Joe R. Lansdale, “Rumble Tumble”… che casino!

Sulla copertina è spiaccicato il commento di Antonio D’Orrico: “un romanzo perfetto”, e se l’autore di tale sconcertante opera non fosse Lansdale, di certo avrei lasciato perdere. D’Orrico ha l’astrusa mania di non motivare mai i suoi giudizi, tutto quello che legge è talmente fantastico che viene da pensare sia un inguaribile ottimista… poi leggi il libro che lo vede in veste di romanziere e valuti che – chissà – la mania di spargere lodi in giro la si debba alla speranza di vederle ricambiate… da qualche collega. Ma veniamo al libro – starò mica qui a parlare male di D’Orrico? -, “Rumble tumble” fa parte della saga di Hap&Leonard. Che succede in “Rumble Tumble”? Un casino pazzesco, lasciatemelo dire, dal tiro all’armadillo al nano cowboy, se siete alla ricerca di cose pazzesche: eccovi, siete approdati al libro giusto. I dialoghi sono quelli soliti, i nostri eroi non brillano per eleganza – e qui sta il bello! – e la morosa di Hap non sarà mai invitata al ballo delle debuttanti. La figlia di lei? Per carità, drogata marcia, vende la carne – non in macelleria – ad un bel gruppetto di pericolosi omacci. Che si fa quindi? Oh, beh, bisogna correre a salvarla. Preparate il cestino da picnic, le armi le portano loro… con lo “sfondanegri” si fanno miracoli. Il resto è un rumble tumble di dimensioni bibliche! Consigliato a chi non si lava la bocca col sapone dopo ogni parolaccia, a chi già segue la saga e a chi non sapeva della sua esistenza (accidenti, ragazzi, cosa vi siete persi!). Sconsigliato a chi cerca la storia d’amore – qui saltano la cavallina ogni tre pagine ma non è un Harmony – e a quelli che scrivono e sono certi di buttare su carta dialoghi credibili… potrebbero fare un trauma!

Tradotto da Alfredo Colitto, che è sempre una garanzia!

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About Gaia Conventi

Scrivo, ma posso smettere quando voglio.
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