Gennarino Coccolino e il gruppo di lettura. Quando lettura fa tanto iattura…

Gennarino Coccolino Scrittore ormai lo conoscete bene, è quel tipo che tentate di scansare su Facebook. Da sempre. Poi si avvicina il Natale, siamo siete tutti più buoni ed eccovi ad accettare la richiesta d’amicizia del Coccolino di turno. Non fate finta di niente, vi vedo: Natale vi frega sempre, lasciate persino la mancia all’idraulico. Poi il galantuomo ve la rende e ci aggiunge pure una pacca sulle spalle. Se siete tra quei poveracci che campano di cultura… be’, a voi la mancia la potrebbe lasciare persino la FAO.

Ma non tergiversiamo, l’argomento coccoloso di oggi è caldissimo, così caldo che vi ci potete persino scaldare mani e piedi. Risparmiando sul riscaldamento.

E se il fenomeno Coccolino – a dirlo un fenomeno non si sbaglia mai – è stato ampiamente indagato in tutte le sue forme e i suoi spasmi sui social, lasciatemi aggiungere un breve appunto sul coccolinismo live. Perché, che ci crediate o meno, Gennarino Coccolino è Scrittore anche dal vivo. Voi già ve lo immaginate alle sue tante presentazioni – in merceria dalla zia Clotilde, nel parcheggio dove il cugino di terzo grado fa il parcheggiatore abusivo, e vi fa pure il terzo grado se non gli lasciate l’obolo, al mercatino natalizio della parrocchia perché è imparentato con la perpetua –, eppure c’è una situazione dove Gennarino Coccolino Scrittore riesce a fare danni peggiori. Peggiori della sua sola esistenza, intendo. E finiamo proprio lì: nei gruppi di lettura.

Ne esistono di online, ma la versione classica del gruppo di lettura prevede che ci si guardi in faccia mentre si ciancia di libri. Solitamente di uno in particolare, scelto di comune accordo. Capite cosa sto tentando di dirvi? Dai, su… Gennarino Coccolino Scrittore potrà mai farsi bastare il ruolo di lettore? Di lettore in un gruppo di lettura? Mai, altrimenti sarebbe Giangiacomo Idraulico, quello a cui volevate lasciare la mancia.

Dunque, se si tratta di gruppi di lettura su Facebook – solitamente sono sottogruppi di qualche pagina e/o ameno gruppo libresco –, Gennarino Cane da Trifola – ma cane scrittore e scrittore da cani – li scoverà e si insinuerà nell’allegra brigata come un topino di campagna in un granaio. E non date retta a chi dice che i topini sono carini e piccini picciò, dategli tempo e il topino saprà sgranocchiarvi uno stabile. A quel punto meno stabile.
Quindi anche il nostro Gennarino Topolino farà altrettanto: comincerà dicendosi grande lettore – raramente è così, non ha tempo per leggere: lui deve spammare quello che scrive –, proporrà titoli improbabili – Wiki aiuta – e si lancerà in un esame approfondito dei classici. Wiki aiuta anche stavolta. Ma prima o poi, prima per lui è sempre meglio, vi renderà partecipi di una sua grandiosa convinzione: a leggere la roba già testata ci riescono tutti. Ma perché non leggere le voci nuove, perché non dare una possibilità ai contemporanei… perché – così, tanto per dire – non leggere proprio il libro di Gennarino Coccolino Scrittore? Lui, proprio lui medesimo, che si mette a disposizione dei lettori – ma che il libro lo comprino che lui pdf non ne manda – per indagare le profondità della scrittura, la palingenesi dell’editoria, la blablablà di quel che vi pare: ma perché cazzo non volete leggere Gennarino, eh? Razza di snob. Maledetti bastardi. Gruppo di lettura demmerda! E se online si fa presto a sbrigare la pratica – con Gennarino Coccolino Scrittore cacciato dal gruppo di lettura –, dal vivo la faccenda risulta più ostica.

Siete di quelli che reputano Facebook uno zoo di mostri? Bene, perfetto, ma fuori è pure peggio. Fuori, là nei gruppi di lettura live. Là dove arriva Gennarino Coccolino Scrittore, fingendosi un lettore volenteroso e pronto a conoscere altri colleghi di lettura. Di scrittura no, ché lui l’occhio di bue – non l’uovo, il faretto – non lo divide con nessuno.

Se avete la sfortuna di gestire un gruppo di lettura – ma chi ve lo fa fare?, ma lasciate perdere, drogatevi e basta –, presto o tardi – presto, prestissimo, Gennarino non perde un attimo – vi ritroverete con un lettore – uno di quelli che pensavate soltanto lettori, ahia! – che si propone in altra veste: ha appena scritto un libro, perché non approfittare della sua insperata presenza per “parlare di libri da dentro”? Già, il virgolettato non è un caso. Se avete sempre pensato che solo un segnalibro potesse farlo, dovrete ricredervi: per entrare in quelle pagine occorre proprio il loro autore. Ovviamente non noterà malanni che a voi – pure se siete distratti – sembrano assai evidenti, perché nessun autore – Gennarino non fa eccezione – si proporrà a un gruppo di lettura per dire male di ciò che scrive. Ovvio, normale, non può che essere così. Meno normale e meno ovvio è che Gennarino voglia convertire un gruppo di lettura nel suo personalissimo gruppo di fan. Meno normale per noi, normalissimo per lui. Insomma, cari gestori di gruppi di lettura e carissimi lettori che avete aderito all’iniziativa perché amate i libri, Gennarino Coccolino Scrittore sta invadendo i vostri spazi. Come le termiti, ma almeno quelle sono bestie che non scrivono.

Secondo la mia esperienza – e buonsenso: ma mica il mio, di chiunque – chi gestisce un gruppo di lettura, che sia online o dal vivo, dovrebbe azzardare una regola: non ci si autoinvita in qualità di scrittore, soprattutto se già si fa parte della comitiva. Esistono gruppi di lettura e gruppi di autoaiuto, e anche lì l’aiuto non è quello di tirare fuori le monetine per sponsorizzare la carrierina da quartierino di Gennarino Coccolino Scrittore. E non si tratta nemmeno dell’aiutino che possono dare solo amici cari e parenti stretti – mentendo – nel confermare a Gennarino la sua indubbia genialità.
Che sia dal vivo oppure online, il mondo è cattivo: abbiate il coraggio di dire a Gennarino Coccolino Scrittore che un gruppo di lettura non è il suo acquario di bavose cornute (Parablennius tentacularis).

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About Gaia Conventi

Scrivo, ma posso smettere quando voglio.

8 responses to “Gennarino Coccolino e il gruppo di lettura. Quando lettura fa tanto iattura…”

  1. Daniele says :

    Ecco, il gruppo di lettura è una piaga che mi manca: forse è per questo che, anche se leggo meno di un tempo, mi piace ancora farlo!
    Ma anche immaginando che nel gruppo non ci sia un Gennaro Scocciolino, l’idea che tutti debbano leggere lo stesso libro nello stesso arco di tempo… non mi convince: e se voglio leggere altro? 😛

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    • minty77 says :

      l’idea che tutti debbano leggere lo stesso libro nello stesso arco di tempo… non mi convince: e se voglio leggere altro?

      Non partecipi al gruppo di lettura e amen. Mica è un obbligo.
      Che poi il 90% dei partecipanti a gruppi di lettura che conosco, legge sempre anche altro, mentrre porta avanti la lettura del libro per il gdl…

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      • Gaia Conventi says :

        Nel gruppo di lettura a cui partecipo non c’è alcun obbligo. Se non si vuole leggere quel libro, si leggerà magari il successivo. Ma vuoi mettere il piacere di discutere di un libro davanti a una fetta di pandoro? Ecco, il bello sta tutto lì. Anche quando il libro è brutto. 😀

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    • Gaia Conventi says :

      Per mia fortuna riesco a leggere il testo scelto dal gruppo di lettura e anche molti altri. Nel corso di un mese ci riesco agevolmente, leggo tre libri a settimana e quindi… 😉
      Il bello del gruppo di lettura è che si incappa sempre in un libro che mai e poi mai si sarebbe scelto da soli. Il più delle volte poi quel libro non mi piace, ma si sa che io sono un “drago da stroncature”. Insomma, vada come vada, ci guadagno sempre. 😉

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  2. minty77 says :

    I Gennarini Coccolini Autoproponentisi infestano anche anobii. Li vedi aggirarsi per i vari gruppi e proporre (proporre!) catene di lettura o gdl sul proprio libro. Molti sono così tanto alla frutta che si offrono anche di fornire il relativo pdf. Tanto, ormai…
    Uno spettacolo indecoroso, secondo me, ma devo ammettere che trovano anche tanti anobii-entusiasti che abboccano (quando il libro è gratis…) :-\

    una regola: non ci si autoinvita in qualità di scrittore, soprattutto se già si fa parte della comitiva.

    Più in generale, la regola dovrebbe essere la seguente: “Il gruppo di lettura non leggerà nessun libro scritto da uno dei componenti la compagnia, onde non limitare, per imbarazzo e cortesia, la libertà di ognuno di esprimere davvero ciò che pensa dei libri letti volta per volta.”. In parole povere, cari Coccolini Gennarini Rompini, qui si legge. E non la vostra roba. Se non vi interessa, aria! è_é

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    • Gaia Conventi says :

      Qualche tempo fa ho partecipato a un concorsino per inediti. Concorsino di un notissimo salotto letterario, forse uno dei più noti in Italia. Sono stata battuta – ma lo dico senza alcuna acredine, avevo persino scordato l’invio di quel manoscritto al concorso (sì, è vero, mi occorre la badante…) – dal testo di un lettore/scrittore, un lettore partecipante al gruppo di lettura anche in qualità di votante. Che, come si è affrettato a chiarire la sera della finale, non si era autovotato.
      Ebbene, a fine serata, davanti a una bottiglia di vino, qualche lettore mi ha spiegato che i testi andavano commentati pubblicamente, assieme agli altri lettori. Risultò che più d’uno aveva leggermente ritoccato il voto – ma, sia chiaro, era certamente un buon testo – per non ferire i sentimenti dell’autore/lettore.
      Questo per dire che, effettivamente, commentare il testo di un autore presente nel gruppo non è buona cosa. O meglio, occorrono lettori senza tante pippe e autori che non piantano grane. Un po’ come dire che occorrono più panda. 😉

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  3. cinzia andrei says :

    mah, i gruppi di lettura mi raggelano. non mi interessa discutere di un libro. se è bello te lo consiglio, se è brutto, e me lo hai consigliato tu, dico con garbo “non ero nello stato d’animo adatto”. stop. perché devo perdere un pomeriggio? detto questo, è un po’ che non godo su yahoo. però mi fanno anche parecchio pena.

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    • Gaia Conventi says :

      Ti dirò, parlare di libri è un bel passatempo. Il problema è quando qualcuno comincia a farti dei versi in faccia: a te il libro non è piaciuto, a lui sì. Ed è come se gli avessi offeso mammina. Ecco, in quei casi io mi defilo. Prima di fare dei danni seri. Perché mi conosco, magari non mi scappa un vaffanculo, ma non è detto che il tizio salvi entrambe le rotule. 😉
      Quindi sì, bello parlare di libri, ma con gente che sa dare ai libri il giusto peso.

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