L’impiccione libresco: e due!

Libri letti o non letti, ma anche libri abbandonati. Libri da consigliare o sconsigliare, rispondendo alle cinque domande domenicali de L’impiccione libresco.

  1. Un libro prestato e mai più tornato
  2. Un libro chiesto in prestito e mai più ridato
  3. Un libro che ha la tua stessa età
  4. Un giallo bello bellissimo
  5. Un libro in cui il protagonista si chiama come te

E adesso attendo le vostre risposte. L’impiccione torna domenica prossima.

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About Gaia Conventi

Scrivo, ma posso smettere quando voglio.

29 responses to “L’impiccione libresco: e due!”

  1. Gaia Conventi says :

    Ohhh… bene. Sto scaricando le 600 foto che ho scaricato ieri – ero nuovamente sui campi di tiro, ormai sta diventando una piacevole e freddissima abitudine – e quindi ho cinque minuti – diciamo anche quindici – da dedicare all’impiccione libresco.

    Un libro prestato e mai più tornato
    “Fatherland” di Robert Harris. Prestato due volte a due persone diverse, ho dovuto comprarne una terza copia. Ora per averla in prestito occorre lasciare una caparra. 😉

    Un libro chiesto in prestito e mai più ridato
    “Il canto di Acchiappacoda” di Tad Williams, l’unico libro vagamente fantasy che sia mai finito sul mio comodino. L’avrei reso alla proprietaria ma nel frattempo mio fratello ha cambiato morosa. Però il libro è ancora sano e salvo a casa mia, dovessi rivedere la proprietaria sarei prontissima a farle riavere il maltolto.

    Un libro che ha la tua stessa età
    “Lo Zen e l’arte della manutenzione della motocicletta” di Robert M. Pirsig. Ho tentato di leggerlo, l’ho poi stroncato sul blog.

    Un giallo bello bellissimo
    “La sottile linea scura” di Joe R. Lansdale. Un noir ma anche un romanzo di formazione. È il primo libro di Lansdale in cui sono inciampata, ora sta nella mia personale top ten.

    Un libro in cui il protagonista si chiama come te
    “Il giardino di Gaia” di Massimo Carlotto. Su qualche sito trovate scritto che la protagonista è Gaia Conventi, in realtà la protagonista è Gaia Convento Bruni.
    Libro letto e recensito, non spiacevole ma nemmeno ‘na meraviglia.

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  2. sandra says :

    1.Un libro prestato e mai più tornato Una posizione scomoda di Muzzopappa, richiesto più volte all’amica e ormai lo do per perso, con somma irritazione, toccherà ricomprarlo.

    2.Un libro chiesto in prestito e mai più ridato No, mai successo con una persona, però ne ho presi in prestito a vita due in biblioteca, ero andata a restituirne altri trovando la biblioteca chiusa, quando li ho riportati mi hanno fatto pagare credo fossero mille lire a libro, ho protestato “eravate chiusi!” Niente da fare, e niente ne ho presi due. Per la legge dell’usucapione ora sono miei.

    3.Un libro che ha la tua stessa età Oh, Gaia, sono del 68 in quell’anno erano tutti presi a protestare, a fare i figli dei fiori, mah non saprei.

    4.Un giallo bello bellissimo Colpo di grazia di Ellery Queen

    5.Un libro in cui il protagonista si chiama come te
    Le ragazze della villa accanto e A Scuola si muore entrambi di Brunella Gasperini che aveva un debole per le Sandra

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  3. Andrea says :

    Oh gentile Gaia, ma qui si va proprio a impicciarsi dei fatti nostri; tra un po’ manca solo il codice fiscale o il numero di tessera annonaria per i più anzianotti. Però a costo di rivelare troppo di me giocare con i libri mi piace davvero tanto e ci provo.

    Un libro prestato e mai più tornato. Il Monte Analogo di René Dumal, ricomprato e riprovato a leggere, nulla. Libri del periodo Siddhartha, bleah.

    Un libro chiesto in prestito e mai più ridato. Anche per me preso in biblioteca, l’ho tenuto sufficientemente a lungo perché la biblioteca suddetta chiudesse i battenti e i libri mandati per lo più al macero, forse ho fatto bene a tenermelo. Dimenticavo è un libro introvabile di poesie dialettali della mia terra uno dei rari casi in cui la poesia dialettale sa essere universale, però dopo 26 anni non ho il coraggio di confessare il maltolto.

    Un libro della tua età, qui si entra nel privato, ma quell’anno sono usciti tre libri che non posso fare finta di nulla quindi se mi promettete di non andare a vedere l’anno di pubblicazione ve li dico, nell’ordine: Opinioni di un Clown di Heinrich Böll, Libera nos a Malo di Luigi Meneghello e la Tregua di Primo Levi. e poi dicono che le stelle non influiscono per niente, provate voi a nascere sotto stelle così. Poi quell’anno sono usciti un po’ di Maigret e altro assortito.

    Un giallo bello bellissimo. Sul giallo gentile maestra non ho studiato, potrei dirle dei noir ma non sono la stessa cosa.

    Un libro in cui il protagonista si chiama come te. Sa gentile Gaia che in questo momento, neanche uno me ne viene in mente, né bello né brutto. Andrea non è un nome romanzesco credo.

    Chissà cosa ci aspetta domenica prossima.
    Un caro saluto e buona domenica. Andrea

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    • mosco says :

      Caro Andrea, la smetta di darsi tante arie! sono più vecchia io 😀

      (buone feste, con simpatia, dalla periferia dell’impero)

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      • Andrea says :

        Ecco lo sapevo, oh se lo sapevo, potevo scrivere l’Odissea? Potevo? no, con tre libri così non potevo proprio. Un caro saluto e un augurio di buone feste anche a lei. Andrea

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    • Gaia Conventi says :

      Caro Andrea, la rubrica è L’impiccione libresco. Ora, non per voler chiarire l’ovvio… ma se è impiccione è perché si impiccia.
      Non è colpa mia, questi post si scrivono da soli. 😉
      E non è colpa mia nemmeno aver cercato il suo anno di nascita – ma lei davvero credeva non l’avrei fatto? … – da cui deduco che si finge centenario per giustificare questo scambio di convenevoli col “lei”. Che però mi sta benissimo, dà più gusto ai nostri commenti.

      P.S. per quanto riguarda il giallo, ho barato. Mi è scappato lì un noir, ma giuro che penserò a scovare un giallo bello bellissimo. Potrei cavarmela con un classico ma sarebbe troppo semplice.

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      • Andrea says :

        Gentile Gaia, la realtà è un po’ più complicata di quella che potrebbe apparire. Sapevo con assoluta certezza che lei, da simpatica impicciona qual è, sarebbe sicuramente andata a curiosare, come lo ha fatto Mosco prima di lei. In ogni caso che ci creda o no questo è il mio modo naturale di rapportarmi con le persone, nessuna finzione, nessuna posa. Forse perché ho vissuto in montagna (in malga con le vacche) per i primi trenta anni della mia vita, forse perché l’italiano non è la mia Lingua Madre; al mio paese infatti si parla un’antica lingua germanica, (detta dai dotti “Cimbro”) la lingua italiana l’ho imparata alle elmentari e i primi sei mesi sono stato affiancato da uno di “quinta” che traduceva per me le parole della maestra; sarà per questo, sarà per quello, sarà per timidezza, non lo so, ma a volte credo di avere l’età di mio suocero, i miei ricordi di bambino sono molto più simili ai suoi che a quelli di mia moglie.
        Ecco ora lei sa molte più cose di me e forse non le sono più così simpatico. La fortuna di entrambi è che nessuno ci chiede di scriverci per forza. Peccato però perché mi piaceva, parlare con lei da vecchio zio, che alla fine è proprio quello che sono.
        La saluto con la stima di sempre e le auguro delle piacevoli feste natalizie ricolme di serenità e tenerezza. Andrea.
        PS Io non ho mai voluto essere anonimo, lei ha quel bel quadro da dove può vedere molto di chi le scrive, o no?

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        • Gaia Conventi says :

          Le dirò, così – con l’antica cortesia dei bei tempi – lei mi piace moltissimo. La trovo interessante. Be’, interessante il doppio, in realtà. Lei è già interessante di suo.
          Dunque direi di continuare con questo registro, che mi riesce gradito e non mi pesa in alcun modo. Se poi deciderà di passare al “tu”, mi avverta e mi atterrò alle sue preferenze. Qui occorre sentirsi a casa, questo è un blog che ama vestire comodo. 😉

          P.S. non dia retta a WordPress, qualche volta trova anonima anche mia madre.

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      • Andrea says :

        Gentile Gaia, la realtà è un po’ più complicata di quanto potrebbe apparire. Questo, che lei ci creda o no, è il mio modo naturale di rapportarmi con le persone, nessuna finzione, nessuna posa. Mi dispiace che lo abbiate pensato. Vedete, sarà perché fino al suonare dei trenta anni ho vissuto in malga, custode di vacche, sarà perché l’italiano non è la mia lingua madre; al mio piccolo paese in cima ad un altipiano si parla una antica lingua germanica, dell’anno mille o giù di lì, come se oltre il displuvio delle Alpi ci fosse un paesino della Foresta Nera dove si parla l’italiano di Cielo d’Alcamo. I dotti chiamano questa lingua “Cimbro”. Io ho imparato l’italiano alle elementari e la maestra mi aveva affiancato uno di “quinta” per interpretare per me le sue parole. Sarà per la mia innaturale timidezza, sarà per questo, sarà per quello, sarà perché miei ricordi di bambino sono quelli di mio suocero e non quelli di mia moglie. Giudicate voi perché, ma io sono così per davvero un vecchio zio brontolone, innamorato dei libri, quasi privo di conoscenze informatiche, mai stato attratto da Face Book e cose così. Lontano. Avevo trovato questo angolino dove a volte si parlava di libri e a volte si sbracava in allegria e mi ero trovato bene, ora gentile Gaia siccome nessuno ci ordina nulla possiamo anche smettere. Ecco ora sa molte cose di me e in fondo io non ho mai voluto essere anonimo, solo così un po’ diafano, penso per altro che, per lei che vede anche dietro le mail sia piuttosto facile scoprire l’identità dei suoi interlocutori o no?
        La saluto con immutata stima e l’ affetto che si è guadagnata e le auguro un Natale ricolmo di tenerezza e serenità. Andrea

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        • Gaia Conventi says :

          Gentile Andrea, WordPress fa le bizze. Mi ritrovo col suo commento, ma da altra email.
          Porti pazienza, in questi giorni il blog fa un sacco di storie.

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        • mosco says :

          io qui sono ospite, il mio parere conta pochino, ma una persona che ha Rigoni Stern per maestro e vive sull’Altipiano, può darmi del Lei, del tu o del Voi e per me va comunque benissimo.

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          • Andrea says :

            Cara Mosco, sapessi come diamine si mettono le faccine ne metterei una con un torrente di lacrime. Ma vere eh. Commozione è per commozione. Grazie, non per me, naturalmente, che io conto molto meno di poco, ma per la considerazione che lei ha nei confronti di Mario Rigoni Stern. E chissà che un giorno non vi racconti il regalo prezioso che di lui conservo. Ma dovrei dirvi troppe cose e forse non è giusto per un vecchio zio brontolone.
            Un carissimo saluto Andrea

            PS Sì Gentile Gaia a volte il post si cancella, così l’ho riscritto in bella copia e adesso ci sono tutti e due, mi scuso per l’inconveniente. Andrea

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  4. minty77 says :

    Questa forse la riesco a fare, almeno per 4/5… 😛

    Un libro prestato e mai più tornato

    “Un sabato a Pudney” di Roy Brown. Libro per ragazzi prestato alla biblioteca scolastica della scuola media e disperso.
    La stessa cosa mi era successa con la biblioteca scolastica delle elementari (in quel caso un libro su San Francesco che “misteriosamente” venne incamerato fra i beni della scuola).
    La mia regola di vita, da allora, è che i libri si prestano (raramente!) agli amici, ma mai più a nessun tipo di istituzione.

    Un libro chiesto in prestito e mai più ridato

    “Non c’è tempo per annoiarsi” di Eve Harlow. Manuale di attività creative per ragazzi, chiesto in prestito da bambina a un parente già con l’idea di mai restituirlo, lo ammetto ^^;

    Un libro che ha la tua stessa età

    “Shining” di Stephen King

    Un giallo bello bellissimo

    “L’alienista” di Caleb Carr

    Un libro in cui il protagonista si chiama come te

    “Minty, lui mente!” di Isabel Wolff. E’ una roba di chick lit, credo, e non l’ho mai letto, però… XD

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  5. mosco says :

    1. mai più tornati, per la miseria! infatti ora non presto più: regalo così smetto di illudermi da subito. Per uno comunque mi rode il culo: “Flamini, Brennero connection, Editori riuniti”. Fuori catalogo e nessuno pensa lontanamente di ristamparlo.
    2. Non ho mai più restituito a mia cugina il mitico “Guida al novecento” del Guglielmino. Per fortuna mia cugina non se lo ricorda nemmeno più. Fosse stato “guida agli inginocchiatoi italiani” invece si sarebbe fatta viva.
    3. Un libro che ha la mia stessa età nel senso? prima edizione? o che gira per casa da allora? cmq direi “la sacra bibbia”, in entrambi i sensi :P:P
    4. un simenon a caso, soprattutto per le atmosfere e i personaggi. Sì, la storia gialla non è poi mai così gialla, però le copertine adelphi sono gialle. E’ valida come risposta?
    5. La divina commedia. eh già, Paolo e Francesca, mica paglia 😀

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  6. alessandrap says :

    un libro che ha la tua stessa età
    Walter Tevis, Futuro in trance, trad. di Silvia Stefani. La prima edizione Oscar Fantascienza ha praticamente la mia età.
    Titolo originale: Mockingbird,

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  7. Shari Valentina says :

    Non commento mai, ne sono consapevole u.u ma questi piccoli test usa-e-getta mi attirano come ape al miele, come mosca alla… insomma, s’è capito.

    1. Un libro prestato e mai più tornato:
    “Il fu Mattia Pascal” – tra l’altro lo scritto che meno mi piace di Pirandello – è svanito anni e anni fa. Averlo indietro sarebbe stata una bella cosa, invece sembra essere stato inghiottito dalle pieghe del tempo e dello spazio. Al momento, altri amici (alla ragazza che mi ha perso il primo non verrà più prestato nulla) hanno temporaneamente alcuni miei libri di Calvino e di Queneau: spero per loro che non facciano la stessa fine del Pascal!

    2. Un libro chiesto in prestito e mai più ridato:
    Non volutamente. Ai tempi delle medie, presi un libro nella biblioteca della scuola, a Giugno. Il caso volle che fosse il mio ultimo anno. Quando mi sono accorta di avere ancora in casa dieci anni dopo il libro in questione (“Corri ragazzo corri” di Uri Orlev) ho tentato di riportarlo indietro, ma ormai non lo volevano più. Quindi me lo tengo ancora oggi come un piccolo tesoro: mi era tanto piaciuto all’epoca da essermi dimenticata di riportarlo, come se fosse mio e di nessun altro. Mai più successo, giuro.

    3. Un libro che ha la tua stessa età:
    “Reaper Man” di Terry Pratchett (in italiano “Il tristo mietitore”). So che non ti piace il fantasy, cara Gaia, ma lui è.. speciale. Perché è folle, si prende in giro, ci prende in giro. E con questo test ho scoperto che il libro che preferisco tra i suoi è stato pubblicato proprio quando sono nata io, quindi non potevo esimermi dal citarlo.

    4. Un giallo bello bellissimo:
    Leggo pochi gialli, lo ammetto. Ancora nel cuore ho il primo che ho letto, però: avevo 12 anni e mi sono innamorata di “Ricordati di me” di Christopher Pike, tanto da farmi chiamare dagli amici come la protagonista (soprannome che utilizzo tutt’ora, si può notare)… Forse sfogliandolo adesso non sarà questo granché, ma ai tempi mi ero molto appassionata a questa storia in cui la protagonista muore dopo poche pagine, seguendo poi le indagini che riguardano la sua dipartita come fantasma. Un po’ di paranormale, un po’ di inquietudine e la storia della vittima raccontata dalla vittima stessa. Non male, ma ovviamente resta un libro per ragazzi (tra l’altro, leggendo “Amabili resti”, ho notato varie similitudini).

    5. Un libro in cui il protagonista si chiama come te:
    Mi viene in mente, al momento, soltanto la Valentina di Crepax.

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