Sono un self-autore, mi selfo e me ne vanto!

Del sior Mark Coker abbiamo già parlato.
Se il cane è il miglior amico dell’uomo e il Coker quello dei self-autori, se scomodi l’autopubblicazione salta sempre fuori lui. Da una scatola, con la molla e ciao ciao con la manina.
Lo ritroviamo – non siamo tipi che abbandonano il Coker sull’autostrada – grazie a Scrivo(cattivissimo).me. Un sito, una garanzia: se ci passi tre volte al giorno, avrai tre grosse opportunità di dirne male, o di dirne e basta. Insomma, Scrivo(cattivissimo).me è tra i miei siti preferiti.

Stavolta il sior Coker regala al mondo il manifesto degli autori indipendenti, «un decalogo di affermazioni nette e precise su che cosa significa scrivere e pubblicare da soli». Lui è il fondatore di una famosa piattaforma che fa proprio quella roba lì, insomma è uno che ne sa a pacchi. Ma certo non è mosso dall’intenzione di far frullare il contatore visite, e no, che andate a pensare?, lui ha scritto questo decalogo per dare una mano agli «autori che con le lacrime agli occhi gli hanno espresso l’enorme soddisfazione provata a pubblicare la propria storia, il proprio romanzo».

Ora, sono cinica e lo so, ma se mi vedo davanti un tizio che “si legge” in copertina e piange, ritengo mio preciso dovere allietarlo in qualche modo: Ehi, tizio!, guarda che ti sei pubblicato da solo… è chiaro che poi lì sopra ci sta il tuo nome! Ecco, qualcosa di simile e solo per il suo bene.

Fortunatamente quelli di Scrivo(cattivissimo).me non sono cattivi quanto la sottoscritta, quindi il decalogo è anche tradotto in italiano. Ringrazio non so chi – nel senso che non scovo il nome del traduttore – per questo regalo. E partiamo con le dieci «affermazioni nette e precise».

Io sono un autore indipendente, e non avrai altro dio all’infuori del self.
Tutta la robaccia che non è in corsivo e grassetto è opera mia, non date colpe al povero Coker. E non picchiatelo col giornale.

Ho provato il piacere e la soddisfazione che derivano dall’autopubblicazione.
Suona come lo spot “Ho fatto l’amore con Control”, se non fosse che qui si fa tutto da soli.

Ho il diritto di pubblicare. Tutto? Proprio tutto? Anche le cagate immonde?

Il controllo creativo è importante per me. Il sior Coker a spot va fortissimo.

Sono io a decidere quando, dove e come i miei scritti sono degni di diventare un libro pubblicato.
E qui sta il bello e pure il brutto dell’autopubblicazione. Non per tutti, certo. Tra i tanti che pubblicano anche i pensierini delle elementari – «Ho il diritto di pubblicare» –, di certo non mancano quelli che si selfano con serietà. Ci sono, eh? Peccato il Coker non dica mai che il self campa grazie ai tramisti di Yahoo Answers.

Indipendente” non significa “solitario”. Io scelgo i miei partner.

E mettete fiori nei vostri faldoni.

Non m’inchinerò grato ed obbediente a nessun editore. Nelle mie relazioni professionali io cerco un’alleanza, equità e interessi reciprocamente allineati.
Ma davvero il Coker è convinto che tutti gli autori di una scuderia si mettano in fila per fare il bidè all’editore? Una visione piuttosto surreale, ne uscirebbe un b-movie degno di nota.

Noi autori indipendenti includiamo scrittori diversi uniti dal comune obbiettivo di far avanzare, di abilitare e di celebrare ovunque gli scrittori.
Aspettate che al b-movie aggiungiamo il sequel, e se conoscete – anche vagamente – un paio di scrittori, avete già capito che le «celebrazioni» tra simili avvengono solo a sepoltura eseguita. Bravo lui, bravo quell’altro… ma solo se sono già morti.

Sono un professionista. Sono orgoglioso del mio lavoro, e mi sforzo di migliorare la mia arte per servire meglio i miei lettori, me stesso, i miei colleghi indipendenti e la cultura dei libri. Certo, e il self salverà il mondo!
Ehi, Coker, restiamo coi piedi per terra: ti stai autopubblicando, non ti daranno un Nobel per così poco.

La mia scrittura ha valore ed è importante. Questo valore e questa importanza non possono essere misurati solo dalle vendite.
Questo è certamente vero, ma finché sei tu a dirlo…

Celebro il successo dei miei colleghi indipendenti, perché il loro successo è anche il mio, e il mio è il loro.
Questa è struggente, datemi un momento per riprendermi.

Insieme stiamo costruendo per i libri un futuro migliore, caratterizzato da maggiore qualità, creatività, diversità, scelta, disponibilità, economicità ed accessibilità.
Certamente sì, perché Ho il diritto di pubblicare. E per fortuna i lettori hanno il diritto di dire che questo decalogo magari li lascia perplessi. Fa sembrare gli altri autori – quelli non self – dei poveri sfigati, e pure un po’ laccaculo.

E, prendendolo a prestito dal sito di Scrivo(cattivissimo).me, «Apriamo il dibattito!».

 

Annunci

Tag:, ,

About Gaia Conventi

Scrivo, ma posso smettere quando voglio.

16 responses to “Sono un self-autore, mi selfo e me ne vanto!”

  1. minty says :

    Ho il diritto di pubblicare.

    D’accordo. Basta che lasci poi al prossimo il diritto di dire che così sono capaci tutti e, nello sventurato caso, che hai scritto una pu**anata illeggibile. Sennò, non vale.

    Celebro il successo dei miei colleghi indipendenti, perché il loro successo è anche il mio, e il mio è il loro.

    Mi piace

  2. mosco says :

    “Insieme stiamo costruendo per i libri un futuro migliore, caratterizzato da maggiore qualità, creatività, diversità, scelta, disponibilità, economicità ed accessibilità.”

    La rinascita del libro di qualità. Mai più Voli e Mocci, solo capolavori a prezzi popolari. WOW!

    Ci conto eh, attento che ci conto.

    Mi piace

  3. mosco says :

    Totalmente Off Topic: tu, hai finito di soffiarti il naso e di misurarti la febbre?

    Mi piace

  4. sandraellery says :

    Self autori qua, self autori là, un continuo inciamparci, con le loro scuse per la loro scelta che resta loro, quindi legittima, ognuno fa quel che vuole, ma chiamarli libri a volte è davvero sopravvalutarli. Capita che in un blog libresco uno scrittore alla prime armi ma comunque che ha pubblicato con editoria tradizionale e seria si veda commentato di continuo da self autori che dicono “eh sì perchè anch’io…” ma non sono mettibili sullo stesso piano!!!
    Servono fazzoletti? : )

    Mi piace

  5. ilcomizietto says :

    E niente, devo ripetermi. Sono un ingenuo che non capisce perché una cosa potenzialmente dignitosa come l’EAP o il SP – perché siamo tutti per la libera espressione e per spendere i soldi come meglio crediamo, giusto? – debba essere mandata in vacca da simili uscite. Il self autore che seguisse questo decalogo diventerebbe automaticamente simpatico come due dita negli occhi e le etichette dei detersivi diventerebbero improvvisamente pura letteratura da Premio Nobel in confronto. Perché farsi male così “a gratis”?

    Mi piace

    • Gaia Conventi says :

      Giramenti è per la libertà di spesa, ma un libro EAP è un libro “paga e stampa” – non un libro edito – e una casa editrice EAP semplicemente una “stamperia”.
      Se le cose stanno così e vengono indicate chiaramente, siamo ben lieti di lasciare che la gente spenda soldi come meglio crede. A patto che l’autore pagante, che ormai abbiamo stabilito essere nel pieno delle sue facoltà e quindi volutamente pagante, non venga a dirci che si pubblica solo sborsando dindi. Non è così, non ci convincerà mai, se ne faccia una ragione.
      E ci va bene anche il self, sia chiaro. Ma anche lì si tratta di distinguere tra il pubblicare e il farsi pubblicare. Ribadiamolo: esistono self-autori degnissimi, in una bolgia di tramisti. Serviranno questi proclami roboanti del sior Coker a rendere il self più simpatico? No. Ma proprio per niente. Il sior Coker e i tramisti… tramano nell’ombra, e ci rimettono sempre i selfisti degni della nostra stima.

      Mi piace

      • ilcomizietto says :

        Certo, certo, l’EAP e il SP sono puri strumenti di stampa e di divulgazione personale. Prendiamoli per quello che sono e tutti saremo felici. Il sior Coker li carica di significati e funzioni che non hanno e non possono avere. E rende tutto più complicato.

        Mi piace

  6. sarapintonello says :

    Sai qual’è il problema? Il problema è che poi ci sono in giro un sacco di bimbiminkia (ma non solo bimbi) che per questo si sentono autorizzati a scrivere “libri” e a pubblicarli, perchè scrivere è un diritto di tutti, perchè se lo fanno loro posso farlo anche io e bla bla bla…
    Il sior coker e tutto il canile dovrebbero essere debellati!

    Mi piace

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: