editrici, autori e amici di. Poi ci sono quelli che ci sguazzano in mezzo e si sentono arrivati. Questione di gusti, di scelte, di stomaco.

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      • minty says :

        Bellissimo intervento, Livia. Molto rivelatore.

        molti di loro ricevono copie recensione, ma la maggior parte semplicemente riceve per email i comunicati stampa e li ripubblica. In questa ricerca di appartenenza al gruppo di quelli che ricevono libri aggratis (che inevitabilmente comprende fare tutto quello che fanno quelli che “ce l’hanno fatta”) molti si illudono che pubblicare post promozionali sia un servizio per il lettore, e non un lavoro svolto gratuitamente per l’ufficio stampa dell’editore

        No, ma, infatti. Cioè, ho capito male o non fanno nulla di diverso che rigirare ai propri follower lo spam editoriale che ricevono? Credendo in questo modo di entrare in no so bene che circolo d’élite e di dire pure qualcosa di interessante. Come se il resto del mondo non potesse trovare gli stessi comunicati anche da sé, in ogni dove!
        Che poi, alla fine si tratta di fare pubblicità per conto terzi. A gratis. In un mondo in cui normalmente, invece, la pubblicità si paga oro. Ma… sono scemi? Svendersi per nulla per… cosa? L’illusione di essere tra “quelli che contano”? E basta?! O_o
        Che alla fine, a ben vedere, “quelli che contano” sembrano davvero i cagnolini addestrati degli editori. Editori che, invece, non sono scemi per nulla, e hanno trovato il modo di farsi spammare a destra e a manca e di arrivare alla web-generation amichevolmente, a costo zero, pagando i propri emissari solo con qualche vellicata all’ego e un pugno di copie recensione.
        ‘Sta minc*a!

        Fatto curioso: una delle blogger maggiormente responsabili per il modello book blog “copia incolla” che spopola al momento, l’americana Kristi Diehm, […] moltissimi la conoscono a causa di uno dei meme più popolari, In My Mailbox

        Conosco il meme, in effetti. E non l’ho mai capito. Cioè, fai dei post solo per elencare i libri che ti arrivano (dagli editori?) ? O ho frainteso? ?_?
        Comprendo i post di chi racconta cosa si è comprato da sé di recente (inutili, alla fin fine, ma divertentissimi, per me, fan tanto chiacchiera da bar). Ma che senso ha sbandierare ciò che ti giunge passivamente? A far vedere quanto sei paracu*o? A far nascere sospetti sui “voti di scambio”? Mah! °_°
        Tra l’altro, abbiamo citato i fashion blog, che erano poi quelli a cui pensavo in primis quando parlavo di “ogni prodotto commerciale” (ma non solo, eh!). Perché a pensare a tutte quelle copie-recensione, mi è venuto in mente di quando, qualche mese fa, per motivi del tutto extra-cosmetici, ho ravanato un po’ tra i vblog di makeup su Youtube. Cercavo altro, ma ho trovato una rivelazione: ‘decinaia’ di fanciulline che avevano aderito a un’iniziativa specifica, la Gift Box. In pratica, una volta al mese ricevevano una scatolina di prodotti in anteprima (anche di marche costose) da provare e recensire. E già allora mi venne il dubbio: ma non è che, per gratitudine e/o timore di vedere tagliati i ‘rifornimenti’, le opinioniste si sarebbero autocensurate, eccedendo in benevolenza e smussando le critiche? Che poi, guarda caso, le marche citate in quei video sono sempre, insistentemente, le stesse 2 o 3. Chissà come mai, saranno i misteri di Youtube? Chiamate Giacobbo! 😛

        per quantificare l’influenza dei book blog nelle vendite, un argomento che interessa per lo più agli editori, e che invece sia molto raro che uno di questi cerchi di parlare di indipendenza, integrità, onestà del book blogging, argomenti di cui nel mondo anglofono di discute molto e che sono più cari ai lettori.

        Ecco! Allora non me ne sono accorta solo io! Quello di sapere quali siano i migliori canali per influenzare i lettori dovrebbe essere pane per gli editori e il loro staff di marketing. Ai blogger che lo fanno per passione e sinceramente, cosa frega di sapere quanto i loro post influenzino il prossimo? Che poi c’era quest’intenzione di raccogliere i dati e poi correre a comunicarli all’AIE (per la serie “Vedete quanto siamo belli? Quanto contiamo?”), che fa tanto tanto… non so, cosa si aspettavano che succedesse (o non succedesse)? Dove volevano andare a parare? Cosa volevano/si aspettavano dall’AIE? Fuori dai denti: vogliamo parlare di tornaconto auspicato?

        C’è tutta una zona grigia, grigissima (altro che 50 sfumature!) in ‘sta faccenda. E il peggio è che, come dici tu, probabilmente la maggior parte di loro neanche si è fermata a pensarci e/o neanche se n’è accorto. Sempre per il meccanismo dell’accodarsi acriticamente (a volte, più che pecore, mi sembrano processionarie. Che sono pure distruttive e urticanti… http://it.wikipedia.org/wiki/Thaumetopoea_pityocampa ).

        Sperare che anche qua da noi si sviluppi un dibattito su indipendenza e integrità dei blog? Pare quasi una barzelletta… -_-

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      • Livia says :

        In risposta a minty e lepaginestrappate su In My Mailbox: vengono spesso elencati anche libri comprati scambiati e regalati, ma il meme nasce con i libri ricevuti dagli editori e non è un caso. Con In My Mailbox il book blogger può ripagare immediatamente la copia ricevuta mostrandola da tutti i lati (IMM spesso si fa in video). Poi sì, come dice lepaginestrappate magari il libro non arriverà mai a essere letto, ma intanto è stato mostrato. Siccome nel caso della narrativa YA (che è quello di cui si occupano la maggior parte di questi blog) conta moltissimo il libro come oggetto, con la copertina sbrilluccicante con sopra la solita modella con la posa da morta e tutto quanto, non c’è dubbio che il desiderio di avere il libro tra le mani (che quell’altra blogger già ha! Argh! Invidia!) incida di più sull’acquisto di quanto non faccia invece che so, una recensione positiva.

        Ma che senso ha sbandierare ciò che ti giunge passivamente? A far vedere quanto sei paracu*o? A far nascere sospetti sui “voti di scambio”? Mah! °_°

        Diciamo che da un certo punto di vista i post di In My Mailbox stabiliscono una gerarchia di potere nella book community. Kristi Diehm prima della scoperta del plagio riceveva tra le dieci e le trenta copie recensione a settimana, più di ogni altro blogger, e per questo era considerata la tappa obbligatoria di ogni editore per il lancio di un nuovo titolo. Anche se le sue recensioni non valevano niente in termini di contenuti (bello, mi sono emozionata, coinvolgente…). Di conseguenza anche per gli altri book blogger, soprattutto quelli alle prime armi, era conveniente frequentarla: giveaway, iniziative, IMM stesso, un sacco di modi per ricevere libri e/o visibilità.
        (E anche per questo dopo la scoperta del plagio molti blogger hanno deciso di sostenerla: perdi un po’ la possibilità di ricevere tutti questi vantaggi e favori!)

        E già allora mi venne il dubbio: ma non è che, per gratitudine e/o timore di vedere tagliati i ‘rifornimenti’, le opinioniste si sarebbero autocensurate, eccedendo in benevolenza e smussando le critiche?

        Succede, e spesso l’opinionista non si rende neanche conto di farlo.
        Per questo dico che sarebbe meglio parlare di indipendenza come book blogger (e in generale come lettore). Quanto sono influenzata nelle mie opinioni da una copia recensione ricevuta dall’editore, da uno scambio di battute con l’autore su Twitter, dall’opinione di un altro book blogger o della critica, ecc.? Non credo nella possibilità di essere completamente liberi da tutte queste influenze, però penso che interrogarsi sull’argomento aiuti almeno a essere consapevoli (e a rendere consapevoli i propri lettori) di quanto il proprio giudizio non viva in una bolla.
        Per questo, come dice librisognanti sopra, segnalare se il libro recensito è stato ricevuto dall’editore o chi per lui è una regola fondamentale. Stessa cosa la segnalazione di un link affiliato di una libreria online a fine recensione. Aiuta a stabilire un rapporto onesto con chi legge il blog, che una volta informato può decidere se rimanere, andarsene, prendere solo alcune cose e ignorarne altre a seconda delle sue preferenze.

        Che poi, alla fine si tratta di fare pubblicità per conto terzi. A gratis. In un mondo in cui normalmente, invece, la pubblicità si paga oro. Ma… sono scemi? Svendersi per nulla per… cosa? L’illusione di essere tra “quelli che contano”? E basta?! O_o

        Penso sia senz’altro una questione di reputazione. Il problema di questi book blog del “copia incolla”, che appunto guardano un po’ cosa fa il vicino e poi lo replicano senza chiedersi perché, è che non sanno bene in che direzione muoversi. Quindi sì, dicono di rivolgersi ai lettori, però poi invece di pensare a costruirsi una reputazione proprio con loro (come loro pari), pensano di doverlo fare con gli editori, i quali chiaramente se ne approfittano (e non perché ritengano quei determinati blog di particolare valore, eh). Da qui, nessuna reputazione, o al massimo il rischio di farsene una cattiva. Come in effetti è successo in questo caso.

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        • minty says :

          Altro post molto interessante e chiarificatore, Livia.

          conta moltissimo il libro come oggetto, con la copertina sbrilluccicante con sopra la solita modella con la posa da morta e tutto quanto,

          Qua sono morta io. Dalle risate! XD

          il desiderio di avere il libro tra le mani (che quell’altra blogger già ha! Argh! Invidia!) […] i post di In My Mailbox stabiliscono una gerarchia di potere nella book community.

          Riflessione puntuale e precisa. Hai studiato molto il lit-blogging anglosassone, o sbaglio? 🙂

          dicono di rivolgersi ai lettori, però poi invece di pensare a costruirsi una reputazione proprio con loro (come loro pari), pensano di doverlo fare con gli editori, i quali chiaramente se ne approfittano

          Già. Che poi il risultato è vedere tanti blogger letterari che pubblicano tutti la stessa anteprima/segnalazione della stessa uscita la stessa settimana. Credendo pure di fare un servizio letterario (invece sono solo paragonabili ai ragazzi che distribuiscono volantini altrui, in più facendolo gratis). Come se il vero lettore forte, messe le mani su una connessione internet, non potesse trovarsele da sé certe informazioni.
          E invece l’effetto è quello di un intero gregge di pecore belanti lo stesso comunicato stampa. Bella roba °_°

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    • Gaia Conventi says :

      Hai fatto un lavorone! 😀

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  33. Elena says :

    Dopo aver letto un po’ in giro nei blog dei fantastici 90 mi viene un’unica considerazione: quante braccia rubate all’agricoltura.

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  34. Silvia Schwa says :

    Premetto che io non c’entro niente da nessuna parte, sono una lettrice forte e una pseudo-blogger (nel senso che ci scrivo a tempo persissimo e seguo quando capita).
    Leggo di questa vicenda ora e un po’ mi vien da sorridere. Perché io -ogni tanto (w il precariato)- lavoro in biblioteca e, sempre ogni tanto, chiacchero spesso con un’amica che lavora in libreria del nostro lavoro, i gusti della gente, l’aria che tira… e mi dispiace dover dire a chi ha pensato quest’esperimento che quasi nessuno legge i blog, o almeno un piccolissimissima parte.
    E non ci vogliono chissà che “esperimentoni” per appurarlo, basta passare una giornata intera in biblioteca/libreria: o chiedono un consiglio a te, o hanno il pezzo del giornale o l’appunto preso alla radio (i media forti), o sanno loro cosa vogliono. A me nessuno ha mai detto ” voglio il libro consigliato da quel blogger”.
    Secondo me questo era un’esperimento fine a se stesso, punto. Sono d’accordo con quanto espresso da alcuni qua sopra, ad esempio stranoforte (anche se dovrei quotarne parecchi altri).

    >>A me sembra piuttosto una manovra per acquisire “peso”, al di là del libro proposto

    E’ la mia stessa impressione, sopratutto quando leggo certi blog, motivo per cui non li seguo spesso.

    Da lettrice distratta di blog dico solo che questo non fa che giustificare il mio pregiudizio verso moltissimi blog “letterari” (che prurito usare questo termine).

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  35. Jennipher says :

    Gaia sei proprio una deficiente. Non hai capito un mazza del progetto e parli. Al posto di screditare gli altri pensa a curare questo sciatto e inutile blog.

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    • Gaia Conventi says :

      E questo, certamente fa bene al vostro progetto. Non sai nemmeno insultare, dai! Sai che avrei fatto io al tuo posto? Mi sarei palesata con un vaffanculo, faccia da culo, testa di cazzo. E tu ti limiti a darmi della deficiente? Eh, tesoro, ne hai di strada da fare! Ma non qui. Ciao cara, stammi bene! 😀

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    • minty says :

      E’ bello quando si scatenano ‘ste bagarre, perché quelli che vorrebbero apparire i più fighi di tutti e far passare gli altri per mentecatti con prepotenza, finisce sempre che si qualificano da soli per ciò che sono…

      Signori e signore, vi abbiamo presentato la risposta corretta e matura di un blogger adulto e responsabile a una discussione che lo rig… aspe’, Jennipher! Ma tu, chi cactus sei? °_° E perché non ci linki il tuo blog? 😛

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    • Sara Crimi says :

      Ecco, questa mi mancava! Cioè, fatemi capire, una serie di blogger che si credono tanto importanti da pensare di poter influenzare il mondo editoriale pesta una merla grossa come una casa e insulta chi scoperchia il pentolone? Non ci siamo ragazzi, non ci siamo proprio. E la cosa interessante, e che in pochi dicono, è che il ridicolo comunicato stampa (*ridicolo, perché chiunque abbia un briciolo di dimestichezza con la comunicazione, il giornalismo e l’editoria sa che questo non è un comunicato stampa sotto nessun punto di vista), il comunicato stampa – dicevo – non sottolinea un dettaglino da niente: il vile denaro, fanciulli! Se fate un esperimento in vitro per vedere quale influenza avete sui dati di vendita di un libro allora che in vitro sia, non che per ipotetiche finalità statistiche fate cacciare dei soldi alla gente.

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      • Gaia Conventi says :

        Come mi faceva giustamente notare Julka, se una cosa la ripeti più volte e la ripetono in tanti, diventa automaticamente vera. Qui, tanto per non lasciare niente d’intentato, sono pure passati all’autoconvinzione. Convinci loro, convinci te stesso e, se proprio qualcuno non si lascia convincere, insultalo. Anzi, fai di meglio, tartassalo con messaggi privati, chiamalo in causa in ogni blog che rema dalla tua parte: portalo in piazza e fallo sentire colpevole. Colpevole d’aver scoperchiato quella pentola di merla che stavi facendo bollire sul fuoco.

        E non sto parlando di me, sia chiaro. Io me ne sbatto altamente di questa giostra, ma sono prontissima – in caso la faccenda trascendesse la semplice antipatia gratuita – a sistemare le cose come la nostra Repubblica consente di fare. Cosa che non dico per spaventare i polli: è solo un chiarimento per i pochi furbi. Me ne sbatto degli insulti, non li cerco online e qui li perculo soltanto. Ma i giochi sono fatti e le regole sono quelle del mondo reale: se i monelli vanno oltre, ci sarà modo di farli davvero cagare nelle braghe. Come ribadisco sempre: se apri un blog di satira e non ti tuteli prima, sei un pirla.

        Troppo cattiva? 😀

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      • minty says :

        un dettaglino da niente: il vile denaro, fanciulli! Se fate un esperimento in vitro per vedere quale influenza avete sui dati di vendita di un libro allora che in vitro sia, non che per ipotetiche finalità statistiche fate cacciare dei soldi alla gente.

        Dettaglino da ridere, proprio!
        Dovresti vedere alcuni dei blog coinvolti: in fondo ai post-segnalazione mettevano, bravi bravi, il link a qualche bookshop dove comprare il libro. E a volte ci sono pure i commenti di chi li ha presi in parola ed è corso a ordinare. Cioè, e quelli che trattano gli altri da stupidi siamo noi?!
        Elena, dove sei?! C’è pane per i tuoi denti giuridici! XD

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        • Gaia Conventi says :

          Il link all’acquisto è la vera ciliegina sulla cacca. 😀

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        • Elena says :

          Piu’ che insanguinati i miei son denti avvelenati! Sono inoltre allibita dai toni di certi blogger… Uno ha addirittura scritto “poveretti i nostri lettori gli abbian spezzato il cuore”. Ma come ha ben detto Daniela, e’ un generale sistema di presa per i fondelli che non va bene, pare una epidemia. Fortuna che ci sono oasi (rare) di onesta’ in cui riposare la mente e lo spirito. Io non credo di essere una idiota, ma quel titolo l’ho notato, poi ho optato per un altro di cui c’era la recensione, ovviamente mi resta il dubbio che anche questo sia un libro farlocco. Le copertine erano anche simili, non l’ho scelto per quello, ma per altri motivi tutti personali, leggere certi libri, anche se non sono proprio il mio genere innesca una serie di ricordi. Comunque sono felice che altri blog che seguo non siano coinvolti, e per me questa cosa presenta risvolti poco chiari…irregolari, oserei dire.

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      • GabriG says :

        Sara cara, in un blog ho provato a spiegarlo ma la risposta standard è “ma mica li abbiamo obbligati a comprare!” e quella creativa è stata:
        http://scrittevolmente.com/2013/02/15/la-fallace-forza-dei-blog/#comment-7037
        Dei veri geGni della comunicazione, ma se davvero non ci arrivano (o preferiscono fingere di non arrivarci per mitigare la figura di palta fatta) io ho di meglio da fare.

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  36. nina says :

    Ci ho pensato un po’, alla questione. Il fatto è che, appena ho letto il comunicato, ho pensato che non era una cosa poi così grave, e anche che mi sarebbe interessato il risultato dell’esperimento. Ovvero: quanto vale un posto su un blog? Vale più o meno di un posto di primo piano in libreria?
    In altre parole: il potere degli editori, che comprano le scansie in libreria, può essere combattuto dalla rete?

    Poi però ci ho ragionato un po’. Il fatto che sia stata un’idea partita dai blogger ti fa chiedere: perché? Perché i blogger volevano capire il loro potere “contrattuale”?

    E poi una domanda alla Giacobbo ha preso il sopravvento. Mi sono chiesta: ma sono stati davvero loro, i blogger, a lanciare l’idea? E se invece fosse partita da qualcuno di più scafato?

    Son dietrologa, vero? Una ridicola dietrologa. Ma dopotutto, i nomi dei promotori (anzi, delle promotrici, diceva qualcuno) non scappano fuori, e uno si chiede perché. E i fatti degli ultimi tempi (penso alla questione Lara Manni, in primis) insegnano che a volte la realtà supera la fantasia. Non mi stupirei, insomma, se dietro questa bailamme ci fosse qualcuno (magari non noto alla maggioranza dei partecipanti all’esperimento) già abituato a manipolare l’informazione in rete, qualcuno che *non* è un blogger sbarbatello.

    PS. Alla prossima per discutere di rapimenti da parte degli alieni 😉

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    • Gaia Conventi says :

      Cara Nina, il fatto che i promotori dell’iniziativa non escano allo scoperto, non fa bene al progetto e alla credibilità di chi ci è coinvolto.

      Non si sa chi ha scelto quel libro o chi ha contattato tutti gli altri blog. Abbiamo solo un comunicato stampa non firmato.

      I blogger, a mio parere, dovrebbero starsene ben lontani dalle sottane degli editori. Che peso ha un blogger nelle vendite di un libro? Io, sinceramente me ne frego. Non sono qui a vendere pentole.

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    • minty says :

      Anche questo un ottimo intervento! 🙂

      Perché i blogger volevano capire il loro potere “contrattuale”?

      Questo è il vero nocciolo poco limpido nell’intera faccenda, infatti (a parte la scarsa considerazione del lettore, la connivenza con gli editori, ecc., che sono questioni più immediate)

      ma sono stati davvero loro, i blogger, a lanciare l’idea? E se invece fosse partita da qualcuno di più scafato?
      Son dietrologa, vero? […] Non mi stupirei, insomma, se dietro questa bailamme ci fosse qualcuno (magari non noto alla maggioranza dei partecipanti all’esperimento) già abituato a manipolare l’informazione in rete, qualcuno che *non* è un blogger sbarbatello.
      PS. Alla prossima per discutere di rapimenti da parte degli alieni 😉

      Guarda, gli eroi della mia adolescenza/gioventù sono stati Mulder e Skully, quindi se vuoi fare un giro sull’ottovolante delle teorie del complotto, con me sfondi una porta aperta! XD
      Che poi, purtroppo, il web mi ha abituata al fatto che, a volte, la peggio dietrologia viene superata dalla realtà (ho visto cose, davvero…). Per cui…

      Domande interessantissime, le tue. Perché, ok il “I want to believe” (che c’ho pure il poster in camera! *_*). Ma magari noi preferiamo credere agli alieni piuttosto che ai venditori di fumo/fuffa…

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      • Gaia Conventi says :

        Per carità! Il complotto, ma figuriamoci. Più facile credere che la gente agisca così – perdendoci la faccia – per puro sport. Poi arriverà qualche inquilino del piano di sotto – vi avevo già detto che pensavo a una faccenda piramidale? secondo me ci sono un paio di persone che hanno ben chiaro quel che stavano facendo, e il resto del belante gruppetto a campare di pane, amore e fantasia -, ecco l’inquilino verrà mandato in avanscoperta – i fighi non si compromettono e non rilasciano dichiarazioni – per dare del deficiente a chiunque faccia domande pertinenti.

        Vi dice niente? Avete già visto ‘sto film?

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      • nina says :

        Perché i blogger volevano capire il loro potere “contrattuale”?, scrivevo prima, e non ci crederai ma avevo anche scritto una risposta, ma poi prima di postare l’intervento l’avevo tagliuzzato per non essere la solita prolissa. La riscrivo ora, scusami se farò strafalcioni ma sono appena rientrata e, forse, un po’ ubriaca. (Facevo un’indagine di mercato sulla birra. Che oggi giustifica tutto, anche un alcolismo latente 😉 )

        Perché i blogger volevano capire il loro potere “contrattuale”, insomma?
        Semplice curiosità?
        Per banale mania di grandezza?
        Per motivi nobili? Ad esempio, scoprendo di avere un certo peso, pensavano di poter intraprendere un discorso del tipo “ti avverto, editore, se pubblichi immondizia e io lo dico sul blog, hai un danno, mentre se pubblichi bei libri ti faccio pubblicità *perché lo meriti*”?
        Per motivi meno nobili — “guarda un po’ che bel libro il mio, se me lo pubblichi ti regalo un pubblico acquirente e anche un po’ bovino”, oppure, “perché non mi prendi a lavorare nella tua casa editrice”?

        Magari i motivi sono tutti nobili, eh. Per la maggior parte sono senz’altro nobili. Ma il fatto che la rete dei blogger voglia quantificare il proprio valore, anzi, *monetizzarlo*, mi inquieta un po’. Forse dipende dal fatto che, da che mondo è mondo, quando si mette l’etichetta del prezzo su qualcosa è perché la si vuole vendere.

        Tra parentesi, mai vista un’indagine di mercato fatta peggio. Ogni blog ha il suo pubblico di riferimento, non puoi pubblicizzare lo stesso libro ovunque, perché il risultato sarà nullo. In un blog di romance non puoi pubblicizzare un noir, o magari sì, puoi, ma quanti lettori lo compreranno? Nessuno. Significa che il blog non ha peso? No, significa che quel libro, lì, non c’entrava un tubo.

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        • Gaia Conventi says :

          Magari hanno scelto blog molto simili, così il libro va bene per tutti.
          E qui, fossi uno dei blogger della cordata, mi preoccuperei: 90 blog simili? Amico, non stai facendo un buon lavoro se il tuo blog assomiglia a quello di altri 89 colleghi.
          Ma colgo pareri – mi scuso, non ho guardato quei 90 blog – che me li raccontano come semplici lanci e rilanci di nuove uscite, e immagino che blog fatti così li si scambi facilmente per altri: altri blog che mettono sulle proprie pagine la stessa roba. E dico che lo immagino perché non è il mio genere di blog: per sapere che roba esce consulto Il Libraio, così ci faccio qualche articoletto (Il Libraio è un blog satirico a sua insaputa).

          Insomma, che ci si guadagnava a portare avanti questo test? A sentire i pochi che parlano – e continuo a dire che la piramide lascia parlare chi ha ben poco da rivelare – non c’erano soldi da prendere. Mio marito, che coi soldi – degli altri – ci lavora (ma non fa lo scassinatore, sia chiaro), mi dice che sputtanarsi la faccia e non prenderci nemmeno un soldino è assurdo, assurdo due volte: perderci la faccia gratis è davvero il massimo dell’idiozia. Magari è cinico da dire, ma tanto, che ci frega?, abbiamo detto di tutto. E perché abbiamo detto di tutto? Facile a dirsi: perché il comunicato stampa – non firmato, daje! – non spiega niente, perché nessuno dice cose chiare – il blablablà del “voi non avete capito” non fa fare molta strada – e, come ciliegina, chi si è offeso è chi ha fatto il marone, e catapulta colpe verso chi il marone l’ha tirato fuori.

          E anche qui bisognerebbe chiarire: chi ha tirato fuori cosa? Era uscito un articolo, il mio ancora doveva uscire e questi si erano già calati le braghe col comunicato stampa. Quindi, chiediamoci, chi ha scoperchiato la pentola? Sempre loro, i siori che se la suonano e cantano, svendono i lettori, tengono il segreto, escono allo scoperto con un comunicato e poi danno dello stronzo a chi non ha buttato tutto sul ridere. Sul blog di Stranoforte trovo La Leggivendola che mi dice che LOL – LOL? – siamo ancora qui a parlarne. La mia risposta? “Ma LOL ‘sto par di palle!”, ecco, proprio così. A buttarla in vacca – tutti amici e tutti felici – per far finta di niente? Tutto come prima? Ma stanno scherzando o cosa?

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          • nina says :

            Sai, Gaia, io la penso nel seguente modo.
            Appena ho letto il comunicato stampa — non qui, peraltro; su un blog che seguo abitualmente — ho pensato che la cosa *non* era grave. Solo dopo, leggendo il tuo articolo, leggendo i commenti, leggendo le aggressive risposte degli admin di Scrittevolmente, ci ho ragionato e ho, semplicemente, cambiato idea. Perché a volte — spesso, anzi — lo faccio.
            Visto che io per prima non lo consideravo grave, quindi, posso credere nella buona fede di chi ha partecipato all’esperimento. Ti chiama una blogger che stimi; 90 blog che si accodano; tutti dicono “bene, bravi, bis”, e tu non ci vedi niente di male. Il gruppo, in queste dinamiche, è importante.
            Però, poi. Poi scoppia la magagna. Qualche blogger con un senso critico più spiccato ha la nausea per quel che accade e lo dice; gente che ti seguiva ci è rimasta male; tu, blogger coinvolto, ci ragioni un po’ meglio e ti accorgi che inevitabilmente, con un esperimento del genere, ti poni *al di sopra* dei tuoi lettori. Ci pensi un attimo e ti accorgi anche che per alcuni blogger “scoprire l’influenza” significa davvero, banalmente, gridare “hurrà, ho fatto comprare un libro”.
            Insomma, magari non subito, ma ragionandoci su con calma — possibile che tu non senta il bisogno di fare un po’ di autocritica? A volte si sbaglia, è normale, ma trincerarsi dietro un “avevamo ragione noi, e se gli utenti ci sono rimasti male è perché *sono stupidi*”, se da un lato suona tranquillizzante, dall’altro non fa che confermare il senso di superiorità che, in modo latente, sta dietro una simile operazione.

            Per gli organizzatori; tu non vuoi ipotesi alla Giacobbo e quindi… te le risparmierò 🙂

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            • Gaia Conventi says :

              La mia idea è sempre stata quella del pesce grande e del pesce piccolo. La catena alimentare è fatta di qualche blogger che ha ben presente quello a cui mira il test, poi si scende di un gradino e lì stanno i blogger che vengono coinvolti – convinti, vedi tu -, alla fine della fiera c’è il lettore. Chi sta sopra sa tutto, chi sta a metà sa quello che gli raccontano, il lettore non sa una cippa.

              Posso capire che gli organizzatori – i pesci grossi – non vogliano uscire allo scoperto, si ritroverebbero contro anche qualcuno del gruppo. Vuoi che qualche blogger coinvolto non si sia sentito preso per il culo? Semplicemente non lo dice, non gli conviene. Oppure attacca, tanto per vedere se le critiche si placano.

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        • minty says :

          il fatto che la rete dei blogger voglia quantificare il proprio valore, anzi, *monetizzarlo*, mi inquieta un po’. Forse dipende dal fatto che, da che mondo è mondo, quando si mette l’etichetta del prezzo su qualcosa è perché la si vuole vendere.

          I motivi che elenchi, nobili e no, sono quelli che vengono in mente per primi guardando alla faccenda. E il più “nobile” ha comunque di fondo una vanità spropositata e una deviata percezione di sé che lévati!

          La tua frase sul prezzo è un ottimo suggello, direi 😐

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  37. Silvia says :

    Da quel che ho capito io questi blogger sono stati avvicinati al salone del libro dei piccoli editori , è là che hanno loro proposto il “nobile esperimento”, quindi dietro per me ci sono gli editori eccome….insomma per me gli editori volevano testare se i blogger li aiutavano o meno a vender libri…. tra l’altro l’esperimento finiva il 15 , la scoperta di tale esperimento c’è stata solo uno o due giorni prima della fine , chissà che risultati a avuto????
    Oppure l’esperimento consisteva nell’arruolare una manica di blogger senza scrupoli e vedere fino a che punto si sarebbero sputtanati per vanagloria, così tanto per veder fino a che punto uno può esser tanto diversamente abile eticamente da non rendersi conto che la prossima volta che consiglia un libro non lo caga più nessuno ….. io però di blog coinvolti ne ho trovati solo 43, la si pubblica stà lista o no??’

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    • Gaia Conventi says :

      Immagino non vedremo i risultati del test, però abbiamo visto i risultati online. E non mi sembrano incoraggianti. 😉

      (Non ho la lista dei partecipanti ma non ho alcun problema a caricarla online, l’avete? È certa? Se sì, qui lo spazio c’è).

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  38. paolo f says :

    A proposito di editori che “convocano” i bookblogger, leggete qui:

    http://cosedalibri.wordpress.com/2012/12/01/paolo-giordano-il-corpo-umano-e-qualche-blogger/

    “mercoledì 28 ottobre scorso paolo giordano ha incontrato una serie di bookblogger per una discussione informale al pavé di milano, locale/panificio che non conoscevo e che consiglio vivamente. l’incontro era stato organizzato dall’editore di giordano, mondadori, e l’argomento era Il corpo umano, seconda prova dello scrittore torinese…”

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    • minty says :

      giordano […] ha dichiarato, a proposito della sua maestra elizabeth strout, di tendere come lei all’isolamento, che la sua vera natura gli imporrebbe di non fare altro che scrivere, senza comparire.

      Sarà per quello che da due sere è in platea al Festival di Sanremo in quanto componente della giuria di qualità…

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      • Gaia Conventi says :

        Sparare cazzate non è reato. Purtroppo. 😉

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      • paolo f says :

        Ieri sera, mentre ero di sotto (sto alla larga dalla tv) sentivo dal di sopra, appunto, che si presentava la giuria, e quando ho sentito il nome di giordano mi si è leggermente rivoltato lo stomaco. Non ho nulla contro quel ragazzo, ci mancherebbe: ma vedo che è stato preso nell’ingranaggio lobbistico totale, è diventato una rotella della grande fiera cultural-nazional-popolare, e questo non gli farà bene.

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    • Gaia Conventi says :

      Paolo, qui si sta pasturando alla grande! Chi ci dice che questo egregio esperimento sia stato il primo? Metti che invece sia il secondo o il terzo.

      Certamente non sarà l’ultimo, mi raccontano che una partecipante abbia pubblicamente dichiarato – parlando con una sua utentessa un po’ amareggiata – che, in una prossima occasione di “test su carne che legge”, si sarebbero accordate per una parola d’ordine. Così la tizia avrebbe capito il perché del lancio e si sarebbe messa le mutande d’amianto. Non ti sembra un pensiero cortese verso l’utentessa? E gli altri utenti? Be’, si fottano, mica sono tutti uguali.

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      • paolo f says :

        Trovo tutto questo, come dire?, molto “notabloggerkatawebbiano”, non so se mi spiego.

        La maestra ha fatto scuola, a quanto pare: ma le allieve non sembrano all’altezza, forse troppo giovani e sprovvedute, forse mancano del necessario pelo sullo stomaco, così si son fatte smascherare in maniera eclatante. E, invece di scegliere la tattica del “silenzio totale con connivenza collettiva” come accadde nel caso-matrice (che tu sai), si sono messe a blaterare in giro, con “comunicati stampa” (che con la stampa non hanno nulla a che fare), precisando, giustificando, e così scavandosi la fossa. Ogni parola in più che dicono è una nuova zappata sui piedi: ormai non si rimedia più.

        Se avessero seguito la scuola vera, quella della madre-matrice, se la sarebbero cavata meglio e avrebbero potuto ripetere tutti gli esprimenti che volevano. Ma siccome non sono abbastanza radicate e immanicate, non sono nessuno: anzi, essendo desiderose di “acquisire peso”, si sono fatte incantare dal mondo simil-dorato dell’editoria, che in realtà ti guarda, ti soppesa e, se ritiene che potresti esser utile, ti mastica, e poi, quando sei diventato poltiglia, ti sputa.
        Loro avranno ricevuto giusto una leccata, prima di finire nel bidone.

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        • Gaia Conventi says :

          Molte persone si fanno incantare dall’editoria glitterata, e l’editoria ti mastica e ti sputa quando meglio crede. E sono esordienti col botto, che finiscono nello sgabuzzino. E premi al libro venduto, e quello dopo non vende un cazzo. E sono sempre le solite facezie: l’editoria italiana ha bisogno di vendere, non importa come. Poi, sai, c’è chi si crede scafato e scivola. C’è chi crede sia tutta una favola, e scivola. C’è questo e quell’altro. Si potrebbe giustificarli tutti dicendo “ci sono cascati”, ma poi te li ritrovi in giro, con una sicumera e una spocchia da fini pensatori, e finisce che non ti fanno poi così pena. Solo un po’ schifo, ecco.

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          • nina says :

            Ahahah, già, questa cosa dei fini pensatori l’avevo notata anch’io. Da qualche parte, un tipo ha scritto più o meno che “beh, che c’è di male? Anche Facebook fa ricerche di mercato sui suoi iscritti…”
            E ha ragione, perbacco! Facebook, notoriamente, è portato come esempio di etica da seguire, e soprattutto ha finalità commerciali proprio come le hanno i lit-blog. Come dite, i lit-blog non dovrebbero averle? Ma tu guarda…
            Sono soprattutto queste risposte a fammi pensare che non sarebbe male, in fin dei conti, se si scoprisse che sono stati proprio loro, i “fini pensatori”, a ballare come topolini al ritmo di qualcuno più navigato. A questo proposito, è divertente notare come molti blog più paraculi – che hanno pubblicato, guarda caso, una recensione al libro interessato nel periodo in questione – si sono ben guardati dal pubblicare poi il comunicato stampa, e per questo, ad esempio, mancano dall’elenco di Silvia.

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            • Gaia Conventi says :

              I paraculi non mancano mai. Sono i miei preferiti. 😀

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            • minty says :

              E’ perché il 90% di loro sono dei fini pensatori che ancora non si rendono conto del perché ci sia da inca22arsi, del perché il tutto è irrispettoso, del perché come ricerca sociale non aveva speranza (altro che sociologi tuonanti anatemi, come ho visto! Alessandro ha spiegato bene come stanno le cose davvero. E anche io vorrei sapere come pensavano di raccogliere dati che comprendessero anche librerie, usato, ebook, ecc., pure tenendo conto dei tempi dei resi, ecc.).
              No, tutti a fare gli offesi o a dire “era tutto innocente, non c’erano altri scopi”. E il 90%, appunto, ci crede davvero.

              Sono d’accordo con Paolo: 20 anni di berlusconismo hanno completamente levato al popolo la capacità di ragionare davvero, per conto proprio, di farsi domande e di cogliere le sfumature (tranne quelle di grigio! 😛 )

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      • paolo f says :

        (ho usato il femminile per “le allieve”, dando per scontato che fossero tutte ragazze, ma suppongo ci siano anche i maschietti)

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      • minty says :

        Non ti sembra un pensiero cortese verso l’utentessa? E gli altri utenti? Be’, si fottano, mica sono tutti uguali.

        Guarda, io quando ho letto quella risposta, son rimasta senza parole. Perché posso capire l’errore di valutazione, le scuse, la presunta buonafede, ecc. Ma quella roba lì vuol dire che in futuro, se ricapiterà, non ci saranno remore a ritentare il giochino manipolativo dei proprio follower.
        E allora NO, porco Dende! Una seconda possibilità ‘sti cactus! Questa e altre cose che dice in giro… E’ proprio che mi son sbagliata a valutare la persona, ed evidentemente non merita la stima che le portavo. Scoccia, ma è così. Non perdo neanche tempo a risponderle, proprio… -_-

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        • Gaia Conventi says :

          Comprendo il tuo errore di giudizio, è stato pure il mio. Si rimedia alla svelta. Un bel ciao ciao con la manina e via.

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        • paolo f says :

          Ehi, minty, allora uno di questi giorni ce la facciamo una pausa pranzo in centro?
          Siccome sto in mezzo a: Municipio, Palazzo delle Poste, Agenzia delle Entrate, Tribunale, Avvocati, Notai, Commercialisti ecc., con tutti ‘sti yuppies e donne in tacchi alti non mi trovo. Ogni tanto vorrei respirare, ecco.

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  39. Silvia says :

    Ecco l’elenco dei blog da me trovato che hanno pubblicato il comunicato “La fallace forza dei blog”
    (sono diminuiti di numero rispetto la prima volta che li ho cercati infatti ad una seconda verifica fatta per sicurezza in una decina non ho trovato più il comunicato…..allora non li ho messi ….) :
    L’ora del libro di Anita book
    Emozioni in bianco e nero
    La contorsionista di parole book blog
    My sweet book
    La biblioteca dei sogni
    Cuore d’inchiostro
    La fenice book
    La Leggivendola
    I libri di Lo
    Un buon libro non finisce mai
    Scrittevolmente
    From a book lover
    Il profumo dei libri perduti
    Romanticamente fantasy blog
    Il libro eterno
    Ombre angeliche
    Appoggiato sul comodino
    Tera’s booksheeves of doom
    Forgotten pages
    La biblioteca delle muse
    Veiled mirror
    Il libro che pulsa
    Storie dentro storie
    Bookland viaggiando tra i libri
    LibrAngoloAcuto
    Mr Ink . Diario di una dipendenza
    Il magico mondo dei libri
    Lost in good books
    Atelier dei libri
    Uncanny nerdz
    Polvere alla polvere
    Barbara Risoli
    Dusty pages in wonderland
    Paper blog : comunicati di :Juliette 1804, Isahale, Girasonia76, Terachan.

    Molti di questi blog parlano di libri young adults genere urban fantasy , distopico, ecc… quindi stò libro che “spingevano” dev’esser stato una specie di mosca bianca per gli utenti- adolescenti, si saranno chiesti che cavolo era quella roba ! 🙂 ( non credo proprio lo abbiano preso), ( tra l’altro questi blog sono macchine “spingitrici” di libri ho visto contemporaneamente sempre gli stessi libri in tutti , allucinante..
    Prima di me in molti blog è passata Julka75 chiedendo gentilmente delucidazioni, o non le hanno proprio risposto o l’hanno presa a pesci in faccia, ho inoltre notato che gli “utenti” che li appoggiavano e si scandalizzavano del “fallimento” della “nobile” iniziativa eran sempre gli stessi in blog differenti , quindi inizio a pensar che fossero altri blogger più che semplici lettori!
    Va bè , con questo saluto! 🙂

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    • Gaia Conventi says :

      Perfetto, ti ringrazio per la segnalazione.
      Dalla regia mi comunicano che qualche blog ha messo e poi tolto il comunicato, altri hanno levato la recensione/segnalazione del libro. Pare, insomma, che qualcuno abbia pensato di togliersi il problema cancellando la roba scomoda.

      Strano, eh?

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    • julka75 says :

      Molti di questi blog hanno semplicemente segnalato il romanzo, scrivendo nel post che ‘ne hanno sentito parlare’, ‘lo hanno incontrato in libreria, oh che coincidenza’, e cose così. Guarda, io sto cercando di lasciare un po’ di beneficio del dubbio sulla buona fede di chi ha partecipato, ma davanti a segnalazioni, in blog che non c’entrano nulla con il libro segnalato, francamente il mio beneficio si sta assottigliando.
      Sul prendermi a pesci in faccia, devo dire che è un loro diritto. Sono andata io a casa loro a chiedere, chiedere è lecito, rispondere è cortesia e se arrivano pesci in faccia, meglio. Speriamo siano orate, che ne ho proprio voglia! YUMM!

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    • minty says :

      quindi stò libro che “spingevano” dev’esser stato una specie di mosca bianca

      Guarda, io per adesso ho fatto più che altro un giro esplorativo, per capire un po’ la dimensione della cosa e tirare giù link. E già così ho visto cose da sganasciarsi, gente che faceva numeri da circo per introdurre la segnalazione così, senza parere, come per caso (introduciamo oggi una nuova rubrica, sapete ho visto un libro bellissimo in libreria, so che non parlo mai di … però oggi, cambiamo un po’ le nostre abitudini e, ecc.). Mi ricordano i bimbi che fanno i finti tonti dopo aver rubato la Nutella! XD
      Per non parlare dei commenti di quegli utenti che, apertamente, dicevano che non erano convinti/non gliene fregava nulla.

      Appena avrò finito con ‘sta lista (lunghissima! °_°), voglio lanciarmi in un tour di piacere per tutti i blog coinvolti, così, per puro divertimento, per guardare il teatrino delle pantomime e delle arrampicate con ventosa! 😀

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      • Gaia Conventi says :

        Un teatrino degno di una trama tramortita, e io… quasi quasi… 😀

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        • neferhetep says :

          Posso farvi una domanda? Ma che male vi hanno fatto? Vi hanno rubato qualcosa? Silvia ma davvero credi che 90 o più persone da tutta Italia e non solo si sono prese dei giorni di ferie dal lavoro e dalla famiglia e si son fatti avvicinare dalle case editrici? E che è? Spionaggio? Parlate di cavie? Era un progetto con delle statistiche, nulla di compromettente.. Affermate che i follower son stati usati come cavie perchè non sono stati avvisati, ma se avessero detto subito del progetto i risultati non sarebbero risultati mendaci? Volete dei nomi, una lista, qualcuno su cui puntare il dito… E per cosa? Per dire non seguite più questi blog? Ma state scherzando? Mi sembra d’esser tornata al tempo del fascismo in cui si chiedevano i nomi dei ribelli!!
          Quando esce un film fare pubblicità è reato? In televisione non si vedono continuamente pubblicità?Le promozioni sono reato? I blog che hanno partecipato volevano vedere semplicemente come funziona attualmente la pubblicità: il sistema mondiale della pubblicità funziona uguale! Tutti i giorni voi comprate prodotti che vengono pubblicizzati! Vi danno campioncini da provare in farmacia, in profumeria, per strada eppure nessuno punta il dito su chi lo fa, anzi prendete e portate a casa tutti contenti! Qual è la colpa dei 90 blog aderenti a questo progetto? Gaia saresti disposta ad ospitarli nel tuo blog, sentire anche la loro campana? Potrebbe essere che vi sbagliate? A me sembra che come sempre siamo i soliti italiani che si fanno la guerra tra di loro… Voi siete nel giusto gli altri sono i cattivi, eppure quelli che stanno cercando di screditare questi blog siete voi, io commenti o articoli contro Inchiostro Bianco e Giramenti non ne ho visti…

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          • Gaia Conventi says :

            Carissima, sarò sincera, leggere che pare d’essere tornati ai tempi del fascismo mi fa sorridere. Noi vogliamo i nomi dei ribelli? In realtà no, vorremmo solo sapere chi stava cercando di farci comprare quel libro. Ormai il test è andato, svanito, morto. C’è gente che vuole spiegare le proprie ragioni? Siamo qui, e siamo sempre stati qui. Hai visto censurare qualche commento? Hai sentito qualcuno lamentarsi di non essere stato incluso in questa discussione? Guarda, al contrario di qualche blogger stimato e seguito, qui la censura non va di moda. Se è passato il commento che mi dà della deficiente, se è passato il tuo… i commenti che mancano sono quelli che qualcuno non si è preso la briga di scrivere.

            Spionaggio? No, direi cialtroneria. Non seguiamo più quei blog? E non ti sembra un nostro diritto? La pubblicità non è reato, ma in tv lo scrivono in basso, magari in piccolo ma c’è. I campioncini? Hanno la scritta “promozionale”, si stanno promuovendo, vogliono che io acquisti il prodotto. Lo scrivono, lo dicono. Le pubblicità dei film? Chiedono d’andare al cinema. Ti torna tutto?

            E poi, invece, c’è un libro pubblicizzato – ma non mi si scrive niente in piccolo – da novanta blog. Lo si pubblicizza – sì, è pubblicità – per venderlo. Perché? Perché se io lo compro faccio numero. E che succede se faccio numero? Che io e gli altri acquirenti finiamo in una statistica che dice che quei blog hanno influito sulla vendita del libro. Che ci guadagnano quei blog? Magari l’editore gli manda un panettone a Natale, o altri libri da spingere. Io non lo so, e sai perché non lo so? Perché il comunicato stampa non lo dice.

            Noi non siamo nel giusto e gli altri non sono cattivi. Noi siamo solo quelli che avrebbero dovuto comprare quel libro per fare contenti novanta blogger. E se non hai visto commenti negativi nei nostri confronti, ne sono lietissima. A me ne hanno riferiti di molto divertenti, ma magari siamo tutti in malafede. Noi.

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            • neferhetep says :

              Grazie della risposta 🙂 No, non si è tutti in mala fede, ma forse si sta facendo una polemica inutile per qualcosa che non è poi così terribile come viene dipinto…

              Grazie ancora per la tua risposta

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              • neferhetep says :

                Dimenticavo, io sono una mistery shopper ovvero vengo pagata per andare in determinati negozi e fingermi una cliente per poi valutare il servizio e altre cose… Anche questo può ritenersi una truffa, pur essendo legale?

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                • Gaia Conventi says :

                  Non vedo come le due cose si assomiglino. Ma se vuoi illuminarci in merito, siamo sempre qui.

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                • LFK says :

                  No, quello che fai tu è un servizio pagato, ed è diverso da quello che è successo in questo caso. I prodotti in vendita sono lì per essere acquistati e valutati. E tu lo fai per qualcuno che ti paga. E anche il produttore del prodotto viene pagato. Tieni presente che a volte chi ti commissiona un acquisto ha ricevuto la richiesta dallo stesso produttore per capire i difetti o i pregi del suo prodotto.

                  Ma un lettore, a cui viene spiattellato lo stesso libro ogni due click, non deve essere trattato come un animale, usando lui e i suoi acquisti non proprio volontari, proprio per stabilire che non sono volontari. Cioè alla fine cosa avrebbero detto a queste persone? “Ehy, guarda che ti sei letto il libro perché IO TE L’HO FATTO COMPRARE!!!”. Ok, ora da lettrice tu che diresti? Diresti “Grazie” o “Vaffanculo”?

                  La differenza tra chi elogia quel progetto e chi lo osteggia, è tutta nella scelta della risposta.

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              • Gaia Conventi says :

                Guarda, credimi, capisco di passare per stronza. E va benissimo, eh? Il mio personaggio lo richiede, ho un blog di satira, non posso dipingermi in altro modo. Ma non sono una pazza sanguinaria (magari col tempo e l’impegno…). Quindi rispondo a tono, se mi si manda a quel paese faccio altrettanto, se ricevo un commento intelligente, cerco di sembrare una persona normale.

                Non si è tutti in malafede, mi pare chiaro. Ma trincerandosi dietro comunicati stampa non si arriva a niente. Non credo che questa polemica sia sterile, non la trovo un semplice passatempo, ma posso immaginare che dia fastidio a chi faceva parte del progetto. A chi era convinto e ora lo è un po’ meno, a chi era convinto e ora lo è di più. Ma le cose non si risolvono mettendole a tacere. Qui stiamo parlando di una vicenda scabrosa, di qualcosa che potrebbe – se taciuta – passare per un vezzo, una moda, un test che non lascia strascichi. Ma non è così.

                Quindi ok, amici come prima e facciamo finta che non sia mai successo? No, mi spiace, non lo ritengo possibile.

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          • minty says :

            Credo che Gaia abbia già spiegato bene la cosa. La differenza sta tutta nella percezione del messaggio e nel rapporto che ho con chi lo veicola. Davanti a spot, volantini, campioncini, promozioni e quant’altro, io so di trovarmi davanti a una pubblicità. E mi metto in una certa disposizione mentale per valutarla.
            Però, correggimi, quando seguiamo un blog (che a meno di dichiarazioni diverse, dovrebbe essere un sito senza secondi fini oltre alla condivisione), magari commentiamo, chiacchieriamo col blogger… diciamo che nei confronti di quel sito ci poniamo piuttosto in un rapporto di parità, se non proprio di amicizia, comunque di fiducia, di chiacchiera disinteressata. E viviamo i post come consigli sinceri, opinioni vere e precise di una persona come noi. La disposizione d’animo è diversa, poiché davanti a una segnalazione crediamo di essere davanti a una chiacchiera innocente, e non davanti a una pubblicità.
            Il problema di queste segnalazioni, anche se fatte in buona fede, è che, per lo scopo stesso della ricerca (capire di quanto si possano spostare le vendite di un libro causa lit-blog), facevano sì che si cercasse di vendere qualcosa. Anche se i post parevano “normali”, in realtà, in alcuni casi pure inconsciamente o involontariamente, erano immancabilmente pubblicità tesa a spingere un acquisto. Solo che il follower non lo sapeva e gli dava lo stesso peso di una chiacchiera amichevole.
            Che poi, per carità, nessuno ha inventato nulla: già 10 anni fa sentivo parlare di gente pagata (in real life) per parlare bene ai propri amici di certi prodotti. L’effetto è lo stesso: sfruttare una fiducia e un’incosapevolezza altrui per instillare uno spot senza che esso appaia per cos’è davvero. Non so a te, ma a me l’idea fa schifo!

            Tra l’altro, girando per ‘sti blog, si vedono sì blogger caduti dal pero, sinceramente dispiaciuti dell’accaduto, spesso ancora inconsapevoli di quanto e perché l’intera operazione appaia ‘grigia’ e sgradevole, vista da fuori. Ma trovi anche le scenette di blogger coinvolti che andavano su altri blog coinvolti e commentavano i post di segnalazione entusiasticamente e/o reagendo come se scoprissero il libro in quel momento grazie a quel messaggio, e affermavano di volerlo leggere, di averlo in wishlist, ecc. Tutto come per caso. E allora, lo spettacolo si fa davvero grottesco, e si deve ammettere che, in mezzo alle persone ingenue che hanno partecipato, ci sono anche dei conclamati paraculo di mer*a, ecco.

            Quanto ai commenti poco carini sui due-tre blog che hanno scoperchiato il pentolone, spiace dirlo, ma in giro se ne trovano eccome. Anche se, spesso, cercano di passare tutto per allusioni e non detti e parlano in generale. Ma non è difficile capire a che blog si riferiscano. Poi c’è pure chi fa i nomi, eh.

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            • Gaia Conventi says :

              Ecco, credo che la cosa sia stata spiegata nel migliore dei modi. Più di questo non saprei che dire, che aggiungere… Se così non è chiaro, non saprei in che altro modo raccontare il mio stato d’animo.

              E non è polemica, vorrei ripeterlo, è soltanto la reazione di chi si è sentito preso per i fondelli. Niente di più, senza cattiveria, solo con dispiacere e fastidio. Anche adesso, quando averlo spiegato in tutte le salse non basta. E lì di nuovo il dubbio: se così non lo si capisce, può essere che qualcuno non lo voglia capire?

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          • julka75 says :

            Guarda che la libertà di pensiero esiste anche a senso inverso, non esiste solo per i 90 blogger coinvolti nell’esperimento. Abbiamo ancora un articolo 21 che sancisce libertà di opinione e di critica. Non è che se 90 persone fanno qualcosa che a noi sembra una roba fuori dalla grazia di Dio dobbiamo stare zitti perché sennò poi ci restano male. Hanno aperto dei blog pubblici? Bene, quando si è pubblici ci si espone e si assumono le conseguenze di quello che si scrive, con i detrattori connessi. Vediamo di capire questa cosa una volta per tutte. Non chiudo con una bestemmia perché sono una signora ma mi scapperebbe tanto volentieri.

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            • Gaia Conventi says :

              Non per essere la solita puntigliosa, ma se non è previsto un consenso informato a una ricerca di mercato, vorrai mica consentire le polemiche da sciampista? 😀

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            • neferhetep says :

              Non volevo far polemica e non è mia intenzione criticare, ho fatto delle domande ed ho ottenuto risposta…

              Chiedo scusa alla padrona di casa se ho dato l’impressione di attaccarla o di volerle imporre il mio pensiero…

              La libertà di pensiero esiste per tutti, io leggendo qui e là dopo la prima segnalazione di Inchiostro bianco non ho visto malafede, ma forse sono ingenua, se poi chi non è concorde con ciò che pensate voi non è ben accetto basta dirlo, tolgo il disturbo e chiedo scusa per il mio intervento… Però il confronto a parer mio è costruttivo e nulla è mai tutto bianco o tutto nero 🙂

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              • Gaia Conventi says :

                Non devi scusarti, non mi sembra tu abbia combinato danni. Se però credi che qui il confronto non sia gradito, dovrebbe stupirti il fatto di poter tranquillamente commentare senza essere sottoposta a censura o moderazione.

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  40. Elena says :

    A parte che il cd mistery shopper nasce per controllare il servizio e NON per convincere il cliente a comperare, a parte che negli USA ci sono state ebbene sì delle condanne per TRUFFA, e qua mi dispiace ma non solo ho la mente giuridica, ma conosco pure l’ammeregano e il common law, ma soprattutto, che fine hanno fatto i bei lavori di una volta, tipo il panettiere? la merciaia? ma sai che devo fare chilometri per trovare un bottone? e le infermiere? ecco, dai, pensateci.

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  41. firestealer says :

    Nihil novum sub sole.

    Cosa non è nuovo? Non è nuovo che ci sia la solita guerra tra poveri in cui ognuno tira l’acqua al suo mulino.

    Non è nuovo il tema (del tentativo) della manipolazione e non è nuova la contropropaganda che difende i primi poveracci dai secondi, i secondi dai terzi e così via.

    Mi sembra che lo sforzo (forse più pragmatico che scientifico) di verificare l’impatto di un blog sull’opinione pubblica non sia tanto diverso dallo sforzo di capire se gli elettori smettono di votare perché non c’è offerta politica. O non c’è comprensione dei veri temi sociali. Insomma, ognuno tira l’acqua al suo mulino, l’acqua sale, i sorci annegano e la vacca si ingrassa. Tutte cose che non c’entrano un cazzo l’una con l’altra, conclusioni tratte con quattro stracci di informazioni in mano e l’illusione di comprendere qualcosa di più, compiacendo e compiacendosi.

    Il mio punto di vista è che tutti i castelli ed i controcastelli fatti sui miei gusti crollano quando si devono scontrare con la mia comprensione: nessun blog ha mai dettato legge nelle mie scelte e nessun blog mi farà disamorare di quelli che seguo solo perché uno dice all’altro “bugiardo!”.

    Sono follower di blog che recensiscono libri solo perché e finché il loro modello di recensione resterà obiettivo, nel bene e nel male.

    Per questo spero e mi auguro che piuttosto che guardare nelle tasche di chi vanno i soldi di queste promozioni strumentalizzate – e per favore verifica e pubblica carte su questi “presunti guadagni immorali”, poi fai anche la guerra alla tv nazionale che sponsorizza il libro scritto “in squadra” da Lapo Elkann, magari diventi tu famosa e fai tu i “presunti guadagni immorali” – persone intelligenti come te nello scoprire le “magagne” magari insegnino a questi blogger come si fa una recensione “tecnica”, visto che di recensioni tecniche ce ne sono poche in giro.

    Fa` questo: discredita i blogger “faziosi” e promuovi quelli tecnici, e ti dò un consiglio per farlo:
    – una recensione faziosa è piena di “mi piace/non mi piace”: a te può piacere mangiare insetti e nessuno può contestarlo o gridare allo scandalo per questo;
    – una recensione faziosa non dà giudizi sullo stile e parla solo della trama: ma a che mi serve la trama di un libro se lo voglio leggere? Magari tu scrivi meglio la trama di quanto scriva l’autore, poi io compro il libro e scopro che mi sono tirato un pacco.

    Esistono tanti altri aspetti che caratterizzano una recensione come faziosa. E solo le recensioni faziose rientrano nello “scandalo” di cui parli. Perché quelle che promuovono un libro scritto bene nel modo giusto possono averci dietro tutti i castelli che vuoi, ma la sostanza del libro supera ogni speculazione pro o contro.

    Poi se vuoi continuiamo a scoprire insieme il vero magico mondo della manipolazione delle masse e domandati: cosa mi piace? Perché?

    Ti piace lavorare? Ti piace scrivere su un blog? Ti piacciono le auto? I giardini? I Fiori? Ti piace essere single? Comprare prodotti cosmetici?

    Tutto quello che fai passa per la pubblicità. E tu stessa te ne fai parlandone male. A te e agli altri. Oscar Wilde sarebbe fiero di te. I blogger “danneggiati” pure dovrebbero, credo.

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    • Gaia Conventi says :

      Qui abbiamo Lapo Elkan: https://gaialodovica.wordpress.com/2012/12/26/abbiamo-scansato-i-maya-ma-non-lapocalisse-lautobiografia-a-colori-di-lapo-elkann/
      Se serve altro, facci sapere! Per quanto riguarda le recensioni, facciamo come ci pare, il blog è nostro. Ci divertiamo così, siamo dei cialtroni. 😀

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    • julka75 says :

      Quindi siccome siamo sempre sottoposti a martellamento pubblicitario non possiamo dire che almeno nell’unico posto dove possiamo risparmiarci la pubblicità (pensa, io uso adblock per non trovarmela tra le scatole) dobbiamo accettare che ci sia qualcuno che fa indagini di mercato o tentativi maldestri di viral marketing a nostra insaputa, altrimenti dovremmo onestamente cominciare a fare boicottaggi contro chiunque nella vita di tutti i giorni. Ma sai che c’è? Su internet ci sto perché scelgo di starci e ho il diritto di scegliere pure la gente che mi piace e che non mi fa sentire cretina. Se poi non è la stessa gente che piace a te non sto a sindacare, ma il diritto di sapere e di discutere di quella che a me sembra una roba poco etica ce l’ho, e vivaddio su internet lo mantengo. Quindi, sì, faccio la guerra tra poveri. Non la faccio sul lavoro perché mi sembra ignobile, ma in un posto dove si dovrebbe essere perlomeno onesti con chi ti segue me la permetto. Sono così poche le soddisfazioni rimaste nella vita, che se non posso scegliere liberamente di comprare un detersivo piuttosto che un altro, almeno potrò decidere che certi bloig, proprio, non mi interessano.
      Con buona pace delle millantate oneste intenzioni della ricerca sociale.

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      • Gaia Conventi says :

        Siora mia, l’abc della cavia è piuttosto chiaro: una cavia non può lamentarsi (e le ferie non sono pagate). 😀

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        • julka75 says :

          ma se han tanta voglia di far le cavie gratis metto su un’impresa di pulizie in cui le mando a lavorare gratis, facciamo un esperimento, vediamo quanto ci mettono 10 persone a pulire un palazzo di 300 piani. Se amano la scienza dovrebbero prestarsi. Io naturalmente mi faccio pagare per il lavoro, però loro sono le cavie, devono stare zitte.

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          • Elena says :

            Ecco, finalmente qualcuno che condivide il mio pensiero! Invece di spaccarsi in due sul blog o vantare titoloni in sociologia, filosofia, metodologia, venite a lavorare gratis che c’è tanto bisogno di manutenzione stradale, dar da mangiare agli anziani, pulire gli asili e le scuole, dai che poi confrontiamo i dati e vediamo quanto risparmierebbe il comune e quanto ci guadagnerebbero i cittadini! Vediamo se poi hanno tempo di insultare e prendere per il culo la gente. Figli di questa povera società miserrima, ecco cosa sono.

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      • firestealer says :

        Questa conclusione è forzata.

        È chiaro che nel mio intervento avevo illustrato uno strumento per liberarti dalla strumentalizzazione, che è un castello sopra la soggettività, ma mi pare che la tua logica sia immune a questo messaggio.

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        • julka75 says :

          Hai ragione. La prossima volta commenterò semplicemente AMEN, così saprai che la tua evangelizzazione ha avuto effetto.

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        • Gaia Conventi says :

          Hai gentilmente offerto tale “strumento”, ma non mi risulta che qualcuno t’avesse chiesto niente a riguardo. Per come la vedo io, stai facendo l’oracolo della domenica, off topic in maniera piuttosto evidente.

          Puoi continuare – e perdonami, risulteresti risibile – o puoi proporti in altro modo. Siamo sempre lieti di farci stupire, farci istupidire, invece, non rientra nei piani.

          Grazie per la collaborazione.

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          • firestealer says :

            Tu non hai chiesto niente, ma il tuo blog è pubblico. Hai preso una posizione rispetto ad un “fatto” che personalmente non ritengo né nuovo né particolarmente nocivo per una categoria né particolarmente utile per un’altra. In ogni caso sei stata formalmente cortese rispetto ad un punto di vista diverso, meno cortese dal punto di vista contenutistico visto che, ti ripeto, mi sembra che la tua battaglia donchisciottesca in questo contesto avrebbe sicuramente un valore maggiore se fosse anche propositiva – ovvero come evitare una recensione bufala.

            Qualcun altro invece sembra avere il gusto della sfida personale. A ognuno le sue battaglie.

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            • Gaia Conventi says :

              Sarò sincera, credo tu stia portando aria fritta alla conversazione. Il mio blog è pubblico, certamente, così pubblico da consentirti visibilità, anche se non hai niente da dire. La “battaglia” ti sembra priva di significato? Vecchia e già vista? Bene, questo è il tuo punto di vista e l’hai espresso in maniera chiara. Tutto il resto mi pare una bella scusa per passare la serata, e per attaccare briga (o attaccare bottone, dipende dalle tattiche d’ingaggio).

              La mia teoria è che tu voglia renderti antipatico. Così vieni bannato e puoi urlare allo scandalo. Roba che non è, sia chiaro, il blog è pubblico ma è casa mia. Se il venditore di fuffa inizia a infastidire, lo zerbino è certo. Se poi non stai giocando e sei sempre così, perdonami se ti faccio notare che non ti vedo bene qui da noi. Non sei il tipo, non hai la verve, non sai stare al gioco.

              Chiaro e limpido? Perfetto. Allora spiegaci la tua idea per azzerare le recensioni bufala. Questa cosa mi sembra più interessante di quanto hai sparato fin qui.

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              • paolo f says :

                Le recensioni-bufala semplicemente vanno smascherate, così si possono neutralizzare: è quello che si è fatto qui, e mi sembra il sistema più efficace.
                Che altro si potrebbe fare per neutralizzarle? Impedir loro di nascere? Allora significherebbe mettere il bavaglio ai recensori-bufalari, e questo evidentemente non si può.
                Recensori-bufalari che – detto per inciso – hanno anche la sfrontatezza di rassicurare e sostenere che le loro recensioni erano “in buona fede”! Anche questa deriva mi sembra un frutto (avariato) del berlusconismo.

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                • Gaia Conventi says :

                  Come ben sai, qui le recensioni bufalare non attecchiscono. Le nostre non saranno recensioni tecniche, ma certamente sono piuttosto reali. Sentite e sanguigne. Possono piacere o magari no, tutto si può dire, ma certamente non sono copiate o riciclate.

                  E adesso un breve pistolotto sulla bufala!

                  Le recensioni al libro – sempre quello, sempre questo, sempre lui – potrebbero anche essere vere. Tutte, qualcuna, un paio. Ma partono dal presupposto di convincerti a comprarlo, e fanno parte di un progetto atto a spammare buoni consigli non richiesti. Trattasi di spot. E ci fermiamo qui, la faccenda la conosciamo. A qualche lettore sta bene, ad altri non sta bene. Il nocciolo della questione è questo: ti sta bene partecipare a questo sondaggio – ma prima compra il libro – senza sapere di farne parte? Perfetto. E al blogger sta bene? Partecipa volentieri a questa raccolta dati senza avvertire prima il lettore che segue il blog? Sì, benissimo, allora quel lettore e quel blogger possono scambiarsi l’anello e giurarsi amore eterno. Entrambi qui non si troveranno a loro agio, per motivi detti più volte.

                  Altre bufale, fuori di testa e fuori di test (breve riassunto):

                  Poi ci sono le recensioni bufala dell’amico dell’amico, le recensioni di scambio, le recensioni farlocche, le recensioni scritte dallo stesso autore. Di tutto questo abbiamo già trattato, da noi sono “bidè editoriali”. Per trovare gli articoli, basta usare la funzione “cerca”.

                  Giramenti raccoglie le segnalazioni degli utenti, fa qualche ricerca online, se trova la fuffa, racconta la fuffa.

                  Chi ci legge abitualmente lo sa, chi non ci legge può farlo, chi non vuole leggerci… be’, non ci offendiamo.

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                  • firestealer says :

                    Alcuni spunti li ho già dati sopra.

                    Per quanto mi riguarda mi interessa molto sapere, per esempio,

                    – se il libro è stato scritto dal suo autore o da un ghostwriter: il pensiero che il guadagno su un libro vadano ad un nome qualunque piuttosto che all’autore reale del libro mi è odioso;

                    – che tipo di stile è, possibilmente una misura della capacità tecnica nello scrivere – che, per quanto la letteratura sia un prodotto della fantasia, il suo stile non lo è e sicuramente la qualità è misurabile, se è vero che alcuni scrittori sono indubbiamente più capaci di altri;

                    – la qualità e originalità della trama; soprattutto per un lettore accanito può essere interessante sapere se il tema è originale – posso scegliere se essere un lettore monotematico o no;

                    – il ruolo del narratore: se il narratore è onnisciente rispetto al testo oppure no.

                    Insomma, una bella scheda tecnica, per poterci fare anche un motore di ricerca, magari. Tutto il resto è, come dici tu, fuffa.

                    Ah, se ti vendi quest’ “aria fritta” ti pregherei di citarmi, visto che non ne vedo di migliore in giro, in questo thread.

                    Buona continuazione ciarlona, fritta, cattolica e secolare.

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              • firestealer says :

                Bah. Ho già detto tutto nel primo post. “fin qui”. Mi sta stretta casa tua, arrivederci.

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    • lepaginestrappate says :

      Non comprendo perché mai i blogger dovrebbero far recensioni tecniche. Gente che ama i libri, che nella maggior parte dei casi nella vita si occupa di tutt’altro, sarà libera di ciarlare come gli pare di ciò che legge? I lit-blog sono chiacchiere tra amici senza pretese.
      Esistono spazi critici letterari, se hai bisogno di altro.

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      • Gaia Conventi says :

        Non darti pena, se qualcuno si palesa per dirti cosa devi fare sul tuo blog, quel qualcuno non ha di meglio da fare.

        Ha avuto i suoi cinque minuti di celebrità. Fine.

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      • paolo f says :

        Il guaio è che gli spazi critici letterari, spesso, finiscono per diventare delle vere porcilaie: tutti vogliono fare i critici, anche se non ne hanno gli strumenti, e si danno addosso come in un saloon (vedi la nazione indiana dei tempi d’oro).

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        • Gaia Conventi says :

          Sì, solitamente finisce così. Si fa a chi ce l’ha più lungo.

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        • lepaginestrappate says :

          Probabile, ma non è certo problema dei lit-blogger.
          Voglio dire, il mio vicino sembra folle e fa continue figure di merda, ma io a parte comportarmi da persona normale non è che posso fare molto.
          Per me discorsi come questo (http://ilsociopatico.wordpress.com/2013/02/17/kikkettinaribellina96-e-il-lit-blogging/) vincono il Premio Supercazzola. E pure il Premio Presunzione. Chi pensa davvero che il target di gente che ha lit-blog sia gente che ha un potere pedagogico (?) e con strumenti e volontà tecniche letterarie, o si è fumato qualcosa di andato a male, o non ha mai avuto tra le mani qualcosa di realmente critico.

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          • Gaia Conventi says :

            Non saprei, io qui sparo cazzate (e già quelle mi richiedono un certo impegno). 😀

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          • minty says :

            Non vorrei sempre tornare allo stesso punto, che poi sembra io abbia denti avvelenati, crediti da riscuotere o chissà cos’altro, e non è vero (ho solo profonda disistima di certi fenomeni).
            Però se guardo alla ‘matrice’ di alcuni di ‘sti blogger, che vengono dal mondo della scrittura amatoriale (sempre ai siti di fanfiction torniamo – un’altra indagine carina da fare sarebbe vedere quanti dei blogger coinvolti siano anche scrittori-a-tempo-perso o aspiranti-scrittori-veri…), non trovo nulla di cui stupirmi. Perché le dinamiche dispiegate qui e le argomentazioni portate sono esattamente le stesse. Solo, è cresciuta l’età media (non in tutti i casi) e ora certi meccanismi si esercitano sull’editoria reale e non più sulle paginette di certi raccontini messi online (fermo restando che, come dicevo, le due cose non si escludono).

            Quante guerre si sono fatte sul pomo della discordia delle ‘recensioni acide’, con i sostenitori a dire che infamare e prendere in giro riga per riga la fanfiction di Tizia aveva un valore pedagogico e avrebbe salvato il mondo delle ficcy dalla mediocrità? Ad altre pareva interpretazione troppo seriosa, celante una semplice voglia di trovare degli zimbelli per il proprio divertimento. “Se una storia non ti piace, chiudila e amen! Non è mica un libro vero, che ci paghi dei soldi. Nessuno ti ha venduto niente”.
            E adesso che molti degli ‘smontatori’ sono passati, in effetti, a infamare la fuffa libraria vera, quella che pretende soldi in cambio di merLe (sacrosanto), ci sarebbe da pensare che le cose vadano per il verso giusto.
            Ma il problema sempre lì resta: la missione. Gente che finisce per prendersi troppo sul serio e si convince che il suo bloggare sia fatto per educare le masse, per cambiare le cose, per salvare il mondo. Gente che crede che i blog abbiano il potere e il dovere di cambiare il mondo. E per dimostrarlo si inventa gli esperimenti con le cavie. Tutto per il bene dell’umanità, e che diamine, come fate a non comprendere?!

            Io credo che il giorno che capiremo che 1000 post di blabla intellettualoidi a dirsi quanto siamo impegnati non valgono un’ora passata là fuori a maniche arrotolate e spalare!, sarà sempre troppo tardi.
            Ma io sono una che non prende mai niente sul serio. A partire da sé stessa!

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        • minty says :

          La critica letteraria “professionale” non sta decisamente bene. E ha ormai la credibilità di una banconota da 7€.
          Di conseguenza in molti ritengono che, spesso, una rece fatta di pancia, dal lettore occasionale, abbia più validità. Per questo l’espansione pazzesca dei lit-blog e di anobii.
          Il problema nasce quando anche la critica ‘dilettantesca’ finisce per prendersi troppo sul serio e/o per entrare in un meccanismo da parrocchiette e ipocrisie, come succede spesso (e come questo caso bene illustra).
          Sarà che è la natura stessa dei critici italiani finire così, professionisti o meno che siano?

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      • julka75 says :

        Ha scambiato i blogger con i lettori delle case editrici, evidentemente.

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  42. paolo f says :

    Ricordo che, ai tempi in cui leggevo le recensioni sui giornali e sui magazines, mi capitava di comprare qualche libro perché lo vedevo in un articolo. Ma poi mi resi conto che le recensioni sulla stampa generalista erano frutto di un lavoro di routine e spesso venivano fatte un tanto al metro, senza nemmeno leggere il libro; inoltre (se non soprattutto), troppo spesso erano frutto di mercanteggiamenti e accordi con uffici stampa, autori, parenti, amici, amici degli amici; oppure di blandizie, restituzione di favori, timore di ritorsioni ecc.

    Da quel momento ho smesso di leggere recensioni sulla stampa generalista (mentre quella specialistica, tipo L’Indice di libri del mese, segue altre logiche) e mi sono regolato diversamente. Dunque, non riesco a immaginarmi prendere un libro perché ne ho letto in un blog che ne parla, tranne rare eccezioni in cui il segnalatore era persona amica che me l’avrebbe segnalato anche a voce.
    Pare che le cose sul libero web si siano evolute a mia insaputa, diventando molto simili alle “normali anomalie” della carta stampata (per lo più in mano a determinati padroni).

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