Sviolinando l’editoria a pagamento.

Lo raccontavamo a febbraio – in questo post –, Historica ha rilevato Il Violino Edizioni, piccola casa editrice che ci risultava piuttosto EAP. Per avere una vaga idea del listino prezzi, tenete presente che a giugno 2011 – lo racconta Paolino Dee nel forum di Galassia Arte – Il Violino chiedeva circa mille euro per una tiratura di duecento copie. Cifra di tutto rispetto, ne converrete.

In tanti – e chi siamo noi per smentirli? – ci hanno assicurato che Historica è una casa editrice free. Abbiamo quindi immaginato che, acquisendo Il Violino, questa bella abitudine non sarebbe cambiata. Però c’è un però, un’intervista – del 4 marzo 2013 – a Francesco Giubilei, direttore editoriale di Historica Edizioni, che ci lascia un tantino perplessi.

L’intervista – di Andrea Camillo per il quotidiano online Il Recensore – inizia a far scricchiolare le nostre più rosee aspettative, ecco cosa racconta Giubilei: «Un paio di anni fa ero totalmente contrario all’editoria a pagamento che consideravo uno dei più grandi mali dell’editoria italiana, oggi la mia posizione è in parte cambiata». Prima o dopo l’apparentamento con Il Violino Edizioni? «Innanzitutto bisogna dire che ci sono diversi tipi di editoria a pagamento. Un esordiente che acquista 50 copie del proprio romanzo non può essere paragonato ad uno scrittore che spende 3000-4000 euro per pubblicare un libro». Già, in effetti ci sono quaglie e quaglioni, ma visto che campano dello stesso mangime… «Ci sono editori a pagamento che lucrano sulla buonafede di chi scrive, altri che chiedono piccoli contributi per mandare avanti la casa editrice». E altri che passano dal free all’EAP, per il bene dell’editoria.

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Scrivo, ma posso smettere quando voglio.

42 risposte a “Sviolinando l’editoria a pagamento.”

  1. lfk74 dice :

    Ha ragione lui. Ci sono diversi tipi di editoria a pagamento. Ma sempre di editoria a pagamento parliamo.
    Se io non voglio acquistare copie, NON LE ACQUISTO e questa è editoria NON a pagamento… tutto il resto sono 50 sfumature di EAP.

    So che la Historica era inizialmente a doppio binario, poi diventata free, e infine a doppia alimentazione (grazie alla partnership con Il Violino che fornisce i motori diesel)… il prossimo passo quale sarà?

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    • Gaia Conventi dice :

      Prima o poi qualcuno mi spiegherà come funziona il doppio binario, ché io – che non ne so una mazza – ho sempre pensato fosse un doppio binario stronzo: il povero stronzo paga, l’amichetto no. Ma ho certamente capito male.

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      • lfk74 dice :

        Non vorrei sembrarti pessimista, ma credo funzioni così: mandi il manoscritto, ti rispondono che il tema trattato/la lunghezza del romanzo/il genere non sono molto popolari, per cui è possibile pubblicare, ma garantendo all’editore un numero minimo di copie. E suppongo che non ci sia nulla da pagare, come dici tu, per amichetti, personaggini famosini, e pinzillacchere varie…

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        • Gaia Conventi dice :

          Be’, sai, tra amici…
          (Bella cosa l’amicizia, più amici hai e meglio scrivi). 😀

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        • lauraetlory dice :

          Come sanno puranco i sanpietrini di Roma, io ho pubblicato con Historica Edizioni tre romanzi e curato due antologie. Ora, come arisanno sempre i sanpietrini di cui sopra, non ho (abbiamo, io e Loredana Falcone) mai cacciato una lira o euro che sia. Non solo, abbiamo ricevuto il dovuto in diritti d’autore e preso un anticipo per l’ultima pubblicazione. L’intervista che Gaia cita io l’ho letta, condivisa su FB e commentata, affermando senza se e senza ma, che quella dichiarazione di Francesco era un’apertura all’editoria a pagamento. E questo non mi sta bene. Considero Historica un po’ una creatura mia, come una nipote o una figlioccia. Il primo romanzo pubblicato da Francesco Giubilei, quello che ha segnato la nascita della casa editrice è stato il nostro “Le colpe dei padri”. Ovviamente pubblicato free. E va detto che il discorso doppio binario nasce dalla decisione di Giubilei di affiancare a Historica Edizioni un Historica Servizi editoriali, dove i suddetti servizi erano, com’è naturale, a pagamento. Da qui la lettera scarlatta affibbiata in rete. Tutto questo accadeva prima dell’acquisizione del Violino. Detto tutto questo, conosco molti autori Historica: Milvia Comastri, Enrico Gregori, Vincenzo Ciampi, Alberto Fezzi. Nessuno di loro ha pagato (Fezzi è anche candidato al Campiello col romanzo uscito con Historica). Nessuno di loro è un personaggio famoso. Nessuno di loro, prima di arrivare a Historica, era amico personale di Giubilei. Così, per amor di chiarezza.

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          • Gaia Conventi dice :

            Ti ringrazio per la chiarezza, non ho messo un marchio d’infamia a Historica, mi stavo semplicemente chiedendo se il cambio di rotta – ventilato dall’intervista – fosse positivo.
            Credo non lo sia. E credo di poterlo far presente, sul mio blog, almeno. Che ne dici?

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            • lauraetlory dice :

              Ma io non ho detto che tu hai messo un marchio d’infamia. Il famoso doppio binario uscì su Writers Dream e ne parlammo parecchio con Linda Rando. E non ho detto che il cambio di rotta sia positivo, infatti l’ho criticato apertamente sul mio profilo FB appena uscì l’intervista. Non era, la mia, una difesa di questa scelta. Era una risposta a Luca Fadda che ventilava amichetti e personaggi famosi, tutto qui. Ti leggo volentieri e dico che tu sei libera di scrivere il cavolo che vuoi ovunque (e comunque non sta a me dirtelo, ti pare?). Ma evidentemente non sono stata chiara, perché hai percepito una difesa (della scelta di acquisire il Violino e adottarne la politica da EAP) che non c’era da nessuna parte.

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              • Gaia Conventi dice :

                Perdonami, colpa mia.
                Tu hai espresso il tuo parere, probabilmente ho risposto mettendo troppa carne al fuoco.
                Non volevo essere polemica. Se ti ho dato questa impressione, me ne scuso.

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              • lfk74 dice :

                Mi scuso per il ritardo ma le notifiche nonmi funzionano su WP.
                Laura, in ogni caso non parlavo di te, e non parlavo della Historica quando parlavo di amichetti e famosi. Mi riferivo all’Historica solo quando ho parlato del doppio binario nella prima risposta, e non credo che ci sia molto di denigratorio, visto che è realtà e che effettivamente la Historica dirottava su Il Violino qualche mese fa. Per questo parlavo di doppia alimentazione.

                Per le personcine famosine, come tu stessa confermi, in Historica non ce ne sono, quindi è chiaro che non parlavo di loro in quel contesto. Però, lo saprai meglio di me, che i doppi binari funzionano così, ovvero alcuni li fanno pagare altri no. In base a quale criterio? Io ho ipotizzato questo…

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  2. Luciana dice :

    Io lo so! A levitazione!

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  3. Stranoforte dice :

    Al di là di tutto – cioè che solo gli imbecilli non cambiano mai opinione (cit. Honoré Gabriel Riqueti de Mirabeau, mica cotica) eccetera eccetera – l’avere acquistato una casa editrice a pagamento è davvero un’ideona.. E il buongiorno si è visto dal mattino, ossia da qui: https://gaialodovica.wordpress.com/2013/02/17/editore-che-vai-editore-che-trovi-e-stiamo-ancora-qui-a-sviolinare/
    Poi, per carità, ognuno…

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    • Gaia Conventi dice :

      Ah, be’, la libertà è una gran cosa e c’è spazio per tutti. EAP e free.
      Io tendo a pensare per categorie – è un mio limite – e quindi faccio fatica a intuire il più o meno EAP. Essendo siora poco moderna, l’EAP è EAP, l’acquisto copie – compra tot e ti pubblico – è EAP, il contributo per la stampa è EAP. Certe sottigliezze non le colgo, lo so, è colpa mia.

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  4. Daniela dice :

    Si parla tanto del declino dell’editoria causa “anche” dell’ebook…Gli EAP saranno il secondo male dell’editoria o il destino della carta? E se tutti diventassero a pagamento? No dico, magari stanno facendo i conti per avere una “pensione” integrativa…

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  5. Alessandro Madeddu dice :

    Buuuu, abbasso questa gente.

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  6. collanashortcuts dice :

    Mi venga a trovare questo week end a Buk Modena (lei è di Ferrara, o sbaglio?) così magari invece di criticare ogni nostra iniziativa le spiego come funziona una casa editrice e la visibilità che ottiene un’antologia in cui si chiede l’acquisto di 2 (!) copie solo se selezionati e in cui per partecipare al concorso non c’è nessuna tassa di iscrizione a fronte di un lavoro di mesi o ai costi di realizzazione, distribuzione e promozione di un ebook. Studi, si documenti, si informi e poi ne riparliamo.
    Saluti
    Francesco Giubilei

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    • Gaia Conventi dice :

      La ringrazio per l’invito, il Buk Modena non mi è mai piaciuto. Sembra – non a caso – il foro boario, gli editori ti pigliano per la maglietta pur di fermarti, di venderti, d’attaccarti il biglietto da visita (sempre in caccia, scovare autori paganti è un lavoro a tempo pieno). C’è anche un editore con la moglie dalla gran voce, la siora chiama, urla, “Libri freschi!”. La faccenda le dice qualcosa?

      Quindi dovrei venire a Modena – così caramente invitata -, per farmi spiegare come funziona una casa editrice. Be’, certo che un invito così…
      Visto che il tempo scarseggia, potrebbe spiegarmi qui il segreto del suo successo? Magari con toni simpatici, sior Giubilei, perché stamattina lei ha esordito male.

      Dato che io non ne so, e, per carità!, io davvero non ne so niente: mi dice come quelle due copie d’antologia possono – minimamente – salvare i guadagni e non, invece, proprio in qualità dell’esiguo numero, far risultare la cosa un tantino risibile? La ringrazio molto.

      Cari saluti.
      Gaia Conventi

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      • collanashortcuts dice :

        Il suo commento dimostra che di editoria ci capisce poco nulla, Buk Modena per dimensioni è la quarta fiera italiana dove la stragrande maggioranza sono editori non a pagamento (quest’anno espongono 100 editori, per documentarsi consiglio http://www.bukmodena.it). L’editore che a gran voce urla è un editore non a pagamento di qualità, senza fare nomi, questo dimostra come lei veda del marcio ovunque. È una fiera è normale si tenti di convincere il lettore ad acquistare. Toni simpatici? Non mi piace essere simpatico con chi parla a sproposito.

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        • Gaia Conventi dice :

          Guardi Giubilei, le regalo un consiglio. Glielo regalo gratis.
          Arrivare qui, trattandomi da conclamata deficiente, non porta acqua al suo mulino. Poi veda lei, eh? È lei ad avere una casa editrice da gestire, io ho solo un blog di satira da mandare avanti.

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          • collanashortcuts dice :

            Allora si limiti a fare satira e non a trattare un argomento serio come l’editoria con post e commenti inappropriati.
            Per quel che riguarda il concorso, invece che far pagare 20-50 euro di iscrizione come molti concorsi abbiamo deciso di renderlo gratuito e aperto a tutti e inserire nel bando l’acquisto di 2 copie (ma ci rendiamo conto? 2 copie) solo ai 30 autori selezionati sui circa 150 partecipanti e giudicati da una giuria di 4 addetti ai lavori. L’antologia verrà presentata in un evento sabato sera al Baluardo della cittadella di fronte a più di 500 persone (come lo scorso anno) .

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            • Gaia Conventi dice :

              Ecco, vede, non ci siamo capiti.
              Lei mi dice di limitarmi a fare satira, allo stesso modo potrei dirle di limitarsi a fare editoria free.

              Io non sarò esperta d’editoria, ma lei arriva in un blog satirico e ci rimedia figurette magre, una via l’altra.
              Sicuro di voler continuare così?

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              • collanashortcuts dice :

                Ma guardi le figure magre le leggi solo lei. In ogni caso forse ha ragione lei: non ragioniam di lor, ma guarda e passa.
                Vado a produrre qualcosa, mi è sempre più piaciuto lavorare e rispondere con i fatti che criticare.

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                • Gaia Conventi dice :

                  Le faccio solo notare – e poi la smetto, sparare sulla Croce Rossa non è gentile – che non ha ancora risposto al commento di Le pagine strappate.

                  Che cattivoni, eh? Tutti qui a esprimere opinioni a vanvera, e lo facciamo persino gratis, senza richiesta d’acquisto copie.
                  Guardi, ne sono consapevole, abbiamo tanto da imparare!

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    • lepaginestrappate dice :

      Buongiorno,
      volevo solo informarla che, ignorante come sono, in erba come sono, autrice di raccontini senza pretese come sono, è bastato leggere tempo fa sul regolamento del vostro concorso questo:
      “La partecipazione è gratuita. Gli autori selezionati, si impegnano ad acquistare due copie del libro che verrà stampato e che raggrupperà i racconti scelti con il 20% di sconto sul prezzo di copertina (il pagamento dovrà avvenire prima dell’uscita dell’antologia).”
      per stabilire non solo che non avrei mai partecipato a un concorso del genere, ma che non sarei nemmeno venuta a bukmodena nonostante la relativa vicinanza alla mia città, perché un evento che fa come proprio ufficiale concorso un concorso a pagamento non mi lascia ben sperare su ciò che troverò nei suoi stand.
      Scrivo qui senza intento di polemica, ma giusto di incapacità a comprendere in che modo possa essere vantaggioso per un autore partecipare al concorso.
      – lei qui parla di ebook. Ma non doveva essere un libro stampato?
      – E’ gratuito, ma se vinco pago. (Nel bando specificate pure che prima si paga, POI esce il libro). Lei qui dice che in questo modo si finanzia la diffusione capillare che darebbe un sacco di visibilità, ma non comprendo: se la diffusione è DAVVERO così grande e impegnativa, non dovrebbe coprire i costi? Sì, insomma, quella cosa chiamata Prezzo di copertina. Di cui, secondo il bando, gli autori non prenderebbero un euro.
      – lei parla di lavoro di editoria, di nessuna tassa di iscrizione eccetera. Sarebbe bello che si parlasse anche di lavoro di scrittura, di tempo speso sul testo da parte di chi l’ha prodotto. Non dico che, se scelto, debba ricevere soldi per questo. Non voglio parlare di fantascienza. Però che regali il proprio lavoro e poi paghi quello dell’altro mi sembra una pretesa che ha un’incredibile mancanza di rispetto.

      Tutto ciò per dire che io parto sempre col dubbio: di essere in torto, di dare una possibilità. Eccetera. Ma se avevo dei dubbi circa la vostra casa editrice, è stato sufficiente il suo commento per fugarli. Se poi lei ha delle spiegazioni convincenti che mi illumineranno sono sempre aperta a cambiare idea.

      Cordialmente,
      Chiara Miraglia

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    • Stranoforte dice :

      Dunque, sembra quasi che la “tassa di lettura” sia una regola e che chi non la applica sia un incompetente.
      Cosa significhi “Studi, si documenti, si informi e poi ne riparliamo”? Cosa si dovrebbe studiare, che non ho capito?
      Quindi tutti i concorsi gratuiti sono una solenne fesseria? Quindi investire su autori e sulla propria idea è una solenne fesseria? Non capisco, davvero. Come non capisco l’impegno che si deve assumere un autore ad acquistare un qualcosa che nemmeno conosce, così sulla fiducia, oltretutto frutto anche de proprio lavoro. Ah,sì,be’, c’è lo sconto del 30%, su un prezzo che ancora deve essere deciso.
      Non è obbligatorio immettere sul mercato ulteriori pagine stampate, però, per carità, come ho già detto, ognuno…
      Sull’EAP non mi dilungo, è stato detto tutto e ancora di più

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    • Silvia Schwa dice :

      Scusi ma io a me sorgono dei dubbi:
      – io vengo selezionato (non ho ancora vinto) e per questo devo pagare un’antologia (che solo ora scopro essere un ebook) che magari non m’interessa e di cui ancora non si sa il prezzo ? A me sembra più una sorta di ‘punizione’: sei stato selezionato ? Pagati la pubblicazione.
      – che siano 2 o che siano 10 per me non cambia molto…si tratta sempre di un autore che deve pagare per vedere pubblicata un’antologia in cui compare anche lui. Sono inezie? Può darsi. Però il principio è sempre lo stesso.
      – Nel caso in cui un autore si rifiutasse di pagare, che succederebbe ?

      Poi sinceramente, io preferirei allora -molto democraticamente- che fosse applicata una “tassa” a tutti i partecipanti prima che avvenga la selezione. Se come dice lei i costi per la realizzazione/distribuzione/promozione sono talmente alti allora meglio far pagare prima a tutti i partecipanti…
      Questo è un parere personale ovviamente: io preferirei partecipare ad un concorso dove mi si dice chiaro e tondo che devo pagare qualcosa, dove però SE vengo selezionato/vinco in premio avrò un’antologia pagata con i soldi versati al momento dell’iscrizione. Poi sta a me decidere se decidere di partecipare o meno mettendoci i soldi.

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  7. Stranoforte dice :

    Ma quindi è un ebook? No, dai, è impossibile, due copie di un ebook.

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  8. Stranoforte dice :

    Nel rileggere i commenti, mi sono accorto che mi era sfuggita questa frase: “L’editore che a gran voce urla è un editore non a pagamento di qualità”.

    Pensate che io una volta ricevetti il responso a un mio manoscritto dopo 47 minuti e 30 secondi esatti dal’invio. Il responso, lunghissimo, terminava con questa frase: “Se credi – ma soltanto se ti interessa – ti passo a un editore amico che fa molta narrativa, ma chiede un modesto contributo economico.” Chi sarà mai questo editore?
    Non mi credete? Leggete qui, lo scrissi immantimentemente: http://stranoforte.weebly.com/1/post/2012/10/mercoledi24.html

    Oh, non per fare il commentatore OT – e neppure so come mai ho pensato a questo accostamento – però essendo che io sono cialtrone, dovete sopportarmi, per me è tutt’un attimo.

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    • Gaia Conventi dice :

      Avevo buttato lì la battuta, il fatto che sia stata colta al volo avvalora la mia cartolina Saluti dal Buk Modena.
      A volte le battute mi riescono bene, peccato che non sempre il mio interlocutore ne sappia cogliere l’ilarità. Mi farò coraggio!

      Per quanto riguarda il tuo articolo, ricordo bene la vicenda. 47 minuti e 30 secondi? Un record difficilmente battibile, roba che neanche Il Filo!

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  9. minty dice :

    Riesumo questo post per dirti che sabato, un’ora prima di andare a comprare i libri urendi per il pranzo di Giramenti di ieri (sarà stata una punizione preventiva? °_°), mi è stato simpaticamente appioppato – per fortuna aggratis – un libro dell’editore (?) Il Violino.

    L’opera è questa:

    http://www.ibs.it/code/9788897635147/sambi-chiara/autobiografia-del-signor-nessuno.html

    e dev’essere proprio un capolavoro, se qui

    http://www.4live.it/2013/06/autobiografia-del-signor-nessuno-di-chiara-sambi/

    lo paragonano addirittura alla Bibbia e a James Joyce!
    Cioè, voglio dire: editore EAP, autrice 19enne, ben 71 pagine scritte grandi grandi e con tanti spazi bianchi… e ciò basta a un simile paragone. Il libro dev’essere davvero geniale, che ne dici?
    O questo o… quand’è il prossimo pranzo di Giramenti? ;D

    P.S.: Non so se sia il nome dell’editore, ma alla faccia delle sviolinate! XD

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