Come si diventa scrittori? Te lo spiegano i tramisti di Yahoo Answers.

Vi presento Fabio, no, non è la scimmia ritratta in foto. Fabio è un tramista che finalmente ha avuto il coraggio di chiedere quello che i nostri utenti ricercanti digitano tutti i giorni su Google… poi arrivano qui e si sentono dire di lasciar perdere. Ma non oggi! Oggi, finalmente – e grazie a quei geGNi di Yahoo Answers –, possiamo darvi una risposta. Quella definitiva.

Il quesito è vecchiotto ma ci è stato segnalato qualche giorno fa, dunque dedichiamo il post a Chiara, fan dei nostri tramisti. Ciao Chiara, grazie per la dritta!

Partiamo da Kingame, utente rispondente, uno che le cose le sa.

Oggi come oggi è facile diventarlo.

Alleluia, tutti scrittori! Difatti per definirsi tali basta la terza media e un programma di videoscrittura. Ma conviene non tacitare il correttore automatico.

O meglio, è facile fingersi scrittori.

Ah, ok, adesso è più chiaro: per fingervi scrittori basterà aggiungere “scrittore presso se stesso” ai vostri dati su Facebook. La gente capirà.

Se lo sei davvero è un punto a favore.

Ecco, sì, se sei Umberto Eco la balla è minima.

Sostanzialmente basta avere un po’ di fantasia, mentre se vuoi essere un vero scrittore devi leggere tanti libri, di qualsiasi genere, per afferrare le principali regole e imparare nuove parole.

Inutile far notare che mandare a memoria il vocabolario farà di voi soltanto dei fenomeni da circo.

Per diventare scrittori ci vorrà qualche altra astuzia, datemi retta, ma leggere libri serve: potrebbe persino farvi intuire che quella gente lì sa scrivere davvero. Dall’averlo stabilito al mandare Word a ramengo, il passo è brevissimo.

Dopodichè ti installi un programma decente sul computer (io ho Openoffice, che è davvero molto utile) e scrivi, qualsiasi cosa tu voglia.

OpenOffice fa già scrittore navigato.

Ua volta fatto ciò arriva la parte noiosa:

ti rileggi tutto il testo, ti correggi, aggiungi e togli qualcosa, modifichi ciò che ti pare brutto e grossolano. Questo procedimento si dovrebbe fare due, tre volte per sicurezza,

ma se ovviamnete l’hai controllato con immensa sicurezza porecedentemente

allora non c’è bisogno di ripeterlo.

Leggersi, correggersi, riscriversi. Non due e non tre volte. Di più, fino alla nausea. Ma non subito, prima occorre far decantare il testo. E questo lo sanno persino le scimmie.

Una volta scritto e corretto il testo bisogna fare una ricerca. Cerca le migliori case editrici

(guarda, io ti consiglio di non andare a pensare alle più famose, una volta pubblicato il libro, se gli piace e qualcuno di loro lo legge, te lo proporranno loro, e comunque ci sarebbe da aspettare 2-3 anni massimo, visto che in molti vanno da loro)

È risaputo che Mondadori va a pescare fenomeni tra le pubblicazioni della DaCani Edizioni.

e quelle che tu ritieni opportuno e inviagli il manoscritto.

Ehi, hai scordato di dire che occorre prima controllare cosa pubblicano. E mai, dico mai, mandare pornazzi alle Paoline!

Ora, se loro ti chiedono una piccola percentuale da sborsare o chiedi ad altri o riscrivi il testo:

L’utente rispondente sta tentando di dirci che la pubblicazione a pagamento non è una brutta cosa. Se ti chiedono dei soldi, tu riscrivi tutto. Perché se ti chiedono dei soldi…

significa che non sono sicuri del successo del libro,

Eh, certo, mica vuol dire che quella è una casa editrice a pagamento. No, macché, ti chiedono soldi perché sono timidi e insicuri.

ma questo fatto potrebbe essere irrilevante, insomma, dipende da quanto ti chiedono!

Tanto o poco, se paghi non stai pubblicando: stai solo stampando.

Considera che non legeranno tutto il testo se è lungo, quindi prima inviagli una recensione

Non una scheda, non una sinossi… una recensione. Quindi recensitevi da soli e dite un gran bene del vostro libro.

con scritto il fatto che hai davvero pronto il testo, e fagli un riassuntino.

Un riassuntino, ché la sinossi pare una roba troppo seria. Metti che l’editore si spaventi…

Se a loro piacerà inviagli il manoscritto, ma anche così ci sarà da aspettare da un mese a 1 anno.

Un mese è proprio pochino, sappiatelo. Ma se l’editore è a pagamento, un mese basta e avanza.

Una volta pubblicato il primo libro, se ti affidi allo stesso editore per il secondo libro allora avranno più fiducia, almeno penso!

Pensi troppo e pensi male.

Se un tuo parente anche lontano che ha una casa editrice hai una fortuna sfacciata,

Conosco gente che ha aperto una casa editrice per pubblicare le proprie opere, quindi non star lì a fare il giro del parentado: chi fa da sé…

e anche se pubblica solo 10 copie se lo leggono le persone giuste allora potrebbero proporlo al LORO editore, ovviamente col tuo consenso!

Occorre incocchiare le dieci persone giuste, certo.

E al giorno d’oggi puoi fare pubblicità al tuo libro con un sacco di modi: fai un sito internet, un video su Youtube, parlane in dei forum, insomma, oggi è facile!

Spammare non è mai stato così semplice!

Ti ho risposto sia se volevi sapere come pubblicare un libro sia se volessi diventare scrittore in generale, la tua domanda nn è molto chiara.

Mi sfugge la differenza tra pubblicare un libro e “diventare scrittore in generale”. Ma certo online si trovano parecchi “scrittori in generale” che si limitano a “pubblicare” status su Facebook. E senza nemmeno rileggersi.

Ciao e buona fortunaaaa!

Ma non è finita qui! Avanti il prossimo…

Scrivendo! a parte le battute devi innanzitutto possedere una cultura, non per forza inerente ai canoni classici,

Ehm, no. Ha detto canoni, non cannoni.

leggere molto e di tutto, avere buone idee e saperle trasmettere agli altri attraverso la scrittura, che deve essere personale e fluida, avere voglia di raccontare storie e tanta tanta tanta fantasia, perchè devi immedesimarti in ogni personaggio e farlo agire in modo verosimile.

E poi scrittore può voler dire tante cose: sceneggiatore (di cinema, teatro, fumetti, etc), giornalista, poeta, saggista, romanziere… Consigli possono essercene molti, di sicuro non si diventa scrittori dall’oggi al domani.
Ti consiglio di leggere “consigli ad un giovane scrittore” di Vincenzo Cerami, così puoi farti un’idea.

C’è un libro per tutto.

Avanti col gruppo degli inseguitori!

Ora sappiamo che per diventare scrittori servono: carta e penna – il computer se proprio volete strafare –, l’anima scribacchina e la fortuna di pubblicare, l’intenzione di scrivere e di farsi un giro a casa degli editori – attaccatevi al citofono, vi apriranno – e pure sorbirsi questo pippone e sopravvivere.

Poi arriva Mokurg, e anche lui ne sa a pacchi e pacchetti.

Allora ti rispondo alla tua domanda facendotene un altra : “Hai qualche persona influente dalla tua parte? Politici? Clero? Forze dell’ordine?”

Tutte persone che servono a farvi pubblicare, o a uscire gratis di prigione se scrivete da culo.

Purtroppo la triste realtà di oggi è questa. Ne sa qualcosa una mia vecchia professoressa di Lettere alle superiori, che un giorno ci raccontò come un editore (molto sinceramente) rifiutò il suo testo poichè l’autrice non aveva “Il favore dei potenti” dalla sua parte.

Ma tutto a sta sempre a cosa si intende per scrittore, se per scrittore intendevi una persona che guadagna soldi vendendo libri sotto il contratto di una casa editrice, be’ la risposta te l’ho data appena sopra.

Ah, ok: se scrivete per pagare le bollette ma non avete il favore dei potenti, lasciate perdere.

Ma se per scrittore intendi una persona che scrive testi per se, condividendone i contenuti senza scopo di lucro, allora ciò è possibile, e fidati, anche più piacevole visto che non dovrai stare dietro alle richieste di un imprenditore che cerca di vendere, ma dovrai solo “appagare te stesso”.

Scrivere sì ma per hobby. Che se arriva l’imprenditore brutto e cattivo…

Se invece sei ancora sulla strada

Sì, insomma, se te la passi proprio malaccio.

(e riesci a soddisfare i requisiti) di fare lo scrittore come professione, ti posso solo lasciare un opinione personale, al di là del fatto che per scrivere è necessaria una buona capacità di saper scrivere,

infatti possiamo considerare lo scrittore come un pittore, che invece di colorare le tele, “muta” le sue immagini nelle parole che scrive sulla carta.

Ed è subito poesia.

Al di là di questo, è necessario riuscire a presentare qualcosa di originale e fresco,

le persone non vogliono leggere cose vecchie (ti ricordo che nel 2008 la lettura non ha più la stessa importanza di prima) trite e ritrite,

Quindi fino al 2007 andavano bene anche le vaccate. Ma tu guarda la sfortuna d’essere arrivati tardi…

ma vogliono avere tra le mani qualcosa che trasuda fantasia, intelligenza,

e che tenga i loro occhi incollati alle pagine.

Siate scrittori col Bostik.

Spero di esserti stato utile.

Utilissimo. Come faremmo senza di te!

Diamo la parola a angi.

allora per essere uno scrittore oggi non servono grandi qualità…

In effetti sì, se ci riesce Fabio Volo…

basta che tu sappia coinvolgere e cogliere l’atmosfera del momento…sostanzialmente un bel libretto alla moccia

(un obrobrio linguistico…la morte dell’italiano…ma è un quadro realistico)…

Speriamo quindi che il nostro tramista arrivi almeno a scrivere come Moccia.

se vuoi essere un vero scrittore…allora caro non puoi diventarlo…o lo sei o non lo sei…

Sì, vallo a dire a Fabio Volo!

l’altra possibilità è scrivere un saggio o un manuale…in quel caso devi essere molto colto e saper scrivere bene, ma, a meno che non si tratti di filosofia, il colpo di genio non è fondamentale…non sfonderai ma cmq..

Gli unici saggi intelligenti sono quelli di filosofia, gli altri potete tranquillamente scriverli dormendo. Tanto poi non se li fila nessuno.

Altro utente rispondente!

Il segreto sta nel leggere molto, ma soprattutto avere quel colpo di genio che ti dia l’ispirazione per scrivere un romanzo

Con l’ispirazione non si fa tanta strada, ma l’importante è partire.

Avanti coi prossimi…

scrivi molto e leggi anke parecchio. devi però avere una dote naturale, ke nn si può acquisire anke con molto studio e allenamento.

E vi raccomando l’uso delle cappa: sfinano.

Via col prossimo utente rispondente!

Scrivere potrebbe essere già un buon punto di partenza.

Avanti quell’altro!

Scrivendo, pagando la copyright sui propri scritti (per non rimanerci fregati) e mandandoli alle case editrici.

Il mondo è pieno di editori pronti a rubacchiare le vostre autobiografie. Fate attenzione!

Se gli puoi far fare soldi e credono in te tranquillo si faranno sentire.

Cellulare sempre acceso, mi raccomando.

Diamo spazio all’ennesimo utente rispondente. Tanto, peggio di così…

Scrivi…… e magari dopo aver compito un racconto o una raccolta di poesie , prova a presentarti presso qualche casa editrice …. buona fortuna (un collega scrittore te lo dice)

Il collega scrittore non poteva mancare. Se è pure poeta, abbiamo fatto ambo.

Quindi, riassumendo:

Il nostro alicante è lapidario.

Se poi, mettendoci lo stesso impegno, decidete di fare gli idraulici… ecco, ci siamo capiti.

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About Gaia Conventi

Scrivo, ma posso smettere quando voglio.

38 responses to “Come si diventa scrittori? Te lo spiegano i tramisti di Yahoo Answers.”

  1. agane says :

    Insomma, pare facile, no? 😀
    A volte mi chiedo se le domande le fanno seriamente o per provocazione e se le risposte le danno seriamente o per essere “ripresi” da Giramenti 😀

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  2. sandraellery says :

    Voglio diventare scrittore in generale. Ollà, finalmente ho trovato la mia strada. E poi che la massima preoccupazione rimanga sempre il rischio “furto del testo” mi sembra davvero esilarante. Qui fa un freddo becco, mi scaldo pensando a Bologna, manca pochissimoooooo. 😀

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  3. sarapintonello says :

    Allora vediamo…
    Ho carta e penna, e anche un computer con Open Office. Leggo molto.
    Quindi sono una scrittrice e non lo sapevo?
    😀

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  4. Mmm... says :

    Domanda: come si diventa scrittori?
    Risposta: chiedilo a barbara d., che di libri ne ha già scritti sette! |D

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  5. 17lastella says :

    ho OpenOffice , sono una scrittrice navigata io… mica pizza e fichi 🙂

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  6. mozart2006 says :

    Chissá cosa fanno oggi i partecipanti a questa discussione. In quattro anni qualcuno sarà diventato scrittore o sono tutti finiti a scaldare Camogli negli autogrill della A1?

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  7. Daniele says :

    Bene, voglio pubblicare e mi servono santi in paradiso sennò è proprio impossibile: i complotti bloccherebbero il mio ultimo capolavoro alla Moccia, “Scusa ma ti scrocco il pranzo”, una storia di lovvo all’asilo che nasconde un saggio di filosofia molto acuto (spigolo!).
    Se lo dice Mokurg, mi fido! XD
    I consigli di questo giro oscillano tra il banale e il delirio, ma sono belli stagionati e questo è un bel valore aggiunto!

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  8. mosco says :

    eh, non ci sono più i Camogli di una volta!*

    L’iconografia dei tuoi post tramisti è meravigliosa!

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  9. ellagadda says :

    Oh, però, aspetta, qui hanno addirittura citato Cerami, eh, mica robetta!
    Cerami a parte (o apparte, che “avvolte” lo trovo scritto così), è un gran bel disagio, fra poco faranno anche un cartone animato sugli scrittori, e a carnevale i bambini vorranno vestirsi da Moravia!

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  10. ophelinhap says :

    Insomma, Bukowski non aveva capito nulla.
    “E così vorresti fare lo scrittore?
    Se non ti esplode dentro
    a dispetto di tutto,
    non farlo
    a meno che non ti venga dritto
    dal cuore e dalla mente e dalla bocca
    e dalle viscere,
    non farlo”.

    Ora vado, devo scrivere un saggio di filosofia (Schopenauer andrà bene? Magari sulla storia dei porcospini). Poi ne scrivo uno di idraulica, mentre dormo.
    😀

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  11. ilcomizietto says :

    (flame on)
    OpenOffice?! No, dico! LibreOffice, semmai! E mi raccomando: abilitate la correzione ortografica, anche se non credo gradisca le k e le bbrvzioni.
    (flame off)

    Ottime le immagini. Anche io sono un timidone, come la scimmia immortalata. Avrò speranze? 🙂

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    • minty77 says :

      E mi raccomando: abilitate la correzione ortografica

      Ma se è la prima cosa che disabilito su tutti i programmi di scrittura!
      Voglio avere la libertà di scrivere come decido io, senza tutte quelle puttanate da correttore automatico insipiente, e senza che mi riempia lo schermo di bisce rosse perché non gli piacciono i miei meditati neologismi.
      Se proprio proprio è una roba seria, posso fare una passata di controllo ortografico manualmente _alla fine_ (che poi va sempre a finire che devo dirgli “ignora” sull’80% delle segnalazioni, ma vabbè…). Ma automatizzare le correzioni a priori, giammai! -_-

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      • Daniele says :

        La correzione automatica è odiosa, ma la sottilineatura degli errori (o presunti tali) è utile. Almeno per me, quando digito guardo la tastiera e non lo schermo, qualche errore mi scappa 😛

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        • minty77 says :

          Anche io guardo la tastiera e non lo schermo. E sicuramente faccio errori. Ma, per esperienza, capita sempre che l’80% delle bisce rosse messe dal programma siano assolutamente inutili e riguardino cose che io volevo scrivere in quel modo. E tutto quello sbisciolamento, alla lunga (ma pure alla corta, eh; tipo dopo 4 righe…), mi innervosisce.
          Per quello disabilito il controllo automatico e faccio una o due passate di correzione lanciata manualmente solo alla fine.

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          • Daniele says :

            In questi casi, se non ci sono banali errori di battitura, forse è settata un’altra lingua, tipo l’inglese. Mi è successo 😛

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      • Gaia Conventi says :

        Sapendo come scrivono i tramisti: correttore automatico anche quando pensano! 😀

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      • mosco says :

        Un ente pubblico mio cliente, ha disabilitato per default il controllo ortografico automatico: uscirono per giorni sul web testi nei quali il “consiglio regionale” era stato corretto in “coniglio regionale”. Ancora rido quando ci penso 😀

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    • Gaia Conventi says :

      La speranza è una gran cosa ma da sola non basta. Consiglio di ridere della timidezza e passare oltre. Io devo la mia gran faccia da culo a quel pochino di teatro comico fatto in gioventù. Poi, ovviamente, sono andata peggiorando. 😀

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    • ilcomizietto says :

      Un poco di chiarezza: il correttore ortografico segnala con le bisce rosse. Ci sono anche per browser. Firefox ce l’ha. A meno che uno non scriva in dialetto, i correttori permettono di aggiungere parole al dizionario e quindi arricchire di neologismi lo stupido veloce, come chiama mio padre il computer.

      Poi c’è la sostituzione automatica che può causare grandi imbarazzi e può essere usata per fare scherzi. Incita all’ignoranza, perché corregge senza far vedere l’errore. Va disabilitata senza pietà o addomesticata levando alcune voci, circa la metà.

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  12. Rasocolmo says :

    Mantenere il buonumore mentre il travaglio (non Marco) tra scrittura, revisioni infinite, il lavorare per vivere, la ricerca della parola precisa e di un agente letterario, gli invii a case editrici, agli intimi, al critico fidato, la consulenza del fotocopiaio per stampare in cartaceo, le trasformazioni dal word al pdf delle varianti, leggere ancora L’anno della Morte di Riccardo Reis, il conto in banca che si prosciuga come niente, tua figlia che ha voglia di Paperino al computer e sei tu allo schermo eccetera, la vita insomma che corre e ti rendi conto che è una magnifica ossessione a cui puoi dedicare il tempo concesso, senza ragione, per gioia, soddisfazione, volerti più grande, senza sognare neppure i guadagni, appaiono le recensioni importanti, ma è gioco, c’è sempre da ricordarsi, fino a morirci.

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