Giramenti e i bei soggetti: il concorso nel concorso di Tramando 2015.


Giramenti, come sanno in tanti ma non proprio tutti – sennò non si spiega come qualcuno abbia deciso di parteciparvi –, affianca indegnamente BookBlister nell’assegnare il premio Tramando. Sul blog della siora Beretta Mazzotta avete letto la cinquina dei migliori e avete poi applaudito – o così spero – i vincitori di questa edizione. Ora manca la parte cattivella, quella che per ovvie ragioni ho inventato io: il premio “Sei un bel soggetto!” dedicato ai soggetti che con un po’ di fortuna e tanto sudore della fronte potrebbero diventare romanzi, e il temibile Tramiro d’oro 2015.

Il Tramiro è un po’ il santo protettore delle trame tramortite e dei nostri amati tramisti. Non è la mitica “Vanga d’oro” di Giramenti ma poco ci manca, e sempre tenendo presente che trame tramortite e tramisti fanno la fortuna di questo blog. Ecco, come dire, se qualcuno mi incontra da qualche parte mi chiama Gaia dei tramisti, che fa tanto Giulietta degli spiriti.
Così oggi vi beccate il nostro – mio e della siora Beretta Mazzotta – resoconto dei soggetti e domani si riparla del Tramiro e del suo vincitore.

L’intenzione di “Sei un bel soggetto!” – strano ma vero! – era scovare soggetti degni di diventare romanzi. Ora, stabilito questo, occorre dire che l’idea di soggetto non è chiara a tutti: trattasi di un progetto da sviluppare, di un’ossatura che andrà rimpolpata. Un soggetto non è un racconto, altrimenti lo chiameremmo racconto senza fare tanto gli splendidi.

Chiara: Esatto, siora mia. Un soggetto – pronti per il pippozzo?! – non è una sinossi, che è il riassunto puntuale di un intreccio, perché in una sinossi, volendo, ci stanno le spiegazioni e pure le riflessioni. Un soggetto ci dice come comincia la storia, come si svolge, come finisce. Deve essere semplice e deve mostrare l’azione: i fatti, solo quelli. Niente spiegazioni, pensierini o rimuginamenti. Quindi: “Daria è arrabbiata” non va ma “Daria schianta il cellulare contro il muro” sì. Anche per questo si usa la terza persona singolare e l’indicativo presente. Perché questo tempo verbale trasmette bene la sensazione del “qui e ora” (e costringe chi scrive a mostrare il fatto che sta accadendo).
Ingredienti: luogo dell’azione, tempo in cui si svolge l’azione, personaggi coinvolti (da mostrare quando entrano in scena). Temperatura di cottura? 36,5 gradi. Il tutto deve essere pacato, sobrio. Niente battutine o strizzatine d’occhio al lettore. Poche parole e precise: un aggettivo è meglio di tre, perché tre aggettivi confondono le idee mentre una parola è precisa come un laser e attiva una immagine più precisa nella testa del lettore. Un buon soggetto? Deve accattivare con una idea originale. Se manca l’idea, il soggetto è perfetto per il cestino.

Gaia: Ilaria ha capito di cosa andiamo cianciando, però il suo soggetto è debole: potrà il mistero dell’aver ordinato un analcolico tenere avvinto il lettore fino a pagina duecento e sbrisga? Be’, cara Ilaria, sapere chi tra le amiche ha saltato la vodka perché già pensa al colore del corredino è una di quelle cose che non mi leverebbero il sonno. Quello che per te è «un intreccio di storie, ricordi, emozioni, […] un insolito viaggio psicologico fra le contraddizioni, le passioni e le ambizioni delle donne di oggi; un viaggio in cui la maternità è un concetto sempre presente, anche quando ignorata o negata» per me tende al già letto e già visto. Forse nel frattempo le donne di oggi sono molto più “di oggi” di così. Dunque ritenta e sarai più fortunata, la stoffa c’è… manca solo il soggetto adatto.

Chiara: Qui il primo problema sono le parti troppo spiegate e poi, sì, l’idea non è particolarmente accattivante. Inoltre abbiamo solo una scena o due, tutto l’intreccio è sfumato.

Gaia: Il soggetto di Veronica – che parte con l’idea di proporci un soggetto ma poi se ne scorda e torna al racconto – narra di un pranzo che diventa una cena – un editor bravo, senza scomodare per forza la siora Beretta Mazzotta – l’avrebbe notato e corretto. Faccio finta di nulla e vado al sodo: temo che le motivazioni che spingono alla ricerca di un commensale siano fiacche. Stare a tavola in tredici non procura alcun danno. Tranne quello, ahimè, di non imbroccare un buon soggetto per il nostro concorso.

Chiara: Qui abbiamo l’intero intreccio. Il soggetto, in effetti, è un po’ camaleontico e si traveste da racconto. Il 13 a tavola per uno scaramantico è una bella rogna. Ma per rendere credibile tutta la storia bisogna lavorare sulla motivazione (la scaramanzia appunto) esacerbarla così è tutto un po’ forzato; inoltre oggi è un tema meno sentito, un po’ vecchiotto.

Gaia: Quello di Stefano non è un soggetto e nemmeno una sinossi: è un racconto in cui la prima parte male s’incastra con la seconda. La prima non ha riscosso il mio interesse, la seconda mi ha strappato una risata. E la trama non voleva essere comica.

Chiara: Siora mia, mi accodo al suo giudizio. Mi spiace, Stefano, non ci siamo proprio.

Gaia: Anche il soggetto di Miriam è un racconto, tra il nonsense e l’incattivito cronico: il senso non si coglie e nemmeno il motivo di tanto rancore per certi programmi televisivi – grazie al cielo esiste il telecomando – e per le tante sedicenti sosia di Audrey Hepburn. Lasciale dire, inutile dirne.

Chiara: Qui il problema è la “temperatura” di cottura. In effetti, Miriam, non sei neutra e un soggetto mostra fatti, non le emozioni di chi lo ha scritto. L’idea del concorso per moderne Audrey potrebbe funzionare, ma l’intreccio è debole e i personaggi delle macchiette.

Gaia: Il soggetto di Riccardo rasenta il post-apocalittico con sottotitoli in bulgaro e «immigrati pakistani che girano per le strade con i loro dromedari». Attenzione alla punteggiatura, alle maiuscole, alle spaziature. Insomma, attento. Anche a dare un senso alla vicenda: hai sfiorato di poco il Tramiro.

Chiara: Qui il problema è la chiarezza. Un soggetto deve essere fruibile. Deve poter girare di mano in mano ed essere colto al volo per essere valutato, Riccardo. Se uno non capisce, è un vero pasticcio. I puntini? Vanno usati come il peperoncino habanero: pochissimo è già troppo!

Gaia: Abbiamo infine decretato di non premiare nessuno, valgano le poche indicazioni di Giramenti per fare meglio o fare altro. E grazie per aver partecipato!

Chiara: Sì, vi rifarete l’anno prossimo! Nel frattempo leggete, scrivete… fatevi insomma le ossa. E divertitevi, sia chiaro!

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About Gaia Conventi

Scrivo, ma posso smettere quando voglio.

5 responses to “Giramenti e i bei soggetti: il concorso nel concorso di Tramando 2015.”

  1. sandraellery says :

    Madò, che cattiveria. Niente premio! 😀 comunque per quella cosa lì dei tredici a tavola, e serve un altro commensale c’è sempre il nostro Giovanni. Bacione

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    • Gaia Conventi says :

      Era impossibile premiare qualcuno ma speriamo che le nostre indicazioni possano risultare utili per la prossima edizione. 😀
      E teniamoci buono Giovanni che ci risolve sempre il problema delle tavolate!

      Ciao cara, baci 🙂

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  2. Holden says :

    Siete troppo forti! Vi immagino bene anche nella stanza degli interrogatori (dalla parte del tavolo riservata ai poliziotti, eh? 😉 ).

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  1. Tramando 2015: i vincitori! | BookBlister - 27 febbraio 2015
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